La Storia di Monica - Cap. 4.4 - Olivia e Natsha by Serena
Summary: Erano passate un paio di settimane da quando mi ero trasferita nella villa di Tommaso, quando facendo colazione, lui mi sorprese con una domanda a dir poco imbarazzante.
"Hai già fatto sesso con Valeria ?" mi domandò con lo stesso tono col quale si chiede il sale a tavola.
"Si perchè ?"
Categories: Saffico Characters: None
Genres: Racconto
Warnings: None
Challenges:
Series: None
Chapters: 1 Completed: Yes Word count: 2042 Read: 2184 Published: 12/06/2018 Updated: 13/06/2018
Capitolo 44 by Serena
Erano passate un paio di settimane da quando mi ero trasferita nella villa di Tommaso, quando facendo colazione, lui mi sorprese con una domanda a dir poco imbarazzante.
"Hai già fatto sesso con Valeria ?" mi domandò con lo stesso tono col quale si chiede il sale a tavola.
"Si perchè ?" gli risposi cercando di capire dove volesse arrivare.
"Così è che credevo t'interessassero solo gli uomini."
"Sai una mia amica che nessuno è in grado di far godere una donna come una sua simile." dissi con naturalezza "E credo che per certi aspetti sia vero, in fondo chi meglio di una donna conosce il corpo femminile. Ora però la domanda te la faccio io, vuoi vedermi scopare ?"
Sapevo che stavo giocando una partita pericolosa, perchè in fondo eravamo sì fidanzati, ma non ancora sposati, però volevo capire se stavo con un guardone impotente, o se invece Tommaso era solo curioso.
"No con un uomo no, ma con una donna perchè no ?" mi rispose cercando di non scoprire troppo le sue reali intenzioni.
In quel momento mi ricordai che Carla m'aveva parlato del Cherry, un locale un po' equivoco dove le ballerine di lap-dance s'intrattenevano ben volentieri con i clienti, anche se questi erano donne in cerca di qualcosa di diverso.
"Se vuoi stasera usciamo per andare in un posto che mi ha consigliato una mia amica." gli proposi ben sapendo che non aspettava altro "Se vuoi proprio vedermi lesbicare dev'essere con una gran fica, perchè sai com'è voglio divertirmi anch'io."
Tommaso accettò fingendo un certo distacco, e passai la giornata pensando a come mi sarei potuta divertire quella sera. Lui m'aveva atto capire più volte che non era il classico 'cornuto e contento', e del resto la sua impotenza era dovuta ad un incidente, prima del quale aveva avuto ben più di un flirt.
Probabilmente voleva solo coronare il sogno di quasi tutti gli uomini, di vedere due donne fare sesso fra loro, peccato per me che alla fine non ci sarebbe potuto essere nessun 'terzo' da mettere in mezzo.
Arrivammo al Cherry verso le dieci, e non appena entrati, notai una bella mulatta che ballava sinuosamente davanti ad alcuni uomini, poco propensi a riempirle il perizoma di banconote.
"Che ne dici di quella, a me piace parecchio." dissi a Tommaso indicando in modo discreto la ragazza.
"Se va bene a te va bene a me." mi rispose prima di dirigersi verso di lei.
Li vidi scambiarsi poche parole, prima che lei scendesse dal cubo dove stava ballando, per prendere per mano Tommaso e dirigersi verso di me.
"Ciao sono Olivia, se vuoi seguirmi andiamo nel privé." mi disse sfiorandomi le guance con le sue.
Ci ritrovammo in un salottino dove c'era un piccolo divano, dove m'andai a sedere io, e una poltroncina che occupò Tommaso. Olivia mise della musica d'atmosfera per poi iniziare a ballare, anche se sarebbe meglio dire che si strusciava contro il palo, toccandosi un po' dappertutto.
Quando si mise a cavalcioni sopra di me, mi prese le mani per portarle sulle sue natiche, e da quel momento fu un lento crescendo di perversione. Lei infatti mi baciò sul collo, poi si girò per permettermi di sganciarle il reggiseno e poterle palpare le tette, forse rifatte ma certamente belle sode. Le mie mani scivolarono in basso, lei s'alzò e mettendomi il culo davanti, si sfilò il perizoma, rimanendo con le sole scarpe. Olivia si rimise sopra di me, ma non per farsi toccare, ma per scambiare lunghi baci in bocca, mentre mi sbottonava la camicetta. Sentii le sue labbra scendermi lungo il corpo sino ad arrivare all'ombelico, poi alzai un pochino il sedere per tirarmi su la gonna, e darle così campo libero.
"Fammi godere." le dissi baciandola nuovamente in bocca.
