Una strana situazione by Jimpoi
Summary: Una coppia, un ristoratore ricco e una strana situazione
Categories: Etero Characters: None
Genres: Fantasia
Warnings: None
Challenges:
Series: None
Chapters: 2 Completed: No Word count: 2117 Read: 9561 Published: 10/02/2018 Updated: 12/02/2018
Story Notes:
Questa serie è una richiesta di una mia lettrice.

1. L'anniversario by Jimpoi

2. Andiamo a ballare by Jimpoi

L'anniversario by Jimpoi
Isabella scartò il regalo che le aveva fatto suo marito Mario per il loro ventesimo anniversario.
«Wow! È bellissimo!», esclamò felice, baciandolo. Le aveva regalato un vestito.
«Sono contento che ti piaccia! Dovresti metterlo stasera a cena», Mario aveva prenotato un tavolo nel ristorante di un suo amico.
«Certo! Adesso esci che mi devo preparare», gli disse Isabella, dandogli un bacio sulle labbra.
L’uomo uscì dalla stanza e lei iniziò a truccarsi. Era una bellissima donna di quarant’anni, con lunghi capelli castano scuro, una carnagione scura che a faceva sembrare abbronzata anche d’inverno. Il fisico asciutto e sodo faceva risaltare la quarta di seno.
Dopo essersi truccata in modo provocante, esaltando i suoi occhi verde scuro, si smaltò le unghie di mani e piedi con un rosso acceso, le piaceva averli curati.
Si tolse l’accappatoio che aveva indossato dopo aver fatto la doccia. Si era depilata accuratamente tutto il corpo, si passò la crema idratante sulla pelle liscia poi prese il vestito e lo indossò sul corpo nudo, senza mettere intimo. Suo marito ne sarebbe stato contento.
Prese un paio di sandali con il tacco dodici, neri con il cinturino che esaltava la sua caviglia sottile; erano molto sexy. Le piaceva mettere in mostra i suoi bellissimi piedi.
Si pettinò i capelli ondulati lasciandoli sciolti, poi si guardò nello specchio a figura intera. Avrebbe fatto impazzire tutti gli uomini al ristorante.
Uscì dalla camera e andò in salotto dove Mario, già pronto, stava guardando la tv.
«Come ti sembro?».
Suo marito rimase senza parole, si alzò e si avvicinò a lei.
Il vestito le stava divinamente: la profonda scollatura le faceva risaltare il grande seno sodo, il tessuto era semitrasparente, a parte sui seni ed una fascia all’altezza della vita, dove era nero, era aderente e le arrivava sopra il ginocchio, mettendo in mostra le sue belle gambe affusolate ed abbronzate.
Mario la baciò con passione sulla bocca voluttuosa, stringendola a se e mettendole le mani sul sedere tondo. Nonostante suo marito avesse 46 anni, Isabella sentì subito contro di sé la sua erezione prepotente.
Ricambiò il bacio con la stessa intensità e Mario, incoraggiato, le alzò il vestito, lasciando nudo il sedere, poi insinuò un dito nel solco tra i glutei sodi ed iniziò a scendere, sfiorò l’ano ed arrivò alla vagina bagnata.
Isabella si lasciò sfuggire un gemito leggero, poi si staccò dal bacio e sussurrò: «Dobbiamo andare. Avremo tutto il tempo dopo cena», si rimise il vestito a posto e gli fece l’occhiolino.
Mario rimase di nuovo senza parole, poi seguì la moglie fuori casa.
Arrivati al ristorante, un cameriere fece strada verso un tavolo apparecchiato per due, leggermente appartato. Era molto elegante, con una lunga tovaglia bianca, una candela già accesa e un bel centro tavola floreale.
Era un ristorante di classe e quando il cameriere portò loro il vino bianco che avevano ordinato, lo versò nei calici.
«A noi!», disse Mario, brindando.
Arrivò l’antipasto e la coppia iniziò a mangiare. Ad un cero punto si avvicinò al tavolo un uomo sulla quarantina, corpulento, vestito molto elegante.
«Buonasera, amico mio!», esordì, dando la mano a Mario.
«Buonasera! Isa ti presento Carlo, il proprietario di questo fantastico ristorante e mio vecchio amico».
«Piacere», disse Isabella.
«Il piacere è mio! Sei davvero uno splendore», rispose Carlo baciandole la mano. Il fatto che le avesse dato subito del tu e che non staccasse gli occhi dal suo seno, infastidì la donna.
«Spero che sia di vostro gradimento la cena. Bel vestito» disse ammiccando al seno di Isabella, che si dovette trattenere dal rispondergli male.
«Certo. Tutto buonissimo»
Il proprietario si congedò e, passando dietro ad Isabella, le sfiorò la spalla nuda.
Appena se ne fu andato, la donna si rilassò e i due finirono la cena tranquillamente.
