le due cagne italiane nella villa dei sessantenni e fine della loro libertà by padrone29
Summary: due cagne nella villa dei sessantenni
Categories: Etero, Dominazione Characters: None
Genres: Racconto
Warnings: None
Challenges:
Series: None
Chapters: 7 Completed: No Word count: 5738 Read: 52655 Published: 01/12/2018 Updated: 05/03/2018

1. prologo by padrone29

2. la cena by padrone29

3. il club lesbo by padrone29

4. casting altre schiave by padrone29

5. debutto schiave di livello inferiore locale malfamato by padrone29

6. il locale esclusivo by padrone29

7. l'asta nella sala VIP by padrone29

prologo by padrone29
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Le due cagne italiane nella villa dei ricchi sessantenniu e fine della loro libertà




In agosto sono solito fare le vacanze nella villa nello Yorkshire di Jack un mio carissimo amico londinese. Lui è un noto avvocato ex deputato alla camera dei comuni, mentre il padre è un ex ministro con parecchia esperienza internazionale.
Due anni fa successe qualcosa di realmente strano: vedemmo arrivare il babbo del mio amico insieme ad alcuni suoi soci storici accompagnati da due sventole pazzesche che dal modo di atteggiarsi e porsi si vedeva chiaramente che facevano parte della plebe e non erano né clienti, né dipendenti dello studio.
La cosa non mi sconvolse più di tanto conoscendo le abitudine libertine del babbo del mio amico, così come la natura dominante che condivideva col figlio e con me, decidemmo però di approfondire per vedere se potevamo approfittare della situazione anche noi.
Dopo qualche resistenza il babbo del mio amico ci raccontò come era andata. Si trovava con i suoi soci storici in un club di Londra per festeggiare la conclusione di un affare e si sono sedute queste due ragazze nel tavolo vicino al loro a cui non avevano fatto caso più di tanto.
Nel proseguo della serata mi fece notare il padre del mio amico avevano cominciato a bere fino a diventare abbastanza alticci e a fare battute sempre più spinte e volgari verso le due ragazze. Queste si sentivano sempre più in imbarazzo, ma facevano finta di nulla nella speranza di non essere più importunate. I quattro soci diventarono invece sempre più insistenti dapprima offrendo alle ragazze mazzi di fiori e da poi bottiglie di champagne sempre più costose. Le due ragazze continuarono a far finta di nulla nella speranza che gli uomini la smettessero di importunarle, fino a che il padre del mio amico si alzò, mise un biglietto da visita sopra il tavolo delle due ragazze dicendo loro che avrebbero pagato bene i loro servigi. Sentita questa cosa le due ragazze si alzarono dal tavolo arrabbiate, insultando il padre del mio amico dicendo che era una vergogna che persone della loro età si comportassero in quella maniera e che soprattutto non erano quelle due poco di buono che pensavano loro.
La mattina seguente una delle due ragazze si chiamava Manuela chiamò il padre del mio amico dicendogli che si poteva fare dipendeva tutto dal prezzo lui disse che lo facesse lei e la sua amica il prezzo. Manuela sparò una cifra pazzesca sperando di farsi dire di no, ma il babbo del mio amico disse che accettavano e allora i disse che qualcuno sarebbe passato a prenderle per portarle nella sua villa nello Yorkshire.
Ed eccoci arrivati al punto di partenza : il padre del mio amico con i suoi soci e le ragazze erano arrivati alla villa nel Yorkshire.
Le due ragazze una si chiamava Manuela come detto in precedenza e l'altra Jessica. Manuela è bionda, alta, tette non grandissime e culetto da urlo, mentre Jessica è non molto alta, mora, terza misura di tette.
La prima cosa che i quattro uomini fecero fu coinvolgere i due giardinieri senegalesi della villa che si spogliarono mostrando i loro cazzi o meglio sarebbe dire le loro proboscidi vista la grandezza dei loro arnesi.
Diedero ordine alle ragazze di succhiarli per farli diventare ancora più lunghi e di marmo e dopo le fecero spogliare, appoggiare a due alberi del giardino della villa.
I quattro uomini infoiati come non mai urlarono ai due senegalesi di inculare le due ragazze e questi eccitati come erano lo fecero subito senza aspettare neanche un secondo.
I sederini delle due ragazze non erano minimamente lubrificati, quindi il dolore che le due ragazze provarono fu tremendo anche se i due africani non ci misero molto a eruttare tutto il loro nettare nel sederino delle ragazze.