"Non c'è problema." mi rispose accarezzandomi una gamba "Mi piace farlo con le donne, lo trovo più eccitante."
Olivia s'inginocchiò davanti a me e baciò gli slip, ormai fradici d’umori, poi li spostò quel tanto che bastava per infilarmi due dita dentro la passera e tornare a baciarmi.
"Baci tutti i tuoi clienti ?" le chiesi incuriosita.
"No solo le donne, con gli uomini faccio solo sesso, con quelle come te mi lascio andare più che posso."
Più lei mi masturbava, più volevo vedere fin dove si sarebbe spinta, anche perchè non ero mai stata con una prostituta. Olivia alternava le mani facendomi ogni volta leccare le dita che tirava fuori dalla mia fica, facendomi eccitare ogni oltre limite. Arrivai all'orgasmo quasi senza rendermene conto, travolta da un piacere indescrivibile pur nella sua estrema semplicità, fatto di poche dita che scorrono dentro una fica.
"Hai qualche giochino ?" le chiesi non avendo nessuna intenzione di fermarmi.
"In quella scatola, però ti prego di non prendere nulla di grosso." mi rispose indicandomi un piccolo tavolino messo in un angolo.
"Va bene però adesso fammi godere col tuo culo."
Olivia si mise carponi sul divano, ed io potei toccare nuovamente le sue dure natiche, finendo ben presto col dedicarmi al buchetto. Iniziai cole lasciarci un po' di saliva sopra, per poi spingerla dentro usando solo una falange, sfiorandole allo stesso tempo la passera per farla eccitare ancor di più.
Con la coda dell'occhio vidi Tommaso che sembrava quasi piegato in due dal dolore, pur riuscendo a rimanere dritto sulla sua poltroncina, chiaro segno che non riusciva in alcun modo a dar sfogo all'eccitazione provocato dal vederci. Non gli diedi però quasi nessuna importanza, volendo veder godere Olivia, e possibilmente avere anch'io un altro orgasmo.
"Dai mettimelo nel culo, non farmi più aspettare." mi disse all'improvviso indicandomi con la testa la scatola dei toys.
Presi un piccolo dildo che ricoprii con un preservativo, prima di sodomizzarla con tutta la calma del mondo, godendo anche nel vedere quel piccolo siluro di plastica, scivolarle dentro il retto.
Lei iniziò a toccarsi la fica all'inizio quasi con massaggio, per finire col riempirla con le sue dita.
Avevo una gran voglia di prendere un grosso fallo e masturbarmi con quello, ma poi decisi che non dovevo avere fretta. Continua così a scopare il culo d’Olivia facendola godere come piaceva a me, rallentando ogni volta che s'avvicinava all'orgasmo, per poi riprendere con ancora più foga.
Alla fine però la vidi irrigidirsi un attimo prima d'arrivare all'apice del piacere, e non mi rimase che passarle una mano sulla micia per poterlo assaporare.
"Olivia c'è qualche tua collega come te, intendo che le piacciono le donne ?" le chiesi mentre si rivestiva di quel poco che aveva.
"C'è Natasha, a lei piace essere sia attiva che passiva, basta lesbicare."
"Perchè non la mandi qui da me ?" domandai per poi rivolgermi a Tommaso "Tu hai qualcosa in contrario se continuiamo ?"
"No anzi...."
Mi rivestii in tutta fretta, ma solo dopo essermi fissata in vita uno strap-on preso dalla scatola dei giochi, per poi sedermi e aspettare Natasha. La ragazza arrivò dopo pochi minuti, e mi piacque subito moltissimo. Ad una faccia da 'brava ragazza' faceva da contrasto con un completo intimo davvero striminzito di pelle nera, ma soprattutto le calze a rete larghe e gli stivaloni fin sopra il ginocchio.
Come aveva fatto poco prima Olivia, anche Natasha iniziò a spogliarsi muovendosi in modo sensuale, ma a differenza della mulatta lei era meno volgare, e molto più eccitante. Quando fu nuda, si sedette vicino a me e prese a toccarsi il seno e l'interno delle cosce, sino a quando non alzai la gonna mostrandole lo strap-on.
“Perchè non mi fai vedere quanto sei brava ad usare la bocca.” le dissi indicando il fallo che avevo legato fra le gambe.
Lei s'inginocchiò davanti a me e, dopo avermi un veloce bacio in bocca, prese quel membro fra le labbra, simulando un perfetto pompino.
Il vederla comportarsi come se io fossi un uomo, m'eccitò tantissimo, e non potei resistere alla tentazione di scoprirmi il seno per toccarmelo, giocando con i capezzoli turgidi. Senza che avessi detto nulla, Natasha s'alzò per impalarsi sul fallo, che le scivolò dentro senza troppa resistenza, così potei allungare le mani e toccarle il culo.