Quando arrivarono alla cassa c’era un cameriere, ma arrivò subito Carlo che gli disse con tono duro: «Levati. Questi li faccio io». Isabella era contrariata, ma non voleva rovinare la serata del loro anniversario.
«Vi faccio un bello sconto in nome della nostra amicizia», disse Carlo con finta generosità. Li accompagnò alla porta e la donna sentì la mano del proprietario del ristorante toccarle fugacemente il sedere. Arrossì di frustrazione, ma si dominò.
Quando furono in macchina Isabella disse: «È proprio antipatico il tuo amico».
«Si, può sembrare un po’ grezzo, ma è un brav’uomo», rispose sorridendo Mario. Isabella evitò di dirgli che l’aveva toccata.
Fecero le scale di casa baciandosi intensamente, Mario impiegò un po’ di tempo a centrare la serratura e quando finalmente la porta si aprì, Isabella gli aveva già sbottonato tutta la camicia bianca.
La donna spinse suo marito, ormai a petto nudo, sul divano del salotto. La guardò eccitato mentre con movimenti molto sensuali si abbassò prima la spallina destra del vestito, poi la sinistra. Calò il vestito lasciando liberi i suoi seni prosperosi.
«Tieni il vestito», disse Mario con la voce che tremava dall’eccitazione.
Isabella, allora, si slacciò i sandali e li scalciò alle sue spalle, poi si avvicinò al marito, gli sbottonò i pantaloni e abbassò i boxer. Il pene eretto guizzò fuori e la donna lo prese in mano, era caldo e molto duro. Tirò giù la pelle, scoprendo il glande gonfio. Gli salì sopra e dicendogli teneramente: «Ti amo», guidò il pene dentro di sé.
Mentre si baciavano con passione, si muovevano lentamente, assaporandosi lo splendido momento.
Mario le tirò su il vestito, mettendogli le mani sul sedere, palpandolo come sapeva piacere a sua moglie. Isabella gli offrì i seni da baciare, cosa che lo faceva eccitare molto.
Lui le succhiava dolcemente i capezzoli scuri e turgidi, passando la lingua tra i seni, sopra di essi, arrivando fino al collo. Isabella gettò la testa all’indietro, lasciandosi andare al piacere, gemendo forte.
Raggiunsero un intenso orgasmo contemporaneamente, la donna continuò a muoversi ancora un po’, poi si sedette a fianco del marito ed appoggiò la testa alla sua spalla.
«Ti amo. Sei la donna più fantastica che esista!», disse Mario.
«Ti amo anche io. Tanto!» rispose Isabella, accarezzando il pene del marito che si stava afflosciando.
End Notes:
Per commenti, critiche, suggerimenti e richieste antom93@libero.it
Andiamo a ballare by Jimpoi
Il giorno dopo Isabella si svegliò presto per andare a lavorare, era una dottoressa, diede un bacio sulla guancia al marito che stava ancora dormendo. Si preparò, fece colazione ed uscì.
Salutò Piero, il portinaio del suo palazzo, era sempre molto gentile, poi raggiunse i garage e salì in macchina. Ripensò all’amico di suo marito, il proprietario del ristorante: le era sembrato una persona veramente sgradevole, a peggiorare le cose erano stati gli sguardi impertinenti e ancora di più il fatto che le aveva toccato il sedere.
Per fortuna a salvare la serata c’era stata l’intensa notte con suo marito, oltre che sul divano, avevano fatto l’amore anche nel letto. Era pienamente soddisfatta della loro vita sessuale.
La mattinata passò tranquilla, lei era medico di famiglia e d’estate non c’era la folla di influenzati.
Per pranzo tornò a casa, ma suo marito non c’era come al solito, aveva un’azienda metalmeccanica fuori città.
Alla sera provocò suo marito e così fecero l’amore. Capitava quasi sempre così.
La settimana scivolò via e al sabato Mario disse a sua moglie: «Carlo ci ha invitati nel suo ristorante stasera».
«Non ne ho molta voglia. Non mi sta simpatico», rispose riluttante Isabella.
«Dai, che dopo cena c’è un po’ di musica, si può ballare». A Isabella piaceva molto ballare, ma suo marito non la portava spesso perché era un pessimo ballerino.
«Va bene. Ma è l’ultima volta che andiamo in quel locale».
«Grazie amore», le disse dandole un bacio sulle labbra, «perché non ti metti quel bel vestito bianco che ti ho regalato l’anno scorso? Non lo metti quasi mai».
Piaceva molto ad Isabella, ma aveva poche occasioni per metterlo. Però ripesò agli sguardi di Carlo e disse «Non saprei. È molto scollato, forse troppo».
«Ma no che ti sta benissimo».
Ci mise un po’ a convincerla, ma alla fine Isabella cedette e andò a cambiarsi.
Per ripicca non indossò intimo. Sapeva che Carlo l’avrebbe guardata di nuovo, ma avrebbe voluto che Mario se ne accorgesse, così avrebbe capito.
