i racconti di Milu
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Appuntamento alle 9.00 per colazione, passeggiata tra i boschi, pranzo in agriturismo, rientro nel primo pomeriggio.
Questo in teoria il programma. In pratica eccomi qui.
Non sento il fresco dell’aria umida del sottobosco, ma scorrere lungo il mio corpo le gocce della doccia che tentano di lavar via il segni del sesso che abbiamo appena consumato; non sento il cinguettio degli uccellini nel sottobosco ma il rumore dell’idromassaggio che ci ha coccolati con la sua delicatezza, che ci ha accolti mentre il cibo era il pane ma io mi nutrivo di te e tu di me; non sento il profumo dell’erba tagliata, ma l’acre sapore dei tuoi umori ancora nella mia bocca.
Volevo stupirti, volevo passare un giorno a corteggiarti, a coccolarti, camminare con te per sentieri di montagna, abbracciati come due innamorati, ma la nostra condizione di coppia irregolare non può avere un’immagine pubblica che vada oltre al bere un caffè sul posto di lavoro. L’idea di dover nascondere il desiderio di toccarti, il dover frenare la passione che vorrebbe trascinarti tra le mie braccia, ad ogni passo, ad ogni angolo di strada… quell’idea mi rende teso al tuo fianco.
Soffro quando sali in macchina e non posso baciarti. Soffro quando ci salutiamo e la mente deve lottare contro i nostri corpi che si attraggono come due magneti di polo opposto.
L’idea di passare una mattina così, tra baci fugali e sguardi maliziosi… sto male.
Volevo stupirti, volevo regalarti una mattina piena di natura e di freschezza…



Ho atteso per infiniti attimi l’arrivo del pullman che ti ha portata da me. Ho combattuto contro il desiderio di chiamarti al cellulare, per non sembrare ansioso, per essere uomo… ma il mio corpo gioca contro di me, la mia mente, che normalmente non accetta il vuoto, non riusciva a trovare un motivo all’attesa, anche se minima. “L’adrenalina sale con lo scorrere dei secondi” fino a quando ho sentito il rumore inconfondibile del mezzo che ti ha portata da me.
Sei scesa serena, sicura di te, come se la fermata non fosse tra le mie braccia ma sotto il tuo ufficio, hai aperto la portiera posteriore, sistemato le tue cose sul sedile che ha già conosciuto il tuo corpo nudo. Sei sempre bellissima quando ti vedo, nella tua semplicità riesci sempre a stupirmi.
“Non sono la ragazza sofisticata che descrivi sempre nei tuoi racconti”
E’ vero. Ho sempre fantasticato di donne bellissime e curate nei minimi dettagli, ben vestite, con completini intimi degni di un rivista di moda e il portamento da “Il diavolo veste Prada”. Il destino mi ha riservato una ragazza semplicissima che, dentro ad un involucro di dolcezza, nasconde la carica di un uragano!
Sentivo le mani tremare, il mio orgoglio maschile già mi faceva pulsare di desiderio. Il tuo abito, per me, non c’era. Il tuo intimo… nemmeno. Quando sei scesa dal pullman per me eri già nuda. Conosco il tuo corpo, lo vedo sotto i tuoi vestiti come se fossero trasparenti. Quasi mi imbarazzo quando ti squadro da capo a piedi e, come una macchina a raggi x, posso vedere la pelle delicata dei tuoi seni, i peli del pube, i morbidi glutei… quando ti guardo mentre cammini, tu sai che ti sto desiderando e ti ecciti, prepari il tuo corpo a ricevermi.

Sei salita in macchina e siamo partiti subito, per non dare nell’occhio, e la mia sofferenza si è fatta fisica. Il fatto di non poterti baciare o abbracciare ha reso il mio corpo debole, attraversato da mille brividi che mi invadevano i muscoli del corpo quasi impedendomi di guidare.

Abbiamo percorso alcuni chilometri spostandoci verso la periferia e, finalmente, ho fermato la macchina in un punto riparato da sguardi indiscreti.