Nel frattempo il mio amico aveva ripreso tutta la scena col cellullare, né sarebbe venuto fuori un video che avrebbe potuto competere con i migliori video di pornhub.
I quattro uomini dopo aver bevuto un aperitivo, ingurgitarono parecchie pillole di viagra e cialis e cominciarono a scoparsi le due ragazze prima leccando le passerine come quei vecchi bavosi che in effetti erano e poi scopandole come dei forsennati dall'effetto del viagra e del cialis. I corpi delle due ragazze dopo poco furono interamente ricoperti dalla sborra degli uomini. L'odore di sborra attirò l'attenzione del pastore tedesco del mio amico che arrivò fino alle gambe di Manuela con fare chiaramente allupato. La ragazza implorava gli uomini piangendo, chiedendoloro di fermare il cane, ma questi erano talmente eccitati che preferirono permettere al cane di abusare di Manuela. Ripresi l'intera scena col cellulare uno spettacolo incredibile al che entrammo io e il mio amico nella stanza dicendo di aver filmato tutto fin dall'inizio e che se non fossero diventate nostre schiave avremmo fatto pervenire alle loro famiglie il video in cui se la facevano con senegalesi e con un cane.
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la cena by padrone29
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Manuela e Jessica nell'apprendere che tutto era stato filmato e poteva essere usato contro di loro ci guardarono con uno sguardo fisso, terrorizzato non sapendo a cosa sarebbero andate incontro da oggi in poi.
Jessica guardò negli occhi Manuela quasi volesse dirle perchè siamo state così sceme da accettare tutti quei soldi, se ce li hanno offerti qualcosa sotto doveva pur esserci oltre a doverci scopare quattro vecchi imbottiti di Viagra e Cialis.
Ordinammo allora alle ragazze di andare a cambiarsi per la cena. Al piano di sopra avrebbero trovato i vestiti che avrebbero dovuto mettersi e poi avrebbero dovuto scendere senza fare scherzi e tentare di scappare perchè il giardino era pieno di cani da guardia e non sarebbero mai riuscite ad uscire incolumi dalla villa.
I vestiti o meglio i non vestiti che avevamo assegnato alle ragazze erano per Manuela un miniabito in tessuto elasticizzato con maniche lunghe in pizzo che metteva bene in evidenza il suo sederino, mentre per Jessica un costume in due pezzi da coniglietta rosa e con polsini in pizzo che lasciava ben poco alla fantasia.
Una volta scese in sala da pranzo le due ragazze si sedettero di fronte a noi e Jack fece subito una domanda a Manuela chiedendole cosa indossasse di intimo, perchè dato che non l'aveva trovato tra quello che doveva mettersi significava che non lo doveva indossare. Manuela cercò flebilmente di chiedere pietà, che si vergognava, ma capiva da sola che non aveva scelta e chiese se poteva andare in bagno a togliersele. Io le feci notare che non c'era bisogno di andare in bagno e che le mutandine poteva togliersele pure qua. Manuela con enorme fatica dato anche la gonna elasticizzata che indossava la alzò, si tolse le mutandine, le gettò per terra e tornò a sedersi. Archè intervenni io e dissi che non era educato che lasciasse le mutandine per terra e le ordinai di raccoglierle e metterle sopra la tavola cosa che fece prontamente. Una volta che appoggiò le mutandine sopra il tavolo Jack le prese in mano, le annusò e affermò senti come sono bagnate, la troietta si è già eccitata.
A questo punto iniziò la cena e Jack disse che non avevamo nessuna intenzione di fare loro del male e che il filmato serviva solo come stimolo a lavorare per noi e a soddisfare la nostra voglia di sottometterle. Esponemmo loro il nostro progetto, avevamo rilevato alcuni club bdsm e dovevamo rilanciarli e ci servivano nuove schiave e schiavi per ravvivarli, che avremmo dato loro una somma cospicua per ognuno di quelli che sarebbero riuscirete a portarci , ma fino a quel momento avrebbero dovuto esibirsi loro e avremmo tenuto il video in una cassaforte per evitare che facciate le furbe. Intervenne Jessica dicendo che non serviva mica il ricatto, è impossibile rifiutare una proposta del genere che ci farà diventare ricche e piene di soldi, Jack disse allora da domani comincerete a lavorare, questa sera invece ci divertiremo di Jessica si occuperà il mio amico visto che lui ama le grosse mammelle, mentre di Manuela mi occuperò io che amo punire i bei sederini.
