i racconti di Milu
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Era turbata da quel sogno.
Nell’aria dolce della prima primavera si era svegliata nel sonno d aveva ancora davanti agli occhi ciò che aveva sognato: lei ed Ely (Eleonora) che si baciavano nella bocca. Eppure quel sogno non era sgradevole, la affascinava, la turbava, non riusciva a comprenderlo. Perché lo aveva sognato? Cosa le rivelava l’inconscio che si era fatto strada fino all’immagine del sogno, così reale, così pieno di sensazioni? Perché quel bacio osceno eppure tenerissimo che l’aveva toccata fino a svegliarla? Non riuscì ad riaddormentarsi; chiuse gli occhi e si accorse di cercare di nuovo quel sogno, di tremare per l’emozione di ricordarlo.
Iaia si alzò presto. Sentiva dentro il suo corpo la nuova stagione, il fremito della vita che si rinnovava e che richiamava nei corpi giovani come il suo tutti gli istinti vitali. E ricordò ancora quel sogno, quel bacio umido di lascivia, sensuale, possessivo e sentì ancora emozione.
Ely venne a prenderla, dovevano andare a lezione.
Fu quando uscirono dalla Università, in pieno sole, che tutto le apparve come una suggestione. Voleva bene ad Ely, era la sua amica, la sua confidente.
Loro due erano diverse. Iaia esile e magra, capelli lunghissimi viso angelico. Ely era alta quanto lei ma più pienotta, viso irriverente e grandi seni turgidi mentre i suoi erano appena accennati. Non avevano ragazzi; a Iaia davano fastidio i loro modi rozzi e ad Ely erano antipatici. Andavano col motorino di Ely e Iaia le teneva le mani sulla pancia, per reggersi. Ma quella volta sentì l’istinto di appoggiare la testa sulla spalla di Ely, le piaceva il calore del suo corpo.
E quella notte rifece quello strano sogno, ma vide ancora che lei…carezzava i grossi seni dell’amica e che Ely le carezzava le braccia mentre lo faceva. Si svegliò di nuovo e rimase in una specie di dormiveglia in cui il sogno invadeva la coscienza. Ed in quello stato, a metà tra il reale e l’immaginario, riprese il suo sogno cercandolo nelle sue sensazioni.

“Che c’è Iaia? Ti vedo perplessa, soprappensiero. Qualcosa ti turba?”
“Sai Ely, ho fatto un sogno, ma mi vergogno a dirtelo.”
“Sciocchina, ti vergogni della tua Ely? Era un sogno osceno?”
“Beh, quasi..”
“Allora? Sesso?”
“No, amore.”
“E chi era il tuo innamorato?”
“Tu.”
Ely ci rimase a bocca aperta; era stupefatta da quella rivelazione. Non sapeva cosa pensare. Poi le disse.
“Hai fatto un sogno lesbo…con me?”
“No. Era solo un bacio. Ma era come un bacio da innamorati.”
“Ma noi ci baciamo sempre…”
“Non così, Ely, non in quel modo.”
Stavano andando a piedi a casa di Ely. Non parlarono per il resto del tragitto. Quando furono nella camera di Ely lei disse:
“Se vuoi….se lo hai sognato.... lo desideri. Proviamo? Vediamo che effetto ti fa dal vivo.Avanti, baciami”
Si avvicinarono, le labbra erano molto vicine.
“Proprio come gli innamorati?” chiese Ely.
Si baciarono penetrandosi le bocche con la lingua. Iaia le succhiò le labbra e la baciò ancora con la lingua.
“Ma è bellissimo – disse Ely ridendo – Dai facciamolo di nuovo."
Quando lo rifecero Iaia ebbe il desiderio di toccarle i seni. Ely ebbe una reazione di sorpresa.
“Ho sognato di toccarteli, Ely e che anche tu lo facevi.”
“Vuoi che lo facciamo?”
“Si – disse Iaia – ti prego. Lo desidero tanto.”
Ed allora fu Ely a sollevarsi la maglietta; fece uscire i suoi seni dal reggiseno.
“Scopriti anche tu “– disse a Iaia. Iaia aveva seni appena accennati, non portava reggiseno. Si alzò la maglietta.
Rimasero a toccarsi per un po’. Iaia le carezzava i grossi capezzoli mentre Ely le tirava i capezzoli dei piccoli seni. Continuarono eccitandosi in quel gioco nuovo per loro. Poi mentre lo facevano, si baciarono di nuovo. Ma dovettero interrompersi, non erano sole in casa.
Il giorno dopo, mentre andavano a piedi verso casa di Ely, questa disse:
"Si Iaia, me lo hai fatto sognare. E' stato molto bello. Lo faremo di nuovo?"
"Si, certo - disse Iaia - Ma tu cosa hai sognato?"
"Che lo facevamo nude e che ci toccavmo...."
"Ma Ely! Vorresti che arrivassimo fi lì?"
"Non lo so. Vedremo adesso a casa. Oggi sono sola. Se tu vuoi...."