Il vestito era bellissimo: il tessuto era bianco e liscio, la scollatura molto profonda arrivava fino sotto al seno ed era legato sul collo con un sottile nastro nero. Lasciava schiena completamente scoperta, ma era aderente sul sedere e aveva uno spacco nella gonna larga che arrivava oltre la metà della coscia.
Si guardò nello specchio: le stava alla perfezione. Abbinò un paio di decolté bianche con il tacco 10, avrebbe dovuto ballare.
Si legò i lunghi capelli scuri in uno chignon abbastanza elaborato, lasciando scoperto il bel collo.
Quando arrivarono al ristorante, li accolse subito Carlo: «Buonasera! Sei sempre la più sexy!». Il complimento le sembrò fuori luogo, in più gli occhi dell’uomo caddero di nuovo sul suo seno scoperto.
Prese Isabella sotto braccio, lei non ne fu entusiasta, e li accompagnò al loro tavolo, lo stesso dell’altra volta. Quella sera era apparecchiato sempre in modo elegante, ma meno appariscente.
Li lasciò cenare tranquillamente, il cibo era molto buono e anche il vino, più forte dell’altra volta, era eccellente.
In un tavolo non molto distante dal loro, videro che c’era Piero, il portinaio. Lo salutarono cordialmente.
Isabella bevve molti bicchieri di quell’ottimo vino rosso, senza accorgersi che iniziava a darle alla testa.
Quando si alzarono Mario la condusse al bar del ristorante, dove bevvero un digestivo. A quel punto i camerieri avevano spostato i tavoli, trasformando il ristorante in una sala da ballo abbastanza grande. Sentendo la musica latinoamericana a Isabella venne molta voglia di ballare, anche a causa dell’alcol che aveva bevuto.
Mario le disse: «Con me non puoi ballare, sono troppo scarso. Però so che Piero è un ottimo ballerino», questo chiarì a Isabella il motivo per cui il portinaio si trovava in quel ristorante quella sera.
Gli fece un cenno e l’uomo si avvicinò, gli chiesero se voleva ballare con lei ed accettò prontamente.
Ballarono una baciata: in effetti era molto bravo, in più aveva un fisico atletico, anche se aveva superato i quaranta. Se fosse stata sobria, il fatto che l’uomo le si avvinghiasse in modo così sensuale, le avrebbe dato molto fastidio, ma in quell’occasione lo lasciò fare.
Anche quando la mano si allungò sul suo sedere sodo.
La stava palpando piano, quasi a saggiare la consistenza del gluteo. Prima che lei riuscisse a protestare, risalì sulla schiena nuda.
La canzone finì ed iniziò subito una rumba. Piero non chiese nemmeno a Isabella se voleva ballare, iniziò subito a muoversi sulle note di quel ballo veloce e scatenato.
La donna si pentì subito di non essersi messa il reggiseno: il suoi seni grandi sobbalzavano e più di una volta rischiarono di uscire dal vestito. Anche lo spacco la metteva in imbarazzo: quando alzava le belle gambe abbronzate rischiava di far vedere a tutti le sue parti intime nude.
Piero sembrava essersene accorto e la guidava sempre verso i passi che la scoprivano di più. Isabella si guardò intorno e vide suo marito che chiacchierava con Carlo sorseggiando un drink. La guardava con uno sguardo che conosceva bene: era eccitato.
Ballò tutta la sera con Piero sotto gli occhi di suo marito: nei balli più sensuali le si avvinghiava palpandole con sempre meno pudore ogni parte del corpo, una volta le infilò una mano attraverso la scollatura sulla schiena, toccandola direttamente sul sedere nudo, mentre in quelli più scatenati la faceva fare giravolte che le alzavano la gonna e salti che rischiavano di lasciarle il seno scoperto. Più di una volta quando i loro corpi erano a contatto avvertì la sua erezione.
Non sapeva perché, ma la cosa non la infastidiva come avrebbe dovuto, probabilmente era il vino, perciò non smise di ballare.
Dopo un passo di danza abbastanza acrobatico, Isabella si accorse che un seno le era uscito dalla scollatura. Tentò di fermarsi, ma Piero glielo impedì guardandola con malizia. Nella sala erano rimasti solo uomini a parte lei e nessun’altro ballava. Tutti li stavano guardando. Isabella arrossì violentemente, ma non riuscì a liberarsi da Piero fino a quando, alla fine del pezzo, le fece fare il casquè. Lo spacco si aprì e tutti videro che non portava le mutandine.
Isabella uscì di corsa con le lacrime agli occhi dalla vergogna, seguita da suo marito.
End Notes:
Per commenti, critiche, suggerimenti e richieste antom93@libero.it
Questo racconto è attualmente archiviato su http://www.raccontimilu.com/viewstory.php?sid=35229