Jack ordinò a Manuela di spogliarsi togliendosi quindi il vestito, perché come prima cosa sarebbe stata punita per essere arrivata a cena con le mutandine ancora addosso, contravvenendo all'ordine di vestirsi solo con gli indumenti che le erano state riservati. Una volta che Manuela si spogliò venne fatta appoggiare al muro e colpita per quattrocento volte con il retro di una spazzola di bambù. Il culetto di Manuela era ormai diventato rosso e il bruciore le impediva di sedersi.
Nel Frattempo io feci alzare Jessica e le pizzicai i capezzoli con le unghie attraverso il minuscolo costume da coniglietta che indossava. Jessica dopo poco tempo si mise ad urlare dal dolore, ma le feci notare che non era finita. Tagliai i due pezzi del costume fino a spogliarla completamente e dissi ridendo che come diceva il mio amico a me piaceva più il lato a.
Presi due mollette da bucato e le pinzai sui capezzoli, Jessica cominciò a urlare dal dolore come un ossessa ,si vedeva chiaramente che era la prima volta che le venivano torturate le mammelle dato questo tipo di reazione, ma la cosa non mi fece particolarmente pietà e pinzai altre quattro mollette sulle sue tette. I capezzoli avevano preso ad eccitarsi incredibilmente fino a diventare duri come il marmo e dopo un po' Jessica smise di urlare dal dolore, decisi allora di metterle il cazzo in mezzo alle tette fino a venire su di essere sbrodolandole tutte. Nel frattempo entrò Susan la moglie di Jack figlia di un nobile gallese che aveva conosciuto all'università che era bisex dominante nei confronti delle donne e sottomessa nei confronti degli uomini. Chiese al marito se poteva approfittarsi anche lei della cagnetta che in quel momento era impegnata a succhiarli il cazzo. Jack disse di si e Susan si rivolse a Manuela dicendo guai a te se ti perdi anche solo una goccia del seme di mio marito e Manuela terrorizzata dal fatto di avere già il sedere che le bruciava mise il massimo impegno per farlo godere e poi per ingoiare tutto il suo seme.
Susan allora prese Manuela dicendo che prima l'avrebbe portata a fare una doccia e poi si sarebbe occupata di lei.
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il club lesbo by padrone29
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le due cagne italiane nella villa dei sessantenni e fine della loro libertà la festa nel club bdsm



Dopo qualche giorno di tranquillità passato all'aria aperta della campagna inglese, tra sport equestri e passeggiate, cominciò per Manuela e Jessica quell'attività che le era stata descritta durante la cena.
Le ragazze vennero portate con una macchina con i vetri oscurati a Londra dove sarebbero state l'attrazzione principale della riapertura di uno dei club bdsm: era però un club molto particolare frequentato solo da donne quindi in grande maggioranza lesbiche.
La sera tardi vennero portate nel club e avevano intuito che il pubblico era costituito soprattutto da sadiche mistress che in seguito all'aggiudicazione di un asta impartivano degli ordini alle ragazze che si esibivano sul palco.
Dopo circa un ora fecero il loro ingresso sul palco Jessica e Manuela che ebbero subito un accoglienza trionfale: Manuela indossava un vestito aderente effetto pelle nero con scollatura in Tulle trasparente e schiena aperta, un abito che metteva bene in evidenza il suo lato B. Jessica invece indossava un vestitino rosso con fantasia floreale con punti luce.
Contemporaneamente all'entrata sul palco di Jessica e Manuela entrò sul palco una donna bionda sui cinquant'anni vestita da mistress con un abito in latex nero con profonda scollatura che data anche la sua età non più giovanissima non è che producesse chissà quale spettacolo.
La donna si chiamava mistress Susan e disse che avrebbe svolto durante la serata sia la funzione di mistress che di banditrice e presentò le due ragazze come due schiave, sottomesse che però non avevano mai avuto rapporti lesbo cosa che suscitò un ovazione tra il pubblico presente.
Per prima cosa disse mistress Susan metteremo all'asta i vestiti delle due ragazze, cosa che avvenne a un prezzo non di molto superiore alla bassa d'asta, il che fece dire a mistress Susan alle signore lì presenti che non stavano valutando nel modo giusto la qualità della merce che era sul palco quella sera e per farla apprezzare meglio si avvicinò prima a Manuela per far vedere quanto il suo sederino fosse stretto e quindi poco utilizzato e a Jessica per mostrare come i suoi capezzoli fossero sensibili.
La cosa fece subito impennare le offerte, le vincitrici avevano la possibilità di impartire un ordine alle due ragazze.
