i racconti di Milu
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Caterina ed Antonella erano due mie ex compagne di università, due ragazze particolari su cui si vociferava parecchio nei corridoi tra di noi ragazzi sia per la loro avvenenza, sia perché erano sempre insieme e spesso si facevano accompagnare da Marco un ragazzo di 27 anni che non brillava né per l’intelligenza né per la particolare avvenenza oltre a non essere di famiglia benestante. L’ipotesi quindi che preferissero l’amore lesbo a quello eterosessuale era quindi assai prevalente nell’ambito universitario. Caterina era rossa capelli rosso mogano lunghi, portava una terza misura oltre a portare pantaloni attillati per mettere in evidenza il suo bel sederino, mentre Antonella era di media statura, bionda, carnagione scura, una quinta misura di mammelle e indossava sempre una minigonna molto corta e vestiti che mettevano in risalto le sue tettone.
Questi tre compagni mi incuriosivano sempre di più e quindi anche per scoprire se c’era qualcosa di intrigante tra di loro decisi di fare di tutto per diventare suo amico. L’occasione propizia si presentò quando scoprii che aveva dei problemi a dare l’esame di economia politica e cercai di avvicinarlo per cercare di dargli una mano e guadagnarmi la sua fiducia.
Dopo qualche settimana mi confidò che Caterina era la sua ragazza e lei e la sua amica Antonella si divertivano a provocare per vedere le reazioni che professori e compagni avevano alla loro vista e che in realtà erano bisex tutte e due. Cominciammo a frequentarci di più e scoprii che si erano conosciuti nel locale club di slow food un gruppo che si occupava di diffondere la buona cucina italiana e soprattutto la sua cultura, ma soprattutto la scintilla era stata su alcuni volumi che parlavano delle relazioni tra cibo e sesso di cui le due ragazze, ma soprattutto Antonella erano appassionate..
Dopo due settimane Marco riuscì a passare l’esame grazie al mio aiuto e si aprì molto di più e mi confidò che oltre alla comune passione per la componente erotica del cibo, Caterina l’aveva visto al mare ed era stata impressionata dalla protuberanza che si intravedeva nel costume e che Caterina era appassionata dei sploshing party e che lei e la sua amica l’avevano scelto come oggetto sessuale e che per coprire le apparenze Caterina l’aveva scelto come suo ragazzo; le due ragazze infatti soprattutto per contrasto alla severa educazione che avevano sofferto da bambine si eccitavano spamaldosi addosso il cibo, mangiandoselo addosso e soprattutto imbrattandosi di cioccolata da testa a piedi, più si sentivano sporche e più godevano e in più lo volevano fare anche con Marco a cui scoprirono un pisello di 21 centimentri e notevolmente grosso.
Marco ormai era un fiume in piena e mi raccontò ogni dettaglio ormai era diventato uno schiavo sessuale della sua cosiddetta ragazza Caterina e di Antonella. La prima volta mi raccontò mi spalmarono la sacher torte lungo tutto il corpo in maniera consistente lasciando libero dal dolce sole il cazzo. Le due ragazze cominciarono con avidità a leccare il suo torace con avidità insaziabile, mentre il suo cazzo si ingrossava sempre di più, ma la loro pietà era inesistente continuavano a leccare il suo corpo fino quasi ad arrivare con le loro saettanti lingue quasi al livello del pisello senza mai toccarlo. il povero Marco mi disse che era talmente eccitato che quasi l’uccello gli stava per scoppiare, ma la cosa non sembrava preoccupare molto le due ragazze che gli chiesero a loro volto di essere sporcate con la Sacher. Marco allora spalmò la cioccolata sulle morbide tette di Antonella fino a coprire tutto l’ombelico e la fighetta completamente depilata. Poi fu il turno di Carolina a cui spalmò la cioccolata sulle meno prominenti mammelle fino ad arrivare alla fighetta su cui svettava il ciufetto.
Marco poi fu costretto a leccare la cioccolata da adosso alle due ragazze cominciò quindi a leccare le due ragazze cominciando da Antonella e dalle sue calde tettone, leccando bene anche i cappezzoloni che diventavano sempre più duri ed eccitati fiono a scendere al clitoride e alla fighetta di Carolina. Per quanto riguarda Caterina Marco mi raccontò la cosa fu ancora più umiliante fu quando fu costretto a leccarle il buco del culo per portare tutta la cioccolata che era dentro anche nei punti più nascosti di quel delizioso sederino.
L’atto finale di quella prima esperienza fu quando le due ragazze cosparsero di panna l’uccello che ormai era sempre di più teso come una corda e le due ragazze lo leccavano nei punti più sensibili salvo fermarsi appena un istante prima che potesse venire. Questa tortura durò per quasi quaranta minuti fino a quando gli fu concesso di mettere il suo arnese nel sedere di Caterina e dopo poco gli sborrò nel sedere. A quel punto Antonella si fece versare la sborra sulle sue calde tettone che poi leccò tutte per pulirle dal piacere di Marco.

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