i racconti di Milu
racconti erotici per adulti

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CAPITOLO 1

Mi sentivo bene.
Un senso di tranquillità e serenità mi accompagnava mentre stavo rientrando a casa.
Mi aveva chiamato alla mattina presto per dirmi che era riuscito a liberarsi per quel pomeriggio. Una gioia immensa s’impossesso di me al pensiero di vederlo e l’ansia dell’attesa condizionò il resto della giornata, sino a quando non lo raggiunsi in Paradiso. Il Paradiso era il nome di un discreto alberghetto in campagna, dove ci incontravamo,ormai da sei mesi,nei sui rari pomeriggi in cui riusciva ad evadere dal lavoro e raggiungere la mia città. Per noi quella camera era veramente il Paradiso
Mi sentivo appagata
.In quel pomeriggio avevo raggiunto vette incredibili di piacere. Lui ormai conosceva ogni centimetro del mio corpo,sapeva come raggiungere le fonti più nascoste da dove sgorga il mio piacere,ed unendo gentilezza e una piacevole violenza, sapeva portarmi a livelli di piacere mai provati prima
Mi sentivo fortunata.
Riuscivo a godere dei piaceri del sesso nel modo più completo .e con grande intensità. Sapevo godere e far godere e quei momenti erano i più belli della mia vita e non erano mai troppi.
Avevo due uomini meravigliosi, ma diversi ,ad occuparsi di me: lui, con la sua ricerca del mio piacere più che del suo ,era riuscito a farmi delirare e mio marito,che amo tantissimo e che non mi fa mai mancare niente in fatto di sesso, ma,forse, perché sono la sua donna, non ha mai osato superare i limiti dell’amore per sconfinare nella passione
Mi sentivo desiderabile.
Domani compirò 40 anni , ma il tempo non ha ancora intaccato la bellezza del mio corpo.
Mi piaccio.
Questa mattina, mentre facevo il bagno prima di raggiungerlo, immersa nell’acqua profumata ,sfioravo la mia pelle vellutata,i miei due grossi seni ben sostenuti e morbidi ed i miei glutei sodi e pieni e, mentre mi asciugavo, mi rimiravo nello specchio e capivo perché gli uomini sbavavano per me
Mi sentivo felice.
La vita in questo momento mi stava riservando, forse, i momenti migliori della mia esistenza.

E dire che la giornata non era iniziata bene, perché,dopo la sua telefonata, mi affrettai ad andare a fare delle compere .Salita in macchina ,non so se per l’emozione o la fretta,non sono riuscita. in alcun modo a farla partire
Pensando che potesse esserci qualche guasto non immediatamente riparabile, gli telefonai. Lui disse subito che sarebbe passato a prendermi, ma gli dissi di no.
Sin dall’inizio avevamo deciso di non fare mai nessuna imprudenza , per cui gli dissi che avrei preso il metrò e che venisse a prendermi al terminal.
Questa è la ragione per cui sto rincasando in metropolitana ed è stato un viaggio piacevolissimo, perché, la mancata tensione della guida, mi ha permesso di riflettere un po’su tutto e godere piacevolmente di queste belle sensazioni
Purtroppo era arrivato il momento di scendere.

Ancora 800 metri di passeggiata e sarei stata a casa e, mentre camminavo, pensavo a mio marito e sorrisi al pensiero che sentivo il desiderio di fare l’amore con lui quella sera.
Mentre ero immersa in questi piacevoli pensieri, mi accorsi che ,subito dietro a me, si erano materializzati, senza che me ne fossi accorta ,tre uomini di colore. Non ebbi il tempo di accelerare il passo ,che mi sentii passare un braccio intorno al collo ed una mano tapparmi la bocca.
Cercai di divincolarmi con tutte le mie forze ,ma l’uomo era più forte di me ed ,aiutato dagli altri due, mi bloccarono per il tempo necessario che un pungente odore mi entrasse nel naso e nella bocca e, nel rendermi conto che stavo perdendo le forze, mi si fece nero tutto attorno e non so altro

Ad un certo punto incominciai a provare delle sensazioni e ,senza rendermi conto di niente,percepii che stavo riprendendo conoscenza. Ebbi la consapevolezza che stavo dormendo e che mi stavo risvegliando.
Incominciai a sentire dei rumori indistinti,ma la sensazione più brutta fu un dolore diffuso su tutto il corpo ed una bocca impastata, come spesso succede, dopo una grande abbuffata ed una grande ubriacatura. Inghiottii più volte cercando di ripulirmi la bocca e cercavo di riaprire gli occhi ma,stranamente, non ci riuscivo.
Sentivo che ero nuda sotto una coperta e provavo un leggero fastidio nel basso ventre
Cercai di massaggiarmi la parte bassa del pancino e sentii qualcosa di viscido sulla pelle.
Ero riuscita ad aprire un occhio e, tutta stordita, vidi che c’era una finestra e che fuori era scuro, per cui pensai che fosse passato poco tempo che ero li
.Aperti gli occhi, mi guardai attorno e mi resi conto che ero in una stanza squallida, con muri vecchi e dalle pitture scrostate e squallidamente arredata, con un vecchio armadio ad due ante ,un cassettone ,un tavolino ed una sedia
All’interno della stanza c’erano due porte ,una chiusa ed una aperta da cui usciva il cattivo odore del bagno.
Sentivo urgente il bisogno di andare al gabinetto così mi feci forza e cercai di alzarmi.
Spostai la coperta e mi accorsi che su tutto il corpo ,dalle tette al pube, avevo delle chiazze che riconobbi subito per chiazze di sborra. Capii subito cosa doveva essere successo e, vedendo quello che avevo sul corpo, pensai subito che la bocca impastata non dipendeva dal fegato,ma da qualcuno che c’aveva sborrato dentro.
Incominciai piano piano a ricordare gli avvenimenti immediatamente precedenti al mio risveglio.
Andai in bagno che era composto da un tazza, un bidet ed una specie di doccia. fatta da un tubo.
Non c’era traccia di scaldabagno, per cui, il tutto, doveva funzionare con l’acqua fredda.
Provai a tirare la catenella per vedere se funzionava ed in effetti funzionava.
Pensai subito che il rumore avrebbe fatto arrivare qualcuno,ammesso che ci fosse qualcuno .
Corsi a letto e mi rimisi sotto le coperte, nello stato in cui mi trovavo prima