i racconti di Milu
racconti erotici per adulti

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Questa storia ha un inizio atipico.

Nei miei racconti ho sempre riportato le mie avventure, riviste secondo i mie gusti e le mie fantasie, ma comunque con un fondo di realtà e di vita vissuta. Eccomi quindi a raccontare di contatti ricevuti in posta elettronica da coppie in cerca di divertimento alternativo, reale o virtuale che sia. Tutti questi primi contatti avevano però sempre avuto un denominatore comune: a fare il primo passo era l’uomo della coppia. Mai a rispondere alla mia mail o addirittura al primo contatto in messenger era stata la “lei.

Qualche settimana fa, in una mattina come le altre, prima di uscire per il mio giro clienti verificai come al solito la posta elettronica ufficiale (quella del lavoro e delle mia amicizie quotidiane) e a seguire la posta della mia “second life”, fatta di contatti piccanti con i miei lettori/lettrici, le coppie con cui ho avuto storie, le singole con le quali ho rapporti, ecc.. La sera precedente avevo pubblicato un nuovo racconto sul sito che frequento abitualmente e ne avevo mandato copia ad alcuni miei lettori con i quali ho un rapporto diretto. Le risposte non i erano fatte attendere, alcune già tramite SMS la notte stessa della pubblicazione.

Feci anche un piccolo passaggio in messenger per verificare se la sera precedente avessi ricevuto qualche messaggio istantaneo non in linea… tanto alla mattina i contatti erano quasi sempre spenti…

Con stupore invece vidi… “Lucia… e Danilo - occupato”

Avevo inserito questo contatto non so più quante settimane prima sicuramente per caso… non avevo mai visto però il contatto online: decisi di mandare un messaggio rapido:

“Ciao”

La risposta non si fece attendere

“Ciao”

I dialoghi iniziali che si fanno in messenger con un nuovo contatto sono più o meno sempre gli stessi: si finge di essere amici da sempre, si chiede “come va?”, “dove sei?”, “passata bene la giornata?”… in realtà le domande che si vorrebbero fare sono ben diverse: “Perché sei in Messenger con una tua foto nuda?”, “Ti piace essere vista?”, “Vorresti essere presa da più uomini contemporaneamente?”… e così via.

Io sono sempre stato molto diretto nella presentazione e, anche in quell’occasione, dissi subito:

“Ho scritto e pubblicato un racconto erotico ieri sera, te lo mando in posta elettronica”

La pausa che seguì mi lasciò fermo senza respirare alcuni minuti… poi l’immagine personale del contatto cambiò (prima era la solita… mucca che pascola sul prato inglese) ed ecco comparire il corpo magnifico di una donna in autoreggenti, con le mani appoggiate al muro in una posizione molto provocante: contatto on line!

“Lo leggerò appena avrò tempo”

Cambio di immagine: altra foto sempre più bella, poetica, sensuale… provocante!

“Le foto sono bellissime… difficile trovare parole per fare un complimento corretto”

“Grazie”

“Sei Lucia o Danilo?”

“Lucia”



Ecco cosa c’è di diverso in questa storia: il fatto di essere entrato in contatto da una lei di coppia, la quale gestisce i contatti direttamente non delegando il tutto al marito… ebbe un effetto vulcanico sul mio cervello!

Tra l’altro, viste le foto che continuavano a scorrere, la donna era un esemplare meraviglioso di femmina, estremamente sexy, per nulla volgare nelle pose davanti alla fotocamera, ripresa in ambienti sia chiusi che aperti… insomma: il paradiso per ogni uomo!



“Hai mai letto racconti erotici”

“Si certo…”

“Ma qualcuno ne ha mai scritti su di te, dedicati a te?”

“No, mai… Magari!”

Ancora il vulcano nella mia mente iniziò ad eruttare adrenalina in quantità, che va andarono stimolare il miei centri nervosi… vasi sanguigni che si gonfiano e si riempiono a dismisura… in tutti i distretti del corpo…

Le chiesi alcune informazioni sulla loro coppia, sulla loro esperienza di scambiamo e appresi da lei che erano una coppia agli inizi in questa avventura, che stava provando ad inserirsi in un mondo che li incuriosiva…

“Bene, appena possibile scriverò il racconto e te lo manderò in posta elettronica”

“Sono proprio curiosa… e lo sono anche le mie colleghe!”