Lo sapevi, aspettavi questo momento. Lo faccio sempre e l’ho fatto anche questa volta. Ho spento il motore, o messo il mio viso di fronte al tuo. L’umido delle nostre bocche si è ritrovato dopo tanta attesa. Il brivido di passione ha potuto abbandonare i miei muscoli tesi e risalire, in modo brusco e violento, fino al volto che tu hai accarezzato. Ti ho stretta tra le mie braccia per quanto la posizione scomoda permettesse, ho accarezzato il tuo corpo saggiando delicatamente le rotondità dei seni, la schiena arcuata verso di me, la pelle vellutata delle gambe che hai schiuso quasi invitandomi a risalire fino alle cosce. Ti ho guardato negli occhi mentre con un movimento delicato ma deciso ho palpato la tua femminilità attraverso i vestiti, sentendoti fremere per il desiderio e gioire della mia irruenza. Ho avvertito l’umidità dei tuoi umori attraverso gli indumenti, ho capito il livello di eccitazione raggiunto per via dell’attesa di questo momento…

“Che intenzioni abbiamo oggi?”

“Decidi tu!”

“Non voglio che il nostro rapporto diventi ripetitivo, ma non voglio nemmeno passare tutto il giorno camminando al tuo fianco senza poterti abbracciare e baciare ad ogni passo…”

“E’ vero, non mi sentirei serena nemmeno io”

“Fidati di me… ti farò sentire la mia regina per tutto il tempo che vorrai!”

L’agriturismo che doveva essere solo il punto di partenza della nostra passeggiata è diventato meta e nido della giornata. Pochi istanti per sbrigare la burocrazia e siamo entrati nella stanza da letto.

Non potevo immaginare che fosse così bella ed attrezzata: la camera era estremamente confortevole, molto luminosa a differenza dei soliti motel semibui, addobbata con fiori freschi e piante verdi. Dal balconcino con ringhiera di legno si poteva dar piacere ai propri occhi guardando il panorama dolomitico. Il rumore prodotto dall’acqua del torrente sembrava coprire ogni alta suono provenire dallo stabile. In lontananza un contadino lavorava nel campo mentre il cane abbaiava allarmato per il rumore della falciaerba.

Mi sono girato verso di te e ti ho vista nel bagno davanti al lavandino rinfrescarti il volto. Mi sono avvicinato e ho incrociato il tuo sguardo attraverso lo specchio, abbracciandoti da dietro.

L’eccitazione è salita immediatamente. Il tuo bacio mi ha raggiunto ed invaso la mente come al solito. Il movimento delle lingue si è fatto intenso, frenetico. Le mie mani hanno nuovamente seguito il tuo profilo, sfiorando appena i seni sono sceso lungo i fianchi fino a raggiungere le cosce nude e lisce. Risalendo ho portato con me il tuo vestito, lasciandoti seminuda tra le mie mani. Hai sollevato le braccia, ho fatto scivolare l’abito sopra la testa stringendolo subito sopra di essa, impedendoti di sfilarlo.

“Sei in mio potere”.

Ho fatto calare parte del vestito sui tuoi occhi

Così bloccata ti ho accompagnata facendoti indietreggiare sul letto e, delicatamente, ti ho fatta sdraiare. Hai provato a liberarti ma un gesto semplice delle mie mani ti ha rimesso nella condizione di buio, le mani bloccate sopra la testa. Ho iniziato a baciare il tuo corpo, partendo dal collo, libero dal vestito, il mento… ho scostato la gonna per baciarti le labbra, le hai aperte per farne uscire la lingua che ho lasciato scivolare nella mia bocca. Mentre ti baciavo mi sono liberato dei pochi vestiti che indossavo ed ho ripreso a salire e scendere con i miei dolci baci lungo il tuo corpo… lo sterno, uno ad uno i seni ancora avvolti dal tuo reggiseno rosa… l’addome, i fianchi… le tue gambe sfacciatamente aperte mi lasciavano intendere che il piacere già ti aveva invaso, le mutandine completamente fradice erano per i miei occhi un toccasana e per la mia eccitazione un viagra naturale.

