Una strana situazione by Jimpoi
Summary: Una coppia, un ristoratore ricco e una strana situazione
Categories: Etero Characters: None
Genres: Fantasia
Warnings: None
Challenges:
Series: None
Chapters: 5 Completed: No Word count: 6361 Read: 31308 Published: 10/02/2018 Updated: 08/03/2018
Story Notes:
Questa serie è una richiesta di una mia lettrice.
L'anniversario by Jimpoi
Isabella scartò il regalo che le aveva fatto suo marito Mario per il loro ventesimo anniversario.
«Wow! È bellissimo!», esclamò felice, baciandolo. Le aveva regalato un vestito.
«Sono contento che ti piaccia! Dovresti metterlo stasera a cena», Mario aveva prenotato un tavolo nel ristorante di un suo amico.
«Certo! Adesso esci che mi devo preparare», gli disse Isabella, dandogli un bacio sulle labbra.
L’uomo uscì dalla stanza e lei iniziò a truccarsi. Era una bellissima donna di quarant’anni, con lunghi capelli castano scuro, una carnagione scura che a faceva sembrare abbronzata anche d’inverno. Il fisico asciutto e sodo faceva risaltare la quarta di seno.
Dopo essersi truccata in modo provocante, esaltando i suoi occhi verde scuro, si smaltò le unghie di mani e piedi con un rosso acceso, le piaceva averli curati.
Si tolse l’accappatoio che aveva indossato dopo aver fatto la doccia. Si era depilata accuratamente tutto il corpo, si passò la crema idratante sulla pelle liscia poi prese il vestito e lo indossò sul corpo nudo, senza mettere intimo. Suo marito ne sarebbe stato contento.
Prese un paio di sandali con il tacco dodici, neri con il cinturino che esaltava la sua caviglia sottile; erano molto sexy. Le piaceva mettere in mostra i suoi bellissimi piedi.
Si pettinò i capelli ondulati lasciandoli sciolti, poi si guardò nello specchio a figura intera. Avrebbe fatto impazzire tutti gli uomini al ristorante.
Uscì dalla camera e andò in salotto dove Mario, già pronto, stava guardando la tv.
«Come ti sembro?».
Suo marito rimase senza parole, si alzò e si avvicinò a lei.
Il vestito le stava divinamente: la profonda scollatura le faceva risaltare il grande seno sodo, il tessuto era semitrasparente, a parte sui seni ed una fascia all’altezza della vita, dove era nero, era aderente e le arrivava sopra il ginocchio, mettendo in mostra le sue belle gambe affusolate ed abbronzate.
Mario la baciò con passione sulla bocca voluttuosa, stringendola a se e mettendole le mani sul sedere tondo. Nonostante suo marito avesse 46 anni, Isabella sentì subito contro di sé la sua erezione prepotente.
Ricambiò il bacio con la stessa intensità e Mario, incoraggiato, le alzò il vestito, lasciando nudo il sedere, poi insinuò un dito nel solco tra i glutei sodi ed iniziò a scendere, sfiorò l’ano ed arrivò alla vagina bagnata.
Isabella si lasciò sfuggire un gemito leggero, poi si staccò dal bacio e sussurrò: «Dobbiamo andare. Avremo tutto il tempo dopo cena», si rimise il vestito a posto e gli fece l’occhiolino.
Mario rimase di nuovo senza parole, poi seguì la moglie fuori casa.
Arrivati al ristorante, un cameriere fece strada verso un tavolo apparecchiato per due, leggermente appartato. Era molto elegante, con una lunga tovaglia bianca, una candela già accesa e un bel centro tavola floreale.
Era un ristorante di classe e quando il cameriere portò loro il vino bianco che avevano ordinato, lo versò nei calici.
«A noi!», disse Mario, brindando.
Arrivò l’antipasto e la coppia iniziò a mangiare. Ad un cero punto si avvicinò al tavolo un uomo sulla quarantina, corpulento, vestito molto elegante.
«Buonasera, amico mio!», esordì, dando la mano a Mario.
«Buonasera! Isa ti presento Carlo, il proprietario di questo fantastico ristorante e mio vecchio amico».
«Piacere», disse Isabella.
«Il piacere è mio! Sei davvero uno splendore», rispose Carlo baciandole la mano. Il fatto che le avesse dato subito del tu e che non staccasse gli occhi dal suo seno, infastidì la donna.
«Spero che sia di vostro gradimento la cena. Bel vestito» disse ammiccando al seno di Isabella, che si dovette trattenere dal rispondergli male.
«Certo. Tutto buonissimo»
Il proprietario si congedò e, passando dietro ad Isabella, le sfiorò la spalla nuda.
Appena se ne fu andato, la donna si rilassò e i due finirono la cena tranquillamente.
Quando arrivarono alla cassa c’era un cameriere, ma arrivò subito Carlo che gli disse con tono duro: «Levati. Questi li faccio io». Isabella era contrariata, ma non voleva rovinare la serata del loro anniversario.
«Vi faccio un bello sconto in nome della nostra amicizia», disse Carlo con finta generosità. Li accompagnò alla porta e la donna sentì la mano del proprietario del ristorante toccarle fugacemente il sedere. Arrossì di frustrazione, ma si dominò.
Quando furono in macchina Isabella disse: «È proprio antipatico il tuo amico».
«Si, può sembrare un po’ grezzo, ma è un brav’uomo», rispose sorridendo Mario. Isabella evitò di dirgli che l’aveva toccata.
Fecero le scale di casa baciandosi intensamente, Mario impiegò un po’ di tempo a centrare la serratura e quando finalmente la porta si aprì, Isabella gli aveva già sbottonato tutta la camicia bianca.
La donna spinse suo marito, ormai a petto nudo, sul divano del salotto. La guardò eccitato mentre con movimenti molto sensuali si abbassò prima la spallina destra del vestito, poi la sinistra. Calò il vestito lasciando liberi i suoi seni prosperosi.
«Tieni il vestito», disse Mario con la voce che tremava dall’eccitazione.
Isabella, allora, si slacciò i sandali e li scalciò alle sue spalle, poi si avvicinò al marito, gli sbottonò i pantaloni e abbassò i boxer. Il pene eretto guizzò fuori e la donna lo prese in mano, era caldo e molto duro. Tirò giù la pelle, scoprendo il glande gonfio. Gli salì sopra e dicendogli teneramente: «Ti amo», guidò il pene dentro di sé.
Mentre si baciavano con passione, si muovevano lentamente, assaporandosi lo splendido momento.
Mario le tirò su il vestito, mettendogli le mani sul sedere, palpandolo come sapeva piacere a sua moglie. Isabella gli offrì i seni da baciare, cosa che lo faceva eccitare molto.
Lui le succhiava dolcemente i capezzoli scuri e turgidi, passando la lingua tra i seni, sopra di essi, arrivando fino al collo. Isabella gettò la testa all’indietro, lasciandosi andare al piacere, gemendo forte.
Raggiunsero un intenso orgasmo contemporaneamente, la donna continuò a muoversi ancora un po’, poi si sedette a fianco del marito ed appoggiò la testa alla sua spalla.
«Ti amo. Sei la donna più fantastica che esista!», disse Mario.
«Ti amo anche io. Tanto!» rispose Isabella, accarezzando il pene del marito che si stava afflosciando.
End Notes:
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