Una vita incominciata a quarant'anni by oldconsumer
Summary:

Sino a quel momento non avevo provato il vero piacere fisico.


Categories: Etero, Incesto, Orgia, Dominazione Characters: None
Genres: None
Warnings: None
Challenges:
Series: None
Chapters: 8 Completed: No Word count: 6440 Read: 137693 Published: 25/02/2018 Updated: 13/06/2018

1. Capitolo 1 by oldconsumer

2. Capitolo 2 by oldconsumer

3. Capitolo 3 by oldconsumer

4. Capitolo 4 by oldconsumer

5. Capitolo 5 by oldconsumer

6. Capitolo 6 by oldconsumer

7. Capitolo 7 by oldconsumer

8. Capitolo 8 by oldconsumer

Capitolo 1 by oldconsumer

La storia che stò per raccontarvi è quella degli ultimi sei mesi della mia vita.

Lo faccio, non perchè all'improvviso sia stata presa  da un fervore letterario, ma perchè mi è stato ordinato di farlo da un uomo che è convinto , in questo modo,di umiliarmi nel mettere a nudo i miei peccati.

Mi chiamo Eleonora, sono sulla soglia dei quarant' anni, e sono originaria della Calabria, terra che i miei genitori, umili agicoltori, abbandonarono all'epoca del miracolo economico nei lontani anni 60 per trasferirsi a Milano

Come dicevo, gente onesta, povera, in cerca di un futuro migliore per i propri figli, 5 in tutto

All'inizio fummo ospitati in casa di parenti, per poi stabilirci in una zona quasi interamente abitata da meridionali, con tanti calabresi come noi.

Papà trovò quasi subito lavoro alla Pirelli come semplice operaio, mentre mamma faceva servizi presso familiglie del centro.

I nostri genitori cercarono di farci studiare ,ma solo un mio fratello , il maggiore , riuscì a laurearsi.

Io abbandonai la scuola dopo la licenza di scuola media e, dopo un po', trovai lavoro come ragazza d'ufficio, ( sarebbe troppo dire impiegata) ,presso un grossista di ferramenta.

Avevo 16 anni, quasi 17.

Ero una bella ragazza, come, credo, siano belle tutte le donne a 17 anni.

Non altissima, ma ben proprzionata , belle forme, grsosso seno, dalla carnaggione ambrata e di pelo nero come l'ebano.

Con il sesso, di cui non sapevo molto, avevo un rapporto contrastante,, nel senso che ero facile all'eccitazione, sempre piena di desiderio, ma , per educazione, contraria ad ogni rapporto fisico prima del matrimonio o ,almeno, al fidanzamento ufficiale.

Ero, e lo dico con orgoglio, una meridionale autentica.

Poiché facevo un po' da tappa buchi ,in azienda mi interessavo di tutto, per cui ero in contatto con i clienti, fosse anche solo per incartare la marce, con i fornitori, magari per andare a prendere i caffè, e con i rappresentati, con i quali non avevo nulla da spartire, ma che, da gente brillante quali erano, erano loro ad interessarsi della mia persona.

C'erano diversi che mi facevano la corte, ma uno in particolare, che, ogni 15 giorni, quando veniva a parlare d'affari, mi portava dei cioccolattini.

Era un bell'uomo, molto più grande di me, che, tanto fece e tanto brigò, che una sera mi convinse ad andare a cena con lui.

Iniziò così una specie di relazione, per cui ogni volta che veniva al magazzino, mi portava a cena e, dopo tre o quattro mesi, incominciò a portarmi in periferia , dove, nel buio della zona e nel chiuso della macchina, incomnciò a baciarmi prima e toccarmi poi, fino a mettermelo in mano per a farsi segare mentre mi toccava le tette e la figa.

Non poteva portarmi in albergo perchè ero, anche se per pochi giorni, ancora minorenne

Con il tempo, vennero meno certe attenzioni , certe galanterie, per cui veniva in magazzino, mi diceva , senza chiedermi se lo volessi o meno, che alla chiusura sarebbe ritornato a prendermi, poi mi portava direttamente in campagna ,dove mi toccava da per tutto per poi farsi segare o, negli ultimi tempi, a mettermelo in bocca.

Saranno passati un paio di mesi dalla prima volta, quando, un sera, mentre eravamo sul sedile posteriore ,mi disse di mettremi in ginocchio e ,da dietro, incominciò ad armeggiare fino a quando sentii che stava indirizzando il cazzo contro la mia figa.

Gli dissi, angosciata, che ero vergine e lui mi disse “ meglio “.ed incominciò a chiavarmi con mio grande dolore.

Con il passare del tempo incominciai godere anch'io, per cui la nostra relazione si dilungò nel tempo. Non ero la sua donna, ma una giovane ragazza che, quando lui ne aveva voglia, veniva a scoparsela e la cosa durò sino a quando rimasi in cinta.

Lui non era sposato, ma aveva una relazione con una donna

Non credo avesse intenzione di sposarmi, almeno sino a quando non fù affrontato da un compaesano, amico di famiglia, che gli fece chiaramente capire che i calabresi avevano un concetto, un senso dell'onore, diverso da quelli del nord e che,qualche volta, era capitato, a chi non rispetava l'onore di una donna, di incappare in qualche brutto incidente.

