i racconti di Milu
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Indice
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In cam eri bella, bellissima, eccitante al punto giusto… piccante e desiderabile.
Quando ti sei spogliata per me la prima volta ho potuto vedere solo i tuoi seni, avvolti dalle mani piene di desiderio di tuo marito: sarei voluto essere con voi in quel momento, accarezzare, toccare, baciare…
Da quei primi incontri è passato tanto tempo e molto è cambiato.
Ora ci conosciamo, sappiamo quel che ha spinto ognuno di noi in questa pazza avventura, abbiamo imparato ad apprezzare la nostra amicizia, la nostra lealtà mista a rispettoso distacco.
Io racconto a voi cose che facevo fatica ad dire anche a me stesso… voi sapete di poter parlare liberamente con me dei vostri desideri e piaceri.
Ma ora siamo qui: i desideri e le fantasie si stanno per realizzare; le paure sono rimaste al di là della porta di una camera d’albergo che divide dal mondo esterno la follia di questa sera.
Tu mi hai atteso seduta sulla poltrona, fingendo interesse per le parole che escono dalla televisione accesa.
Luigi mi viene incontro, ci salutiamo… io incrocio il suo sguardo per pochi secondi ma subito i miei occhi vanno alla ricerca del tuo viso nella camera.
Ti vedo sorridente e luminosa, ma al contempo tesa come un bambino che aspetta di ricevere il regalo di compleanno. Leggo nei tuoi occhi il desiderio di concretizzare le tante parole spese sulle nostre fantasie.
Mi avvicino a te , ti saluto con un piccolo abbraccio e un delicato bacio sulle guance.
Sei bellissima! Non aspetto a dirtelo. Lo ripeto più volte rivolta a te e ad Luigi che ti guarda orgoglioso. Intravedo il tuo corpo sotto l’abito nero, lo immagino caldo e pronto ad accogliere le mie mani che presto ti toccheranno rendendoci felici. Indossi un paio di scarpe di vernice nera, tacco molto alto, slanciano il tuo corpo e rendono le tue gambe lisce e affusolate ancora più desiderabili.
Scambiamo due parole mentre fingiamo di essere interessati al gusto dei pasticcini che ho portato… Luigi è talmente agitato (ed io con lui) che riusciamo anche a rovesciare lo Champagne mentre lo versiamo… le mani tremano, il cuore palpita, già nei pantaloni cresce il desiderio che ho di te.
I tempi sono maturi per iniziare il gioco vero, quello duro, quello che da settimane immagino di giorno e sogno di notte.
L’imbarazzo iniziale è palpabile nell’aria: Luigi prende le redini della situazione e propone a tutti di spogliarci e rimanere in indumenti intimi per iniziare il massaggio.
Tu hai da sempre precisato che avresti voluto essere massaggiata da me… io ho sempre espresso il desiderio di poterlo fare… e proprio così inizia il nostro primo contatto fisico.
Ti spogli mentre io spoglio il mio corpo rimanendo in maglietta e boxer. Avrei preferito diversamente. Mi sarebbe piaciuto poterti togliere io, uno ad uno, gli indumenti che indossi, accostando ad ogni indumento tolto una carezza ed un sospiro.
Rimani davanti ai miei occhi in indumento intimo, ti sdrai prona sul letto ed attendi che io inizi con il massaggio.
- Ora comandi tu – ti dico in un orecchio – in qualunque momento tu lo dica, io mi fermerò! –
Appoggio una mano sulla schiena per sentire il tuo respiro. Il semplice tocco di essa provoca un aumento della frequenza respiratoria che però poi rallenta fino a farmi capire che sei rilassata e pronta per le mie mani.
Inizio il massaggio secondo la tecnica dello Shiatzu. Tocco prima delicatamente e poi con maggior forza i piedi, i polpacci, le cosce… Mentre passo da un punto all’altro accarezzo delicatamente la pelle liscia e vellutata del tuo corpo. Prendo le estremità tra le mie mani e le sollecito trazionandole: tu rispondi stringendo le mie mani come a non volerle lasciare andare più. Risalgo poi alla schiena che tocco con ancor più delicatezza, sempre accarezzando il tuo corpo con infinito desiderio.
- Girati se vuoi – Poche parole, sussurrate dolcemente nell’orecchio, con un filo di voce che lascia trasparire la voglia che avrei di prenderti senza pudore, senza freni, farti gridare dal piacere a dal dolore… stringerti tra le mie mani e riempirti della mia carne… ma è ancora presto… voglio che questi preliminari facciano crescere in te il desiderio di godere appieno del mio corpo.
