i racconti di Milu
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2 dicembre 2008

Ho sempre ritenuto di essere superiore alle persone che la mattina per prima cosa accendono il telefonino e verificano se hanno qualche ricevuto messaggio, o magari mandano qualche sms qua e là come augurio di buon risveglio.
Molto però è cambiato in questo periodo, complice l’acquisto dell’Iphone.
Ormai i gesti appartengono alla routine, così mentre mi sto dedicando alla colazione verifico subito i messaggio di posta elettronica.
Il messaggio che trovo stamani è veramente curioso: “Salve...Il racconto ke ha scritto mi ha eccitato tantissimo... complimenti!!!”
Si riferisce sicuramente al racconto “Cronologia di un Incontro” che ho pubblicato ieri su questo sito.
Mi è capitato di ricevere messaggi contenenti commenti sui miei scritti, ma solitamente sono più spinti verso la critica volgare piuttosto che verso l’elogio positivo. Inoltre mi incuriosisce ancor di più il fatto che il mio interlocutore… mi dia del lei!

Eccolo qui, il classico 35enne ferito nell’orgoglio da una ragazza sicuramente giovane e che ci tiene a farlo notare scrivendo con lo slang dei giovani (Ke) e dandomi del lei!
Eppure mi piace l’idea, mi piace la situazione, mi immagino questa bella e giovane ragazza seduta davanti al pc… e inizio a sognare!