Mi sono girato con il corpo ed ho ripreso a baciarti ripartendo dalla bocca, giù giù fino a raggiungere i piedi mentre, scendendo, ho portato con me il tuo indumento più intimo. La tua gemma è apparsa davanti al mio volto con tutto il suo splendore mentre ho sentito le tue mani, liberatesi dalle briglia della mia improvvisata corda, accarezzarmi i glutei, le gambe, alla ricerca maliziosa del mio membro. Pochi movimenti attorno ad esso. Ho sentito l’umido delle labbra avvolgerlo e il calore della bocca confortarlo. Un attimo di crisi mi ha invaso quando ho dovuto resistere alla tentazione di spingere il bacino verso il tuo volto per penetrarti fino in gola, sapendo che la posizione ti avrebbe impedito di spostarti nel caso non ti piacesse.

Ho accarezzato dolcemente le labbra più intime, divaricandole delicatamente in modo da far emergere la carne del tuo e mio piacere. L’umido degli umori ha invaso il mio volto richiamandolo come una pianta carnivora attira gli insetti. Non ho potuto fare a meno di baciare quei petali delicati facendo fremere di piacere il tuo corpo. Il caldo ha confortato le mie labbra, il tuo sapore ha saziato il mio appetito… gli stimoli reciproci che ci stavamo donando stavano appagando in modo irruente i nostri corpi che da tanto si cercavano, si aspettavano.

Mi sono lasciato cadere sul fianco seguito dal tuo corpo sopra di me. Ancora ho avuto il piacere di tornare a vedere davanti al mio volto la tua natura così bella e saporita. Ancora ho potuto affondare in essa il mio volto, le mani, le dita fino in profondità per farti gemere di piacere e di desiderio. Ho ricercato la rugosità delle pareti, ho accarezzato con il pollice il clitoride completamente esposto davanti ai miei occhi… ho sentito il tuo grido di piacere ed ho ripreso a leccarti e baciarti proprio nel punto più sensibile fino a farti raggiungere l’apice del piacere. Il tuo respiro si è fatto frenetico, il tuo corpo sfuggevole… ho afferrato i fianchi e li ho stretti a me per impedirti di scappare, ho incollato le mie labbra alle tue, ho raccolto i tuoi umori che colavano nella mia bocca… ho sentito il tuo piacere invadere prima il tuo corpo ma poi trasferirsi nel mio, complice le tue sempre più profonde manipolazioni sul mio membro. L’apice del piacere lo abbiamo raggiunto insieme, io tra le tue labbra, tu poggiata senza forze sul mio volto. Hai proseguito a coccolare la mia carne a lungo dopo l’orgasmo, riempiendo di stimoli il nerboruto oggetto del mio e tuo desiderio, pulendolo da ogni goccia di seme nutrendoti di esso. Lo hai mantenuto rigido con le tue attenzioni, donandomi attimi di piacere alternati al altri di dolore. Ti ho sentito mentre mi stringevi a te, portandomi ancora a riempirti la bocca fino in fondo, prendendoti cura dei miei gioielli tra le gambe… Ho chiuso gli occhi e ti ho sentito scivolare per alcuni istanti via da me. Nell’attimo del piacere assoluto ho perso quasi la cognizione del tempo, la percezione di quel che stavi facendo… tutto era per me confusione… le tue mani che mi toccavano ancora e ancora dopo l’orgasmo erano per me un insieme di stimoli indefiniti, al punto di non rendermi conto, tra una carezza e l’atra, di ritrovarmi nuovamente dentro al tuo corpo. Ho riaperto gli occhi e il tuo viso godente stava sopra al mio mentre il mio membro aveva iniziato a penetrarti profondamente. Il dolore superficiale del glande, già fortemente stimolato dalla tua bocca, ha lasciato subito il posto ad un piacere profondo, quasi infinito. Gradualmente gli stimoli superficiali, anestetizzati dal precedente rapporto, hanno ripreso ad invadermi prima il corpo, poi la mente. Ho sentito nuovamente il desiderio di godere e di farti godere. Ho visto il tuo corpo attraverso lo specchio sulla parete poggiarsi sul mio, riempirsi della mia carne con movimenti a volte dolci, a volte violenti. I glutei completamente divaricati hanno lasciato spazio di manovra alle mie mani che, ricche degli umori grondanti da te, hanno potuto accarezzarti i genitali esterni, il perineo, il piccolo e delizioso buchetto che tanto mi ha sempre attratto. Ad ogni passaggio del mio membro nella tuo fiore ho fatto corrispondere una piccola spinta con un dito nel tuo buchetto, sentendo la risposta del tuo corpo sempre più rilassato e desideroso di nuovi piaceri.