Luigi si gode la scena seduto su una poltrona ai piedi del letto, chiedendomi ogni tanto il perché di alcune posizioni e di molte delle mosse che faccio sul tuo corpo. Io rispondo al lui con tono professionale ma poi mi rivolgo a te sempre e solo con parole dolci e rassicuranti, eccitanti!
Ora che ti sei girata, ti copri i seni con le mani, quasi vergognandoti del mio sguardo… è la prima volta che un uomo che non sia tuo marito ha il piacere di poterti guardare da vicino, toccare, accarezzare…
Io ti copro gli occhi con le mani, tu li chiudi e torni a pensare al piacere; ti abbandoni all’inibizione. Poggi le braccia lungo i fianchi ed io riprendo con il massaggio. Piedi, gambe, cosce, mani, braccia.. nuovamente posso toccare quello che fino ad oggi mi è stato solo concesso di vedere in uno sterile schermo di computer.
La mia eccitazione è tale da poter essere contenuta nei boxer e il mio membro a seconda delle posizioni, fa capolino emergendo con la punta, come fosse un sub in cerca di aria. Vorrei spogliarmi e liberarlo verso d te, mettendotelo in mano o in bocca ma non posso… aspetto ancora che il tuo desiderio cresca.
- Ti sei rilassata? -
- Sì, tantissimo -
- Ora se vuoi posso farti un massaggio tonificante -
- Sìììì… continua! -
- Ricordati che puoi fermarmi quando vuoi -
Torni a metterti prona. Prendo l’olio dalla vasca idromassaggio dove Luigi lo aveva immerso perché si scaldasse, mi ungo le mani, friziono leggermente e inizio il massaggio partendo dagli arti superiori. Salgo verso l’alto accarezzando con forza gli avambracci, le braccia, fino alle ascelle. Ripeto il massaggio più volte, infilandomi sempre più verso l’attaccatura dei seni che sfioro soltanto. Il tuo corpo accompagna i miei movimenti e ad ogni passaggio il tuo respiro si fa più o meno profondo a seconda della durata del mio gesto. Quando le tue mani incontrano le mie si chiudono su di esse nel tentativo di stringerle, ma io le rimetto distese lungo il tuo corpo, perché tu subisca passivamente il massaggio senza poter interagire.
Ora inizio la cura degli arti inferiori cospargendoli abbondantemente di olio tiepido e profumato. Parto dai piedi e risalgo fino ai polpacci. Poi dai polpacci lungo la cosce salgo fino ai glutei. Per non sporcare il perizoma ti chiedo se posso togliertelo e tu annuisci con piacere. Quando lo faccio mi rendo conto che la tua passerina, che ora posso vedere da dietro… piange! Sono lacrime di piacere che hanno già intriso le labbra e che vengono in superficie a lubrificare quello che tra poco io andrò a toccare. Riprendo il massaggio tonificando i glutei, poi la schiena risalendo fino al collo. Sono seduto di fianco a te, mi avvicino al tuo orecchio e sussurro – Sei pronta – Tu fa segno di sì con la testa allora io riparto con le due mani piene di olio dal polpaccio sino alla coscia e, mente con una risalgo lungo il fianco fino alla schiena e al collo, con l’atra mi infilo tra le gambe prima sfiorando e successivamente palpando i genitali in tutta la loro bellezza. Ora la mia mano è colma dei tuoi umori: posso ripetere l’operazione affondando sempre di più la nano nelle labbra fino sentire il respiro fermarsi.
Tuo marito si gode la scena da seduto
- Chiama Luigi vicino a te! -
Luigi si avvicina, tu ti giri perché io possa massaggiare anche la parte superiore e inizi a baciarlo.
Ormai non hai più nessuna inibizione e non ti vergogni più a mostrarti senza vestiti. Allarghi le gambe e lasci che io infili le mani tra di esse. Io ricomincio a massaggiare tutto il tuo corpo, partendo sempre dai polpacci fino ad arrivare al collo, ma ormai è evidente che il massaggio tradizionale ha lasciato il posto a qualcosa di ben più profondo ed erotico. Le mie mani si soffermano sempre più a lungo sulla passerina penetrandola più volte.
Sento il profumo dei tuoi umori che mi inondano il cervello. Sento il caldo del tuo corpo scaldare l’aria fredda della camera del motel.
Luigi capisce che ahi bisogno di una pausa e suggerisce a tutto di fare un bel bagno.
Si spostiamo nella vasca idro che tuo marito aveva già riempito con acqua molto calda, tu ti immergi facendo attenzione a non scivolare a causa dell’olio che ricopre ogni centimetro del tuo corpo.
Io mi spoglio e tu distogli lo sguardo dal mio pene duro come pietra per la forte eccitazione.
