Una famiglia incestuosa e depravata by Pensieri Osceni
Summary: Io e mia sorella Valentina ci passiamo tre anni e mezzo e siamo molto uniti, da sempre. Con gli anni poi quello che era un forte ma classico legame affettivo tra fratelli si è sviluppato divenendo un legame incestuoso intenso e passionale e che ha portato a risvolti impensabili che solo adesso mi sono deciso di raccontare.
Categories: Trio, Incesto, Etero Characters: None
Genres: Racconto
Warnings: None
Challenges:
Series: None
Chapters: 15 Completed: Yes Word count: 16204 Read: 189908 Published: 16/10/2017 Updated: 16/04/2018

1. Capitolo 1 by Pensieri Osceni

2. Capitolo 2 by Pensieri Osceni

3. Capitolo 3 by Pensieri Osceni

4. Capitolo 4 by Pensieri Osceni

5. Capitolo 5 by Pensieri Osceni

6. Capitolo 6 by Pensieri Osceni

7. Capitolo 7 by Pensieri Osceni

8. Capitolo 8 by Pensieri Osceni

9. Capitolo 9 by Pensieri Osceni

10. Capitolo 10 by Pensieri Osceni

11. Capitolo 11 by Pensieri Osceni

12. Capitolo 12 by Pensieri Osceni

13. Capitolo 13 by Pensieri Osceni

14. Capitolo 14 by Pensieri Osceni

15. Capitolo 15 by Pensieri Osceni

Capitolo 1 by Pensieri Osceni
Io e mia sorella Valentina ci passiamo tre anni e mezzo e siamo molto uniti, da sempre. Con gli anni poi quello che era un forte ma classico legame affettivo tra fratelli si è sviluppato divenendo un legame incestuoso intenso e passionale e che ha portato a risvolti impensabili che solo adesso mi sono deciso di raccontare.

GLI INIZI
Ho iniziato io a notare che mia sorella diventava ogni giorno più carina. Le volevo un bene smisurato ma non avevo mai pensato che potesse esserci di più di un affetto fraterno, mi limitavo semplicemente a constatare quanto diventasse una bella ragazzina. Aveva (e ha ancora) un faccino bello rotondo e due occhi nocciola e profondi ed una bella bocca carnosa. Era, allora, un po' in sovrappeso ma a me piaceva (sempre in maniera innocente) il suo corpo bello morbido.
Man mano che cresceva apprezzavo quelle sue forme che si facevano sempre più accentuate e generose fino a quando, durante l'adolescenza , mi sono ritrovato diverse volte a masturbarmi non davanti alle immagini di donne nude sui giornaletti porno ma bensì pensando a lei, a Valentina. Mi smanettavo il cazzo ripensando alle volte in cui mi capitava di vederla uscire mezza nuda dal bagno o, passando davanti alla sua cameretta, vederla in mutande e reggiseno mentre si cambiava.
Negli anni della pubertà le mie voglie si fecero più intense , e con esse le mie fantasie sessuali. E mia sorella era sempre lì, con le sue forme che prendevano sempre più sostanza e visibilità. Queste generose forme Valentina ha iniziato a tenerle molto più coperte. Ho notato che non mi era più facile sbirciarla quando si faceva la doccia, perché usciva dal bagno molto più coperta di prima e, quando doveva vestirsi, si chiudeva in camera, con mia grande delusione.
Questo suo modo di fare mi rese ancora più desideroso di lei e fu allora che mi resi conto di quanto la desiderassi; di quanto fosse lei la ragazza che volevo più di tutte le altre.
C'è da dire che ero un bel ragazzo e non mancavano le ragazze con cui flirtare, se avessi voluto. Ma a parte qualche tenerezza e qualche avvicinamento con qualcuna di queste per brevissimi periodi, il mio interesse sentimentale e sessuale era solo per lei. E più lei si allontanava da me man mano che cresceva e più aumentava questo desiderio.

Io poi iniziai a frequentare una palestra e ad allenarmi con i ragazzi under 18 della squadra di calcio della nostra città e questo mi permise di mettere su un fisico di tutto rispetto. Non ero un palestrato ma, come già detto, un bel ragazzo atletico, e usai questo mio aspetto per provare a fare colpo su mia sorella. Cercavo il più possibile di farmi trovare da lei a torso nudo, mettendo in mostra il mio fisico per suscitare in lei quegli stessi turbamenti che da tempo lei suscitava in me. E con intrigante piacere iniziai a notare che ogni qualvolta incrociavo il suo sguardo lei era rossa in faccia, e se le andavo vicino con disinvoltura Valentina trovava sempre una scusa, un pretesto per allontanarsi.
I nostri genitori non si accorsero di nulla; per loro era tutto normale mentre io e mia sorella invece stavamo bruciando di desiderio. Un desiderio sbagliato, immorale e peccaminoso ma che ci era impossibile ignorare né tantomeno reprimere.

L'ESTATE PIÙ CALDA
Arrivò l'estate e le giornate passavano lente, noiose e molto calde e mia sorella, nonostante la ritrosia a farlo, dovette alleggerire il suo abbigliamento, tornando a vestirsi in maniera da rintuzzare le mie fantasie oscene sul suo corpo.
I miei ormoni erano in continua tempesta ed anche il comportamento aveva quella spavalderia tipica della gioventù e così mi feci più audace con mia sorella, mettendomi a girare per casa e per il giardino a petto nudo e con dei pantaloncini leggeri sotto i quali si vedevano bene le mie erezioni.
Valentina continuava ad arrossire ogni volta che incrociava il mio sguardo. Ormai era lampante che tra noi due si era creata una situazione molto particolare e tesa. Capii che dovevo rompere gli indugi affrontando mia sorella senza girarci attorno. E una sera lo feci, ai primi di luglio. Una sera in cui i nostri genitori erano fuori per il battesimo del figlio di una parente.
Valentina se ne stava rintanata nella sua cameretta, io giravo per casa nervoso ed eccitato. Era da giorni che sapevo che io e mia sorella ci saremmo trovati soli in casa tutta la serata, ed io avevo rifiutato la proposta dei miei amici di uscire con loro in discoteca. Sentivo che dovevo chiarire quella situazione che si faceva sempre più difficile da sostenere perché oramai sapevo di stare perdendo la testa per lei.
Bussai alla porta e lei mi chiese che volevo.
Niente, mi chiedevo solo perché con sto caldo e visto che siamo solo noi due in casa tu debba startene chiusa in camera. Le dissi aprendo la porta.
Perché devo studiare. Rispose lei seccata.
Mi misi a ridere con fare strafottente e ribattei: non studi mai quando c'è la scuola e guarda caso ti va di farlo in piena estate? E proprio stasera poi, che abbiamo la casa tutta per noi? Incalzai molto dubbioso. Mi guardai poi intorno e dissi: che caldo qui dentro. Come fai a starci!
Io non sento caldo. Rispose laconica e un po' infastidita. Io invece ne approfittai per levarmi la maglietta e restare a torso nudo, con addosso solo i bermuda dove si poteva benissimo notare il gonfiore dato dal mio cazzo che si era indurito appena io e Valentina siamo rimasti soli.
Appena rimasi in bermuda, e alla vista di quel marcato gonfiore tra le gambe, mia sorella si agitò e arrossì in volto. Stava semisdraiata sul lettino e subito afferrò un libro dal comodino e se lo piazzò davanti al muso fingendo di interessarsi alla lettura. Io mi sedetti sul bordo del letto e poggiai una mano sul suo polpaccio dicendole, con un tono confidenziale e dolce, che avremmo passato una bella serata insieme. La mia mano intanto massaggiava dolcemente la sua gamba, dal polpaccio al ginocchio, poi lenta e languida prese a salire sulla coscia morbida, liscia e bianca di mia sorella che si faceva sempre più rossa in viso, mentre cresceva a dismisura la mia eccitazione. Nel mentre le sussurravo che era ora di mettere da parte quel comportamento infantile tra di noi e che non dovevamo affatto vergognarci di quello che provavamo l'uno per l'altra.
Lei, con la voce tremante e nervosa, disse: chi ti dice che io provi qualcosa per te. Cazzo sei mio fratello!
È vero, risposi io, e tu mia sorella, ma questo non può certo impedirmi di andare oltre la parentela e vedere quanto sei bella e desiderabile.
Notai che quelle parole la colpirono lasciandola non indifferente né infastidita, ma piuttosto scossa e come indifesa. Capii che le sue per altro deboli difese erano sul punto di cedere ed allora incalzai: credimi sorellina non c'è una sola ragazza che io desideri più di te. Lo sai bene che ce ne sono diverse che mi trovano piacente e che ci starebbero pure se ci provassi con loro, ma nessuna di queste mi attraggono come invece mi attrai tu. Sei carne della mia carne... Nel dirle questo, con voce bassa e sussurrante, feci salire sfacciatamente la mano sempre più sul morbido della sua coscia fino ad arrivare a toccarle le mutandine. Lei trasalì ma non oppose alcuna resistenza e solo quando io infilai le dita sotto il tessuto mormorò disorientata: ma... cosa... cosa stai facendo...
Quello che desidero farti da tanto..., le sussurrai sempre più eccitato al pensiero che stavamo arrivando al punto di non ritorno. Mia sorella iniziò ad ansimare quando le mie dita presero a sfregare le grandi labbra carnose della sua fica, intanto mi sistemai sul letto mettendomi dietro di lei, senza togliere la mano da sotto le mutandine e infilandole le dita nella deliziosa fichetta che era sempre più bagnata.
Sei pazzo... Non... non si può... Noi non possiamo..., disse mia sorella ansimando.
Perché no? Noi possiamo eccome..., risposi io, poi continuai: A me piace tantissimo e se anche a te piace allora possiamo. Le sussurrai dolcemente. Mia sorella non si ribellava e anzi si lasciava massaggiare la fica tranquillamente mentre mormorava solo che non dovevamo, ed io prontamente rispondevo che non facevamo nulla di male a nessuno. Le ribadii che finché fosse una cosa che piaceva ad entrambi allora era giusto che la facessimo, e mentre andavamo avanti con questi discorsi io non smettevo di masturbarla e lei, dal canto suo, continuava a muovere il bacino accompagnando il mio massaggiarle la fica.
Mia sorella continuava a mormorare quanto fossimo pazzi, dicendo anche: se ci vedessero mamma e papà ci ammazzerebbero di botte!... Però era chiaro che si era arresa, perché mugolava di piacere ogni volta che le mie dita si infilavano tra le labbra della sua passera sempre più bagnata. Tolsi poi la mano dalle sue mutandine e me la portai alla bocca succhiandomi le dita impregnate del suo umore.
Che fai? Mi chiese lei sorpresa. Ehm...Mi piace assaporare il tuo succo, sorellina. Mi giustificai riprendendo a succhiarmi le dita, poi le dissi: Vedrai che anche a te piacerà la mia sborra. E così dicendo tirai finalmente fuori il mio cazzo, che era molto duro, e iniziai a smanettarlo e dopo un po' strusciai la cappella contro i pantaloncini di mia sorella, poi glielo abbassai un po' e ho iniziato a premere la cappella sulle sue chiappe facendola poi scorrere lungo il solco del culo.
Era una sensazione bellissima. Sentire la mia cappella strusciare decisa lungo quel solco morbido e bianco mi eccitò da pazzi, quando scorrendo arrivai al buco del culo mi venne una voglia matta di infilarle tutto il cazzo!
Sapevo che era una cosa impossibile da mettere in atto, mia sorella era vergine in tutto, però non rinunciai a saggiare quel buchetto, che era bello elastico, e per farlo ci piazzai sopra la mia cappella e spinsi forzandolo un po', giusto per capire che stuzzicandolo più volte sarei arrivato a penetrarlo.
Il pensiero che avrei inculato mia sorella aumentò ancora di più la mia già folle eccitazione e inavvertitamente le premetti di più la cappella contro l'ano. Valentina, che si era lasciata strusciare le chiappe dal mio cazzo senza opporre alcuna resistenza, si dimenò appena sentì quella spinta un po' più accentuata verso il suo buco e mi pregò di fermarmi immediatamente.
"Tranquilla " le dissi "è stato uno spasmo improvviso del cazzo, scusami sono eccitatissimo... Sei troppo bona!" Le sussurrai mentre continuavo a strusciare il cazzo contro le sue chiappe. Poi ripresi: "cazzo sorellina hai un culo da favola... è meraviglioso! Che voglia di farmelo!".
Nel dirlo presi a smanettarmi con più vigore la mazza e Valentina, compiaciuta dai miei apprezzamenti, si fece più vezzosa e disse: "ti piace eh,? Fratellone non sei l'unico ad apprezzarlo..." e mi sorrise con fare civettuolo.
"Eh, immagino quanti sguardi allupati attirerà questo bel culo. Sguardi dei tuoi compagni ma anche dei professori...", ho commentato mentre lasciato il cazzo mi mettevo a palparle avidamente le chiappe.
"Ehm sì anche, ma non mi riferivo solo a loro...", fece con aria sempre più civettuola, suscitandomi un po' di curiosità.
"E a chi?", la interrogai.
"A nostro padre! Sai, ci ho fatto caso da un po' che mi guarda il didietro ogni volta che gli capita a tiro. Un paio di volte mi sono voltata di scatto e l'ho beccato a squadrarmelo! E poi arrossisce e guarda subito da un'altra parte."
Mia sorella mi confida questo con una recitata indifferenza poi ride facendomi capire che la cosa non la disturba anzi pare proprio farle piacere, mentre a me invece sale istintivamente un senso di fastidio e gelosia. Non me l'aspettavo proprio una cosa del genere. Nostro padre che guarda il culo di sua figlia! E chissà che pensieri da porco ci fa sopra!!!
Questa rivelazione aumenta ancora di più la mia già marcata eccitazione. Non mi accontento più di stare dietro a mia sorella, la giro a pancia in su e mi metto sopra di lei. Valentina riprende a fare un po' di storie con i suoi: no non possiamo... Sei pazzo e stai fermo! Io però ho tanta voglia di lei e infilo le mani sotto la sua maglietta leggera e inizio a palparle senza ritegno le belle e morbide tette che sono già di una 5^ misura. Le sento i capezzoli che si sono induriti e mi metto a pizzicarglieli, lei continua a dirmi di stare fermo e a fare no con la testa però sospira e geme vogliosa mentre la palpo sempre più sfacciatamente e oscenamente.
Lo so che ti piace sorellina... Dimmi di andare via ed io uscirò da quella porta e non ti guarderò mai più. Le sussurrai mentre continuavo a palparla. Lei non rispose e continuò a sospirare ad occhi chiusi, allora io che mi ero deciso a suscitarle una qualche reazione mi alzai da sopra di lei e feci per avviarmi verso la porta della sua stanza, deciso ad andarmene. Valentina mi fermò. No, aspetta! Disse sporgendosi dal letto. Mi prese la mano e mi tirò di nuovo verso di sé.
In quella posizione semisdraiata in pratica la sua faccia si venne a trovare la mia mazza che le svettava davanti. Si trovò proprio davanti la bocca la mia minchia, una vigorosa mazza di più di venti centimetri, e dopo un istante di silenzio e immobilità di entrambi (un istante che a me parve durare un infinità) Valentina toccò il mio cazzo, ci strinse le dita attorno e iniziò lentamente a fare su e giù.
Io sospirai e rimasi come in apnea, lei mi fissava l'uccello che puntava dritto sulle sue labbra e poi mormorò a se stessa: sì, lo voglio anch'io, e si infilò in bocca la cappella prendendo a succhiarla e a lavorarla con gusto.
Rimasi impietrito. Paralizzato dall'emozione e dall'incredulità. La reazione di mia sorella, per quanto l'avessi sempre sognata e desiderata, stava superando ogni mia più ardita aspettativa e fantasia.