Tanto bastò perchè , prima che nascesse il nostro bambino, fossimo uniti in matrimonio con rito religioso, come si conveniva ad una coppia regolare. Io avevo 22 anni lui 45.

Non fù un matrimonio d'amore, né di interesse, ma un matrimonio di riparazione che, almeno all'inizio, era vissuto da lui come una sciagura che alimentava, ogni giorno di più ,il suo rancore nei miei confronti.

Con il tempo le cose miglioraro un po', nel senso che al rancore subentrò l'indifferenza,

Scendemmo ad un compromesso, nel senso che ognuno faceva la sua vita, rimanendo assieme per il bene del bambino che intanto cresceva.

Ne risentirono, naturalmente, anche i nostri rapporti sessuali che, dopo un po', cessarono completamene, privandomi dell'unico momento di piacere presente nella mia vita e che, da donna del sud, non mi passò neanche per la mente di sostituirli con qualche relazione extraconiugale

Comunque io avevo il mio lavoro che mi teneva occupata ed un figlio su cui riversare tutto il mio amore.

 

 

End Notes:



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Capitolo 2 by oldconsumer

 

Le cose precipitarono una decina di anni fa, quando, a seguito dell'inizio della crisi, persi il lavoro, ed anche mio marito, che, essendo pagato a provvigione, vide drasticamente contrarsi i suoi guadagni.

Non era facile, per me, trovare un altra occupazione e non la trovai , fino a quando, scoraggiata, smisi di cercarla.

Fù il momento più difficile della mia vita, perchè avevo perso quel senso di sicurezza e di indipendenza che il lavoro mi dava.

Sono caduta in una specie di depressione, per cui non mi importava più niente di nulla, nè di me stessa.

Per lungo tempo mi sono chiusa in casa, e lasciata andare.

Per tanto tempo non sono più uscita da casa, se non per andare a fare la spesa

Per le difficoltà economiche in cui versavamo non mi sono più comperata un abito decente, ma solo stracci da grande distribuzione.

Non mi prendevo più cura di me stessa e del mio corpo

Negli anni, a causa del tempo che, inesorabilmente, continuava a trascorrere. è comparsa qualche ruga, il mio bel seno , tutto naturale, è sceso un po', ma non tanto da non piacere più , ho messo su qualche kilo di troppo senza diventar grassa, ma riempiendo quelle spigolature che erano presenti nel mio corpo giovanile.

Questo lungo momento di crisi ha avuto un solo lato positivo, perchè le ristrettezze economiche hanno prodotto un riavvicinamento tra me e mio marito, accomunati da questo stato di bisogno cui non eravamo preparati

I nostri rapporti divennero simili a quelli di tante coppie di persone mature, anche se io non avevo ancora quarant'anni.

Fortunatamente in questi ultimi due anni le cose sono molto migliorate, mi sono ripresa dalla depressione ed ho cercato di ritrovare la forza di prendermi cura di me stessa e del mio corpo.

Mi sono messa a dieta ed ho frequentato una palestra ed una beauty-farm

Ho imparato a truccarmi ed a pettinarmi

Il mio corpo, logicamente, non è ritornato ad essere  quello dei miei sedici anni, ma ora è un corpo che ha ripreso la sua tonicità, un corpo dove è ricomparsa la curvatura dei fianchi, un corpo senza spigolature, con il mio grosso seno sempre pieno e ben sostenuto, un corpo con un culetto capace di di far voltare nuovamente gli uomini.

Un corpo che, per la morbidezza della carne ed il biancore della pelle, se ha perso qualcosa in freschezza e gioventù, ha conquistato in sensualità e lussuria

Quello che non è cambiato è il mio pelo nero come l'ebano che continua a coprire le parti intime del mio corpo.

Non sono mai stata una strafiga, neanche da giovane, per cui sono ritornata ad esssere una normale donna di bell'aspetto, una donna di 39 anni, ma con il corpo che ne dimostra di meno, ancora piacente ed eccitante, che, per la sua morbidezza dicono che c'abbia guadagnato in morbosità

Ma veniamo a sei mesi fà

 

La nostra vita procedeva normalmente, mio marito aveva ripreso con soddisfazione il suo lavoro, mio figlio, ormai diventato grande, stava completando i suoi studi liceali, io mi occupavo della casa .

L'unica cosa che non era cambiata era l'assenza completa del sesso nella mia vita, pur sentendone ancora il bisogno

Come ogni anno era giunto il momento di pensare alla mia salute, per cui mi apprestai a fare i miei consueti controlli clinici

Controllato cuore, polmoni, apparato digerente, rimaneva la visita più fastidiosa, quella ginecologica

Una volta , quella visita così intima , la facevo in privato, poi, a seguito della crisi , mi son dovuta rivolgere ,come fanno la maggior parte delle donne, al ginecologo della mutua e mi dissi che non c'era motivo per cambiare

Il ginecologo che conoscevo da tanti anni era appena andato in pensione, sostituito da un collega non giovanissimo, prossimo alla sessantina, il chè attenuava il mio imbarazzo

Poiché non mi conosceva , il giorno della visita cercai, per quanto possibile, di farmi più carina del solito

Era un uomo molto prestante, d'aspetto giovanile, gentile e premuroso, un bell'uomo.