Mi siedo dietro di te, faccio appoggiare la tua nuca su un asciugamano tra le mie gambe e tu ora sei a poch centimetri dal mio membro eretto.
Cosa aspetti a prenderlo in bocca? Quando mi darai il piacere di sentire la tua lingua che accarezza l’asta e poi i testicoli? Quando potrò vedere il glade sparire tra le tue labbra?
Luigi ti lava con le mani delicatissime e anche lui s ferma a darti piacere tra le cosce per alcuni minuti.
Tu riprendi con il tuo canto di piacere fatto di sospiri, gridolini, urli lasciati a metà.
Usciamo dalla vasca per tornare sul letto, ci asciughiamo alcuni istanti, poi tu ti avventi subito sull’uccello di Luigi che trova piacere nell’essere succhiato dalla tua bocca. Io nel frattempo allargo le tue gambe e mi metto in posizione per vedere la passerina molto da vicino, toccandola e penetrandola con le dita.
- Apri le gambe che ora ti lecca la figa - dice Luigi, mentre tu continui a succhiarlo.
Il tuo – Noooo – è per me un – Sìììì – ed io, dò una profonda lappata alle piccole labbra sentendoti quasi urlare di piacere.
Ora i miei sensi sono appagati! Vedo il tuo fiore schiuso davanti i miei occhi, ne sento l’odore nel naso e il sapore sulla lingua scendermi lungo la gola risalendo fino al cervello, dove si imprime con una forza impressionante. Le mani giocano con il tuo buco riempiendolo e dilatandolo fino ad ispezionarlo in ogni dove.
Potrei leccarti all’infinto in questa posizione ma ogni tanto mi devo fermare per permetterti di riposare. Ogni volta che con la lingua sfioro lo sfintere anale tu reagisci aumentando il tono dei tuoi gridi e dicendo – Sto impazzendo… non capisco più nulla –
Luigi ti prende con forza e ti porta vicino a se per penetrarti. Il tuo lavoro di bocca lo ha già eccitato parecchio. Appena lui ti penetra io riprendo a toccarti il clitoride con le mani. Bastano pochi colpi per portarvi entrambi ad un orgasmo che ti lascia senza respiro. La tua agitazione momentanea dovuta al timore di essere stata riempita internamente dallo sperma di tuo marito che ti è venuto addosso viene mitigata dalle coccole di Luigi che ti pulisce con dolcezza. Ti calmi e ti rendi conto che lo sperma è solo all’esterno del tuo corpo allora ti butti nuovamente all’indietro donando ancora il tuo corpo a chi ti vuole far nuovamente godere.
Io riprendo a toccarti e poi a leccarti ovunque portandoti nuovamente all’apice del piacere con la lingua, con le mani…
Ti fermi.
Smetti per un momento di ansimare… di dire – Ancora – di cercare con le mani il mio uccello che è ancora duro… con le unghie i nostri corpi che amano essere graffiati dal tuo ardore.
Luigi mi chiede – E tu? Non hai goduto? –
Io sono al massimo dell’eccitazione e tu chiedi ad Luigi di poter fare quello che ti pare di me, senza che lui giudichi, che lui abbia dispiacere.
Luigi ti tranquillizza e tu, dopo avermi fatto mettere il preservativo, vieni sopra di me e cali finalmente la tua calda bocca sul mio uccello che non chiedeva altro. Lo sento scivolare tra le labbra, accarezzare dalla lingua, succhiare e levigare…
È un attimo che dura ore o ore che sembrano un secondo: mi ritrovo catapultato in un mondo dove il tempo è relativo e quel che sembra una rapida sega risulta essere una lunga e protratta stimolazione del mio membro, che gradisce per infiniti attimi delle tue attenzioni.
Sento salire il desiderio di penetrarti ma so che non posso, non devo… chiudo gli occhi e mi immagino di nuovo il sapore l’immagine della tua calda passerina davanti a me… li riapro e ti vedo nuovamente godere per mano di Luigi che ti sta penetrando di nuovo da dietro, riempiendoti con le mani, accarezzandoti… rendendoti ancora più felice mentre vedi il mio sperma uscire dalla punta e riempire il sacchetto del preservativo.
Coccole..
Coccole..
Riprendiamo a farci carezze e complimenti gli uni agli altri certi di aver dato e ricevuto piacere e soddisfazione.
Mi rivesto e vi lascio, nudi sul letto, coperti da un asciugamano, perché godiate di un ultimo momento di solitudine, parole, carezze…
Torno nella mia camera sperando di aver adempiuto al mio dovere, di averti donato quello che cercavi, di non aver preteso ciò che non mi spettava, di essere ancora nel vostro animo gradito e richiesto per la prossima occasione, la prossima avventura.



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