“Vuoi che dopo ti scopi ?” mi chiese sommessamente facendo sì che Tommaso non la sentisse.
“Certo che si, adesso però voglio scoparti io.” le risposi sfiorandole il buchetto con le dita.
Natasha mi cavalcò a lungo, prima di mettersi carponi sul divano e far sì che fossi io condurre il gioco. Gioco che guidai ben volentieri, senza mai forzare troppo il ritmo, godendo con lei d’ogni suo gemito di piacere. La ragazza venne dando un paio di spinte all'indietro, quasi avesse paura di rimandare il suo orgasmo, non sapendo quanto volevo prendere il suo posto.
Mentre Natasha si sedeva sul divano, mi slacciai lo strap-on per poggiarmi al suo fianco, ma soprattutto mettere il fallo fra le nostre bocche.
“Non vuoi sentire com'è dolce il tuo orgasmo ?” le domandai dando una leccata al finto pene.
“Certo che si.” mi rispose facendo lo stesso “Però mi piacerebbe che sapesse anche di te.”
“Allora indossalo.” conclusi sfilandomi nuovamente la gonna, e prendendo un altro fallo dalla scatola, per poi poggiarlo sul divano.
Non appena la ragazza ebbe finito di fissarsi lo strap-on alla vita, mi sedetti sulle sue gambe dandole la schiena, per far scivolare il fallo dentro di me.
Nonostante avessi avuto da poco un orgasmo con Olivia, provai fin da subito un immenso piacere, forse dovuto al fatto che Tommaso mi stava guardando. Per un attimo ebbi la tentazione di dirgli che non era in grado di soddisfarmi sessualmente, e che doveva pagare qualcuna per farlo, ma poi soprassedetti pensando che era meglio non andare troppo oltre.
Natasha da parte sua non rimase immobile, non solo mi baciava sul collo, ma quasi s'impadronì del mio seno e soprattutto dell'interno delle mie cosce, facendomi così godere ancor di più. Io però volevo il massimo, o per meglio dire mostrare al mio fidanzato cosa potevo fare durante un rapporto. Così m'alzai per mettermi questa volta io carponi sul divano, ma solo dopo aver afferrato il fallo che ci avevo posato poco prima, per simulare un perfetto pompino.
“Natasha il mio ragazzo non mi ha mai vista prenderlo nel culo, quindi colma questa sua lacuna.” dissi alla biondina strusciandomi il fallo sulle grandi labbra.
“Ogni tuo desiderio è un ordine.” mi rispose mettendosi dietro di me “Scommetto che ti piace essere un po' maiala, non è vero ?”
“Taci e buttamelo dentro, poi scopami e fammi godere.”
Lei non si fece più nessuno scrupolo, ma mi sodomizzò come desideravo, infilandomi il fallo nel retto con forza quasi mascolina, facendomi provare sì un po' di dolore, ma anche un immenso piacere.
“Sì così, fai di me la tua troia.” quasi urlai penetrandomi la passera col fallo che avevo in mano.
Non oso immaginare cosa potesse passare nella testa di Tommaso, nel vedere la sua ragazza che si masturbava con un grosso cazzo di gomma, mentre una donna l'inculava a tutta forza, tenendola per i fianchi. Se con Patrizio e Thomas avevo iniziato a scoprire il mio lato esibizionista, ora questo stava venendo prepotentemente allo scoperto, tanto che provavo forse più piacere nel mostrami così perversa al mio fidanzato, che dall'atto sessuale in se.
Natasha mi scopò fino a sfinirmi, facendomi avere ben più di un orgasmo, ma senza mai darmi un attimo di tregua fra uno e l'altro. Solo quando mi sfilai il fallo dalla passera comprese che doveva fermarsi, cosa che fece lasciando che mi sdraiassi ormai esausta sul divano.
“Che ne dici d'andare via ?” domandai a Tommaso non appena Natasha ci lasciò soli.
“Credo che sia il caso, anche perchè ho paura di rimanere qui.” mi rispose passandomi la gonna.
Mi rivestii molto velocemente, per poi uscire con lui, che non disse una parola se non un freddo “Buonanotte” prima di chiudersi in camera sua.
Pensai che forse mi ero spinta davvero oltre il limite del buonsenso, ma allo stesso tempo dissi a me stessa che lui non aveva fatto nulla per fermarmi, e che in fondo ero ancora a casa sua.
“Come dice Rossella domani è un altro giorno” pensai mettendomi a letto “E per me altre occasioni per farti cornuto.”


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