A vincere le prima asta fu Frau Helga una sadica mistress tedesca fortemente colpita dalle tette di Jessica, ma in quell'occasione puntò soprattutto a mettere in imbarazzo le due ragazze ordinando che si baciassero sulla lingua, il loro imbarazzo fu notevole e a un pubblico di padrone estremamente sadiche questo non sfuggì.
La seconda asta fu vinta da una mistress americana Andrea che resasi conto perfettamente dell'imbarazzo delle due ragazze ad avere rapporti lesbo ordinò a Jessica di leccare la passerina di Manuela, non si sa se fu l'imbarazzo o l'eccitazione dovuta al fatto che fosse la prima volta che subiva un rapporto orale da parte di una donna, ma venne subito.
La terza asta fu vinta di nuovo da Frau helga che ordinò che fossero messe delle pinze sui capezzoli di Jessica, lei pensava di riuscire a resistere e che i suoi capezzoli fossero diventati resistenti al dolore dopo quanto capitato con le mollette, ma non fu così e urlò come una pazza di dolore.
La quarta asta fu vinta da mistress elizabeth, una patita del tickling cioè del solletico che ordinò che le due ragazze fossero fatte sedere, che i loro piedi vennero sparsi di sale e poi vennero fatte entrare due capre che cominciarono a leccare sotto i piedi delle due malcapitate provocando un solletico terribile, la tortura durò per circa un quarto d'ora e fu una cosa terribile, una prova terrificante.
Dopo quest'ultima prova intervenne mistress Susan affermando che ormai era chiaro a tutte la qualità della merce che avevano davanti e sarebbe stata aperta l'asta per chi avrebbe avuto il diritto di agire direttamente sulle due schiave..
Lo spettacolo a cui avevano assistito finora contribuì non poco ad alzare le offerte, alla fine vinse una mistress americana in vacanza a Londra che fu invitata da mistress Susan a salire sul palco che era perfettamente allestito come un dungeon e dicendo chee avrebbe potuto fare quello che voleva di Jessica e Manuela.
La mistress disse che siccome le due ragazze erano agli inizi e i loro sederini erano molto soffici andavano resi più resistenti per il futuro e che quindi meritavano di essere sottoposte a una punizione dura ossia i sederini dovevano essere frustati con la stecca di bambù che si usa per tenere su i pomodori.
La prima a subire questo trattamento fu Manuela: il suo sederino fu martoriato con cento colpi era pienpo di piaghe e non riusciva più a sedersi da quanto bruciava, poi la stessa sorte toccò a Jessica.
La serata finì, fu un grande successo Jack era felicissimo, le due ragazze capirono che il reclutamento di nuove adepte avrebbe dovuto cominciare al più presto così non sarebbero riuscite a resistere a lungo in mano alle peggiori e ai peggiori sadici del mondo.
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casting altre schiave by padrone29
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Le nuove adepte


Per Jessica e Manuela l’esperienza del club lesbo fu abbastanza traumatico, quindi la ricerca delle schiave per liberarsi da quel gioco e iniziare a guadagnare come promesso da me e Jack doveva incominciare al più presto.
Decisero di affittare un appartamento e un ufficio a Milano, dove tra modelle, aspiranti modelle, attrici, aspiranti attrici c’erano diverse prede possibili per i loro scopi.
Cominciarono mettendo annunci su svariati siti internet che cercavano delle escort di alto bordo soprattutto tra modelle, attrici o aspiranti tali per un lavoro molto ben retribuito.
Le ragazze che risposero all’annuncio ovviamente non furono attrici o modelle famose, né di medio valore, né ragazze che avessero ottenuto il benchè minimo successo nel mondo dello spettacolo o della moda, ma solo ragazze che avevano cercato il successo nella grande città, ma non lo avevano trovato e cercavano come sbarcare il lunario avendo come unico talento la passerina che avevano tra le gambe.
Durante il primo colloquio Jessica e Manuela alle ragazze spiegavano quale sarebbe stato il lavoro: per tre anni avrebbero dovuto essere completamente schiave dell’organizzazione, venivano sottratti loro i documenti e dovevano esibirsi in club bdsm o in qualsiasi posto fosse loro ordinato ed essere private completamente della loro libertà, in cambio avrebbero avuto un compenso stratosferico con cui non avrebbero più dovuto lavorare per tutta la vita, ma alla minima esitazione e disubbidienza avrebbero potuto essere mandate a casa e private del compenso.