Ho abbandonato di scatto quella posizione. Il mio desiderio di vederti godere era troppo grande da permettermi di rimanere sotto di te.

Si siamo alzati, tu ti sei lasciata trascinare in fondo al letto, con le gambe completamente divaricate e la tua natura schiusa e fremente davanti ai miei occhi, al mio fusto nerboruto.

Sono sceso dal letto e ti ho penetrato tirandoti dolcemente ma con decisione verso di me.

Mi sono fermato quando la penetrazione è stata completa. Il tuo grido di piacere è stato molto, molto emozionante! Hai aperto gli occhi e mi hai guardato, come per chiedermi il perché del mio arresto. Mi sono fermato a sentire il tuo cuore battere attraverso le pareti interne del tuo corpo…

Ho sentito pulsare tutta la tua femminilità attorno al mio membro.

“Ti sto facendo male?”

“Mi stai facendo godere come non mai!!!”

Ho ripreso a pugnalarti con la mia arma, ogni colpo è stato portato fino in fondo, quasi con violenza… ad ogni colpo sentivo la punta della mia arma toccare la tua parete interna, il tuo respiro rallentare, il tuo grido di piacere riempire il silenzio della stanza…

Ho sentito il calore dell’orgasmo invadermi nuovamente. Partire dalla testa che scoppiava, passare attraverso i testicoli e poi lungo tutti gli organi interni ed esterni. Il mio rantolo si è unito alla tua voce nella stanza… la sensazione nuovamente umida e calda del mio seme attorno al mio membro… dentro di te… … nessuna parola può descrivere



Il caldo flusso dell’acqua della vasca idromassaggio ha coccolato la pelle che dei nostri corpi.

Il dolce profumo delle essenze usate ha sovrastato solo esternamente il profumo dei nostri umori



Ora sono sotto la doccia, e sento ancora il tuo corpo avvicinarsi, le tue mani cercarmi… tu puoi ancora trovare il mio maschio vigore pronto per le tue attenzioni.

Mentre mi lavo mi giro verso di te che mi hai raggiunto per baciarti. Tu accarezzi il mio membro con una delicatezza ed una femminilità tale da eccitarlo nuovamente.

Ti stringo, ti tocco, sei bagnata fuori quanto dentro.

Ti accolli alla parete, mi avvolgi con una gamba… nuovamente sono dentro di te. Nuovamente i nostri corpi si donano piacere reciproco.

Fatico a non scivolare ma la posizione è tanto, troppo stimolate.

Sento il corpo del mio pene che, entrando ed uscendo più volte dalla tua vagina, ti divarica le piccole labbra, stimolandoti tutte le parti esterne. In particolare il clitoride viene più volte toccato e coccolato dal glande che poi penetra al tuo interno, fino a che i nostri addomi si possono incontrare.

Ti stringo, ti rilascio…

Siamo stremati dal questa mattinata di sesso e di coccole, ma il desiderio è tale che continuo a penetrarti fino a sentire nuovamente il nostro corpo godere, riempirsi di umori misti del mio seme, che cola lungo l’asta fino gocciolare misto all’acqua della doccia.

Rimango a lungo dentro di te.

Non vorrei uscire nemmeno quando l’erezione mi abbandona.

Ci baciamo a lungo

Un bacio caldo.

Qui possiamo

Nell’intimità di una stanza possiamo lasciare che i nostri corpi si incontrano

Fino al prossimo giorno

Fino alla prossima gioia!



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