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Capitolo 2 by Pensieri Osceni
SBORRO SULLE TETTE DI MIA SORELLA!
Valentina si era seduta sul letto ed era tutta intenta a farmi un pompino. A fare un pompino a suo fratello!
Non credevo che stesse succedendo davvero, eppure ero lì, in piedi davanti a lei, con il cazzo infilato nella sua bocca a sentirmelo succhiare, leccare e stuzzicare dai suoi fantastici tocchi con la lingua!
Valentina mi fece un pompino davvero meraviglioso. Un po' mi succhiava il cazzo e un po' se lo sfilava di bocca e si dedicava a leccare e baciare l'asta e a scendere, sempre leccando, fino ai coglioni che mi baciava e succhiava mettendoseli oscenamente in bocca mentre, con la mano mi masturbava frenetica.
A prova del fatto che la sua eccitazione stesse crescendo sensibilmente, una volta smesso di imboccare i miei coglioni disse: fratellone, io te lo succhio e ti tiro un pompino da favola però anche tu datti da fare con la mia fica dai!!!
Mi prese la mano e se la portò tra le cosce, infilandola nelle mutandine. La sua passera era vergognosamente allagata di umori e le mutandine bagnatissime, le labbra erano dure e sporgenti e non appena le toccai sussultò scossa da un fremito e mugolò di piacere. Io mi misi a massaggiargliele mentre con l'indice presi a sfruculiarle il clitoride che sporgeva duro e carnoso. Era fantastico! Le infilai la punta delle dita nello spacco e sentii la sua fica calda e pregna di succhi, e intanto lei si dimenava lenta inarcando la schiena, ansimando e mugolando di piacere.
Ebbene, mia sorella continuò a succhiarmelo e a leccarmelo dalla cappella alla base e viceversa fino a farmi giungere all'orgasmo, ma prima che io venissi si è levata la maglietta restando con il solo reggiseno che manteneva due tette da favola, enormi, bianche, rigogliose e morbidissime. Incredibile. Ci avevo sempre perso la testa solo ad immaginarle, sbirciandole attraverso le scollature più o meno generose delle maglie, e in quel momento invece me le trovai davanti in tutta la loro immensità a sporgere maestose davanti al mio cazzo!
Valentina mi disse di aspettare un attimo (alla vista delle sue tette nude io capii che non sarei riuscito a trattenere a lungo l'orgasmo) e si sfilò il reggiseno stringendomi poi il cazzo tra le mammelle e iniziando a masturbarmi con le tette. Io ero al culmine della felicità e liberai una sborrata mai così intensa e copiosa, che le inondò il mento e il collo e scorse sulle grandi tette fino a colarle gocciolando dai capezzoli e macchiandole i pantaloncini che intanto, a furia di strusciate, le erano scivolati a metà cosce.
Incredibile, avevo svuotato un mare di sborra sulle tettone di mia sorella! Ero incredulo, soddisfatto e felicissimo. Valentina però non era soddisfatta e voleva venire pure lei, così tornò a sdraiarsi sul letto e mi disse con un tono eccitato e a metà tra la supplica e l'ordine: Ti ho soddisfatto fratellone. Adesso però devi farmi venire tu... Leccami la fica, dai! Leccamela!!!
Io, ben contento, mi inginocchiai sistemandomi tra le sue gambe che uscivano dal letto, gliele allargai e iniziai a leccarle la fica.
La fica di mia sorella era una freschissima e profumata fica di quindicenne. Le labbra erano sporgenti, turgide e carnose ed erano irrorate dai succhi che le avevo fatto uscire quando la masturbavo, e che emanavano un odore che mi inebriò. Così, ingolosito da quella appetitosa meraviglia, ci ho affondato la faccia, infilato la lingua nello spacco tra le labbra e iniziato a leccargliela come un ossesso.
Che favolosa sensazione quella di poter slinguare la fica di Valentina e sguazzare fra i suoi tessuti pregni degli umori che mia sorella rilasciava godendo. Slappai a lungo con lunghe leccate, affondando la lingua il più possibile nell'interno bagnatissimo. Mia sorella per tutto il tempo ansimò dal piacere, lanciando mugoli e sussurrando in modo incalzante dei "sì sì sì ancora oh si ancora..." Poi, nell'invitarmi a non smettere di mulinarle nella fica, mi strinse la testa fra le mani, spingendosela contro il pube per farmi affondare il più possibile la lingua dentro di lei, e mentre lei inarcava la schiena io sentivo gli spasmi di piacere che le preannunciavano l'imminente orgasmo. E infatti mia sorella strinse forte la mia testa serrandola tra le sue cosce, piantò i polpacci sulle mie spalle e liberò diversi spruzzi di umori che, dalla sua fica, mi inondarono la bocca e colarono lungo il muso.
Avevano un sapore dolciastro gli umori di mia sorella. Dolciastro e favoloso che assaporai a lungo in bocca prima di ingoiarli.
Ero al settimo cielo dalla felicità perché finalmente, dopo che lo desideravo da tanto tempo, io e Valentina ci eravamo lasciati andare. E quel succo del suo orgasmo che avevo in faccia, così come la mia sborra che le aveva impiastricciato le tette, erano il segno bagnato e concreto che testimoniava la nascita della nostra INCESTUOSA RELAZIONE.

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Capitolo 3 by Pensieri Osceni
RIVELAZIONI OSCENE
Dopo quell'orgasmo rimasi inginocchiato tra le cosce di mia sorella, continuando a baciarle la fica e le labbra gonfie e impregnate di un inebriante odore mentre le accarezzavo la soffice peluria che le cresceva sul pube.
Anche se dentro di me ero felicissimo ed entusiasta all'idea di essere diventato il ragazzo di mia sorella, preferì non esternarle nulla finché non fossi stato certo che anche lei provasse un sentimento più o meno simile al mio. Così, con un tono rassicurante e dolce, mi limitai e le dissi che non doveva preoccuparsi di niente e che nulla sarebbe cambiato tra di noi. Poi in tono più scherzoso le dissi che era davvero fenomenale a fare pompini.
Devi proprio avere una gran succhiatrice, una maestra pompinara in gamba, fra le tue compagne di scuola, sorellina!
Valentina mi fissò rossa in viso, aveva un'espressione a metà tra il vergognato e il malizioso e intrigato, e sorridendo mi confessò:
Macché compagne di scuola! La maestra pompinara l'abbiamo in casa... Sono anni che spio nostra madre fare pompini...
Tu cosa??? Trasalii sorpreso. Spii nostra madre fare pompini a papà???
Non solo a lui... Mi rispose lei con un aria tranquilla per poi confessare con estrema disinvoltura che: L'ho vista più volte succhiarlo anche a zio Carlo.
Io la fisso basito e lei incalza come a voler essere ancora più chiara: La prima volta è successo quando avevo otto anni. Mi allontanai da scuola perché non volevo essere interrogata e rientrai a casa di nascosto. Passai in silenzio davanti la camera di mamma e papà, sentii dei lamenti soffocati e dalla porta socchiusa vidi nostra madre in ginocchio che glielo tirava fuori e glielo succhiava e zio la teneva per la testa e sussurrava : Oh si... Succhiamelo e leccamelo come una cagna... Ooooh che troia di sorella che sei...
Fu uno shock. Nostra madre era una troia depravata! Saperlo mi scosse in modo incredibile, mi si abbatté addosso una tempesta di stati d'animo e pensieri. Non sapevo se essere più arrabbiato o eccitato e in verità i due sentimenti si equivalevano.
L'idea che una donna sposata e con figli intrattenesse una relazione sessuale con il proprio fratello tradendo il marito era eccitantissima, ma il fatto che quella adultera fosse nostra madre e che mettesse le corna a nostro padre (con zio Carlo poi, il nostro zio preferito) era inaccettabile! Un tradimento imperdonabile che mi mandò fuori dai gangheri!

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Capitolo 4 by Pensieri Osceni
Dopo quella rivelazione choc l'atteggiamento nei confronti di nostra madre cambiò e mi mostrai alquanto taciturno e irascibile e più di una volta le risposi in modo sgarbato, lei però attribuì quel mio comportamento come a qualcosa di normale nell'età adolescenziale e ci passò sopra.
Anche nei confronti di mia sorella Valentina cambiai atteggiamento e per un po' fui scontroso e sgarbato.
Il fatto che mia sorella sapesse da anni che nostra madre si faceva scopare da suo fratello (e zio nostro) lo presi come un tradimento al resto della famiglia e soprattutto a nostro padre.
Il condividere, in un certo senso, quel torbido segreto li rendeva ai miei occhi come delle complici. E a lei quella mia freddezza diede fastidio, tanto che per ripicca iniziò a fare la civettuola proprio con nostro padre!

MIA SORELLA FA LA CIVETTA CON NOSTRO PADRE!
Mia sorella mi svelò in quel periodo, e con quel comportamento, tutto il suo essere puttana. Sapendo che nostro padre più di una volta si era mostrato non indifferente alle sue sempre più generose forme, prese a girargli intorno con vestitini succinti, quando non anche mezza nuda, e più vedeva il turbamento del padre più si mostrava perversa con la sua finta ingenuità.
C'era una tensione morbosa enorme in famiglia in quel periodo, con papà dilaniato dal turbamento per quella ragazza (ormai diventata donna) che vedeva girare per casa tutti i giorni e che con le sue movenze e il suo fare provocante, fintamente ingenuo, lo eccitava e turbava facendolo sentire un depravato per il fatto di provare tanto desiderio per sua figlia; con nostra madre che da un lato continuava il rapporto incestuoso con suo fratello e dall'altro iniziava a soffrire la concorrenza di sua figlia che, diventando sempre più donna, metteva in discussione il suo ruolo di "regina" di casa, visto che il "re" era sempre più distratto e tentato dalla fresca e giovane bellezza di Valentina.
E in mezzo a questo marasma di desideri morbosi e depravati quello che osservava tutto ero io, che comunque ero sbattuto tra la voglia di farmi questa troietta in calore di sorella e la rabbia che provavo per il gioco che stava facendo con nostro padre. Quella spudoratezza che stava tirando fuori però non faceva che aumentare il mio desiderio di lei; la mia voglia di averla e di averla a tutti gli effetti. Di scoparmela proprio!

