Sei proprio inflessibile by Idraulico1999
Summary: Pino continuava a filmare e vederla così lo eccitava tantissimo; avrebbe voluto dirglielo, avrebbe voluto fare i commenti che faceva prima Tore, nonostante ciò non ci riusciva. Lui filmava quelle bocche e quelle lingue senza quasi più curarsi delle mani.
Categories: Trio, Sensazioni Characters: None
Genres: Confessione
Warnings: None
Challenges:
Series: None
Chapters: 1 Completed: Yes Word count: 2020 Read: 1887 Published: 01/12/2018 Updated: 01/12/2018
Capitolo 1 by Idraulico1999
In quel preciso istante Pino s’alzò dal letto, arraffò la telecamera dalle mani di Tore durante il tempo in cui filmava Paola che sorrideva leccandosi le labbra:

“Dai su, sistemati per bene adiacente a lei, in tal modo vi riprendo per qualche istante. E’ giusto, è persino appropriato che ci sia anche tu”.

“Devo stare qui nuda con lui?” - esordì frattanto lei.

“Certo, sei stata nuda fino a questo momento, non mi pare che ci siano stati dei seriosi problemi”.

“Quantomeno porgimi un tovagliolo che nel frattempo mi pulisco un attimo”.

Tore si distese vicino, nel tempo in cui la guardava sorridendo estasiato e inebriato anche di quel po’ di pudore che gli era avanzato. Paola teneva le gambe sovrapposte per nascondere meglio che poteva il pube, ma captare il suo sguardo così vicino era un’occhiata tutta concentrata nei suoi occhi, però lei lo sentiva spandersi su tutto il corpo nel cercare anfratti, pieghe e altri particolari.

“Ebbene sì, adesso siamo pronti per mettere in atto una breve intervista. Paola, dai raccontaci com’è stata questa tua esibizione?”.

“Bellissima e benfatta direi, molto più allettante e suggestiva di quella che avrei normalmente immaginato. Tore è stato infatti grandioso, con tutti i suoi commenti m’ha fatto sentire agevolmente una vera protagonista, perché mi pareva d’essere sul serio dentro un film”.

“Tu invece Tore, come l’hai vista?”.

“Una meraviglia, perché quando m’hai detto questa cosa non ci credevo, non pensavo di poter star qui a filmarvi, per il fatto che l’effetto è stato davvero molto adescante, lusinghiero e piacevole”.

“Lui deve rimanere avvolto? Se io sono scoperta e lui è vestito, tutto ciò mi mette in netto imbarazzo, magari se resta solamente con le mutande cambia un po’ la faccenda”.

“Posso davvero? Non è che scherzi?”.

La camicia volò via mentre le faceva la domanda, i pantaloni subito dopo, ridisteso sul letto s’avvicinò un po’ di più, cercò di farla spostare un po’ sul fianco e s’affiancò ancora di più:

“Così è meglio, altrimenti si vede troppo che non sono per nulla tranquillo”.

“Sì, così però la sento io la tua erezione, me lo hai collocato proprio fra le chiappe. Bada che se non fai il bravo lo dico al mio fidanzato”.

“Più bravo di così? Non è mica colpa mia, tu pensi che sia facile?”.

“Penso che se mi fai una carezza vengo ancora. Ecco che cosa onestamente penso nel percepire quell’arnese là dietro, il tutto non aiuta per niente”.

“Avresti voglia di farti fare una carezza da lui? Un po’ di coccole per la telecamera? Sarebbe davvero un bel ricordo”.

“Pino, così mi fai diventare matta. Guarda, io continuo a non volermi muovere, però il bacino gira per conto suo”.

“Lo vedo. Prova a farti carezzare un seno, vediamo che cosa succede, dai”.

“Lo vuoi davvero? Mi lascio carezzare? Posso?”.

Quel gesto fu più lesto e convincente delle stesse parole: la mano scivolò sul seno, aderì, presa l’adeguata confidenza divenne sempre più audace, perché afferrò, impastò e strapazzò. Lei vorticava assieme alla mano, muoveva il suo bacino, cantava e godeva, spalancava finalmente le cosce per mostrare alla telecamera come fosse ardente e smaniosa quella sua pelosissima e famelica fenditura, quanto fosse bagnata, quanto fosse pronta a compiere tutto. Con il bacino sempre più incollato a quello di Tore riuscì a torcere il busto, fino a trovarsi a pochi millimetri dalla sua bocca, visto che se la ritrovò incollata alla sua e la respinse:

“Ho ancora in bocca il sapore di Pino”.