Per molte nonostante la situazione non proprio allegra in cui si trovavano era comunque troppo e rinunciarono subito, altre invece circa una trentina non resistettero alla tentazione, ma soprattutto all’alta remunerazione promessa e decisero di andare avanti nella selezione.
Jessica e Manuela dissero che sarebbero state sottoposte a tre prove superate le quali avrebbero potuto firmare il contratto e cominciare la loro nuova avventura.
La prima prova consisteva nel far bere alle ragazze due litri d’acqua, avrebbero dovuto trattenere l’istinto urinatorio per due ore dopo le quali avrebbero potuto fare solo una piccola goccia di pipì e poi sfogare l’istinto urinatorio completamente dopo un altra ora.
Le ragazze vennero vestite con degli slip bianchi in modo da poter osservare meglio la loro resistenza nel trattenere lo stimolo oratorio e nell’umiliarle maggiormente nel caso in cui questo non fosse successo, dato che sullo slip bianco l’urina sarebbe stata più evidente.
Tutte le ragazze riuscirono seppur tra enormi difficoltà a trattenere lo stimolo per due ore, ma una decina di loro non riuscirono a urinare solo una goccia e dalla loro vescica uscì molta più pipì abbassando il loro punteggio. Delle venti che riuscirono ad urinare solo una goccia solo una decina riuscì a resistere un altra ora acquisendo il massimo punteggio, le altre data la sensibilità della vescica e lo sforzo per far uscire solo una goccia non riuscirono a resistere si pisciarono addosso. Jessica e Manuela le fotografarono e l’umiliazione per loro fu veramente tanta: avevano gli slip inzipppati di pipì, la vergogna era tantissima e si vedeva chiaramente nei loro volti.
La seconda prova consisteva nell’apposizione di un attaccapanni del tipo di quelli che si usano per appendere le gonne sulle mammelle, ad ogni ragazza veniva assegnato un punteggio in base al tempo con cui fossero riuscite a resistere: il dolore e la smorfia nei loro volti era evidente si vedeva chiaramente che le loro mammelle non avevano mai subito un trattamento del genere, ma cercarono tutte di resistere il più possibile. Jessica e Manuela di divertirono tantissimo nell’assistere alla scena e con vero sadismo non fotografavano le mammelle delle ragazze, ma la sofferenza del loro volto.
La terza prova consisteva invece nella punizione dei loro sederini: le ragazze sarebbero state frustate con un legno di bambù del tipo di quelli che si usano per tenere su i pomodori. Quelle che si erano comportate nel modo peggiore nelle due prove precedenti avrebbero ricevuto un numero di copi maggiore.
Il numero di colpo andò da dieci colpi che fu il trattamento riservato alle migliori a cento che fu il trattamento riservato alle peggiori. Per queste ultime la prova fu veramente dura, ma la prospettiva di prendere tutti i soldi che a loro erano stati promessi riuscì a farla superare. Il loro sedere era praticamente sanguinante con piaghe ovunque Manuela e Jessica furono veramente cattive nell’infliggere loro i colpi.
A tutte le ragazze fu poi fatto firmare un contratto in cui era pattuito l’importo che avrebbero riscosso al termine del periodo di schiavitù di tre anni, ma era anche precisato che in caso di disubbidienza in qualsiasi momento potevano essere congedate senza essere pagate.
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debutto schiave di livello inferiore locale malfamato by padrone29
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Dopo la firma del contratto le ragazze vennero portate in un grande albergo londinese dove sarebbe stato spiegato quale sarebbe stata la loro destinazione finale.
Jessica e Manuela spiegarono loro che quelle che durante la selezione avevano ottenuto un risultato migliore sarebbero state destinate ai club con la migliore clientela, mentre quelle che si erano dimostrate peggiori sarebbero state destinate a una clientela di più basso livello e fu ribadito che coloro che avrebbero disubbidito sarebbero state liquidate senza nessun compenso.
Jessica e Manuela cominciarono a parlare della destinazione a quelle che avevano avuto il punteggio più basso nella selezione e che sarebbero state le prime a cominciare la loro attività ed erano destinate a un club abbastanza malfamato della periferia di Manchester frequentato soprattutto da immigrati indiani pakistani e bengalesi spiegando anche loro che il fatto che fosse la loro destinazione definitiva sarebbe dipeso dal loro comportamento.