L'OSSESSIONE PER IL SESSO A CASA NOSTRA
A questa insana e ossessiva fissa per mia sorella si aggiunse poi quella ancor più torbida e perversa per nostra madre. Avere scoperto della sua relazione con suo fratello mi procurò una rabbia e un disgusto che sfociarono nel più osceno desiderio sessuale. Il sovrapporre all'idea di madre quello di moglie adultera e incestuosa mi scatenò un profondo desiderio di farci del sesso. Saperla contemporaneamente come madre che ha tirato su me e Valentina, e come moglie di papà , e scoprire poi che di nascosto se la faceva con altri uomini mi fece nascere un sacco di pensieri osceni su di lei. Su di noi.
Pur non rivelandole che sapevo della sua relazione con zio, pur non rivelandole che sapevo quanto fosse porca mi approcciai a lei con quella sfrontatezza che ti viene dal sapere che hai un asso nella manica da sfruttare a tuo piacimento.
E così presi a iniziare un gioco provocatorio con mamma. Presi a girare per casa a torso nudo e senza mutande, stando attento a capitarle spesso vicino, così che potesse notare la potente erezione del mio cazzo che gonfiava in modo eloquente il tessuto del pigiama o della tuta.
E a mia madre quelle erezioni non sfuggirono, inoltre non poté nemmeno sfuggirle il fisico asciutto e discretamente scolpito che gli anni di palestra mi stavano facendo mettere su. Insomma ero un davvero piacente ragazzo di quasi diciotto anni, dal bel fisico e con gli ormoni altrettanto vigorosi, e una donna di quaranta anni, per di più una porca depravata come lei, quell'odore di maschio giovane e bramoso di sesso non riusciva certo ad ignorarlo.
Pur non scambiandoci che poche parole e non guardandoci mai in faccia era come se ci fosse comunque un dialogo muto tra noi due. Poi quell'atteggiamento piccato e scontroso che io continuavo a portare avanti rispondendole con monosillabi e rifiutando un dialogo sereno, non faceva altro che far crescere una tensione sempre palpabile che trovavo eccitante.
Quando stavamo nella stessa stanza e ci trovavamo soli si sentiva solo il rumore dei nostri respiri. Respiri tesi che svelavano il turbinio di emozioni contrastanti che ci scuotevano. Del desiderio proibito che si insinuava sempre più strisciante. Consapevolezza dell'immondo peccato che era lì, aleggiando tra di noi. E che era sempre più dannatamente difficile scacciare dai nostri pensieri. Era ormai inevitabile che cadessimo prede di questo peccato e, confesso, non vedevo l'ora che succedesse.
La spinta decisiva la trovai un tardo pomeriggio di quello stesso luglio che era quasi al termine. Mentre tornavo dall'allenamento vidi la Opel di zio Carlo parcheggiata davanti casa e mi bloccai. Non volli entrare dal cancello e dal portone perché mi sarei fatto sentire, mentre il mio proposito era quello di sorprenderli in flagranza di scopata! Così feci il giro e scavalcai il muro in un punto più accessibile, poi mi intrufolai in casa forzando appena la finestra del salotto che, per via del caldo torrido dei periodo, non stava mai completamente chiusa.
Casa nostra era divisa in zona giorno a pianoterra e zona notte al piano superiore ed una volta entrato dal salotto salii le scale che portavano nel piano delle camere da letto.
Quando camminavo con passo leggero nel corridoio sentii la porta della camera dei miei aprirsi e con uno scatto riuscii ad infilarmi nella mia. Feci in tempo a socchiudere la porta e spiando vidi passare mio zio che si sistemava i pantaloni e mentre si allontanava sentii mia madre chiudersi in bagno, aprire l'acqua e tirare lo sciacquone.
Quei maledetti porci avevano scopato! Avevano fatto le loro porcate e ora tranquillamente riprendevano i loro ruoli abituali. Lui quello dello zio simpatico, buon marito e buon padre di famiglia e lei la moglie devota, la brava madre e la premurosa sorella.

L'idea che mio zio si fosse appena scopato mia madre e che lei si fosse fatta chiavare da un altro uomo che non fosse mio padre mi fece salire il sangue alla testa dalla rabbia e dall'eccitazione. Quella sera, per la prima volta in tanti mesi, ignorai completamente mia sorella Valentina perché i miei pensieri erano tutti rivolti verso nostra madre.
Già durante la cena sbirciai più volte la scollatura della sua maglietta di cotone, e al pensiero che quelle belle e procaci tette di cui fissavo il solco e una buona parte della massa fossero state palpate e leccate da un altro uomo mi faceva imbestialire dalla gelosia e allo stesso tempo mi faceva indurire il cazzo sotto al tavolo della cucina.
Mentre parlava con nostro padre le guardai la bocca e nell'immaginare quella bocca prendere e succhiare il cazzo di zio la mia verga gonfiò oscenamente la tuta.

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Capitolo 5 by Pensieri Osceni
CI PROVO CON MIA MADRE!
Mi fermai a tavola più del solito quella sera, con la scusa di mangiare più frutta, ma in realtà volevo osservare mia madre che, rivolta verso il lavandino, mi dava le spalle e soprattutto il suo bel culo tondo e grosso, insaccato in un paio di short stretti che lo risaltavano facendolo sporgere in modo quasi osceno.
Vederla là impegnata a lavare i piatti come una brava donna di casa e allo stesso tempo sapere che si era fatta scopare da un uomo, in quella stessa casa, tradendo suo marito (e nostro padre), aumentò la mia rabbia e la mia eccitazione in modo esponenziale, tanto da non farmi più resistere al desiderio.
Volevo farmela e umiliarla allo stesso tempo, così mi alzai dal tavolo e le andai alle spalle. Senza alcun preambolo né alcun riguardo mi addossai a lei e la presi per i fianchi. Lei sussulto sorpresa e stava per dire qualcosa ma io la zittii bisbigliandole deciso: zitta puttana!
Diede uno strattone per liberarsi, voleva girarsi e magari assestarmi uno schiaffone ma io incalzai dicendole che sapevo di lei e zio.
Rientro a casa e cosa vedo? Mia madre che si fa scopare come una cagna da suo fratello!!! Ti piace prenderlo da dietro eh... Farti montare come fanno i tori con le vacche!!! Senti come ce l'ho duro... Senti mamma..., le sussurrai mentre strofinavo il mio randello sul suo grosso culo.
Ti piace eh? Mi si è drizzato non appena ho capito che ti stavi facendo sbattere da zio Carlo e da allora non ha smesso di ingrossarsi. Non vedevo l'ora di fartelo sentire, e adesso devi provare quanto ce l'ha duro tuo figlio. Vedrai che non ho niente da invidiare a quello di zio! Ti piacerà il randello di tuo figlio, mamma porca. Vedrai come ti piacerà!!! E poi a sto punto sono così arrapato che se fai storie e ti rifiuti non esito un attimo a dire tutto a papà. A sputtanare te e zio davanti alle vostre famiglie, e anche davanti a tutto il paese. Immagina quanto ne parlerà la gente della coppia di adulteri e per di più incestuosi!!!
Rivolgermi così sfacciatamente e in modo così incalzante a mia madre aumentò la mia eccitazione, mentre a lei lo sgomento e la rabbia che aveva all'inizio si tramutarono in sorpresa e preoccupazione e piano piano abbandonò le resistenze. Mi vide così deciso ed arrapato che capì fosse meglio sottomettersi al mio volere.
E così, stando sempre alle spalle di mia madre, addossato a lei, tirai fuori il mio cazzo dalla tuta. Era durissimo e pulsante per l'eccitazione e presi a spingere con la cappella contro il tessuto degli short di mamma, poi strofinavo l'asta all'altezza delle sue natiche. Mamma smise di lavare i piatti e appoggiò le mani al bordo del lavandino. Era rassegnata e sconvolta ma allo stesso tempo eccitata, e quando le sbottonai gli short e arrivai alle sue mutandine le trovai bagnate!

A QUELLA PORCA DI MIA MADRE PIACEVA L'IDEA DI SCOPARE CON IL FIGLIO!!!
Infilai le dita sotto le mutandine e presi pizzicarle la fica, poi le sgrillettai il clitoride che in poco tempo divenne turgido e sporgente e poi la penetrai con due dita. Feci dentro e fuori dalla sua fica un bel po' di volte e lei si piegò in avanti e non fece altro che ansimare e mugolare tutto il tempo.

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Capitolo 6 by Pensieri Osceni
SCOPO CON MIA MADRE IN CUCINA!
Era bella calda e vogliosa e non oppose alcuna resistenza quando le abbassai gli short fino alle caviglie. Lei se li sfilò sollevando un piede ed io le feci divaricare le gambe. Le infilai di nuovo due dita nella fregna e la trovai ancora più bagnata, calda e con le pareti dilatate e rilassate, segno che quella troia di mia madre dopo aver fatto un po' di storie era adesso pronta a farsi sbattere come una cagna in calore.
Ne aveva proprio voglia perché cominciò a sussurrarmi: sbattimi figlio mio... fammi godere daiii!, e mentre la penetravo infilandole il mio cazzo tutto dentro, fino a sbattere con le palle contro le sue cosce, incalzava con: "hhhmmm sì così dai... Oooh che bel cazzo duro e potente che hai figlio mio! Mmmh sfondami dai, sfondami la fica! Fammi godere come una cagna in calore... Fammi tua... Voglio essere la tua troia! Siiii!!!
Mi stavo scopando mia madre con una foga pazzesca! La scopavo da dietro, con lei piegata in avanti e appoggiata al lavandino della cucina, che muoveva languidamente la testa, sospirava e mi incitava con i suoi ripetuti sì, sìì, sììì.
Il mio cazzo stantuffava senza sosta nella sua fica fradicia di umori, e mentre il mio randello faceva avanti e indietro dentro di lei allungai le mani e le afferrai le enormi tette da sesta misura che i miei colpi facevano ballare oscenamente.
Incuranti di poter essere scoperti abbiamo continuato a scopare come due amanti incoscienti travolti da una improvvisa passione, e l'idea che mia sorella e mio padre fossero lì in casa invece che preoccuparmi mi eccitò ancora di più.

Continuai a cavalcare mia madre da dietro senza sosta finché non fui pronto a sborrare. Lei per tutto il tempo che le stantuffai nella fica continuò a mugolare sotto voce ed a farsi ballare le grosse tette, poi , quando le sussurrai "vengo" lei si sfilò il cazzo da dentro.
Mi sarebbe piaciuto sborrarle dentro, era una fantasia che avevo da tanto, però lei non lo permise, voleva che mi svuotassi su dei tovaglioli. Non mi piacque proprio l'idea e così la afferrai sprezzante per i capelli. Lei mi guardò sorpresa e infastidita da quel gesto e quando capii le mie intenzioni il suo sguardo si fece prima implorante (mi sussurrò dei 'no non farlo ti prego') poi, quando vide che non mollavo la presa e continuavo a tirarla giù per i capelli, rabbioso e carico di odio.
LA SBORRATA IN FACCIA
Impietoso l'ho tirata giù fino a farla accosciare ed a farla trovare con la faccia davanti al mio cazzo pronto a sborrare. Ho stretto più forte la presa sui suoi capelli e tirato per farle del male e farle tenere la bocca aperta, e nonostante le smorfie di riprovazione ha preso in bocca tutta la sborra che le ho scaricato.
Diedi delle belle smanettate al mio cazzo che tenevo stretto in mano, dirigendo gli spruzzi di sborra sulla sua faccia.
Nonostante la contrarietà che mostrava, mia madre non si fece scappare una sola goccia del mio sperma. Se lo ingoiò tutto leccandosi poi quelle che le erano rimaste sulle labbra.
Prima di lasciare la presa però volli levarmi un altro sfizio e godermi un'altra sua umiliazione. Mi tenni il cazzo sollevato puntandolo dritto verso l'alto e le spinsi la faccia verso la sacca dei coglioni, costringendo mia madre a leccarmi le palle ed a mettersele in bocca e succhiarle.
Fu una vera umiliazione per lei, che scena arrapantissima! Mia madre inginocchiata e costretta a leccarmi e succhiarmi le palle! I peli del pube le davano continuamente fastidio e finito il lavoretto si mise a sputacchiare per toglierseli dalla lingua.