Si spogliarono timidamente, quasi con vergogna. Poi Iaia disse: " Fatti guardare; sei più bella nuda che vestita. Non sapevo che avess i riccetti sui peli."
"Anche tu sei meglio, anche se hai solo una leggera peluria li."
Ricominciarono col gioco dei capezzoli ma fu Ely che per prima le carezzò il pube.
"Vuoi che ti tocchi?"- chiese a Iaia. Lei fece cenno di si ed Ely le sussurrò.
"Allarga le cosce e chiudi gli occhi. Mi vergogno."
Iaia sentiva le dita di Ely che passavano scivolando sulle labbra della sua fica. Poi Ely le chiese:
"Anche dentro? Lo vuoi li'" Iaia accennò di si ed Ely spinse l dito medio che Iaia accolse con un sopsiro.
"Anche tu - disse Ely - mi fai fare tutto da sola?" e allargò le cosce per ricevere la carezza di Iaia.
Le loro dita cominciarono a muoversi e loro a baciarsi e ad ansimare.
"Ely, sto venendo"
"Vieni allora, sfogati. E fai venire anche me mentre vieni."
Iaia aveva le contrazioni dell'orgasmo, la bocca aperta e emetteva piccoli suoni che accompagnavano il movimento della mano di Ely. Ma si era fermata ed Ely le prese la mano e la mosse in modo da farla continuare.
"Iaia, eccolo. Sto venedo anch'io, abbracciami."
Lo avevano fatto in piedi, con timidezza, non sapendo dove sarebbero arrivate.
"Siamo due sceme - disse Ely - E' così bello. Avremmo potuto farlo da tanto tempo."
"Come lo fanno le lesbiche?" chiese Iaia
"Non lo so. Non le ho mai viste. Ma deve essere bello. Voglio cercare qualche foto sul web, voglio vedere."
"Ma noi siamo lesbiche?" chiese Iaia.
"No, piccolina, è solo un gioco. Ma è bellissimo. A te è piaciuto?"
Iaia non rispose, si avvicinò alla sua faccia e la baciò di nuovo.
"Ely, io ti amo"
Ely la guardò. Poi le mise una mano dietro la nuca e la baciò con passione.

"Sai Iaia, ho trovato quelle foto. Sono bellissime, mi hanno fatto venire voglia di farlo: Ma sai che lo fanno proprio come gli amanti? Vogliamo provare apena possiamo?"
"Si - disse Iaia - andiamo fino in fondo. Proviamolo. Mi vuoi bene?"
"Ti amo, scema. Poi volevo dirti, usano un attrezzo...una specie di fallo che indossano."
"Oh Dio, davvero? Proprio come uomo e donna?"
"Si - disse Ely - te lo farò vedere sul computer. Mi ha eccitato da morire vedere le foto sul computer. Sai che mi...mast...insomma mi facevo mentre le vedevo. Sono molto eccitanti."
"E dove lo troviamo questo attrezzo?"
"Già fatto, scema. L'ho ordinato fermo posta mandando un vaglia. Arriverà alla casella che zia Elvira aveva prima di trasferirsi. Io ho la delega."
"Me lo dici quando ti arriva?"
"Certo, scema. Tanto è per te."