La visita su quella sedia ginecologica e sempre stata per me di un imbarazzo tremendo.

Lui cercò di minimizzare la cosa, mi disse di rilassarmi ed incomiciò a visitarmi

Io non so dirvi il come ed il perchè, ma quelle mani che toccavano la mia figa, il clito , allargava le grandi labbra, penetravano dentro di me con delicatezza, ma decisione, riaccesero in me, come tutte le altrte volte che facevo una visita del genere, sopiti e dimenticati piaceri, per cui mi eccitai

Credo che incominciai a bagnarmi, sprofondando nella vergogna, ma il dottore, senza dar segno di essersene acccorto, mi abbassò la maglietta si girò e mi disse che potevo rivestirmi.

Mi disse che andava tutto bene, solamente che nel pelo della vagina aveva trovato delle impurità che segnalavano la possibile presenza di parassiti.

Mi disse che non c'era nulla di strano o di cui preoccuparsi ,ma che dovevo depilarmi completamente , sia il sesso che il solco che arrivava allo sfintere e spalmarmi sulla pelle esterna il farmaco che mi stava prescrivendo

Aggiunse che tra tre giorni sarei dovuta ritornare da lui per i controlli.

Concluse dicendomi che, per evitare di mettermi in coda alla gente , visto che l'avevo dovuto fare oggi, potevo venire al pomeriggio, anche se non era orario di visite

Avrei fatto come mi aveva detto, un po' preoccupata per quello che aveva trovato, ma divertita dal pensiero che ,per la prima volta nella mia vita da adulta, avrei avuto la figa, ancora ben chiusa per il poco uso che ne avevo fatto nella vita, depilata come quella di una bambina.

 

 

End Notes:

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ketty7566@gmail.com

Capitolo 3 by oldconsumer

 

Era stata semplicemente una normale visita medica, ma, il piacere che avevo provato nel sentire le mani di un uomo sul mio corpo e sul mio sesso mi dicevano che , forse, c'era ancora qualcosa in me della donna che ero stata tanto tempo fà

Questo pensiero non riuscivo a cacciarlo dalla mia testa

Quando rientrarono i miei, cercai di ritrovare il mio solito umore e modo di comportarmi, ma nel mio cervello continuavano ad agitarsi i pensieri di quella giornata e, con mia stessa meraviglia , mi resi conto che stavo pensando anche a come mi sarei vestita il giorno che sarei dovuta ritornare da lui.

Questi pensieri non mi abbandonarono sino all'ora di andare a letto quando, dopo aver fatto la doccia ed essermi profumata, ho affrontato la parte più difficile, ma anche eccitante

Preso rasoio e crema da barba di mio marito, ho iniziato il non facile compito di depilarmi la figa ed il solco

Quelle dita che toccavano continuamente il mio sesso per facilitare lo scorrere della lama del rasoio, quel guardarmi con ostinazione il sesso, il ricordo del piacere che quella figa mi aveva fatto provare nel pomeriggio, hanno  fatto sì che, al termine della rasatura mi sia ritrovata, quasi senza pensarci, completamente nuda davanti allo specchio.

Mi stavo guardando e giudicando con uno spirito diverso da quello che avevo sempre fatto.

Guardavo quanto fosse ancora attraente il mio corpo, pieno e morbido, senza cuscinetti di grasso sui fianchi e sulle cosce, ma neanche anoressico, con il segno della vita ben marcato, i grossi seni ancora sostenuti con le larghe aureole ed i capezzoli grossi e sporgenti,

Mi spostai di fianco per ammirare la curva pronunciata del culetto e con la mano spostai un gluteo per vedere la rosellina, rosa, pallida, tutta ringrinzita perchè nessuno l'avava mai violata.

Guardai con attenzione la fessurina della figa ben chiusa e carnosa, ed ora che non c'era più il pelo a nasconderla, ben visibile ed invitante, ed incominciai ad accarezzarla .

Era bellissimo, mi sentivo di nuovo una donna e continuai ad accarezzarmi fino a quando le gambe non mi ressero più, si piegarono sotto di me mentre il mio corpo era scosso da un lungo e fatastico orgasmo.

Quando finalmente andai a letto, mi accorsi che stavo pensando che non vedevo l'ora che quei tre giorni passassero presto per ritornare in quello studio che, nella mia immaginazione, era diventato un luogo di piacere.

 

End Notes:

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aristarco 7566@gmail.com

Capitolo 4 by oldconsumer

 

Il tempo trascorse molto lentamente ma, alla fine , giunse il momento di ritornare dal medico

Lo studio era deserto

Mi disse di accomodarmi . Lui era dietro la scrivania intento a scrivere. Mi acccomodai sulla fatidica sedia.

Il dottore incominciò a visitarmi.

Quando mise a nudo la figa, mi disse che ero stata brava, che avevo fatto un bel lavoro, e che ero molto più bella così, e fece scorrere lentamente la mano sulla figa quasi a controllare quanto liscia e delicata fosse la mia pelle ed incominciò a toccarmi.