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Capitolo 7 by Pensieri Osceni
A quel punto potevo dirmi soddisfatto. Mi ero scopato mia madre da dietro con una cavalcata fantastica, le avevo sborrato in bocca e mi ero fatto fare un bidè con la sua bocca e la sua lingua. Mi sentivo un dio.
Mi sistemai il cazzo nella tuta e mi allontanai, quando trovai Valentina immobile sulla soglia, con le braccia incrociate che mi fissava accigliata.
La sua espressione era eloquente. Si sentiva come una amante tradita. Era schifata ed allo stesso tempo ferita e arrabbiata e mi disse a bassa voce, con un tono gelido e carico di rabbia: brutto porco schifoso, me la pagherai...!

MIO PADRE PERDE LA TESTA PER QUELLA TROIA DI SUA FIGLIA
La vendetta di mia sorella si attuò in un modo perverso che io trovai anche stupido. Del resto è caratteristico delle donne il ficcarsi in situazioni complicate (o il complicarle loro stesse) e l'agire impulsivamente solo per ripicca.
Fatto sta che a soli 15 anni, sfoggiando atteggiamenti provocanti come una vera e consumata troia, mia sorella Valentina irretì nostro padre al punto di fargli perdere la testa per lei.
Il girargli intorno con addosso pochi indumenti non le bastò più. Come una puttanella iniziò a provocarlo piazzandoglisi davanti in canottiera. Una canottiera leggera con una larga scollatura che lasciava spudoratamente esposte quelle grosse favolose tette da sesta misura. Una canottiera che si ritirava mostrando pure l'ombelico e la pancia e quei fianchi così morbidi che non si resisteva alla tentazione di afferrarglieli e palparglieli. E mio padre un giorno lo fece.
Una mattina di quella torrida estate lui e Valentina erano scesi in cucina prima di me. Nostra madre era uscita presto perché andava a fare i servizi negli appartamenti di alcune famiglie di villeggianti, lì nel quartiere, e mia sorella preparò la colazione come era solita fare quando nostra madre era fuori casa.
Lei nel prepararla si mise maliziosamente di spalle in modo che nostro padre potesse vederle il culo. Un culo bello tondo e sporgente davvero fantastico, che quella mattina era stretto in un paio di short cortissimi a vita bassa che lasciavano vedere il solco in mezzo alle chiappe, e così corti e stretti di sotto da fare uscire la parte bassa delle chiappe stesse. In pratica più che pantaloncini sembrava avesse uno straccio di jeans stretto attorno al culo.
Aveva gli auricolari nelle orecchie e mentre imburrava i toast iniziò a muovere lentamente il culo a destra e a sinistra seguendo il ritmo lento della musica che ascoltava.
Quel muoversi sinuoso del favoloso culo di mia sorella che gli si agitava ammiccante davanti fece perdere la testa a nostro padre che allungò le mani proprio sulla porzione di culo che usciva dall'orlo basso di quegli striminziti short.
Nonostante stesse volutamente provocando nostro padre da settimane, mia sorella sussultò al sentire le sue mani piazzarglisi sul culo e palpeggiarla con avidità e libidine. Si finse sorpresa e scandalizzata e gli disse: ma papà che fai??? Si girò verso di lui e lo fissò interdetta, con i suoi occhioni da cerbiatta sgranati. Mio padre, che ormai non ne poteva più di resistere alla sua procace e provocante bellezza e a quel ben di dio che lei gli sbatteva sempre davanti al muso, se la attirò a sé e riprese a palparle il culo con manate sempre più vogliose, poi le baciò il collo e portò una mano davanti e iniziò a strizzarle le tette.
Valentina tentò di divincolarsi e prese a dimenarsi a destra e a sinistra borbottando infastidita: papà!!! Oooh ma che cazzo fai!!! Sta fermo!!!
Nostro padre però non si curò affatto di quel protestare e continuò imperterrito a toccare sua figlia abbracciandola, palpandola ed avvinghiandoglisi addosso senza più ritegno. Ormai aveva ceduto, aveva rotto i freni della ragione e della morale e non gliene fregava niente dell'abominio che stava compiendo. Adesso gli interessava soltanto scoparsi quella troietta di sua figlia!

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Capitolo 8 by Pensieri Osceni
LA SCOPATA
A furia di dimenarsi e lottare mia sorella si ritrovò addossata al frigo, con mio padre che le stava addosso e la palpava famelico.
Io fui richiamato dalle proteste di Valentina quando stavo scendendo le scale. In verità non erano proteste troppo convinte, sembravano più delle moine. E così, incuriosito, mi avvicinai in silenzio e spiai restando fuori dalla cucina.
Mia sorella mugolava dei "mmmh papà no dai..." e il suo dimenarsi si attenuava fino a rendere quel movimento solo un agitarsi sensuale. Nostro padre colse quei segnali e prese a sussurrare parole più languide alla figlia, mentre le sollevava la canottiera e affondava la faccia nelle sue tette. Succhiava e leccava con avidità quel ben di dio da 5^ misura; spremeva quelle morbide bocce spingendosele sulla faccia e infilava la mano negli strettissimi short della figlia.
"Visto come sei bagnata? Hai fatto un po' di storie però ne hai voglia anche tu, troietta di papà!"
Al sentire quelle parole mi salì il sangue alla testa dalla gelosia, mentre la rabbia mi aveva montato una grossa erezione.
Mia sorella mi aveva visto, in piedi, accostato alla porta, che li spiavo, ed aveva subito cambiato atteggiamento attenuando le proteste e mettendosi a fare le moine da gatta in calore. Mi lanciava sguardi impertinenti e occhiatacce cariche di sfida e di lascivia per mostrarmi quanto era in grado di divertirsi con nostro padre mentre lui le palpava le tette e le succhiava i capezzoli.
Mi guardava di traverso e con una espressione di superbia e soddisfazione pareva dirmi: guarda a cosa ho ridotto nostro padre: ad un malato; un depravato che sta morendo dalla voglia di scoparsi la figlia!
Ed era vero. Era tutto vero!

Nostro padre spostò mia sorella e la fece mettere a novanta gradi, piegata sul tavolo della cucina; si abbassò i pantaloni e liberò un cazzo tesissimo che prese a smanettare avidamente, mentre con l'altra mano abbassava short e mutande a Valentina e le massaggiava la fica bagnatissima.
La fica di mia sorella era favolosa, aveva uno spacco lungo e reso profondo dalle due labbra gonfie che le vedevo spuntare sotto le chiappe mentre mi dava la schiena e stava col culo a ponte.
Era proprio oscena come quelle troie che guardavo nei film porno.
Le fissavo quel culo enorme, ed esposto senza alcuna vergogna, sul quale continuavano ad affondare le mani avide di nostro padre, poi Valentina girò la testa guardandomi dritta in faccia e in un supremo atto di sfida e di vendetta, con un'espressione gelida negli occhi, fissando me disse: su, papà... Scopami!

Lui non se lo fece ripetere, le infilò il cazzo nello spacco della passera e prese a chiavarsela da dietro ripetendole: sì che ti scopo... certo... troia... che troia che sei! Poi iniziarono ad ansimare tutti e due mentre nostro padre faceva avanti e indietro, con il cazzo infilato nella fica della figlia, e Valentina veniva agitata dai colpi decisi di quel cazzo che la sfondava; con le grosse tette pendenti che le ballavano davanti, sotto la tovaglia apparecchiata.
Fu la scena più eccitante che avessi mai visto. Mia sorella era bellissima, con la canottiera sollevata fino alle spalle e pantaloncini e mutande abbassate fino ai piedi, con le lunghe ciocche dei capelli che sussultavano e le grosse tette che le ballavano davanti. Con il bellissimo viso rotondo, gli occhi profondi e neri e l'aria innocente sembrava un angelo ed una troia allo stesso tempo.
Non potei resistere oltre, ero arrabbiatissimo ma anche eccitatissimo, mi tirai fuori il cazzo (che aveva raggiunto dimensioni notevoli), presi a smanettarmelo con una foga pazzesca e subito i miei ansimi si unirono a quelli dei due che a pochi passi scopavano come infoiati.
In preda all'eccitazione più frenetica mi ritrovai, senza accorgermene, nella cucina mentre avanzavo verso di loro. Camminavo e mi smanettavo il cazzo. Quando fui vicino a loro mio padre sussultò sorpreso e fece per fermarsi e arretrare ma Valentina intervenne e lo incitò a continuare.

Non fermarti! Scopami scopami scopami! Non farti problemi papà, lui avrebbe voluto scoparmi già tre anni fa. Non è vero fratellino? Disse mia sorella guardandomi di traverso, con gli occhi molli per il piacere che il cazzo di papà, che pompava dentro la sua fica, le stava procurando.

Ora che nostro padre aveva interrotto i suoi colpi era lei che si agitava e spingeva il suo bacino contro quel cazzo, facendoselo così entrare nella fica il più possibile. E mentre dimenava frenetica il culo come una scatenata ballerina, sbattendolo contro l'inguine e facendosi impalare, Valentina afferrò il mio randello e prese a smanettarlo continuando così il lavoro che stavo facendo.
Che scena incredibile! La mia bellissima e infoiatissima sorella piegata a novanta gradi, che mentre si fa scopare da dietro dal padre (e si dimeno spingendo col bacino verso di lui) si china sul cazzo del fratello e si mette prima a smanettarglielo poi a succhiarglielo, tirandogli un favoloso pompino!

Avevo dunque Valentina piegata in avanti con il mio cazzo in bocca. Mi abbassò i pantaloncini liberando tutto il pacco e poté così dare delle lunghe leccate dalla base dell'asta e salire fino alla cappella che si infilava in bocca e succhiava golosa, poi tornava giù per affondare la bocca nella peluria e per spennellarmi le palle con dei delicati ma vogliosi colpi di lingua.
Ero in estasi. Mia sorella mi stava regalando un pompino meraviglioso e non riuscivo a credere che una ragazza così giovane fosse capace di tanta maestria e avesse un tale grado di depravazione.
Cazzo, mia sorella stava proprio crescendosi come una vera zoccola!, pensai mentre mi godevo il suo smanettarmi la mazza che intanto si induriva sempre più, e il suo slinguare nelle mie palle.

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Capitolo 9 by Pensieri Osceni
E così mio padre aveva sverginato mia sorella e nonostante fossi gelosissimo trattenni tutta la rabbia che avevo in corpo e li osservai scopare come due ossessi, con lui che spingeva in avanti il bacino dandole decise stantuffate nella fica e lei che spingeva indietro col culo per farsi infilare il cazzo fino alla base. Con nostro padre che grugniva eccitato e Valentina che si agitava come una tarantolata lanciando ansimi e gridolini di goduria.

MIA SORELLA SI FA SBORRARE NELLA FICA!
Quando nostro padre arrivò al culmine del suo orgasmo Valentina gli disse che voleva che le sborrasse nella fica, che gran troia!
E non contenta prese a menare il mio cazzo con ancora più foga perché voleva che, contemporaneamente, anche io le venissi in bocca.
E così mentre nostro padre si scaricava nella sua fica, io le riempivo la bocca e le inondavo la gola della mia sborra calda e vischiosa. Ero così eccitato ma anche così arrabbiato che mentre mi svuotavo le palle nella sua bocca una parte di me sperava che quella puttana di mia sorella ci si affogasse!
Poi io e mio padre ci mettemmo a tavola affamati e Valentina si tirò su gli short e si tirò giù la canottiera, ricomponendosi dal bello ma osceno spettacolo che offriva (come se allora si preoccupasse di fare scandalo ;-)) e ci servì la colazione che tutti e tre consumammo senza rivolgerci la parola.
Non potei scoparmi mia sorella quella volta e nonostante mi spompinò per bene fino a farmi svuotare le palle nella sua gola sentii una profonda insoddisfazione che avrei soddisfatto solo riuscendo a farci sesso. E la cosa ero certo che si sarebbe verificata al più presto, solo che quel pomeriggio stesso ero arrapato e volevo assolutamente scopare. Da quella mattina poi provavo rabbia verso mio padre per essersi scopato Valentina e covavo il pensiero di fargliela pagare. Così unii le due cose: sfogare la necessità di fare sesso e tornare a cornificare quel porco depravato di mio padre.