Venne il loro giorno. I suoi andarono fuori, al matrimonio di una cugina ed Ely, con la scusa degli esami, rimase in casa.
“Iaia, sono partiti, tornano lunedì. Abbiamo tutto il tempo per noi, oggi e domani.” Le disse Ely al telefono.
“Mamma, vado da Ely e resto lì a dormire per non lasciarla sola.”
“State attente e chiudete bene la porta di casa.”

Erano emozionate. Appena chiusa la porta di casa si abbracciarono.
"Vieni - disse Ely - te lo faccio vedere."
"Dio! Ma sembra vero! E' così grosso; non ci faremo male?"
"Ma no - disse Ely - lo faremo entrare piano piano. Vedrai che ci riusciremo. Vieni, vediamo quelle foto."
Trovarono il sito lesbo sul web. aia era sconvolta e stordita.
"Ely, ma si baciano lì? Come sono belle"
"Anche noi siamo belle. Comincia a spogliarti, ce lo faremo anche noi."
Iaia si tolse la maglietta senza smettere di guardare. Era incantata e tremava al paensiero che anche loro lo stavano per fare. Ely la stava carezzando sui piccoli seni e le slacciò i jeans, li la sciò cadere e le mise una mao nelle mutandine.
"Che belli toccare i tuoi peli - disse Ely - mi è venuta voglia di fartelo io per prima."
La guidò verso il letto, la fece distendere, le sfilò l mutandina.
"Apri tutte le cosce, fammela vedere."
"Ely!"
"Se dobbiamo fare lesbo, allora facciamolo senza pudore. Apriti tutta."
Iia aprì le cosce e sentì la mano di Ely che le carezzava tutta la fica. Poi Ely lentamente si abbassò.
"Te lo faccio come vorrei che poi tu me lo facessi. Dimmi dove ti piace."
Iaia pose l'indice sul clito. Ma ebbe un brivido quando sentì le labbra di Ely che glielo baciavano.
Era la prima volta che E ly lo faceva, ma sapeva dove gode una donna.
"Ely, che bello! - Ti prego, chiavami nche un pò con le dita, fallo insieme. Ti amo mentre mi fai questo."
Ely era presa da quello che stava facendo. Provava piacere a tenerle la fica in bocca, le piaceva sentirla fremre di libidine, desiderava farla venire. Passò la punta della lungua tra le labbra. Iaia le rispondeva allargando il più possibilele cosce. Allora le prese le piccole labbra in bocca e gliele succhiò. Poi la nenetrò con le dia riprendendo a succhiarle il clitoride. Iaia si dibatteva sul letto presa dagli spasmi della libidine.
"Chiavami, amore mio, fammi tutto quello che vuoi." Lo diceva mentre le dita di Ely spingevano fino in fondo, con forza. Ely aveva il desiderio di spingere tutta la sua mano nella fichetta dell'amica, ma ebbe paura di farle male. Fece entrere il terso dito forzando mentre Iaia si lamentava e godeva per il piccolo dolore. Poi la sentì venire, sentì le contraziooni dell'orgasno e leccò più forte tenendo la mano ferma. Sentì gli umori di Iaia liberarsi e li assorbì con la lingua.
Poi le si avvicinò col viso e la baciò in bocca.
"Fammelo tu adesso. Anch'io ti amo. Fammelo con amore." La prese per le mani e la fece alzare per prendere il suo posto.
Iaia si inginocchiò sul tappeto; Ely stava di fronte a lei con le cosce divaricate. Aveva la fica con labbra più grosse, con peli ricci in mezo ai quali si vedeva il rosso della carne.
"Avanti, Iaia, fammelo."
"Prima dammi un bacio per darmi coraggio, poi te lo faccio. Ti faccio venire, non temere."
Ely allungò una mano, le carezzò la testa e poi la spinse dolcemente verso la sua fica.
"Su amore, con passione. Fammi vedere come sei brava."
"Si, Ely, si. Apriti tutta anche tu. Come sei bella nella fica. Mi piace da morire guardartela."
Cominciò prima a baciarla sulle cosce, poi negli inguini. Poi chiuse gli occhi e portò la bocca sulla fica di Ely che ra già bagnata. Credeva di provare repulsione ma si accorse che era attirata, che sentiva il desiderio di possederla quella fica e cominciò a leccarla dentro, penetrandola con la lingua.
"Il clito, Iaia - fammi un pò il clito. Sai, è lì che mi masturbo di più." E Iaia lo vide: un grosso clito che sembrava la punt di un dito che usciva dalle labbra gonfie di Ely. Glielo succhiò, glielo leccò, glielo morse leggermente, per gioco, non precedendo che Ely avrebbe reagito a quei piccoli morsi con brividi di libidine. La vide mentre si strizzava i capezzoli per aumentare l'eccitazione mentre lei la leccava.
"Le vuoi le dita?" chiese Iaia.
"Oh, si. Forte, fai forte, come se volessi rompermi."
Iaia cominciò col medio. Lei aveva dita sottili e lunghe ed il mendio andava largo nella fica di Ely; allora spinse anche l'indice. MUoveva la mano avanti ed indietro per chiavarla, ma la muoveva anche lateralmente per spingerle sulla vagina.
"Brava, amore mio - disse Ely - su, pù veloce. Fammi venire adesso." Ma non finì neppure di parlare che Iia sentì il flusso di umori bagnarle la mao ed il polso. Ely si torceva dal piacere e si sbatteva col bacino contro la mano dell'amica.
Si abbracciarono a lungo, distese nude sul letto mentre il pomeriggio stava finendo.
"Noi ci amiamo? - chiese Iaia - Siamo due lesbiche?"
"Si,- disse Ely - Io ti amo. E siamo lesbiche solo per noi due. Nessuno deve saperlo. Ho letto che una lesbica può anche fare l'amore con un uomo."
"No - disse Iaia - Io non ti tradisco con un uomo - Sei tu il mio amore."