Sin dal primo istante mi resi conto che il suo tocco era diverso da quello della prima volta 

Aveva la mano leggera , più che toccarmi , mi accarezzava. Faceva scorrere le dita sul ventre, per poi farle scendere lungo l'inguine sfiorando le grandi labbra

Probabilmente sentiva i miei brividi di piacere e le contrazioni dei miei muscoli impegnati ad impedire che il bacino si spostasse per andare incontro a quella mano

Sentivo le dita prima scorrere sul clito e poi imboccare la vagina..

Ero eccitata come non mi capitava più da tanto tempo

Questa volta lui non avrebbe potuto non accorgersene, ma non si fermò e continuo a toccarmi ed allargare la fessurina,

Ad un certo punto mi chiese se ero solita controllare il seno per scoprire eventuali noduli.

Ebbi paura che avesse scoperto qualcosa che non andava.

Ripresi immediatamente il controllo di me stessa

Gli risposi di sì ,ma che erano passati un paio d'anni dall'ultima volta che avevo fatto il test.

“ Diamoci un'occhiata “ disse, e , presi in mano i lembi della maglietta e della camicetta, mi disse di sollevare il bacino è mi scoprì il busto, portando la maglietta sotto il collo, ed , invece di fermarsi lì, me la sfilò dalla testa

Lo sentii portare entrambe le mani sotto il bordo inferiore del reggiseno e sganciarlo e togliermelo.

Ero completamente nuda

Sentii le mani scivolare sulla pelle del collo e fermarsi sulle tette nude e completamente scoperte.

Incomincio a palparle, a strizzarle, accarezzarle , prendere i capezzoli e stringerli tra le dita

Ero già eccitata da prima e quel palpeggiamento mi portò sull'orlo dell'orgasmo, al punto di sentire tutto il mio corpo rilassarsi , chiudere gli occhi ed abbandonarsi a quelle carezze

Lui deve essersene accorto, perchè ho sentito una mano staccarsi dalle tette e spostarsi sulla figa., dove ricominciò, letteralmente, a masturbarmi

Mi masturbava ed, allo stesso tempo, mi torturava le tette.

Mi chiese se fossi eccitata e gli risposi di sì, credendo, ingenuamente, che quella domanda fosse pertinente alla visita

Mi disse di lascirmi andare, di rilassarmi e di godere, perchè voleva controllare il corretto funzionamento delle glandole vaginali.

Mai un ordine mi fù più gradito e scoppiai in un orgasmo dall'intensità che ,credo, di non aver mai provato prima .e che credevo che, ormai, non avrei mai piu provato nella mia vita .

Lui non si stacco da me e continuò a masturbarmi anche dopo l'orgasmo.

Mi chiese quando avevo avuto l'ultimo orgasmo prima di questo e io gli risposi che non ricordavo perchè, ormai, erano passati tanti anni.

Mi disse che stentava a crederci, perchè. da quello che risultava a lui. io ero molto sensibile e facile alll'eccitazione e che. probabilmente , ero un soggetto pluriorgasmico.

Mi disse “ Facciamo un'ultima prova in profondità “

Non avevo idea di cosa volesse dire con quelle paole, ma mi venne un sospetto quando lui si posizionò tra le mie gambe oscenamente divaricate, mi prese per un polso ed abbassò la mia mano in mezzo alle mie gambe, lascindola non appena la mano andò a sbattere contro un qualcosa che stava davanti a quella mano La spostai leggermente e capii subito che era il suo cazzo.

Rimasi ferma per qualche istante e lui riprese ad accarezzarmi la figa.

Ero ancor più eccitata di prima e mi venne spontaneo avvicinare la mano a quel cazzo e toccarlo, stringerlo, segarlo, per poi alzarlo ed avvicinarlo alla mia figa. Era un cazzo grosso, lungo, e duro

Lui, con il telecomando incominciò a sollevare lo schienale della sedia finchè non mi trovai in posizione quasi seduta a pochi centimetri dal suo viso, con le gambe spalancate, le sue mani sulle tette , la sua lingua in bocca ed un cazzo poderoso in mano che mi venne spontaneo accompagnare dentro di me me.

Mi parve di svenire per il piacere che quel grosso cazzo mi procurava scivolando lentamente dentro l' utero

Lui si chinò sul mio seno ed, incominciando a scoparmi, prese a mordicchiarmi i capezzoli

Era fantastico, e quando lui sentiva che stavo per godere ,mi mordeva più forte e per farmi provare quella fantastica sensazione che dà il piacre frammisto al dolore.

Mi chiavò per tanto tempo, parlandomi continuamente, dicendomi che ero fantastica, una vera donna, dalla sessualità dirompente, che ero nata per godere, per chiavare , che lui si sarebbe preso cura di me, che avrebbe fatto di me una vera puttana.

Quelle parole, stranamente, non mi offesero ma aumentarono la mia eccitazione, per cui abbandonai ogni resistenza e mi lasciai trasportare da quell'uomo in quel mondo di piaceri che, forse, mi apparteneva

Quando mi sborrò in figa non ebbi la forza di dirgli che non prendevo la pillola, anche se c'erano ormai poche possibilità che rimanessi in cinta.

Rimase dentro di me e incominciò a chiedermi se avessi goduto, se mi era piaciuto, da quanto tempo non chiavavo, ed io gli racconai in poche parole quella che era la mia storia e la mia situazione.