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Capitolo 10 by Pensieri Osceni
SCOPARMI MIA MADRE PER VENDICARMI SU MIO PADRE!
Rientrata dai lavori mia madre si fece una doccia e si mise indosso un semplice e leggero prendisole, mettendosi poi a girare per casa per fare qualche servizio. Io restai nascosto in camera mia in silenzio, facendole credere che non ci fossi; mio padre era al lavoro e mia sorella andava a lezione privata da un'amica di famiglia in vista del nuovo anno delle superiori.
Quando decisi che potevo approfittare della situazione scesi le scale con il massimo silenzio e mi misi a spiare mia madre che passava lo straccio per terra. Come l'altra volta anche allora mi sono soffermato a guardare il suo bel culo. La volta scorsa lo teneva stretto negli short di jeans cortissimi, che lo modellavano come un enorme cocomero, mentre quest'altra volta il grosso culo di mia madre stava libero sotto il leggero prendisole giallo.
Spiai per tutto il tempo le sue belle chiappe gonfie e il solco tra loro dove riuscivo a vedere che si erano infilate le mutandine, e, nascosto dalla porta, mi tirai fuori il cazzo e presi a segarmi facendolo in breve diventare bello duro e grosso.
Finito di passare lo straccio si accese una sigaretta e si stravaccò sul divano. Da dove ero nascosto io vedevo la sua coscia sporgere nuda e la gamba pendere dal grosso bracciolo, e sentivo il rumore dell'agitare di fogli. Si stava sventagliando con una rivista per farsi aria. A me cresceva l'eccitazione al pensiero che fosse lì a pochi metri, però ero ancora bloccato. Credevo fosse più facile andare da lei e farci sesso visto che avevamo già rotto il ghiaccio invece non riuscivo a decidermi, eppure ero eccitatissimo! Poi iniziai a sentire dei sospiri e dei mugolii soffocati e subito dopo la sua voce che parlava al telefono.
"Carlo, sono sola. Non verrà nessuno prima di stasera. Dai ho tanta voglia di scopare... Ho voglia di farmi sfondare dal cazzo del mio fratellone... Vieni subito dai!"
Smise la chiamata e riprese con i mugolii. Mia madre si stava masturbando ed io non potevo vederla, e questo, unito alla telefonata che avevo appena ascoltato e all'idea che questa porca avesse voglia di scopare, mi montò una tremenda erezione!
Così mi decisi. Salii lentamente le scale e le scesi normalmente, per farle sentire la mia presenza. Entrai nel salotto e mi finsi sorpreso di vederla. Lei anche mi fissò sorpresa; sussultò e mi squadrò basita.
Ah, tu sei a casa..., borbottò incredula, poi aggiunse: Non dovevi uscire con tuo padre?
Le dissi che all'ultimo momento non ne ebbi voglia e che mi ero appisolato nel letto di mia sorella.
Notai che si era frettolosamente messa composta e finiva di fumarsi la sigaretta mentre io mi andai a sedere su quello stesso divano.
Scesi con indosso solo una canottiera e i pantaloncini di tela che mostravano sfacciatamente la mia grossa erezione e passai davanti a mia madre con il cazzo teso che gonfiava oscenamente il cavallo dei pantaloncini. Mi sedetti accanto a lei stravaccato con il bacino sul bordo di modo che il gonfiore le restasse sempre in evidenza sotto gli occhi. Subito dopo le arrivò una telefonata e lei un po' imbarazzata si affrettò a dire: no no non serve più grazie ciao! E chiuse la chiamata. Io ne approfittai per rompere il ghiaccio.
Chi era? Chiesi con finta indifferenza.
Niente di che... Una ordinazione che non mi interessa più. Rispose mia madre che intanto sfogliava distrattamente la rivista con cui prima si faceva aria. Io pensai che fosse il caso di provarci e dissi:
È da un po' che zio Carlo non si fa vedere e non ti nascondo che provo un gran piacere ad avere quel porco lontano da qui.
Mia madre mi guardò girando la testa di scatto e accigliata in volto mi interruppe: Senti! Non voglio che nomini più tuo zio! Se è un porco tu non lo sei certo meno di lui!
Beh si hai ragione..., ribattei io. In effetti devo aver preso da lui la passione per l'incesto. E non mi pare che la cosa ti sia mai dispiaciuta, visto quanto hai goduto a farti scopare da lui per anni!
Quella punzecchiata verso mia madre mi eccitò ancora di più e così mi spinsi oltre mettendo la mano sul pacco e massaggiandolo vistosamente. Poi mi decisi e le dissi:
Quindi visto che so essere tanto porco quanto lui allora ti conviene approfittarne, mammina... Ora che hai tanta voglia di fottere, hai me... E siamo soli...

Il tono di quelle parole fu eloquente, e nel pronunciarle mi abbassai l'elastico del boxer e tirai fuori il cazzo che si era ingrossato all'inverosimile, con una cappella gonfia che pulsava dalla voglia.
Mia madre reagì istintivamente dandomi del porco schifoso ma non nascose il turbamento e la sorpresa nel vederlo e si lasciò scappare poi un: "figlio mio che cazzo di bastone che hai!", detto con ammirazione, apprezzamento e tanta voglia di averlo per sé.
Vero che è un gran bel randello, eh, mamma? Ti leggo in faccia la voglia di toccarmelo...
Le misi una mano sul petto e senza indugio alcuno la feci scendere sulle tette infilandola sotto il prendisole. Mi misi a palpargliele senza nessuna vergogna, prima una poi l'altra e nel mentre mi avvicinavo a lei, senza smettere di massaggiarmi il cazzo che intanto aveva raggiunto dimensioni notevoli e che mia madre non smetteva di guardare e di mangiarsi con gli occhi.
Era arresa al piacere e, al contrario della volta precedente, non opponeva resistenza. Infatti la mia mano palpava beata passando da una tetta all'altra e le dita si stringevano giocando coi suoi capezzoli.
Dai, che vuoi toccarmelo, confessa. Vuoi tirare una sega a tuo figlio, con questo cazzo bello grosso, eh?
Non ci fu bisogno di risposta, il suo volto rosso come un peperone e la sua espressione languida e vogliosa erano eloquenti. Allora io le presi la mano e la portai sul mio cazzo facendomelo smanettare. Lasciai la sua mano a segarmi e portai la mia sulla sua coscia, poi la feci scorrere sotto il vestito e la infilai nelle mutandine, trovando la sua passera già gonfia e pregna di umori.
Wow che fica bella bagnata che hai mammina... È proprio fradicia!, le sussurrai eccitatissimo. Voglio scoparti!
E che aspetti, cazzo... che aspetti! Mi sentii rispondere da lei con la voce piena di eccitazione.
Mia madre si tirò su il prendisole fino ad averlo arrotolato ai fianchi e spalancò oscenamente le cosce per invitarmi a passare all'azione. Io le sfilai le mutandine poi scivolai in ginocchio sul pavimento e affondai la faccia tra le sue cosce mettendomi a leccarle la fica. Gliela leccavo con avidità; le leccavo goloso lo spacco fra le labbra e mi piaceva sentirmi sulla bocca i ciuffi di peli di cui era ben fornita. Le davo delle profonde slappate poi mi mettevo a succhiarle il clitoride e lei gemeva e ansimava dal piacere, liberando delle urla di goduria che le avrebbero sentite dal piano di sopra se ci fosse stato qualcuno.
Per fortuna eravamo soli e potei slinguare a lungo e senza problemi in quella bella fica pelosa che grondava umori come una fontana. Lei mi afferrò per i capelli e premette come ad invitarmi ad affondarci la bocca il più possibile, voleva letteralmente essere scopata dalla mia lingua. Era una vera assatanata di sesso!

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Capitolo 11 by Pensieri Osceni
UNA BELLA FAMIGLIA DI PERVERTITI

MAMMA MI FA UN POMPINO!
La leccai fino a farmi inondare la bocca da un suo copiosissimo orgasmo e per tutto quel tempo continuai a strizzarle le belle e grosse tette. Poi fu la mia volta di godere e lei mi disse di alzarmi in piedi, mi abbassò i boxer e prese prima a smanettarmi la mazza che svettava dura e lunga poi a leccarmela e a succhiarmela con avidità.
Ad occhi chiusi e mugolando di gusto mi fece un favoloso pompino e tra una leccata e una succhiata commentava: Uhmmmm che bel manganello duro che hai figliolo... Lo voglio, lo voglio! Sì dai scopami di nuovo... E nel dirlo si rilasciò sul divano e sollevò le cosce, portandosele all'altezza delle spalle e le tenne in equilibrio divaricate. Mi offrì così la sua fica completamente ed oscenamente esposta.
Vidi quello spacco carnoso enorme e tutto un cespuglio di peli sul pube; le labbra dure e gonfie e il clitoride ingrossato per l'eccitazione. Quel solco bagnato non aspettava altro che farsi sfondare dalla mia mazza sempre più dura e non mi feci certo pregare. Tenendo la mazza alla base la diressi verso lo spacco aperto e gliela infilai. Mia madre sussultò non appena sentì la mia asta dura entrarle con decisione nella fica e si mise ad ansimare di goduria via via che il mio cazzo guadagnava centimetri.
Uhmmmm siiii figlio mio sfondami! sfondami la fica!... dai... Scopami ! Scopa tua madre come una puttana!!!
Lei stava affossata sul divano con il culo esposto e la fica oscenamente aperta e rivolta verso l'alto ed io la sovrastavo; mi ero portato le sue cosce lungo il corpo e avevo i suoi piedi sulle spalle. Mi misi ad assestarle dei decisi colpi ritmati del mio cazzo e lei li riceveva sussultando e mugolando di piacere ad ogni mio affondo.
Oh sì... Si si si!!! Sfondami! Ripeteva ad ogni colpo mentre io inoltre non smettevo di mungerle le tette e i capezzoli duri e ingrossati.
Adesso mamma voglio sfondarti il culo..., le dissi ansimando e sfilando il cazzo dalla sua fica.
Uhmmmm che figlio ingordo e porco che ho..., rispose mia madre compiaciuta mentre prontamente si afferrava le natiche e le divaricava, mettendo in mostra un buco del culo bello elastico che accolse molto bene il mio cazzo.
Avanti figlio mio, prendilo... Uhmmmm fammi vedere di cosa sei capace!
Infilai dunque il mio randello nel culo di mia madre e spinsi lento ma deciso, e più guadagnavo centimetri più sentivo la mazza forzare piacevolmente nel suo canale.
Cazzo che male!!! Che dolore e che piacere!!! Disse lei urlando e mugolando come una vacca alla monta. Cazzo, mi stai sfondando il culo!... Mmmmhhh sìììì mi stai facendo godere come non è riuscito nessuno prima. Né tuo padre e né tuo zio hanno un cazzo grosso e duro quanto il tuo!!! Uhm dai, fammelo sentire tutto dentro! Oooouhhhh sììì dai così! Infilamelo tutto... Sfondami amore di mamma... Sfondami il culo fino in fondo!!! Ooooohhh cazzo che potenza che sei!!!
Con un ginocchio piantato sul divano continuai a stantuffare imperterrito nel culo di mia madre mentre lei non smetteva di lanciare mugolii alternati ad imprecazioni di piacere e incitamenti a continuare a fotterla nel culo.
Ti piace eh... Che gran troia che sei!!! Un troione di madre che voglio far diventare la mia cagna!!! Le dissi mentre incalzavo con le stantuffate, con lei che rispondeva: Ah sì sì sììì... Lo voglio!... Sì fammi essere la tua cagna!!! Sììììììììì!!!!
Mia madre accompagnava il mio scoparla muovendo il culo, spingendolo verso il mio cazzo perché assatanata com'era voleva sentire il randello duro entrarle tutto, fino alla base. Fino a sfondarla.
Che gran puttana di donna! Pensare che fino a poco tempo fa mi consideravo l'unico malato in famiglia per via del mio morboso desiderio per Valentina, e invece nell'arco di pochi giorni scopro che mio padre è un porco tanto quanto me; mia sorella a quindici anni è già una puttana ninfomane e nostra madre è una grandissima troia che non si fa ritegno nell'incitare il figlio a sfondarle il culo ed a fare di lei una cagna!!!
Non c'è che dire, proprio una gran bella famigliola di pervertiti!!!
LA SBORRATA NEL RETTO!
Ad un certo punto dico a mia madre che sto per sborrare e lei mi fa:
Sborrami dentro il culo... Voglio che la tua sborra calda mi riempia tutta la pancia!!! Dai, dai!!!
Non me lo lascio ripetere due volte. Ho proprio voglia di riversare questo mare di sborra nel suo intestino. Ho tantissima voglia di svuotare le mie palle nel culo di mia madre e così do gli ultimi colpi con l'anca e libero dentro di lei tutta la sborra che ho, mentre lei agita il culo spingendolo ancora verso di me per sentirsi sfondata da tutto il mio cazzo e commenta soddisfatta: Oooh si sììì così riempimi, riempimi tutta... quanta bella sborra calda hai figliolo... Sììììììììì tua madre è ingorda della tua sborra!!!
Finito di svuotarmi levo il cazzo da dentro il suo culo. Lei si mette seduta e subito lo imbocca senza problemi e prende a ripulirlo leccandomelo per bene, come una cagna diligente, e a succhiarmelo gustandosi tutti i suoi umori anali e la sborra che impregnano il mio bastone, liberando dei mugolii di piacere mentre succhia golosa la mia asta.
Mi fa un pompino favoloso poi si mette a succhiarmi le palle e con la lingua mi spennella da lì fino al buco del culo. Si mette a leccarmi tutto intorno al buco e poi ci infila la lingua dentro prendendo a muoverla avanti e indietro come se mi scopasse, ed è una sensazione meravigliosa, tanto che quel gioco di lingua unito ad un sapiente massaggio che mi fa dietro le palle mi portano subito ad una nuova potente erezione che quella porca infoiata di mia madre accoglie e commenta con entusiasmo.
Uhmmmm è di nuovo duro... Ed è anche più grosso di prima! E bravo il mio ragazzo!... Che gran maialone che è! Dai sì, che la tua mamma ha di nuovo una gran voglia del tuo cazzo enorme!
E così dicendo si rimette in bocca il mio randello tornando a succhiarmelo soddisfatta.
***
Mi fece accomodare sul divano con la schiena tutta appoggiata allo schienale e le gambe bene allungate, mentre lei si inginocchiò salendo sul divano accanto a me è si piegò accovacciandosi in modo da dedicarsi ad un favoloso pompino.
Mi succhiò l'asta con tanta voracità e premura, alternando poi delle golose e scrupolose leccate nelle palle, senza peraltro tralasciare di massaggiarmi le chiappe e di stuzzicarmi il buco del culo sia solleticando lungo il bordo che infilandoci e sfregandoci un dito.
Fu una sensazione meravigliosa. Ogni volta che il dito spingeva penetrandomi, forzando il buco e scivolando, guadagnando sempre più centimetri, sentivo una scossa che dalle chiappe mi saliva lungo la colonna vertebrale. Un brivido strano ma sempre più piacevole, tanto che, mentre mia madre continuava a succhiarmi il cazzo, pensai con una profonda eccitazione che non mi sarebbe affatto dispiaciuto se al posto di quel dito nel mio culo ci fosse stato infilato un bel cazzo duro!

