Ricatto Liberatorio by silvereye
Summary: Dopo avere trascorso parecchi momenti di relax grazie alla lettura di molti dei racconti presenti su questo sito ho deciso di provare a scrivere il mio primo racconto come una forma di ringraziamento nei confronti del lavoro svolto dagli autori.
Categories: Etero, Cuckold, Orgia Characters: None
Genres: Racconto
Warnings: None
Challenges:
Series: None
Chapters: 7 Completed: No Word count: 14165 Read: 57749 Published: 04/12/2018 Updated: 05/17/2018
Nei Guai by silvereye
Antonella e Luciano sono la classica coppia sposata che vive in una cittadina del nord Italia.
Lui conduce un’attività in proprio di servizi per le aziende farmaceutiche, attività che permette loro di poter vivere degnamente, seppur non senza sacrifici, senza che la donna debba lavorare.
Una coppia abbastanza affiatata ed ancora innamorata, nonostante gli anni di matrimonio e la routine quotidiana.
Luciano adora la sua donna e la riempie costantemente di attenzioni, nonché, cerca di soddisfare tutti i desideri, ed alle volte, i capricci di lei.
Unico cruccio per l’uomo è che Antonella non ama particolarmente il sesso e per questo i desideri di Luciano molte volte restano insoddisfatti, ma l’amore che il marito prova per lei fa sì che le sue esigenze e le fantasie sessuali passino sempre in secondo piano.
Grande debolezza di Antonella, peraltro, rigorosamente tenuta nascosta al marito, è il gioco d’azzardo, da anni in compagnia delle sue amiche frequentava assiduamente il Casinò che distava solo un centinaio di chilometri da dove vivevano.
In tutto questo tempo la fortuna non era stata molto benevola nei confronti della giovane donna, tutt’altro, lentamente ma inesorabilmente aveva dato fondo ai soldi (che lei gestiva anche per conto del marito) depositati presso il loro comune conto corrente famigliare.
Una mattina capitò l’inevitabile, il postino come ogni giorno, recapitò congiuntamente alla posta indirizzata alla ditta del marito una raccomandata della banca la quale ingiungeva alla coppia il rientro entro 5 giorni di uno scoperto per un importo pari a 20.000 Euro.
Antonella fu immediatamente presa dal panico, dovuto anche al fatto che non era la prima volta che per colpa sua il conto andava in rosso, mettendo di fatto il marito in gravi difficoltà con la sua piccola azienda e creando qualche tensione all’interno della coppia.
La donna si attaccò disperata al telefono e chiamò le sue amiche per chiedere un aiuto economico, ma come sempre nel momento del bisogno gli amici ed i conoscenti si tirano indietro, tranne Flavia una donna sprezzante e volgare conosciuta presso le sale da gioco.
L’amica le comunicò di non poterla aiutare personalmente ma le diede il numero telefonico di una persona che avrebbe potuto procurarle in breve tempo il danaro, che ovviamente Antonella avrebbe dovuto restituire con gli interessi.
Compone il numero di cellulare ricevuto e dopo pochi attimi risponde la voce cordiale di un uomo.
La donna comunica allo sconosciuto il motivo della sua chiamata e quest’ultimo, non volendo parlarne al telefono, si fa dare l’indirizzo di casa e le chiede se può andare presso di lei di lì ad un’ora.
Antonella accetta sollevata da un possibile spiraglio nella vicenda. Povera illusa.
L’uomo suona alla sua porta circa 90 minuti dopo, la voce al telefono non rispecchiava certamente il suo aspetto, per altro molto poco rassicurante, ma se quell’uomo poteva essere la sua momentanea via di uscita era il benvenuto.
Lo sconosciuto di fatto un navigato strozzino squadra Antonella da capo a piedi, una giovane donna mora di circa 35 anni, una terza di seno ed un culo tutto da guardare (e non solo pensò l’uomo in preda ad un crescente interesse).
"20.000 euro sono una bella cifra." - le dice dopo sbrigativi convenevoli.
"Io te li posso anche procurare, ma tu, cosa sei disposta a fare?", “Oltre, ovviamente, a restituirli con un interesse pari al 10 % mensile”.
"Qualsiasi cosa." - risponde lei di getto in preda alla paura che il marito possa scoprire quello che sta accadendo.
Lui rimane pensieroso per qualche istante, poi, fissandola le dice;
"Ti voglio scopare."
Lei rimane attonita e gli urla "Vaffanculo."
"Vaffanculo tu, stronza."
"Non sei nelle condizioni di dettare condizioni e neanche di poterti rivolgere a tuo marito, se lo scopre ti sbatte fuori di casa, troia."
“In quest’ultima ipotesi la prossima volta potresti dovermi chiedere un lavoro.”
“Le strade sono piene di puttane come tè.”
L’uomo senza dire altro e con un ghigno sulle labbra esce sbattendo la porta, tornandosene da dove era venuto.
Antonella è agitata e disperata, la sera cerca di evitare le attenzioni e lo sguardo indagatore di Luciano che si rende conto che qualcosa non va.
La moglie si giustifica dando la colpa ad un malessere che sono giorni che la tormenta e che probabilmente a causa dello stesso si dovrà recare dal medico.
Nei giorni che seguono lei bussa ad altre porte, che puntualmente le si richiudono in faccia.
Non avendo, purtroppo, altra scelta, una sera prende il coraggio e richiama lo strozzino.
Lui si dimostra sprezzante ed irremovibile, i soldi è disposto a darglieli, ma la vuole scopare a suo piacimento.
L’indomani l'uomo si presenta a casa sua per prendere accordi, le fa firmare alcuni fogli e quando lei si alza dalla sedia per mandarlo via lui la schiaffeggia violentemente spingendola sul divano.