“Complimenti ancora per le foto… e anche per le colleghe”



Uscii dalla chat e mi misi a scrivere



Il racconto che scrissi lo state leggendo



Oggi è il presente e sogno il nostro futuro.



Ci eravamo dati appuntamento alle 20.30 del venerdì alla fermata del pullman!

Arrivai all’appuntamento un poco stanco del lungo viaggio fatto per raggiungere il litorale, ma pieno di aspettative e desiderio.

Lucia arrivò a piedi accompagnata da altre due ragazze, molto giovani come lei, con le quali discuteva amorevolmente in una conversazione calma e rilassata. Evidentemente erano sue amiche abitudinarie e la scelta di farsi accompagnare da loro ad un appuntamento così… atipico… mi era parsa con un fondo di logica: meglio non rischiare con uno sconosciuto, anche se ormai gli incontri avuti in messenger avevano fatto di me, Danilo e Lucia… dei vecchi amici!! La decisione di incontrarci dal vivo era maturata durante i nostri contatti mattutini: Lucia si collegava dall’ufficio e in più occasioni mi aveva fatto notare che le sue colleghe leggevano curiose le nostre conversazioni.

Parcheggiai la macchina con le quattro frecce in divieto plateale, anche e soprattutto per far capire che non era mia intenzione fermarmi a lungo in quella situazione. Mi diressi verso il gruppo di ragazze che si avvicinava al luogo dell’appuntamento. Appena i miei occhi incrociarono quelli di Lucia lei mi sorrise ed io pure, le sue amiche scoppiarono in una risatina complice… evidentemente erano al corrente di tutto.

Raggiunte le ragazze potei vedere da vicino il viso della donna che mi aveva ammaliato con le sue parole, le sue immagini, la sua voce nei mesi precedenti: era bellissima, solare, con i capelli ordinati nonostante l’ora avanzata della giornata… emanava un profumo delizioso, dolce e fruttato.

La baciai dolcemente sulle guance, strinsi la mano alle sue amiche e feci i dovuti convenevoli con esse.

In pochi minuti la tensione iniziale si sciolse e la mia proposta di andare tutti a bere un caffè in un bar poco distante apparve molto sensata. Salimmo in macchina tutti e quattro e partimmo per il breve tragitto che ci portò al Bar Marina, lungo il litorale.

Già in macchina le battutine e i doppi sensi sulle nostre i intenzioni non si contavano. Durante la breve pausa al caffè il discorso divenne sempre più esplicito fino ad arrivare a domande del tipo:

“Ma è vero che con quelle mani sai fare i massaggi erotici?”, “Abbiamo visto in ufficio le tue foto in ufficio”, “i tuoi racconti sono piaciuti a tutte” e così via.

Il tempo a nostra disposizione era terminato. Se avessimo proseguito troppo in questo incontro preliminare che si stava facendo molto caldo avremmo fatto tardi e i nostri piani sarebbero saltati. Quel giorno era il compleanno di Danilo e Lucia aveva deciso di fargli un regalo: avrebbe finalmente realizzato il sogno di Danilo di fare sesso in tre.

L’idea era quella di recarsi al solito Motel a tema che loro già frequentavano quando volevano rendere più piccanti le serate di sesso. Danilo si sarebbe però ritrovato a sorpresa nella stanza oltre che Lucia anche me, da lei invitato per farle dei massaggi. In questo modo avremmo reso felici tutti i componenti del trio: Danilo, che in più occasioni aveva dato a capire a tutti che a lui sarebbe piaciuto vedere Lucia essere massaggiata e “scaldata” per bene da un altro prima di farci l’amore, Lucia, che nonostante dei tre fosse la più timorosa non vedeva l’ora di saziare la propria sete di esibizionismo facendo sesso davanti ad un'altra persona, e mia naturalmente, che dal massaggio erotico alle donne ho sempre tratto una grande soddisfazione personale. L’incontro al caffè tra me e Lucia era quindi solo l’ultima tappa organizzativa di un iter ben più lungo e meditato, utile solo per evitare di incontrarsi direttamente nel motel con il rischio di mandare all’aria tutto per un qualsiasi inconveniente.