Intanto il cazzo era scivolato fuori dalla figa, e s'era adagiato lungo la fessura , e lui lo teneva appoggiato con forza contro il mio clito per permettermi, con lenti ,movimenti del bacino di di continuare a godere  

Si appoggiò con il cazzo moscio contro la figa e mi disse che d'ora in poi sarei stata la sua puttana e che c'avrebbe pensato lui alla mia soddisfazione sessuale , che avrei dovuto obbedirgli sempre , qualunque cosa mi avesse chiesto di fare , che non sarebbe stato solo lui a scoparmi, ma anche altri uomini cui avrei dovuto sottomettrmi come una cagna.

Mi chiese se ero sisposta a farlo ed in quel momento d'estasi erotica, gli risposi di sì

Si staccò da me , mi rimise in piedi e, prima di ordinarmi di rivestirmi, prese un strano aggeggio e fece due buchini passanti sulla pelle tra l'ombellico e il clito e vi pasò un piccolo anellino d'oro.

La stessa cosa la fece dietro, in mezzo alla schiena ed allla stessa altezza del primo.

Ero convita che fossero due pirsing e la cosa non mi disturbava, tanto più che nessuno, tantomeno mio marito, se ne sarebbe accorto

Disinfettò le due parti, coprì gli anellini con un cerotto e mi accompagno davanti allo schermo del computer dove mi fece rivedewe tutto quello che era accaduto quel pomeriggio su quella sedia e da cui si capiva chiaramente che lui non aveva fatto nulla per costringermi a farlo, anzi, dalla mia reazione e dai miei ripetuti orgasmi sembrava che fossi stata io a volere quella intimità

Mi disse che lui era sicuro che gli avrei obbedito ugualmente perchè avevo bisogno di lui per soddisfare tutta la mia libidine , ma che ,nel dubbio avessi qualche perplessità, dovevo sapere che, in quel caso, quel video sarebbe arrivato nelle mani di mio marito e sulle pagine del Web

Mi disse che questo non era un ricatto , ma un favore che mi faceva per mettermi in pace con la mia coscienza, perchè, d'ora in poi, avrei potuto pensare che quello che avrei fatto lo stavo facendo perchè obbligata e non perchè volevo farlo

Mi disse che potevo andare e che nei giorni a seguire sarei dovuta ritornare da lui ogni pomeriggio, perchè doveva capire sino a che punto poteva spingersi nella mia depravazione

Mi salutò dicendomi di stare tranquilla che la mia maturità era un valore aggiunto , perchè una donna giovane faceva tirare il cazzo, mentre una della mia età,, ma piacente e sensuale come ero io, scatenava negli uomini di ogni età, istinti animaleschi di lussuria e depravazione .

 

 

End Notes:

 

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ketty7566@gmail.com

Capitolo 5 by oldconsumer

 

Solo più tardi avrei scoperto che non ero stata certamente l'unica o la prima ad aver attirato l'attenzione morbosa di quel medico, conosciutissimo ginecologo, ma ancora più apprezzato sessuologo

A lui si rivolgavano da anni ,sia uomini che donne, che presentavano reali o presunti problemi di carattere sessuale.

Uomini affetti da eiaculazione precoce, o con disfunzione erettile, o di fimosi, o convinti di poter aumentare le dimensioni del pene, o affetti dalle tante altre problematiche sessuali per cui si rivolgevano a lui con assoluta fiducia

Essendo , però, anche un bravo ed apprezzato ginecologo, la sua clientela era formata, per la maggior parte, da donne che, approfittando della loro “ intima “ frequentazione con quel medico che godeva della loro incondizionata fiducia , non mancavano di sottoporgli anche tutte le loro problematiche in tema di sessualità

A lui, come sessuologo, si rivolgevano le tante donne che presentavano carenza di desiderio sessuale, difficoltà e dolore nella penetrazione, anale o vaginale che fosse,,difficoltà o impossibilità a raggiungere l'orgasmo, donne totalmente o parzialmente frigide, o, all'opposto, donne dai grandi appetiti sessuali, ninfomani insoddisfatte della loro situazione,tutte accomunate dal grande problema di non godere di una appagante vita sessuale, per eccesso o per difetto, e di vedere compromessa la loro relazione affettiva con il marito o il compagno.

Il dottore, che era anche un accorto psicologo. , le tranquillizzava invitandole a comportarsi con lui come si comportavano con il loro confessore, di non aver reticenze, di confidargli i loro bisogni, i loro desideri, le loro insoddisfazioni, ma, soprattutto, le loro fantasie e la loro disponibilità

Lui ne faceva tesoro e, individuata nel mucchio la persona giusta, debole e facilmente manipolabile, insoddisfatta e desiderosa di una vita sessuamente appagante, faceva loro quello che aveva fatto a me

Una prima visita per capire la predisposizione della donna al sesso, verificando la sua condizionabilità, la sua inconsapevole disponibilità, la sua obbedienza, ma il tutto fatto in modo che potesse sembrare una normale visita medica

Una seconda visita molto più esplicita, ma sempre ritrattabile, metteva allo scoperto la disponibilià dela donna

Sono stata io, infatti a non andarmene quando l'ho visto con il camice aperto

Sono stata io a non andarmene quando ho capito che i suoi tocchi erano carezze e masturbazione e non esame clinico

Sono stata io a lasciare che mi spogliasse nuda

Sono stata io ad introdurmi il cazzo in figa e, come mi son comportata io, certamente si sono comportate tante altre donne che lui ha sfruttato per i piaceri suoi e dei suoi amici o clienti

Sono stata io a ritornare da lui dopo la prima scopata, quando mi ha chiaramente detto che avrebbe fatto di me una puttana

Ma proseguiamo con il racconto

 

Ritornai a casa in uno stato di confusione totale

Ero terrorizzata dalla possibilità che la cosa diventasse di dominio pubblico e che ne venisse a conoscenza mio marito, il chè ci avrebbe riportato indietro nel tempo quando lui provava solo disprezzo per me.