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Capitolo 12 by Pensieri Osceni
UNA FOLLE MA STUZZICANTE IDEA
Uhmmmm sììì mammina dai succhiamelo!... Oooh che brava pompinara che sei... Come lo sai succhiare bene il cazzo al tuo figliolo... Sììì che grandissima troia che sei!, sussurravo a mia madre mentre me lo succhiava. Poi le confessai, sempre mentre godevo del suo pompino, che quel suo stuzzicarmi il buco con le dita mi stava montando su la voglia matta di farmi inculare. La mia bella e arrapante mammina mi fissò sorpresa e le si accese una luce maliziosa e intrigante negli occhi.
Ma che gran depravato che sei figlio mio! Ho proprio quello che ti ci vuole! Ma prima voglio una nuova mega dose di sborra, visto che ne sei così ben fornito..., disse lei dandomi una decisa palpata alle palle mentre riprese a succhiarmi il cazzo con più foga.
***
In poco tempo, grazie alle sue fantastiche succhiate, mi fece sborrare un mare di liquido nella sua bocca. Sborra che si gustò ingoiandola compiaciuta senza perdersene neanche una goccia e mettendosi poi a leccarmi il cazzo per ripulirmelo per bene e mugolando soddisfatta.
Adesso vieni su figliolo... Andiamo in camera..., disse con un sorriso tutto malizioso alzandosi dal divano. Salivo le scale dietro di lei e la vedevo muovere lenta il suo grosso culo sotto il prendisole leggero. Lo faceva per eccitarmi; ancheggiava come una troia facendo ondeggiare quel suo fantastico, morbido e sporgente.
Quando fummo saliti ci chiudemmo nella sua camera e lei si mise a frugare nel cassettone dei suoi indumenti intimi. Io mi ero sistemato sul lettone matrimoniale e lei tirò fuori alcuni cazzi di gomma di varie dimensioni.

LA MIA PRIMA VOLTA CON UN CAZZO DI GOMMA NEL CULO
Sai, amore di mamma, mi disse con un tono molto dolce, mi piace tantissimo questa cosa di te che ti fai inculare, sono eccitatissima e ho la fica di nuovo bagnatissima però visto che è la tua prima volta usiamo un cazzo più modesto.
E tra i quattro che teneva fra le mani scelse il più piccolo, che era comunque un cazzo di gomma di buoni quindici centimetri.
Io ero eccitatissimo anche se poco alla volta sentivo farsi strada in me un po' di paura al pensiero di farmi infilare qualcosa nel culo, eppure, guardando il mio cazzo vidi un randello di venti e passa centimetri, bello tosto e pulsante, quindi la voglia era davvero tanta e poi vedere mia madre nuda che si preparava a venirmi di sopra mi stava facendo impazzire. Così le dissi di mettersi a sessantanove e mentre io iniziai a strofinare la faccia sulla sua fica bagnata e affondarla nel solco delle sue morbide chiappe, lei prese a preparare la inculata leccandomi tutto intorno al buco e poi infilandoci più volte la lingua. Sensazione di piacere indescrivibile anche quel sentire la sua lingua morbida e bagnata guizzarmi nel culo con un su e giù che accompagnai con mugolii di godimento.

MIA MADRE MI SLINGUA IL BUCO DEL CULO PREPARANDO L'INCULATA
Stavamo messi a sessantanove, avevo mia madre su di me, con le sue grosse tette che premevano sulla pancia e sui miei fianchi, e mentre mi segava avidamente l'asta sempre più dura slinguava nel mio buchetto e lo insalivava per bene. La porca poi agitava decisa il suo bel culone strusciandoselo sulla mia faccia. Quello strofinamento incessante di fica e culo arrivò a togliermi il respiro e mi procurò un incontenibile orgasmo.
Sborrai schizzandole la mia crema vischiosa fin sopra i capelli, lei si prodigò a ripulire leccando la sborra che aveva sulla mano e quella che mi colava lungo l'asta. Commentò dicendo che aveva urgente bisogno di uno sciampo ma subito riprese ad agitare il culo e a spingerlo sulla mia faccia, mettendosi a mugolare e ansimare fino a che non le procurai un orgasmo a forza di leccarle la fica.
Una volta soddisfatta la sua brama si dedicò al mio culo riprendendo a slinguare nel buco per inumidirlo per bene e per poi iniziare a spingerci dentro il cazzo di gomma.

IL FIGLIO SI FA INCULARE DALLA MADRE CON UN CAZZO DI GOMMA!!!!
Restai in apnea mentre lei mi penetrava con quel cazzo guadagnando sempre più centimetri. Trattenevo il respiro ed avevo una paura matta che quel giocattolo mi sfondasse il culo, però allo stesso tempo mi piaceva molto la sensazione di dolore e piacere insieme, in più mi sentivo una troia e più era forte il senso di vergogna per quello che mi stavo facendo fare, più mi saliva l'eccitazione e il desiderio di trasgredire ancora.
Aaah dai mamma sfondami! Sfondami il culo! Fammi sentire come una puttana! Dimmi che sono io adesso la tua cagna e che vuoi incularmi!!! Dillo...!!!, la incitai con foga a dirmi queste oscenità e lo fece, eccitandosi molto pure lei.
Tirò fuori il cazzo di gomma dal mio culo e lo ripulì leccandoselo ben bene poi mi disse: adesso figliolo fatti inculare per bene, dai girati. Mettiti a quattro zampe, come una vera cagna. Adesso la tua mammina ti sfonda il culo come si fa alle puttane!

INCULATO A QUATTRO ZAMPE!
Io obbedii e mi rannicchiai stando carponi. Mi portai le mani dietro tenendomi divaricate le natiche mettendo il mio culo bene in mostra. Mi sentivo davvero una troia, esposta nella maniera più oscena possibile e ripresi ad incitarla ad incularmi anche se continuavo ad avere paura al pensiero che quel cazzo mi sarebbe entrato davvero nel culo.
Mia madre sputò nel buchino ed io sentii un fiotto di saliva colpirmi deciso il canale del retto, poi la sentii sputare di nuovo e capii che stava insalivando il cazzo finto e poi finalmente lo sentii infilarsi nel culo...
Sentirlo entrarmi dentro prepotente e deciso mi spezzò il fiato in gola. Sentivo sfondarmi il canale del retto e il pensiero che le donne provano quello stesso dolore accompagnato ad altrettanto piacere quando si fanno inculare mi riempì di un perverso e depravato godimento. Così ripresi con l'incalzante incitamento a mia madre a scoparmi e sfondarmi il culo dandomi poi della zoccola e della cagna.
Rimasi accovacciato a lungo e per tutto il tempo, mia madre non si risparmiò di fare avanti e indietro con quel cazzo di gomma nel mio culo, con me che ansimavo e gemevo come una troietta.
****
Fu una inculata favolosa. Per più di una settimana non potei sedermi senza sentire delle fitte lancinanti al buco del culo e un certo fastidio anche nel camminare, ma l'eccitazione che mi montava nel ripensare a quello che mi ero fatto fare, all'essermi fatto possedere come una puttana, mi ripagava di tutti quei fastidi.
Ci prendemmo così gusto che le volte che ci ritrovavamo soli io e mia madre ci fiondavamo in camera da lei a divertirci a fare le troie, con lei che mi sfondava il culo coi suoi cazzi di gomma e io che, in un gioco di alternanza, infilavo il mio cazzo duro nel suo.
Una volta facemmo sesso in soggiorno con lei messa a pecora sul divano e io in piedi dietro di lei che la inculavo e nello stesso tempo mi penetravo l'ano con uno dei suoi giocattoli.
Più me lo infilavo nel culo e più spingevo la mia mazza nel culo di mia madre. Fu una doppia inculata fantastica! Le innaffiai l'intestino con una colata enorme di sborra! Poi sfiniti restammo un po' di tempo nudi e abbracciati sul divano ed io le confessai che mi sarebbe piaciuto molto se anche Valentina avesse preso parte ai nostri giochi...
Mi guardò e fece un vago sorrisino ed io capii che quella cosa non sarebbe dispiaciuta nemmeno a lei.

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Capitolo 13 by Pensieri Osceni
LA PROPOSTA OSCENA
Per mettere in pratica la cosa c'era solo da proporlo a Valentina ma questo non si rivelò affatto un problema visto che ormai la nostra famiglia aveva raggiunto il massimo livello di depravazione.
***
Una sera sgattaiolai nella cameretta di mia sorella e la trovai distesa a pancia sotto, poggiata sui gomiti e con un libro sotto il muso. Non si era coperta perché faceva un caldo bestiale in quel periodo e indossava solo una canottiera molto leggera e delle mutandine striminzite.
In quella posizione metteva in risalto il suo culo grosso ma bello sodo su cui io mi fiondai subito iniziando a baciarglielo e ad affondare nel lungo solco tra le chiappe morbide, senza neanche salutarla.
Uhmmmm fratellone, sei bello allupato eh?, mi disse lei che si lasciava palpare e slinguare il culo senza scomporsi e né distogliere lo sguardo dal libro.
Cos'è? Niente scopata con mamma stasera? Scommetto che se la sta fottendo papà e tu sei rimasto fregato eh... Commentò sarcastica e un tantino velenosa.
Io mi inginocchiai sul letto e mi piegai dedicandomi al suo culo.
Mi limitai a risponderle mugugnando mentre le palpeggiavo le chiappe, gliele tenevo aperte e con la lingua le spennellavo il buco del culo, infilandocela pure dentro e poi succhiando goloso mentre il cazzo mi si induriva sempre più.
Mia sorella era sempre più strafiga, con un culo così morbido e sodo e due enormi tettone di 6^ misura ormai faceva impazzire tutti i ragazzi e i professori del liceo oltre che me e nostro padre. E anche nostra madre mi confessò che aveva una gran voglia di farsi una scopata lesbica con la figlia.
Io a quel punto avevo il cazzo in tiro, stavo inginocchiato sul letto tra le gambe di Valentina e la mia nerchia era così grossa che, non portando mutande, la cappella e mezza asta spuntavano fuori dai pantaloncini.
Mentre mia sorella continuava a leggere il suo libro io feci scendere la lingua dal buco del culetto fino alle labbra gonfie della sua fica e la infilai nello spacco che era già bello e impregnato del suo sapore. Iniziai a spennellare tra le sue labbra e lei lasciò di leggere e prese ad agitarsi e spingere con la schiena ed a mugolare.
Uhmmmm brutto porco schifoso..., mi sussurrò mentre ansimava, non dovrei nemmeno permetterti di starmi vicino! Ti scopi la mamma quando ti pare e piace e lei come la troia che è non si fa nessuno scrupolo a farsi sbattere dal figlio! E poi, quando non puoi andare da lei, ti presenti da me! Che coraggio che hai, stronzo! Uhmmmm...
Fece tutta sta lamentazione mentre io continuavo a infilarle la lingua nella fica e a spennellargliela. Era gelosa e offesa però godeva come una matta a farsi slinguare la passera. Io avevo il cazzo duro ed ero eccitato all'ennesima potenza, così alzai la testa dalle sue cosce e mi abbassai i pantaloncini, pronto a infilarglielo tutto nella fica. Lei dopo quella ramanzina lasciò cadere il libro sul pavimento, si girò a pancia sopra e allargò le cosce nel muto ma eloquente invito a farsi scopare senza alcun pudore.
Fai tante storie sorellina però ti piace il mio cazzo eh!, le dissi mostrando una certa soddisfazione, poi mi stesi su di lei e diressi il mio randello nello spacco della sua fica, che era bagnata, calda e accogliente.
Il mio cazzo duro si infilò senza problemi dentro mia sorella. Diedi una spinta decisa e lei sussultò. Provò piacere, si morse il labbro e si mise ad ansimare quando io mi misi a pomparle il cazzo nella fica.
Stantuffai dentro mia sorella per un bel po' mentre di tanto in tanto ci baciavamo sulle labbra e ci strusciavamo le lingue frugandoci avidi nella bocca, intanto le palpavo le tette e lei si avvinghiò stringendo le cosce attorno ai miei fianchi.
Vengo..., sussurrai, e lei quando vide che volevo scostarmi e sfilare il cazzo dalla sua passera irrigidì le gambe così da bloccarmi nella sua morsa.
Dentro fratellone, vienimi dentro... Voglio sentire la tua sborra che mi riempie! Ahhh sì sì sììì!!!
Accompagnò con una serie di "sì" le mie copiose spruzzate di sborra che le riempirono la pancia, poi allentò la stretta delle gambe ai miei fianchi, si rilasciò e si girò su un fianco. Io mi sistemai dietro di lei e l'abbracciai mentre ero turbato dal fatto che si fosse fatta sborrare nella fica. Non che la cosa mi dispiacesse, anzi, mi fece molto felice. La baciai sulla spalla e glielo dissi.
Non voglio che scopi con nostra madre. Puoi scopare con me quando vuoi, puoi riempirmi di sborra tutte le volte che vuoi, puoi fare di me la tua cagna..., rispose Valentina in un moto di languida gelosia, ...ma dovrò essere l'unica. L'unica!!! Concluse convinta.
E perché mai dovrei rinunciare a scopare con lei?, ribattei con indolenza. Dopotutto è una figa non male. Una MILF che fa drizzare l'uccello ad un sacco di maschi ed è una gran porcona..., aggiunsi compiaciuto. E poi è mia, nostra, madre e ogni maschio culla il desiderio segreto di fare sesso con la propria madre. Se ne parlava già nell'antica Grecia. E chissà che allora non fosse una pratica diffusa e per niente immorale. Affermai io atteggiandomi per un attimo a saputello.
Mia sorella restò in silenzio ed io incalzai proponendole invece di fare sesso noi tre. Le raccontai della nostra scopata e confessai di essermi fatto inculare dai suoi cazzi di gomma (lei sbalordì e mi fissò sconcertata ed eccitata) e le dissi che sia io che nostra madre eravamo molto intrigati dall'idea di fare una cosa a tre con lei.
Valentina non rispose subito, disse che ci doveva pensare, ma dall'espressione interessata che le vidi in volto capii che avrebbe finito per accettare. E questo accadde qualche giorno dopo.