Si addormentarono. Poi, verso sera, si svegliarono. ano giovani e la fame si faceva sentire. In quel momento suonò il telefono.
"Tutto a posto, mamma. Stamo studiando.... Si adesso mangeremo qualcosa, studiamo un'altra oretta e poi a letto. .. Ciao."
Poi rivolta ad Ely disse:
"Era tua suocera."
Risero di cuore.
"Dopo lo faremo - disse Ely - Vuoi essere prima tu a prenderlo? Avanti, decidi."
"No. Voglio che sia prima tu perchè hai la fica più grande della mia...ed anche più bella."
Ely le sorrise, le accarezzò il viso e la baciò sulle labbra:
"Piccola, sai che mi è piaciuta tantissimo la tua fichetta?"

Iaia ed Ely armggiarono per stringere su Iaia la mutandina di tela, Il pene interno, corto, appena qualche cm., già eccitava Iaia;Ely incastrò quello davanti, dritto e lo mosse facendo squotere quello interno nella fica di Iaia.
Tremavano di emozione per quella nuova avventura.
"Lasciati prima bagnare con la saliva - disse Iaia - così entra meglio. Non temere, farò èianissimo e mi dirai tu come farlo entrare."
"Lentamente - disse Ely - fammelo sentire in tutta la sua grandezza. Io sono quasi vergine, l'ho fatto una sola mezza volta e lui non riuscì a deflorarmi completamente. Lo farai tu adesso. Baciami prima, e fammi sentire che mi ami."
Ely si mise sul letto a cosce larghe; Iaia si mise tra le sue cosce e passava il glande del pene di gomma sulla sua fica. Poi le strofinò il dito sul clito, per eccitarla.
"Sei pronta?" - le chiese.
"Si - disse Ely - comincia a spingere."
(continua al capitolo secondo)