Parlarono poi alle ragazze che avevano raggiunto un punteggio intermedio e che erano destinate a club frequentati dalla media borghesia che avrebbero però cominciato la loro attività più avanti, infatti avrebbero dovuto sottostare a un ulteriore periodo di addestramento durante il quale se non avessero riportato un punteggio minimo sarebbero state destinate al club malfamato della periferia di Manchester.
Fu poi la volta delle ragazze che si erano comportate in modo migliore durante la selezione e a loro fu detto che avrebbero dovuto passare un addestramento breve, selettivo che se non fossero riuscite a superare avrebbero potuto essere destinate a una delle due altre collocazioni.
Jessica e Manuela portarono via le ragazze che era destinate al club malfamato di Manchester e le caricarono in un pulmino ivi destinato. A Manchester le ragazze non furono soggiornate in un grande albergo di lusso come a Londra, ma in una bettola malfamata vicino al club dove si sarebbero esibite e capirono subito che avrebbero rischiato di passare tre mesi di inferno, se il locale fosse stato al livello dell’albergo dove soggiornavano cosa molto probabile.
La sera Jessica e Manuela accompagnarono le ragazze nel locale, dove andammo anche io e Jack per assistere allo spettacolo.
Sapevamo che il locale era in una zona abbastanza malfamata di Manchester anche se non pensavamo fino a quel punto, dentro il locale praticamente non c’era nessun cittadino inglese, erano tutti immigrati pakistani, bengalesi e indiani. Nonostante le ragazze che Manuela e Jessica fossero quelle che si erano classificate nel modo peggiore durante la selezione erano comunque di un livello superiore alla qualità del locale.
Entrò sul palco una mistress perfettamente agghindata e le otto ragazze che Manuela e Jessica avevano portato li. La mistress in realtà non era tale era solo una grassona che si atteggiava a tale e ordinò alle ragazze di spogliarsi e a mettersi con i sederini ben esposti verso di lei e con una grossa frusta che assomigliava a quella di Indiana Jones cominciò a frustare le malcapitate che incominciarono a urlare come delle pazze per il dolore eccitando la platea che urlava dall’eccitazione con frasi impronunciabili il cui senso era ancora, non dare pietà a queste troie etc.
Dopo una decina di minuti la mistress si fermò e annunciò che sarebbe iniziata una lotteria e gli otto vincitori avrebbero potuto ritirarsi in privato con una delle otto ragazze a cui a parte l’incolumità e i segni permanenti avrebbero potuto fare di tutto.
L’idea della lotteria fu direi eccezionale creò un eccitazione e una suspense nel locale incredibili soprattutto durante l’estrazione. A ogni estrazione era abbinata una delle ragazze che accompagnava il vincitore nel privè, gli unici che potevano assistere a cosa succedeva dentro eravamo noi che attraverso uno spioncino presente nella parete dei privè potevamo assistere a quanto avveniva dentro.
Per le ragazze fu una prova abbastanza dura sapevano che se non facevano tutto quello che veniva chiesto loro avrebbero dovuto tornarsene a casa rinunciando al lauto guadagno e probabilmente tornare nelle città di origine e cominciare a lavorare sul serio.
Trattandosi di un locale frequentato in prevalenza da immigrati provenienti da paesi con una concezione della donna che non è quella occidentale e sopratutto dell’igiene la prova fu terribile.
Quando uno di questi tizi si avvicinava a una delle ragazze si vedeva chiaramente il senso del ribrezzo che queste provavano innanzitutto per la puzza che emanavano probabilmente questi non si lavavano almeno da quindici giorni.
Per quanto riguarda gli atti compiuti nei confronti delle ragazze denotavano una certa violenza e grettezza determinata dal fatto di non essere abituati ad accoppiarsi con donne occidentali di quella bellezza per esempio si diedero rapporti anali senza lubrificazione, tirare i capezzoli con le unghie con una violenza inusitata si vedeva chiaramente il loro non essere dominanti, ma solo essere presi dalla voglia di sopraffazione e di scaricarsi.
Alla fine della serata Jessica e Manuela convocarono le ragazze per dare un giudizio sulla serata dicendo loro che per dato che si erano comportate male facendo chiaramente apparire la loro opinione negativa su quelle persone il giudizio nei loro confronti rispetto a quanto stabilitop nella selezione non era cambiato e sarebbero rimaste tutte in quel locale per il momento.