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Capitolo 14 by Pensieri Osceni
ORGIA INCESTUOSA IN UNA 'CALDISSIMA' SERA D'ESTATE!
Era una sera di fine luglio, era sul crepuscolo e sia io che Valentina stavamo in giardino.
Io non facevo un cazzo, oziavo annoiato sulla sdraio ed ogni tanto mi davo pacche sulle gambe per tentare di spiaccicare qualche fastidiosa zanzara. Mia sorella allungata sull'altra sdraio leggeva uno dei suoi soliti romanzi tascabili. Stava con le gambe allungate e i piedi incrociati, indossava un top di spugna che in pratica le copriva solo il seno lasciando scoperto sia il petto che la pancia e i morbidi fianchi e dei pantaloncini cortissimi che risaltavano ancora di più quello stacco di cosce lisce e tornite.
Naturalmente io mi ero eccitato ad osservarla e visto che nostro padre sarebbe stato fuori tutta la sera pensai che fosse proprio la serata adatta per quella piccola orgia che io e mamma avevamo progettato. Così mi alzai e andai in cucina dove nostra madre stava preparando per la cena. Mi misi dietro di lei spingendo col bacino, così da premere la mia erezione sul suo culo.
Mmmmhhh, mugolò lei. Ti va di fare il porco stasera eh... Non vuoi neanche mangiare prima?
Io mentre le premevo il cazzo tra le chiappe le sollevai il vestitino leggero e infilai la mano nelle mutande. Aveva la fica già gonfia e bagnata e allora commentai.
A quanto pare anche tu hai voglia di fare la porcella stasera..., e presi a sgrillettarle il clitoride e a massaggiarle le labbra. Lei reagì chinando languidamente il capo da un lato e mugolando dal piacere.
Tenendola abbracciata da dietro la portai davanti alla finestra e mentre la baciavo sul collo e le palpavo le tette feci segno verso Valentina distesa sulla sdraio e le sussurrai che era la serata perfetta per fare sesso tutti insieme. Lei fece una risatina poi girò la testa verso di me, mi mise una mano sulla nuca e si avvicinò sporgendo le labbra. Arrivò alle mie e ci baciammo con gusto. Lei mi infilò la lingua in bocca cercando la mia che non si fece pregare e rispose strusciandosi subito avidamente alla sua.
Vedrai che fica bella calda e succosa ha la tua Valentina..., dissi a mia madre che per tutta risposta mi fissò con una espressione raggiante e impaziente e mi confessò che non vedeva l'ora di scoprirlo.

MIA MADRE NON VEDE L'ORA DI LESBICARE CON SUA FIGLIA!
Ci organizzammo subito. Avevamo non più di un paio d'ore prima del rientro di nostro padre e non volevamo perdere altro tempo. Lasciammo stare la cena e mia madre preparò dei freschi frullati di frutta poi chiamò mia sorella invitandola ad entrare in casa.
La attese sulla soglia, la abbracciò ed entrarono insieme, con nostra madre che le teneva un braccio dietro la schiena e con la mano arrivava al fianco che le accarezzava languidamente.
Lei aveva una espressione ridente e golosa e ci scambiammo un'occhiata malandrina, Valentina invece era più intimidita ed agitata. Aveva intuito le nostre intenzioni e spostava velocemente gli occhi da me a nostra madre e viceversa mentre noi la guardavamo compiaciuti e carichi di libidine.
Oh ma che intenzioni avete?..., ci chiese confusa e rossa in faccia, poi fece una risatina nervosa e imbarazzata. Nostra madre tornò ad abbracciarla forte, accarezzandole la schiena e baciandola sulla guancia. Le mani poi scesero lentamente fino al fondoschiena e più giù ancora, fino a toccarle morbidamente il culo mentre, nello stesso tempo, i baci sulla guancia si fecero più languidi e da lì scese a baciarle il collo e prese a palparle il bel culo sodo.
Valentina non reagì a quei baci sempre più morbosi e a quelle carezze sempre più spinte; si lasciò coccolare da quelle attenzioni limitandosi a sorridere imbarazzata, poi nostra madre la fece accomodare sul divano, ci si sedette accanto, tornò ad accarezzarle stavolta i capelli mentre l'altra mano scorreva dolcemente sulla coscia, dal ginocchio fino al pube. Girò il viso della figlia verso il suo e le si avvicinò fino a baciarla.
Fu un momento eccitantissimo. Vidi mia madre e mia sorella che prima si baciarono teneramente sulle labbra poi presero a slinguarsi con sempre più passione.
Andarono avanti per un bel po' con le loro bocche che si toccavano, si staccavano e poi tornavano ad appiccicarsi, e le lingue che si contorcevano sfregandosi fra di loro.
Fu una scena fantastica; da arrapamento totale. Tanto che io, in piedi davanti a loro, mi infilai una mano nei bermuda e presi a smanettarmi il cazzo che in poco si fece un randello duro come il marmo.

LE LESBICHE DI CASA
Loro due continuarono a slinguarsi come due vere lesbiche in calore. Valentina restava più passiva ed assecondava il fare di nostra madre che le accarezzava adesso le tette, ed io vedevo quel sensuale palpeggio solo attraverso il muoversi delle dita sotto il tessuto della canottiera.
Palpava di gusto mia madre, e mia sorella ne godeva lasciandosi toccare e ricambiava limonando con passione nella bocca della madre. Mi avvicinai a loro, sporgendo il bacino per far capire che c'ero anche io e che volevo prendere parte al loro amplesso. Mia madre, senza smettere di slinguarsi con Valentina, allungò la mano fino ad infilarmela nei bermuda e prese a smanettarmi il cazzo. Si staccò poi dalla figlia per abbassarmi i boxer e quando il mio cazzo svettò fuori in tutti i suoi venticinque e passa cm lei commentò con un Oooooohhh di stupore per poi aggiungere: Caspita figlio mio hai sempre avuto una verga di tutto rispetto ma questa volta hai una proboscide favolosa! Vale, hai visto che cannone è spuntato fuori a tuo fratello?
Nel dirlo si girò verso la figlia e anche lei fissò sorpresa e ammirata il mio randello quando uscì dal bermuda.
Fratellone che cazzo!... Neanche io te lo avevo mai visto così enorme!
Eh, ci credo ... Risposi io. Sto per fare un'orgia con mia madre e mia sorella che sono due grandissime porche e già guardarvi fare le lesbiche mi ha caricato a mille, perciò non meravigliatevi se il mio cazzo è già carico! Dai, che ho una voglia matta di sfondarvi sia le fiche che i culoni!
Loro due risero di gusto a questa mia uscita, si guardarono e si scambiarono un'occhiata di intesa. Nostra madre poi con un'espressione raggiante e golosa disse: Dai Vale, allora che aspettiamo? Vediamo se questo enorme cazzo è davvero carico a pallettoni o se invece spara a salve! Si fecero un'altra fragorosa risata e tutte e due si sporsero in avanti. Arrivarono entrambe con la faccia al mio cazzo e presero a leccarmelo con gusto. La mia asta stava tesa e pulsante, puntava dritta in avanti ed avevo mia madre e mia sorella che ai due lati me la leccavano per tutta la sua lunghezza.
***
Era l'apoteosi del piacere sentirmi quelle due golose depravate che un po' mi solleticavano la mazza con dei colpetti con la punta della lingua e un po' la tiravano tutta fuori e la passavano per darmi delle vigorose slappate, dalla base fino alla cappella che dall'eccitazione si era ingrossata quanto un mandarino!
Io godevo all'ennesima potenza, chiusi gli occhi e mentre mugolavo di piacere poggiai le mani sulle loro teste che con una golosità da pazzi continuavano a dedicarsi al mio cazzo, leccandolo ed alternandosi a prenderlo in bocca ed a succhiarlo. Il loro lavoro di bocca e lingua era favoloso, tanto che dovetti poi sottrarmi a quella voracità perché altrimenti mi avrebbero portato ad un potente orgasmo troppo presto.
Mi ritrassi così piegandomi in avanti e levando il cazzo dalle loro avide bocche da depravate. Mi chinai portando la mia a toccare le loro e ci slinguammo tutti e tre per un bel po'. Nello stesso tempo prendemmo a palparci con voluttà. Le mie mani scorsero fameliche afferrando, tastando e strizzando le loro tette, che adesso pendevano oscene fuori dai vestiti, e poi infilando le dita nelle loro mutande e nelle fiche che trovai allagate e bollenti.
Entrambe erano belle calde e prontissime per una scopata ma di cazzo c'era soltanto il mio così feci cenno a mia madre di procurare l'altro bastone, visto che sapevo ne era ben provvista.
Lei salì in camera e tornò immediatamente con una stanga enorme. Un cazzone di gomma di oltre trenta cm lungo e con un diametro da proboscide di elefante!

Sia io che mia sorella al vedere quel mostro di gomma restammo a bocca aperta.
Cazzo mamma, ma tu hai il coraggio di farti scopare da una bestia così?!, chiedemmo sconcertati.
Ma sei una troia da record!!! Convenimmo io e Valentina, scambiandoci una occhiata, divertiti ed eccitati. Nostra madre ci guardò sorridendo maliziosa e con un'espressione birichina ci rassicurò sul fatto che ci saremmo divertiti anche noi.

QUANDO IL GIOCO SI FA... DURO!
Questa è roba per veri depravati..., ci disse accarezzando il suo cazzone di gomma nera da trenta e passa cm. E voi figli miei lo siete tanto quanto la vostra porca mammina. E tu (disse indicando me) puoi diventare una grandissima puttana quanto tua sorella. Adesso ti lecco per bene il buco del culo e poi vedrai che goduria fartelo sfondare da un cazzo nero come questo.