- Ciao
- Buona sera
- Ci siamo conosciuti poche ore fa. Il mio nick è Complice1973, ho 35 anni e scrivo racconti erotici. So che uno ti è piaciuto.
- Sì, l’ho letto ieri notte… sa, non riuscivo a prendere sonno, il mio fidanzato non c’era e ho pensato di farmi un giretto sul mio sito di racconti erotici preferito. Non mi aspettavo che lei…
- … che io comparissi così, per magia nella tua stanza?
- Esatto! Mi ha fatto un po’ di paura!
- Non preoccuparti: io sono quello che scrivo.
Detto questo mi avvicino a e con il dorso della mano faccio una delicata carezza alla guancia della ragazza.
Il luogo in cui ci troviamo non è certo l’alcova d’amore degna di un racconto erotico: è l’una di notte, l’aria è fredda perché il riscaldamento della casa è già spento da un pezzo, l’unica luce accesa è quella della lampada sulla scrivania e il monitor del pc dove, parola dopo parola, ancora il mio racconto riempie il video.
La ragazza che vedo è ben diversa da come l’avevo immaginata. Chissà per quale motivo gli amanti della letteratura erotica sperano che le lettrici siano un po’ come le ragazze inserite nei racconti: ammiccanti, bellissime, sempre poco vestite e magari anche già belle che eccitate. Vedo invece una ragazza semplicissima, con un velo di trucco ormai confuso dalla lunga giornata di studio/lavoro, vestita con la classica tuta antistupro che in queste sere di inizio dicembre tiene caldi quando altro calore non c’è!
Quello che però il primo sguardo non vede emerge appena i miei occhi si abituano al buio della stanza: sopraciglia curate, mani affusolate e pelle morbidissima, due occhi svegli nonostante l’ora e un dolce profumo che ha pervaso la stanza.
- Sei comparso nella mia stanza da letto in piena notte solo per guardarmi e per una carezza?
Ora la forma è già cambiata: il “lei” ha lasciato il posto al “tu” e leggo negli occhi della ragazza il desiderio che l’ha spinta a navigare questa sera sul sito di IoMilù
Avvicina le sue labbra alle mie e mi offre un bacio carnoso e pieno, solleticandomi appena le lingua con la sua.
Mi accorgo dal rumore di acqua proveniente dal bagno che la ragazza stava preparando la vasca. La prendo per mano la invito a seguirmi. Seguendo il rumore mi dirigo verso la stanza del bagno. Apro delicatamente a porta per non far uscire il calore che proviene dalla vasca e mi infilo nella stanza seguito dalla ragazza.
Torno a girarmi verso di lei e a questo punto sono io a baciarla. Le infilo la lingua in bocca con un desiderio tale che finisco col leccarle anche gli occhi, i lobi delle orecchie e il collo. Nel frattempo le mie mani hanno raggiunto l’apertura della tuta e le hanno liberato i seni. Ecco l’immagine che cercavo e sognavo: i seni sono di una misura consona con il mio desiderio ma soprattutto tonici e ben sollevati. Inizio a massaggiare con una mano i capezzoli mentre con l’altra avvolgo il corpo sino a raggiungere le spalle, Con un movimento del braccio le sfilo prima una manica della tuta, poi l’altra e questa inizia a scivolare verso il basso, liberando il petto prosperoso della fanciulla, che, intanto, ha iniziato a sbottonarmi prima l’abito, poi la camicia.
Il resto dei vestiti scompare da solo e rimaniamo nudi uno di fronte all’altra, stringendoci e baciandoci , accarezzandoci l’un l’altro la schiena, i glutei, il petto…
Mi siedo sul bordo della vasca, la tiro a me, affondo il mio volto tra suoi seni, prendo in bocca un capezzolo e inizio a succhiarlo con avidità. Lei infila una gamba tra le mie e si abbassa fino a che appoggia la sua rosellina calda e bagnata sulla mia coscia. Inizia un movimento oscillatorio del bacino che porta il suo fiore a schiudersi sulla pelle dalla mia gamba. Posso sentirne le forme, il calore, il piacere…
Infilo una mano tra le sue cosce ma lei, con un movimento rapido, si alza e si infila nella vasca da bagno. La seguo e mi siedo dietro di lei, allargando le gambe e lasciando che lei si sdrai comodamente tra di esse. Si appoggia con la schiena al mio membro che è ovviamente durissimo e rimaniamo alcuni minuti così, baciandoci e accarezzandoci il volto, approfittando del calore dell’acqua per riscaldarci ancora di più. Ora però il desiderio di godere prende il sopravvento, mi sposto sul fianco e la faccio sfilare verso il fondo della vasca. Lei allarga le gambe e io con la mano le allargo per bene le grandi labbra, poi le infilo un dito nella passerina, poi due, poi tre… la sto massaggiando con sempre maggior vigore e lei mi chiede di essere leccata. Si siede sul bordo della vasca, io trovo una posizione comoda, lei mette una gamba sulla mia spalla ed io inizio a leccarle direttamente le piccole labbra, soffermandomi sul clitoride che trovo duro e caldissimo.
È una visone celestiale, lei perde copiosamente liquidi che rendono sempre più vischiosa e profumata la sua passera.
Mi alzo in piedi e lei finalmente prende in mano il mio uccello che ormai è rigido come un pezzo di legno di quercia. Lo massaggia per tutta la lunghezza con due mani, poi in un colpo lo fa sparire nella sua bocca e poi lo fa riemergere come in un’operazione di subacquea.
Voglio scopare.
Esco dalla vasca e cerco tra i miei vestiti il preservativo. Lei non aspetta e vuole godere, per cui ha iniziato a masturbarsi rimanendo con i piedi nell’acqua calda e la schiena appoggiata alla parete.
- Vieni vicino a me, inizio ad avere freddo.
Non me lo faccio ripetere: infilo il preservativo e con un colpo secco e deciso infilo il mio membro fino a riempirla. Posso sentire il suo cuore battere attraverso le pareti della vagina dal gran che è eccitata. Io ora la sto sbattendo contro la parete senza ritegno e lei non smette di toccarsi il clitoride e di portarsi i succhi del proprio piacere alla bocca.
Mi fermo ogni tanto per evitare di venire: non voglio che lei resti insoddisfatta e attendo che sia lei a dirmi nell’orecchio con un filo di voce:
- Non fermarti, sto per venire…
Allora mi lascio andare e con gli ultimi colpi vengo provando un piacere immenso.
Anche lei rallenta il ritmo del suo respiro fino a sospenderlo per un attimo in un gridolino di piacere inequivocabile.
Siamo spossati, l’acqua della vasca si è freddata allora apriamo la doccia sotto la quale io lavo delicatamente il suo corpo e lei il mio. Sorridiamo quando le mani si intrufolano simpaticamente dove prima si erano spinte con vigore…
Questo gioco ha fatto risalire in me ancora il desiderio e si vede dalla mia nuova erezione.
Ci avvolgiamo negli asciugamani e ci infiliamo nel letto coperto solo da un prezioso piumino… la notte è ancora lunga!

Dedicato a VB che mi ha contattato via mail

sognatore.73@libero.it