Salutammo a questo punto le amiche di Lucia e, a piedi, ci incamminando verso il motel che distava solo pochi isolati.

Mi fermai qualche centinaio di metri prima del punto in cui lei aveva dato appuntamento a Danilo e rimasi ad osservare.

Danilo arrivò quasi subito, li vidi baciarsi ed incamminarsi senza perdere tempo verso la reception, parlare con l’impiegato, prendere le chiavi e salire.

A quel punto anch’io entrai, presi la camera che avevo già prenotato e pagato precedentemente, salii in stanza ed aspettai il messaggio concordato.

Feci appena in tempo a fare una doccia rinfrescante, ad indossare i vestiti comodi che uso quando faccio certi tipi di massaggi che il telefono squillò.



“Ora, camera 208 – vieni”



Andai nel corridoio, arrivai alla camera, e bussai.

Mi apri Danilo che, con gli occhi spalancati in uno sguardo stupito disse:

“Marco? Cosa ci fai qui?”

“Buon giorno, sono il massaggiatore del motel. La signora ha richiesto un massaggio defaticante, tonificante e rilassante. Se permette…”

La frase l’avevo studiata a memoria… mi veniva da ridere ma resistetti per non rovinare il gioco che Lucia aveva voluto rendere così reale… Feci solo un grande sorriso a Danilo che rispose “Prego, si accomodi… credo, a questo punto, che la signora la stia spettando”

Lucia era stesa sul letto, indossava solo reggiseno, perizoma e calze.

“Buon giorno signora. Per eseguire meglio il massaggio è bene che lei tolga le calze”

Lucia rispose al saluto ed eseguì l’ordine. Si alzò in piedi sul fianco del letto, si accarezzò i fianchi in modo molto erotico, infilò le dita sotto l’elastico delle autoreggenti, poi guardò Danilo per assicurarsi che stesse vedendo, mi fissò negli occhi e sfilò prima una calza gettandola a terra, poi l’altra, buttandola sui miei piedi.

“Avanti, signora, ora si sdrai sul letto in posizione prona”

La visone del corpo quasi nudo di Lucia mi aveva devastato. In cam e nelle fotografie viste la sua bellezza era evidente. Ora, dal vivo, mi resi conto che il suo corpo trasudava sensualità da tutti pori. Il semplice gesto di sfilarsi le calze, di sdraiarsi sul letto, la posizione prona assunta con totale disinvoltura indicavano che l’esperienza, pur essendo per lei nuova, era stata completamente elaborata dal suo cervello ed ora il suo abbandono al piacere era totale.

“Sig. Danilo, in qualsiasi momento, se vuole, può chiedermi di fermarmi o di insistere in certe manovre che farò sul corpo della sua signora”

Sapevo che la collaborazione dell’uomo in questi tipi di massaggi è molto utile per individuare quelli che sono i punti sensibili che, a seconda delle preferenze personali, variano di corpo in corpo. Inoltre era la prima esperienza e di conseguenza poteva essere poco gradito a Danilo il fatto che io mi soffermassi più o meno in alcuni punti.

Iniziai il massaggio sincronizzando poggiando la mano sulla schiena della ragazza, delicatamente, per sincronizzare il mio respiro con il suo, anche in effetti per cercare di ritrovare la concentrazione necessaria in questo momento così ricco di tensione.

Ora sentivo chiaramente il suo cuore battere, con un ritmo accelerato… si era resa conto che stavano per iniziare le danze!

Quasi sfiorando la pelle accarezzai con le punta delle dita tutta la schiena, i glutei, le cosce, i polpacci, le piante dei piedi.

Massaggiai piò volte con movimenti rotatori del pollice le piante dei piedi, i talloni… risalii con massaggi prima leggeri poi sempre più tonici i polpacci, il poplite e le cosce. Lucia seguiva i miei movimenti in completo relax.

Arrivai ad accarezzare i glutei, sodi, tonici… sicuramente il più bel corpo che io avessi mai avuto il piacere di toccare.