L'orgia continuò con me in piedi davanti al divano, Valentina che ci si era inginocchiata sopra e si era piegata in avanti ed io che la tenevo afferrata stretta dai fianchi e da dietro la scopavo nella fica. Nostra madre accanto a Valentina, con i piedi sul divano e le cosce spalancate che si infilava nella fica l'enorme cazzo che mi sembrava la nerchia di certi negri che vedevo nei giornaletti porno.
Senza alcun pudore quella porca di mamma si trapavana la fregna facendo avanti e indietro con quel fallo esagerato, e mugolava estasiata dal piacere. Anche mia sorella seguiva il mugolare di mamma. Vale sussultava ansante per i colpi che le assestavo nella fica, come uno stantuffo. Entravo deciso nella sua carne impregnata dei suoi umori ed ogni volta che infilavo il cazzo nello spacco della sua fica risuonava nel salotto, nel silenzio della sera, il ciac ciac degli schiaffetti del mio pube che sbatteva sulle sue chiappe.

Scopavo mia sorella con immenso piacere. Era una meraviglia vederla sussultare sotto di me, vederla nuda, con le sue morbide forme rotonde agitarsi e le grosse tette ballare. Mentre stantuffavo nella sua passera le ho afferrato le tette, le ho strizzate con avidità e le ho pizzicato i capezzoli stringendone la punta dura tra le dita. Lei gemeva e a sua volta si pizzicava le labbra con i denti ma non mi ha detto di smettere, anzi mi incitava a continuare sia a martoriarle le tette e i capezzoli che a sfondarle la fica con le bordate del mio cazzo.
Sììì dai così! Scopami... Scopami! Incalzava lei che aveva stretto le gambe attorno ai miei fianchi e mi spingeva a sé per sentire la mia mazza tutta dentro la sua passera.
Nostra madre intanto aveva smesso di farsi scopare dall'enorme cazzo di gomma. Lo aveva impregnato per bene dei suoi umori e si mise dietro di me pronta per infilarmelo nel culo, ma prima però c'era da preparare il mio buchetto. Si inginocchiò dietro di me e mentre io continuavo bellamente a fottere con mia sorella lei mi divaricò le natiche e ci piazzò la faccia, affondando la lingua nel buco e bagnandomelo ben bene, sputando dei copiosi fiotti di saliva e lubrificandomi l'ano con delle vigorose leccate.
Inutile dire che io ero al massimo dell'eccitazione. Sentire una lingua insinuarsi nel culo, morbida e bagnata, aumentò a dismisura la mia foia, e di conseguenza accentuai l'impeto con cui trapanavo nella fica di Valentina. Mia sorella, a sua volta, aumentava il tono degli ansimi e dei mugolii, testimoniando così tutto l'apprezzamento per l'ardore con cui la stavo scopando.
Poi fu la volta della inculata. Fu dolorosissimo sentire quel cazzo enorme entrarmi nel culo. Provai la netta sensazione che quell'arnese mi spaccasse tutto il didietro; la dolorosa sensazione che mi aprisse in due il culo sventrandolo lungo il solco delle natiche. Ed una volta entrato, man mano che guadagnava centimetri sembrava che mi lacerasse il retto eppure tanto era il dolore tanto era il piacere perverso che provavo, e ancora aumentai i colpi di bacino, urlando io per quel cazzone enorme e facendo urlare mia sorella per come presi a sfondarle la fica.
Nostra madre dunque continuò a fare avanti e indietro con quella mazza nera e nodosa tra le mani che io mi sentivo entrare e spaccarmi di dietro, fino negli intestini.

Ti piace eh troia? Ti piace che la tua mamma te lo metta nel culo come si fa alle puttane, vero? Mentre ti scopi la mia bambina, brutto porco pervertito!, incalzava lei con il tono roco dell'eccitazione.
Sì mi piace... Cazzo come mi piace..., rispondevo io sconquassato dal dolore e dal piacere insieme.
Vengooo..., sussurrai mentre svuotavo nella fica calda e fradicia di Valentina tutta la mia sborra. Sfilai poi l'asta dalla fregna di mia sorella che era piena adesso della mia sborrata. Così piena che dei fiotti bianchi e vischiosi uscirono dallo spacco fra le labbra e colarono giù lungo le cosce.
Quella cagna oscena di nostra madre allora si mise in ginocchio tra le gambe di Valentina e prese avidamente a leccare quelle cosce, lappando tutta la sborra che colava dalla fica della figlia. Una scena di depravazione totale ma capace di far montare una eccitazione pazzesca.
Mia sorella tolse dalle mani di nostra madre il cazzo grosso e nero che mi aveva sfondato il culo. Era tutto imbrattato dalla mia sborra anale e dagli umori della fica di mamma e mia sorella si mise a leccare con vero gusto quella mazza, poi la insalivò per bene e quindi chiese a nostra madre di scoparla con quel cazzo mostruoso come aveva fatto con me. Lei naturalmente accettò, fece stendere Valentina sul divano e anche lei si sistemò lì sopra mettendosi carponi, davanti alle cosce spalancate della figlia, tutta intenta a ficcarle quel cazzo enorme nella fica.

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Capitolo 15 by Pensieri Osceni
L'ORGIA CONTINUA IN TUTTA LA SUA OSCENITA'
Prese ad agitarsi tutta muovendo le braccia per sfondargliela. Io, rilasciato in un angolo del divano, mi vidi davanti quel culo grosso con due chiappe morbide che ballavano oscene. Teneva le cosce leggermente divaricate e sotto il solco profondo del culo vedevo lo spacco osceno della fica, gonfia e slabbrata. Vidi gli umori che colavano e tutto un cespuglio di peli attorno e mi salì di nuovo una eccitazione pazzesca. Così afferrai mia madre per le morbide maniglie dei fianchi e la tirai verso di me che intanto mi ero sistemato col cazzo dritto e puntato in avanti. Mi puntellai sul ginocchio piegato sul divano e mentre tenevo ferma mia madre per i fianchi spinsi con il bacino e infilai il cazzo nella sua fica calda e allagata.
Un gemito di piacere da parte sua indicò quanto gradisse quella entrata, che commentò con altri mugolii e dicendo: mmmhhh oh sì figliolo che bello il tuo cazzo... Mmm scopati la tua mammina che è una gran porca siii!...
Io spingevo con forza col bacino per sbatterle la mia nerchia nella fregna; lei si dimenava furiosa ed arrapatissima, sia perché doveva stantuffare il cazzo finto nella fica di Valentina e sia perché le piaceva da impazzire buttarsi con il suo culone contro il mio cazzo per farselo entrare tutto.
Come un'ossessa e una indiavolata sbatteva contro il mio pube e le mie palle finivano per strusciarsi contro le sue cosce.
Era fantastico. Fu una scopata fenomenale e naturalmente non rinunciai ad afferrarle le mammelle che pendevano e ballavano oscene e le palpai per tutto il tempo. Sentii i due capezzoli duri ed enormi e mi divertii a pizzicarli, poi, mentre la scopavo da dietro, feci scendere una mano dalle tette e le sfregai per bene il clitoride facendole accentuare i gemiti e gli ansimi della goduria. Anche mia sorella partecipò alla cosa, e mentre nostra madre le sfondava la fica con il cazzo di gomma Valentina prese a slinguarle in bocca ed io sentii il suono umido avido e sensuale delle loro lingue che si strusciavano fameliche.
***
Mia madre e mia sorella si baciarono a lungo limonando oscenamente e senza ritegno mentre io palpavo voglioso le loro grosse tette che si strusciavano morbide e avvinghiato da dietro a mia madre continuavo imperterrito a fotterla stantuffandole il mio cazzo nella fica.
Oooh sììì amore di mamma scopami... Dai sì così, fammelo sentire tutto... Tutto sììì così... Tutto nella fica! Voglio il tuo bel cazzone tutto dentro... Fino alle palle! Ooooh sì... Sfondami!!!, urlava incitandomi.
Io la accontentai scopandola come mai prima. Accompagnai i colpi di cazzo nella sua fica insultandola nei modi peggiori. Insulti che però non facevano che eccitare ancora di più la troia che a quel punto era così infoiata che, con la voce roca per il godimento, mi ordinò di spingere al massimo fino a sborrarle dentro.
Riempimi di sborra amore! La voglio tutta dentro la tua sborra... Tutta! Riempimi tutto lo stomaco col tuo seme!
E quando svuotai i coglioni dentro di lei liberò un urlo di piacere e soddisfazione.
Aaahhh siiii! Riempimi... Così! Ti piace allagare di sborra la tua mamma eh brutto porcone! Mmmhhh piace anche a me sentirmi la pancia riempita dalla tua crema bella calda, amore mio...
Poi si rivolse a mia sorella.
Vale mettiamoci a sessantanove e leccami la sborra di tuo fratello che mi cola dalla fica, dai su amore...

UN SESSANTANOVE MADRE/FIGLIA!
Vale ubbidisce prontamente cambiando posizione ed in breve si ritrovano in lungo sul divano, nostra madre stesa sotto e mia sorella sopra di lei.
Vale allarga le cosce e offre la fica alla bocca di nostra madre e intanto affonda la sua bocca nella fica di mamma, e si mette a leccare e lappare golosa tutta la mia sborra e gli umori colanti dalla scopata.
Si accarezzano e slinguano un bel po' l'una nella fica dell'altra. Affondano con ardore e golosità, penetrandosi a vicenda con le dita e leccandosi voluttuose. Entrambe poi si muovono sinuose. Inarcano la schiena, affondano le dita nelle natiche e mugolano per il piacere.
I loro movimenti sensuali si fanno via via più incalzanti approssimandosi l'orgasmo, e quando arriva lanciano un urlo languido e di soddisfazione per il godimento raggiunto. Poi si calmano prendendo ad accarezzarsi lentamente e dolcemente.
Entrambe cingono il bacino che hanno davanti alla faccia, lo abbracciano e baciano languidamente e fanno scorrere la lingua dalla fica alle chiappe.
Io osservo il loro lesbicare, sembrano due gatte in calore. Si accarezzano, si baciano e si leccano a vicenda le parti intime. È una scena eccitantissima e la osservo compiaciuto e soddisfatto. Sono orgoglioso e felice di coccolarmi con gli occhi queste due femmine bellissime e meravigliosamente porche e arrapate che ho la fortuna di avere in famiglia.
Mia madre è una MILF desiderata da ogni uomo, mentre mia sorella cresce sempre di più in bellezza e fa girare la testa ad ogni ragazzo, però sono più che certo che con nessuno riuscirà a darsi come riesce con me.
Continuo a menarmi l'uccello mentre le guardo leccarsi in quel lascivo e osceno sessantanove, poi mi alzo e mi avvicino loro e dando delle decise scappellate schizzo sui loro corpi nudi i fiotti vischiosi e bianchi della mia ennesima sborrata, e loro la leccano e ingoiano accompagnandola con mugolii di gusto.
Restiamo poi tutti e tre a riposare sul divano. Ci accarezziamo dolcemente, ci scambiamo languidi baci dandoci golose lappate con le lingue che ci infiliamo in bocca e ridiamo beati e contenti di questa torbida, oscena, abominevole ma irrinunciabile complicità.
Siamo tutti e tre felici di questo ménage e, accarezzandomi con vanità il randello, sfido scherzosamente loro due a trovare un cazzo più grosso di quello.
Non barate però, quello dei cavalli non vale! Dico scatenando una loro fragorosa risata.
Ah non vale? Peccato... Non sarebbe male provare anche quello di un bello stallone. Non trovi Valentina?, dice nostra madre strizzando l'occhio alla figlia, poi aggiunge, molto maliziosamente, rivolgendosi a me: Guarda caro che dovremmo organizzare una visita al maneggio. Mi stuzzica proprio la fantasia di confrontare il tuo cazzo con quello di un cavallo! Ahahahah!
Sì certo mamma..., interviene Valentina. Ricordo che tu e papà ci portaste lì quando eravamo piccoli. Mi divertii tanto a girare in tondo per il recinto in groppa ad un bel cavallo pezzato! Certo che adesso sarei molto più interessata a giocare con i grossi attributi che stanno sotto, e non in groppa!!!
E giù altre maliziosissime risate scambiandosi occhiate complici e perverse.
Comunque, amore mio... Conclude nostra madre. Con quel cazzo che ti ritrovi tu non ho più bisogno di ricorrere a zio Carlo per farmi una bella scopata come si deve, visto che vostro padre non scopa più come una volta.
Uhmmmm zio Carlo... Fa Valentina. Mi avete fatto venire la curiosità di provare il suo cazzo...
Oh prego fallo pure quando vuoi. La invita nostra madre. Però visto che hai provato il cazzo di tuo fratello sappi che non devi illuderti di trovarne di più grossi. Insomma figlia mia credimi, abbiamo il meglio proprio sotto il naso e dobbiamo approfittarne.
E così dicendo si scambiano l'ennesima occhiata complice e maliziosa e, tutt'e due, dirigono lo sguardo sul mio cazzo che quelle battute e quelle occhiate golose e porche hanno fatto rinvigorire e tornare duro... ;-)
FINE

(Per commenti scrivete a: pensieriosceni@yahoo.it)
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