"Calma, non c'è fretta. Ora mi dai un acconto. Il resto me lo dai domani quando ti do i soldi." - e così dicendo libera dai pantaloni un cazzo turgido ed arrossato.
"Dai troia datti da fare, fammi vedere cosa sai fare."
Le mette una mano sulla nuca e le spinge con violenza il cazzo in bocca. "Dai cazzo, mettici un po' di impegno, spompinami come si deve."
Lei angosciata succhia il cazzo e ruota la lingua sulla turgida cappella che le dilata la bocca e le si affonda nella gola provocandole conati di vomito.
A tratti lui le sfila il cazzo dalla gola e ci mette la sua lingua per poi tornare a scoparla in bocca, "Dai stronza continua così, dai che ti sborro in bocca. La devi bere tutta."
Dopo l’ennesima serie di affondi nella calda bocca della donna lo strozzino le spinge il cazzo in gola e inizia a schizzare fiotti di abbondante sborra calda.
"Bevi troia, bevi." - le dice tenendole serrata la testa.
Umiliata e costretta ad ingoiare tutto, lei si sente distrutta, nonché, in preda alla vergogna ed alla voglia di vomitare.
Il marito non la costringe a fare cose che lei non vuole, quindi i pompini non sono una sua abitudine.
"Spero solo che non sia l'inizio di un incubo." – pensò Antonella.
L'uomo, non ancora totalmente soddisfatto, con il solito ghigno disegnato sul volto la solleva dal pavimento dove era stata inginocchiata sino ad allora e senza dire una parola le mette nuovamente la lingua in bocca, contemporaneamente, spostando con un repentino movimento della mano gli slip della donna, le affonda violentemente un dito nel culo.
"Brutta troia te lo scasso tutto." - le dice con la voce rauca per l'eccitazione.
La solleva di peso afferrandola per le natiche e la porta in cucina.
Arrivati nella stanza la piega a 90 gradi sul tavolo sussurrandole all'orecchio "Ora ti spacco il culo mia bella signora."
"No, il culo no." - urla lei ansimando in preda al panico.
"Apri le natiche troia." - le grida colpendola violentemente su di esse.
"No...ti prego...non voglio...” - dice lei.
"Te l'ho detto che ti scassavo tutto. Li vuoi i soldi?", chiede ironico, "allora stai ferma."
"No ti prego..."
"Vaffanculo mi hai stufato"
"Ok! Però niente soldi." - dice ridendo l'aguzzino.
"No, no, va bene." - dice lei dopo un minuto, singhiozzando e piangendo, "Però non farmi male."
"Va bene cosa?"
"Fammi.......quello che vuoi."
"Ora me lo devi chiedere per favore."
In quel momento lei capisce dove il bastardo vuole arrivare.
Vuole arraparsi, vuole che lo implori.
Allargandosi le natiche con le mani e continuando a singhiozzare gli disse "Dai bastardo rompimi e fottimi il culo."
"Brava, così va bene, cominci a ragionare.", nel frattempo le dita nel suo culo sono diventate due, aumentando il dolore ed i lamenti.
"Troia, ora ci metto il cazzo, vedrai come urli!"
E’ tutto vero, l’uomo appoggia la cappella sullo stretto ed inviolato buco del culo e, non senza fatica, lo allarga rompe senza ritegno.
Lei inizia ad urlare forte, ma più grida più l'uomo eccitato la stantuffa senza pietà, le dà colpi fortissimi ansimando, finché ad un tratto lo sente rallentare a poco a poco fino a fermarsi con il suo cazzo ben piantato nelle viscere.
Incomincia a darle forti colpi sulle natiche con il dorso delle mani, obbligando, per riflesso, la donna a contrarre lo sfintere.
Il piacere che tali contrazioni provocano al cazzo dell’uomo sono inversamente proporzionali al dolore acuto ed al bruciore che provocano al culo di Antonella.
"Puttana, puttana, mi fai sborrare." dice l'uomo in preda alla libido.
“Aaaaaaaa, mi fai male, fermati, fermati, aaaaaaaaaaaa”
"Ohhhhhh, ti sborro dentroooo."
In un attimo lui le inonda le viscere, lei sente lo sperma bollente colare lungo le sue cosce. L'uomo ansimante si sfila dal culo violato, la fa voltare verso di lui e le caccia il cazzo in bocca.
"Succhia, succhia puttana, pulisci anche i coglioni, altrimenti te lo lascio in bocca fino a che non si indurisce di nuovo."
Una volta soddisfatto l'uomo si ricompone compiaciuto.
"Sei un fottuto bastardo, non l'ho mai dato neanche al mio uomo."
"Perché tuo marito è un coglione. Da me invece ti fai inculare tutte le volte che voglio. Capito troia."
"Ci rivediamo domani, torno con i soldi e per prendermi il resto, ci vediamo bella signora."
La donna si accascia sul pavimento della cucina dolorante ed umiliata, prova tanta vergogna e nello stesso tempo un gran bisogno di sentire la voce dell'uomo che ama, di trovare un po’ di conforto.
Compone il suo numero di cellulare ed immediatamente sente la voce dolce e rassicurante del marito, mentre gli dice che lo ama il suo intestino, privo di controllo, di colpo scarica, imbrattando il pavimento della cucina, tutta la sborra ricevuta in culo pochi minuti prima.
Continua ......................
End Notes:
Essendo un principiante invito tutti coloro che leggeranno gli episodi che compongono questa storia ad espormi liberamente le loro critiche, suggerimenti, impressioni, ecc.
Gradirei conoscere in modo particolare il punto di vista femminile in merito all’evolversi della storia.

silvereyem@hotmail.it
Questo racconto è attualmente archiviato su http://www.raccontimilu.com/viewstory.php?sid=35504