A peggiorare la situazione c'era il fatto che, a differenza del passato, oggi c'era di mezzo un ragazo, nostro figlio, che di uno scandalo ne avrebbe , sicuramente, patito le conseguenze.

Ma , a rendere la cosa ancora più preoccupante , c'era il fatto che , in quel pomeriggio, dopo tanti anni in cui non avevo più provato il piacere dell'orgsmo, avevo goduto di nuovo come quando ero ancora una ragazza e,, forse, di più, perchè lui aveva saputo farmi godere anche con il cervello, oltre che con il corpo, imponendomi la sua autorità e rendendomi succube del suo volere.

Questo pensiero non riuscivo a cacciarlo dalla mia testa

 

 

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Capitolo 6 by oldconsumer

 

Il giorno dopo mi ritrovai nuovamente nuda davanti allo specchio mentre mi vestivo per andare dal medico.

Pensai che, nonostante i miei 39 anni, potevo ancora piacere a qualcuno ed , incoraggiata da questo pensiero, senza pensarci su, ho preso dal cassetto un perizoma al posto delle solite sleep ed un reggiseno a balconcino, ricordi di un epoca lontana nel tempo e li ho indossati.

Coprii tutto con un abito classico, adatto ad una donna della mia età

Un'ora dopo ero nel suo studio

Lui era seduto alla scrivania, stava scrivendo, e , senza alzare lo sguardo dal foglio, mi disse di spogliarmi

Incominciai a farlo

Lui non si mosse, ma vedevo che, sottecchi, mi stava osservando.

Quando, come facevo al solito, stavo per girarmi su me stessa per togliermi il vestito, sentii una voce imperiosa che mi ordinava di non girarmi.

Quando, rimasta in perizoma e reggiseno, stavo per salire sulla sedia, lui mi disse di togliermi tutto e di rimanere ferma in piedi davanti a lui.

Ero nuda, con le braccia lungo i fianchi come in attesa di un giudizio.

Lui si alzò, mi venne vicino, mi girò attorno guardandomi attentamente.

“ Non male” fù il suo primo giudizio, espresso come se fosse la prima volta che mi vedeva nuda

Mi posò la mano sul culo accarezzandolo, e , strisciandola sulla mia coscia, la fece scivolare davanti, sulla figa.

“ Allarga le gambe “ ripetè con la stessa voce dal tono deciso

Sentii il palmo accarezzarmi l'interno della cosca ed il taglio scorremi sul clito dopo essersi inserito tra le grandi labbra.

Ora mi stava di fronte, con una mano tra le gambe allargate e l'altra che incominciò a strizzarmi e torcermi dolorosamente i capezzoli

Stavo per aprire la bocca per gridare quando mi disse di non parlare, di non gridare, di non muovermi, di assaporare il piacere del dolore , di aprire gli occhi e di guardarlo mentre lui godeva nel toccarmi a quel modo

Poi, strisciando la mano che era tra le cosce sulle grandi labbra,  arrrivò sul pube

Non lo so come non me ne fossi accorta prima, ma, ad un certo punto, ho sentito arriavarmi sulla guancia uno schiaffo, violento al punto da farmi perdere l'equilibrio.

Mi coprì d'insulti , mi rimise in piedi e , preso un lungo righello che c'era sulla scivania, incominciò a colpirmi sul culo con forza.

Avevo paura di muovermi.

Dopo poco avevo il culo che mi bruciava.

Fortunatamente si fermò anche lui.si stava calmando.

Mi disse che questa volta la punizione per i miei errori era stata breve, ma che, in seguito, sarebbe stata molto più severa.

Gli chiesi cosa avessi fatto di sbagliato.

Mi disse che la la pelle della figa non era perfettamente liscia, che era chiaro che l'avessi rasata da più di un ora, mentre avrei dovuto sapere che dovevo farlo non più di un'ora prima di incontrarlo.

Mi disse che per punizione questa volta non mi avrebbe fatto godere, che potevo vestirmi ed andarmene.

Mi ritrovai in strada con il culo in fiamme, con la guancia che mi faceva ancora male, ma, quel che è peggio, con una gran voglia di godere.

Era incominciato il mio addestramento

 

End Notes:

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Capitolo 7 by oldconsumer

 

La mattina del giorno dopo, passando davanti alla porta del bagno che era aperta, vidi mio marito che si stava facendo la barba.

Mi fermai per guardarlo e vidi che , su ogni punto del mento su cui passava il rasoio, dopo ci ritornava in senso contrario..

Gli chiesi perchè lo facesse e mi rispose che il “contropelo “ serviva a tagliare i peli più in profondità, così la pelle rimaneva più liscia e per più tempo.