“Non importa, non mi dà fastidio, non preoccuparti”.

Senza particolari indugi accolse quel bacio rovesciandoci dentro un orgasmo incongruo, potente e violento. Pino continuava a filmare e vederla così lo eccitava tantissimo; avrebbe voluto dirglielo, avrebbe voluto fare i commenti che faceva prima Tore, nonostante ciò non ci riusciva. Lui filmava quelle bocche e quelle lingue senza quasi più curarsi delle mani. Quelle di Paola erano attorno alla testa di Tore, talvolta sulle spalle, sul collo, quella di lui invece infilata sotto la schiena che non poteva fare tanto, ma l’altra aveva abbandonato il seno e progressivamente aveva raggiunto la pancia, il pube e la vulva, stringendola in un abbraccio proprio rabbioso mentre lei godeva. Paola continuò a baciare Tore per alcuni secondi, poi quasi come si fosse ripresa da un sogno si stacco e andò a cercare gli occhi di Pino:

“Sta’ tranquilla, non sono geloso, è una delle tante cose che potevano succedere, perché avevo previsto anche questo”.

“Adesso devo farlo anche godere, però non possiamo mandarlo via con quell’arnese nelle mutande. Ho voglia di vederlo, di prenderlo fra le mani, magari gli do anche due baci, posso?”.

“Se lui te lo permetterà perché no? In fondo se lo merita”.

Con la stessa prontezza del solito volarono via in ugual modo le mutande di Tore rivelando una verga di tutto rispetto e perfettamente eretta:

“E’ enorme, sarà cinque centimetri più lungo del tuo e poi è perfino più grosso. Non so nemmeno se riesco a prenderlo in mano”.

Quel cazzo invece le stava bene anche in bocca, giacché dopo i primi timidi baci iniziali mentre lo inguainava massaggiandolo, Paola s’applicò con tale adorazione quasi come volesse mangiarselo, visto che lui quasi eiaculava:

“Guarda Pino, guarda quant’è bello. Non è che per caso potrei provare anche a farmelo mettere dentro? A questo punto non ci trovo nulla di male”.

“Mi faresti proprio un bel regalo”.

“Amore io scherzavo. Non penserai davvero che adesso lo faccio venire con la mano e poi basta, dai”.

“Peccato, avrei giurato che ci saresti riuscita. Sarà per la prossima volta, dai”.

“Tu mi faresti scopare da lui così senza nemmeno provare a fermarmi?”.

“E chi è capace di fermarti?”.

Lei scoppiò a ridere e senza dire più nulla sempre tenendolo stretto in mano andò a cercare ancora i suoi baci, dopo si distese trascinandolo sopra di lei braccandolo con le cosce, infilandosi da sola l’asta nella fica. Pino, pieno di quei baci e di quei sospiri non sapeva più dove orientare l’obiettivo, perché in quell’attimo indugiò con la telecamera filmando quei visi stravolti, in seguito la diresse fra le sue gambe ingrandendo le immagini, poi tornò alle loro facce, infine si fermò sul suo seno tormentato dalla mano e riapparì sul suo viso, mentre lui se ne staccava per esprimere tutto il suo piacere. Gli occhi di Paola erano totalmente pieni di magia, il suo sorriso catturava l’espressione, mentre lui le estraeva il cazzo da quella villosissima fica lasciandola visibilmente dispiaciuta e palesemente rammaricata. La mano di Paola andò a cercare la verga, sparse un po’ lo sperma, lo raccolse portandosi la mano alla bocca:

“Peccato, avrei voluto berti, avrei voluto vederti sborrare in conclusione nella mia bocca. Buono, molto buono, non lo avrei detto” - enfatizzò in modo anelante e smanioso Paola.

“Te ne darà ancora, basta che tu glielo chieda e lui non te lo farà mancare”.

“Pino, sai che m’hai fatto un regalo immenso. Io non capisco come fai a stare lì tranquillo, ma un regalo così alla tua monella non lo avevi mai creato. Grazie”.

In quel momento decise di spegnere la telecamera, l’appoggiò sul mobile e si distese placidamente al loro fianco. Paola era nel mezzo, coccolata e palpeggiata, visto che distribuiva baci con garbo senza distinzione. Non ci mise più di tanto considerando che Tore aveva bisogno di riprendersi, lei cercò subito il cazzo di Pino, gli propose la schiena lasciandosi trafiggere da dietro come tanto piaceva a lui, riservando i suoi baci a Tore che le carezzava nel frattempo il seno incrociando spesso la mano del suo amico:

“Voglio farlo ancora, desidero fare l’amore con te, dimmi che farai ancora l’amore con me, promettilo”.