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DEBUTTO SCHIAVE LIVELLO SUPERIORE



Alle ragazze che rimanerono nel grande albergo londinese e che erano destinate ai migliori locali e ai migliori clienti dell’organizzazione Jessica e Manuela dissero che avrebbero soggiornato lì per tutto il periodo, ma il loro operato sarebbe stato attentamente valutato e le peggiori se scendevano sotto un certo punteggio avrebbero potuto essere destinate ai locali malfamati insieme a quelle che se ne erano andate, le migliori invece avrebbero potuto essere le schiave personali dei clienti più danarosi dai quali avrebbero potuto ricevere laute mance.
A questo punto Jessica e Manuela ci contattarono su Whatapp e ci dissero che era pronto il debutto delle ragazze migliori e che avevano trovato della merce semplicemente fenomenale. Decidemmo quindi il debutto che sarebbe avvenuto in un club molto esclusivo del centro di Londra frequentato da calciatori, modelle, alta borghesia e qualche aristocratico.
Le ragazze vennero portate nel locale a bordo di limousine. Il club era strutturato con un palco dove una delle ragazze si esibiva a turno, da un ristorante, da una discoteca, da delle camere dove i clienti potevano appartarsi e dall’area VIP dove poteva accedere solo la clientela più selezionata.
La discoteca non era una discoteca normale, ma un posto dove le donne ballavano seminude, vestite solo di un minuscolo tanga e in topless.. Si trattava prevalentemente di ragazze immagine, o di modelle dei livelli più bassi che non riuscivano a lavorare che venivano pagato molto poco, quindi si davano molto da fare per intrattenere i clienti e portarli nelle camere del club per copulare dietro compenso.
Anche il ristorante non era un ristorante normale vi erano delle enormi tavolate con delle ragazze in topless completamente distese sopra. Sopra i loro corpi veniva servita la cena. In quel ristorante si vedeva di tutto da donne chiaramente lesbiche che leccavano il cibo presente sulla passerina di queste ragazze eccitandole a dismisura e i loro umori si mescolavano con il cibo, a uomini di una certà età che leccavano il cibo presente sulle tette e sui capezzoli alcune volte anche morsicandoli con una certa violenza.
Jessica e Manuela dissero alle ragazze che nessuna di loro era destinata a quella parte del locale, ma erano destinate tutte alla parte VIP, ma prima avrebbero dovuto assistere attraverso uno spioncino cosa succedeva nelle camere private, infatti se non si fossero comportate bene sarebbero state destinate a quella parte del locale.
Per impaurirle ancora di più fecero guardare alle ragazze quello che succedeva nella camera che veniva sempre affittata da un cliente abituale del locale, un uomo impotente sulla ottantina d’anni che si divertiva a fare divertire il suo cane uno stupendo esemplare di syberian husky. Si divertiva a cospargere le ragazze di un cibo per cani di cui l’animale era particolarmente ghiotto e il cui odore riconosceva immediatamente che lo portava a dirigersi verso il corpo delle povere malcapitate, di solito cominciava annusandole sulle parti basse dove era presente la parte maggiore dell’alimento il che lo induceva a leccare avidamente fino a mangiarlo tutto, leccando quindi contemporaneamente le passerine delle malcapitate che si eccitavano e bagnavano in modo inverosimile. L’odore dei loro umori eccitava anche l’animale che sfoderava il suo arnese, ma per fortuna non sentiva il bisogno di copulare quindi le ragazze ebbero per così dire la fortuna di non essere sottoposte anche a questa tremenda prova. Dopo aver leccato e mangiato l’alimento che era sulle passerine il cane saliva leccando tutto il corpo delle ragazze fino ad arrivare ai capezzoli che erano dritti come punte di uno spillo per l’eccitazione e la paura di quello che stavano subendo.
Le ragazze erano terrorizzate dalla scena a cui avevano assistito e pensavano tra di loro che prenderanno si un sacco di soldi, ma si erano cacciate in un guaio grosso come una casa. Manuela e Jessica vedendo il terrore sui loro occhi cercarono di tranquizzarle dicendo loro che non era li il luogo dove erano destinate, ma nella parte del locale destinato alla clientela più VIP e che le aveva fatto vedere quella scena perché quelle che si sarebbero comportate male avrebbero potuto essere destinate a quella parte del locale.
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l'asta nella sala VIP by padrone29
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Finito lo spettacolo col cane a cui avevano dovuto assistere, in cui un bavoso e pervertito ottantenne aveva fatto divertire l’animale sulle due povere ragazze, Jessica e Manuela portarono le ragazze nella sala Vip del locale. Durante il tragitto continuavano a essere pensierose, silenziose e pensare in quale guaio si ero cacciate anche se tutto era remunerato straordinariamente bene.