Alle due del pomeriggio ero seduta sul bidet intenta a rasarmi la figa, stando attenta a fare un accurato “ contropelo “ per compiacere il mio padrone.

Alle tre del pomeriggio ero nuda, sull'attenti, davanti a lui ,in attesa che venise a controllare il mio pube.

Quando si alzò dalla sedia della scrivania, mi sorprese, ma fino ad un certo punto, il fatto che il camice bianco che indossava fosse completamente sbottonato ed aperto sul davanti e lui, sotto, fosse completamente nudo.

Gli occhi mi caddero immediatamente sul lungo e grosso cazzo appoggiato, floscio, sui coglioni e sentii subito delle contrazioni di piacere.

Si avvicinò a me e rifece quello che aveva fatto il giorno prima. Al termine mi disse di accomodarmi sulla sedia ginecologica.

Azionò il meccanismo che faceva alzare la seduta e la portò all'altezza del suo petto, si posizionò tra le mie gambe e mi ordinò di allargarmi la figa

Allargai le grandi labbra e subito sentii la sua bocca posarsi sul sesso ed incominciare a leccarla, a succhiare il clito, a spingere la lingua nella vagina.

Era un maestro.

Incominciai a sentire ondate di piacere mai provate prima che aumentarono ancor di più quando sentii le sue mani sulle mie tette che mi strizzavano i capezzoli in modo deciso e doloroso, ma ad un livello di dolore che mi sembrò accettabile.

Venni quasi subito premendogli con entrambe le mani la testa contro la figa

Lui, naturalmete, se ne accorse del mio orgasmo, ma non si mosse di un millimetro continuando a leccarmi, succhiarmi, penetrarmi, torturami, come aveva fatto all'inizio, sino a quando , non molto tempo dopo, ebbi il secondo orgasmo.

Non ricordo di aver mai avuto due orgasmi consecutivi nel giro di 10 minuti.

Si staccò da me dicendomi che quello era il premio per avergli obbedito e per l'ottimo lavoro che avevo fatto con la mia fighetta.

Riabbassò la sedia su cui ero seduta in modo che fosse al'altezza del suo pube e potessi vedere il suo cazzo

Mi chiese se mi piacesse gurdare il cazzo di un uomo e gli dissi di sì

Mi chiese se mi eccitasse farlo e gli risposi ancora di sì

Mi chiese se mi metesse in imbarazzo guerdare il cazzo di un uomo e gli risposi ancora una volta di sì

Mi disse che, d'ora in poi, io avrei dovuto abituarmi a veder un cazzo, di chiunque esso fosse, senza provare imbarazzo , ma solo eccitazione e desiderio di toccarlo baciarlo, farlo godere, e provare una voglia irrefrenabile di sentirlo dentro di me

Sarei presto diventata un oggetto di piacere per gli uomuni e quel mio gesto doveva comunicare all'uomo la mia disponibilità a soddisfare ogni suo desiderio in cambio del piacere che il suo cazzo mi procurava al solo guardarlo.

Da quel momento ogni volta che mi sarei trovata vicino ad un uomo nudo, avrei dovuto toccarlo, accarezzarlo, stringerlo nel mio pugno, accarezargli i coglioni senza invadenza, ma con un gesto naturale, come segno di sottomissione, di rispetto e disponibilità ad accoglierlo nel mio corpo.

Mi mise una mano sulla figa , mi attirò a sé, mi mise la lingua in bocca, per allontanarrmi subito dopo con uno spintone e mollandomi un altro ceffone come il giorno prima

Lo vidi impugnare il righello ed ordinarmi di girarmi ed iniziare a colpirmi con forza e voglia di farmi male.

Dopo una serie interminabili di nerbate mi disse di rivestirmi e di sparire.

Tra le lacrime gli chiesi cosa avessi fatto di male e lui mi rispose che ero una cretina se non mi rendevo conto che, nonostante gli ordini precisi che mi aveva appena dato, ero rimasta accanto a lui per 3 minuti senza preoccuparmi del suo piacere , senza accarezzargli il cazzo come mi aveva appena ordinato di fare con chiunque mi stesse accanto nudo

Ritornai da lui ogni giorno, sempre attenta a non commettere errori, sino al giorno in cui mi disse che la prossima volta che ci saremmo incontrati,avrei fatto il mio debutto come sua assistente particolare, e che avrei dovuto incontrare ed intrattenermi con una persona che gli stava molto a cuore, per cui stessi bene attenta a non commettere errori

Mi venne vicino e mi disse che gli dispiaceva di avermi punito e si chinò verso di me per darmi un bacio.

Memore di quello che era appena successo, allungai la mano e gli accarezzzai il cazzo, poi , quando lui si rialzò, mi chinai io e glielo baciai, ruotando la lingua attorno al glande

Mi disse che potevo andare

Ancora una volta mi ritrovai in strada dolorante e con tanta voglia repressa.

 

 

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Capitolo 8 by oldconsumer

 

L'addestramento era durato una settimana intera tra leccate indimenticabili, come premio, e scudisciate dolorosissime sulla schiena, come punizione, tra tentaivi di imparare a contrarre i muscoli della vagina per accompagnare l'eiaculazione dell'uomo. e rendere il suo piacere più intenso, ad allenamenti continui per abituarmi a far scendere il cazzo nella gola oltre la laringe.