“Certo Paola, appena mi riprenderò, perché ci vorrà un pochino di tempo”.

“Non soltanto oggi, anche altre volte, anche altri giorni a seguire”.

“Io non vedo l’ora, appena ti verrà la voglia io sarò sempre disponibile e sollecito”.

“Guardami ancora, dimmi com’è. Ripetimi le cose che precisavi prima”.

Tore ci provava nell’essere cronista come poco fa, malgrado ciò non riusciva più così bene, dato che non era capace di fare l’individuo insulso, tuttavia adesso la desiderava senza freni. Lei smanettava con dovizia il suo cazzo, si era già accorta perché senza preoccuparsi minimamente del fidanzato s’alzò facendolo sgusciare fuori, ribaltò Tore sulla schiena e andò tranquilla per cavalcarlo:

“E’ la mia festa, perché oggi me la voglio godere fino in fondo”.

Lei non voleva lasciare Pino troppo fuori dal gioco, lo chiamò più vicino e volle accogliere il suo cazzo in bocca, davanti agli occhi del nuovo amante. Sempre dirigendo tutto lei si stese supina sul letto in modo tale che Pino in piedi la trafiggesse per bene, in seguito volle Tore in ginocchio di fianco a lei riprendendo a gustarsi il cazzo in maniera avida e famelica. In quei lascivi istanti lei li portò entrambi all’apice assieme a Pino che inizialmente le spargeva il seme sul pube, mentre Tore le inondava finalmente la bocca spalancata e sorridente con tanto di lingua guizzante:

“Guardalo Pino: è davvero bellissimo, mai visto uno così bello”.

“Veramente a me non sembra poi così particolare”.

“Tu non capisci un cazzo, ecco. Amore, me lo farai fare ancora, vero? Mi farai ancora scopare da Tore?”.

“Sì, certo, tutte le volte che vorrai e che vorrete”.

“E tu, mi lasceresti fare l’amore da sola con lui?”.

“Se realmente lo desideri, perché no? Se io te l’impedissi tu non troveresti forse il modo per farlo?”.

“Se tu non volessi, io non lo farei, credo. Se tu non hai nulla in contrario, io ne approfitterei ben volentieri. In tre è bellissimo, tuttavia l’idea di far l’amore con lui senza di te mi eccita oltremisura”.

Dopo una doccia veloce sempre assieme e amoreggiando si prepararono per uscire per andare fuori per cenare:

“No, Paola, non mettere gli slip, resta senza, perché ti voglio così. Per noi sarà più bello vederti nuda, se vuoi regalali a Tore i tuoi slip”.

“La gonna però è corta, va a finire che si vede tutto”.

Nonostante tutto guardandolo negli occhi diede un bacio ai suoi slip e glieli consegnò. Il reggiseno non lo portava mai, al massimo una canottiera, ma ritenne che potesse anche farne a meno, perché là di fuori c’era già abbastanza caldo. Lei si sentiva tremendamente nuda e non era la prima volta che lo faceva, ma questa volta con due maschi che ordivano macchinando il lussurioso contesto:

“Pino gradisce molto che io giri senza gli slip, ogni tanto arrivo anche a casa sua senza, visto che faccio a meno di metterli. Pensa che un paio di volte se n’è accorta anche mia mamma, poiché ha provato a protestare. Dove vai senza mutande? Tanto poi le tolgo dopo, no? Soltanto che adesso con voi due che lo sapete con la gonna che è pure corta, dovrò andare in bagno ad asciugarmi durante la cena. Uno di voi due m’accompagnerà?”.

La cena fu uno strazio e un tormento davvero continuo per Paola: lei si trovava le mani di quei due sempre addosso, si faceva baciare da entrambi, addirittura mentre la guardavano dagli altri tavoli, in seguito andò in bagno davvero con Pino e poi anche con Tore. Tornarono presto a casa di Pino, ritrovarono subito il letto e ricominciarono a far l’amore come se non avessero mai fatto altro in vita loro.

La serata trascorse pacatamente, si fece tardi e Tore volle tornarsene in seguito a casa. Paola contestava e protestava, perché voleva che passasse la notte lì con loro, però lui fu irremovibile, ostinato e tenace, rifiutando a quel punto la sua proposta, negandosi in modo energico e netto.

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