Danilo di avvicinò al viso di Lucia per esserle vicino in questo momento così particolare, lei con un gesto lo tranquillizzò, lui si sedette vicino al volto e lei allungò un braccio per abbracciarlo. Lui prese a baciale il viso e lei con la mano raggiunse il pacco del suo uomo e lo massaggiò attraverso i vestiti. Danilò si alzò e si tolse i pantaloni, rimanendo il mutande e maglietta ma lei disse: “Ti voglio nudo”. Danilo tornò a spogliarsi e rimase completamente nudo. Si rimise nella posizione iniziale e Lucia potè riprendere a toccargli il membro ormai durissimo. Lo segò con delicatezza, al ritmo stesso dei massaggi che io continuavo a effettuarle sulle cosce e sui glutei.

Un movimento arcuato del bacino mi fece intendere che voleva che la liberassi dalle mutande. Gliele sfilai e notai la bellezza del suo sedere ora completamente nudo. Tra le cosce leggermente divaricate potei intravedere la passerina completamente sglabra, umida per gli umori che già iniziavano a emergere in superficie.

Le feci divaricare meglio le gambe e ripresi a massaggiarle le spalle, poi i fianchi, la schiena, salendo e scendendo con calma o con vigore, a seconda del ritmo che il suo corpo mi dettava.

Mi misi in ginocchio sul letto di fianco al suo corpo, lei si sollevò sui gomiti, le tolsi il reggiseno, lei fece un cenno al suo uomo di avvicinarsi e con un movimento delicato ma deciso prese l’uccello, se lo portò alla bocca e lo fece sparire in essa.

Io ero eccitatissimo e feci corrispondere a questo suo movimento l’invasione da parte della mia mano della passerina. Quando l’uccello le fu in gola io le infilai con un movimento deciso due dita nella passera, a colmarle la cavità che piangeva liquido di piacere.

Vidi lo sguardo di Danilo raggiante di gioia: penso che questo fosse qual che desiderava da tempo.

Andammo avanti con questa masturbazione per alcuni istanti fino a che la bocca calda a invitante di Lucia venne riempita dal seme del suo uomo, che venne con un rantolo di piacere.

Dopo aver succhiato avidamente ogni singola goccia ed essersi pulita le labbra Lucia si girò a pancia sopra, poggiò la testa sulle gambe di Danilo, spalancò le gambe, prese la mia mano e la portò nuovamente sulla sorellina, perché io riprendessi a cullarla.

Io mi spostai di fronte al suo corpo, mi chinai e iniziai a leccarle le piccole labbra, una ad una, le presi in bocca singolarmente e le succhiai, poi leccai il clitoride, poi invasi la vagina con tutta la lingua che riuscivo ad estrarre. I sapore dei suoi umori mi arrivò al cervello come un acido che scatena reazioni incontrollabili. Nel frattempo mi spogliai dei pantaloni e iniziai a segarmi. Lei, appena visto il mio uccello disse “Voglio anche il tuo”

Io mi alzai, mi misi sopra il suo corpo e ricominciai a leccarle la vagina mettendomi a cavalcioni sopra di lei. Ora il mio membro durissimo penzolava sopra il suo viso. Lei cercò gli occhi di suo marito, e fissandolo, con grande trasporto, ingoiò il mio uccello sino alla base.

Danilo si alzò e venne a vedere come stavo trattando la passerina di sua moglie: io ero intento a leccarla in tutti i modi che conoscessi per darle piacere. La visione di questa immagine fece tornare subito duro l’animo dell’uomo che prese le cosce di Lucia, la tirò a se e, rimanendo in piedi in fondo al letto, le infilò il membro nelle carni. Io ripresi a leccarla sforzandomi di non interferire con i il corpo dell’uomo che la penetrava, lei continuava a succhiarmi l’uccello stringendomi tra le dita i testicoli e alternano il lavoro della lingua e della gola con quello delle mani.

Sentii un fuoco salirmi dalle viscere, dissi che stavo per venire e tolsi l’uccello dalla bocca della bocca di lucia per paura di soffocarla in quella posizione. Il mio seme le ricopri i seni e l’addome con schizzi che arrivarono a sporcare pure Danilo. Lei continuò a masturbarmi fino a spremere fin all’ultima goccia, poi vidi Danilo togliere il suo membro dalla passera in fiamme e unire il suo seme al mio a ricoprire la propria donna.

Sfiniti ci abbandonammo in una… grossa risata!

Era stato bello, divertente, entusiasmante e appagante per tutti…



Fu quella il primo di mille altri incontri con Danilo e Lucia.


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