La sala VIP era composta da una sala con le luci soffuse, con delle sedie e dei tavoli e in parte un bar in cui erano serviti i migliori vini italiani e francesi, i migliori liquori, da delle suite lussuose anche se dal gusto abbastanza kitsch, ma arredate con la migliore oggettistica bdsm che si potesse immaginare.
Jessica e Manuela fecero da presentatrici della serata. Dissero che avrebbero presentato sei ragazze che sarebbero state messe all’asta ai quattro clienti che avrebbero offerto di più, le ultime due per quantità di soldi offerti sarebbero state retrocesse e destinate alla parte del locale riservata alla clientela meno importante.
La prima ragazza a salire sul palco fu Francesca una ragazza di diciannove anni, occhi azzurri, capelli biondi lunghi, una terza di reggiseno e un sederino molto espressivo. Jessica e Manuela dissero che prima di iniziare l’asta il pubblico avrebbe potuto fare delle domande a Francesca.
La prima domanda fu quali sono i tuoi punti più sensibili e lei rispose i capezzoli e il clitoride, la seconda se ti piace essere dominata e Francesca rispose di si, la seconda fu se fosse masochista e Francesca sottovoce rispose di si, ma a Questo punto intervennero Jessica e Manuela dicendo di dirlo più forte perché non tutti avevano sentito, allora Francesca disse ad alta voce di essere masochista.
A questo punto inizio l’asta con base ventimila dollari. Jessica e Manuela dissero allora a Francesca di fare uno strip in modo che il pubblico partecipante all’asta potesse valutare meglio la merce. Francesca si tolse il vestito e dato che non portava reggiseno rimase in slip e vi rimase per circa un minuto, ma dato che le offerte di rilancio non cominciavano fu invitata a togliersi gli slip. Francesca si vergognò tantissimo di essere nuda davanti a tutti quegli uomini che la stavano valutando e mise una mano davanti alla passerina che fu subito invitata a togliere, tergiversò un attimo dalla vergogna, ma dato che con la mano davanti alla passerina non si era dimostrata completamente obbediente e soprattutto sincera fu squalificata e portata nella parte del locale riservato alla clientela meno importante.
La seconda ragazza messa all’asta fu Gloria una tipica bellezza mediterranea non tanto alta, mora con una quinta di reggiseno, un sedere un po’ abbondante, ma non grasso. Furono rivolte anche a lei le stesse domande e data l’esperienza di Francesca rispose nel modo più convinto possibile. Quando le fu intimato lo strip lo fece cercando di mostrarsi più naturale possibile e con indole più sottomessa possibile. Dopo essersi spogliata completamente Jessica e Manuela si avvicinarono a lei aprendole la stupenda passerina depilata affinché il pubblico potesse valutare bene la merce, poi le intimò di girarsi per far vedere il sedere.
La terza ragazza a essere messa all’asta fu Marika rossa di capelli, non molto alta, una quarta di reggiseno questa volta non ci furono domande, ma in modo molto brutale le intimarono di spogliarsi completamente. Marika era una ragazza molto timida e fragile e mentre si spogliava cominciò a piangere dalla vergogna tra gli ululati di soddisfazione e di scherno degli uomini presenti all’asta, quando si tolse le mutandine si mise una mano davanti alla passerina il che portò Jessica e Manuela ad intervenire dicendo che non era adatta a questo tipo di clientela, ma neanche a quella della parte del locale di libero accesso a tutti e sarebbe stata destinata alla clientela più malfamata in un locale di provincia.
Le altre tre ragazze Monica, Susan, e Paola soddisfatte di non finire in pasto ai peggiori clienti tirarono un sospiro di sollievo e questo le fece essere più disinvolte.
Si spogliarono mostrando tutte le loro grazie, senza la minima esitazione e a quel punto per cercare di ottenere il massimo introito dall’asta Manuela e Jessica fecero loro fare le cose più oscene. Dovettero tirarsi i capezzoli con le unghie con il pubblico che urlava in continuazione più forte, più forte, dovettero masturbarsi con il pubblico partecipante all’asta che urlava più forte, più forte o più veloce, più veloce.
Alla fine dell’asta la prima classificata fu Monica aggiudicata per quarantacinquemila dollari, Paola per quarantamila, Susan per trentacinquemila e Gloria per ventimila.
A questo punto intervennero Jessica e Manuela dicendo che fino alla fine della schiavitù che avevano accettato per contratto sarebbero state schiave di coloro i quali se le erano aggiudicate.
End Notes:
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