Quel lunedì doveva essere il mio primo giorno di sottomissione-consapevole al mio padrone.

Arrivai allo studio puntualissima alla solita ora.

Mi disse che l'uomo con cui ci saremmo intrattenuti sarebbe arrivato tra un paio d'ore

Mi fece spogliare nuda , per accompagnarmi nell'ampio bagno dove una ragazza mi stava aspettando.

Con mia sorpresa e disperazione incominciò a tagliare i miei lunghi cappelli, formando un caschetto civettuolo che mi ringiovaniva notevolmente il volto e questo attenuò,almeno in parte, la mia disperazione Poi incominciò a rifarmi completamente il trucco, usando toni morbidi e leggeri, molto eleganti e raffinati

Mi guardavo attentamente nel grande specchio che avevo di fronte a me e mi ripetevo nella mente che non mostravo certo i mei anni in viso e, neanche il seno che lo specchio rifletteva era quello di una donna matura,

Guardavo i miei fianchi, le mie coscie, il mio corpo nudo e capii perchè quelle carni morbide tanto piacessero agli uomini.

Mi guardai la figa e con la mente immaginai una cappela che la puntasse ed entrasse in me e provai un forte desiderio al pensiero che tra poco sarei stata scopata da uno sconosciuto.

Guardai di nuovo la mia faccia , mi guardavo negli occhi e pensai che ero diventata una puttana .

Stranamente la cosa mi sembrò un fatto positivo, un riscatto alla mia condizione vedova bianca.

Poi ,con mia sorpresa, la ragazza mi mise in testa una specie di cuffia da bagno color carne, che si confondeva benissimo con la tinta della cipria che avevo sul resto del volto scoperto, cuffia che mi copriva tutti i cappelli , e che, sulla faccia, mi arrivava sino all'attaccatura del naso , con due ampie aperture per gli occhi che lasciavano scoperte le sopraciglie , ma che copriva gli zigomi, e sulla quale c'era una lunga chioma di cappelli neri.

Mi guardavo nello specchio , si vedeva chiaramente che indossavo una maschera ed una parrucca,

ma era talmente ben fatta che sembrava un abbellimento, oltre che fungere da copertura dei miei lineamenti , rendendomi assolutamente irriconoscibile, ma senza nascondere i miei splendidi occhi,

le mie tumide labbra,

La ragazza mi cosparse di crema il culetto e il pube e mi massaggiò con forza fino a che tutta la crema fu assorbita dalla pelle.

Lui mi disse di accarezzarmi e sentii la pelle morbida e liscia come non avevo mai potuto immaginare di poter avere

Poi lui prese un astuccio , lo aprì e ne tolse due catenine sottili, lunge poco meno di una ventina di centimetri che, da una parte, avevano una piccola spirale che serviva per agganciarle ad un anellino e delll'altra un piccolo cazzo d'oro, scappellato con due piccoli coglioni , lungo un centimetro e mezzo

Lui li prese e li agganciò ai due anellini che , nei giorni prima, mi aveva applicato sopra la figa e sopra il culletto.

Appesi com'erano i due cazzi arrivavano uno appena sopra il clito e l'altro sopra lo sfintere è quei due piccoli cazzi sembravano indicare le due aperture d'accesso per entrare nel mio corpo.

Mi chiese se mi piacevano e dissi di sì e mi spiegò che indicavano ai miei amanti che ero disponibile sia ad esere chiavata che inculata.

C'erano donne del gruppo di cui, ormai, facevo parte anch'io, che ne indossava solamente una a loro

scelta, o solo dietro perchè non volevano correre rischi di gravidanze indesiderate, o solo davanti perchè non ancora pronte per quel tipo di rapporto

Mi piacevano veramente

Mi prese per mano e mi condusse lungo un corridoio che non avevo mai percorso, e, con una chiave aprì la porta di una stanza.

Era una grande camera divisa in due parti, una con un salottino ed un bar ,l'altra con un ampio letto rotondo.

Incassato in una parete c'era un grande armadio

C'erano , naturalmente, tende quadri ed arredi vari che rendevano l'ambiente molto elegante

Lui aprì tutte le ante dell'armadio in modo che io vedessi tutto quello che conteneva.

Una parte era piena di vestiri, gonne lunghe , mini e micro, camicette, calze, scarpe e tutto quello che poteva interessare l'abbigliamento di una donna.

Dall'altra parte c'erano delle scaffalature su cui erano ordinatamente allineate tutte le attrezzature necessarie per un rapporto sadomaso , dalle corde alle fruste, dagli spilloni alle manette oltre che cazzi e vibratori di tutti i colori e misure .

Provai un tonfo al cuore non so se per paura o per eccitazione

Prese dall'armadio una mini gonna che mi sarebbe arrivata a mezza coscia , una camicetta semitrasperente, un paio di autoreggenti ed un paio di scarpe tacco 12 e mi disse di vetirmi.

Poi accese la televisione, mi versò dello spumante in un flut, mi diede una pastiglia e mi disse di ingioarla.

Lo feci pensando che fosse una pillola anticoncezionale, ma non osai chiedergli conferma.

Mi disse di sedermi e che sarebbe ritornato tra breve.

Uscì.

 

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