i racconti di Milu
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Adriana si passò le mani sulle gambe e sulle braccia. L’ultima cosa che avrebbe voluto era presentarsi non perfettamente a posto all’appuntamento col tanto atteso massaggio settimanale. La massaggiatrice era Valeria la sua migliore amica d’infanzia e di studi.
Adriana sentì con piacere sotto le dita la dolce sensazione della pelle liscia. Si accarezzò le braccia e poi le sue mani scesero verso le gambe fino alle dita dei piedi, per poi risalire verso l’inguine anch’esso da pochi minuti depilato e un po’ irritato.
Aveva lasciato una sottile striscia rettangolare di peli proprio sopra la vulva. Le piaceva tenere quella striscetta perché quando si sgrillettava la sensazione dei peli la rassicurava e la faceva sentire donna matura.
Si osservò allo specchio e sorrise rassicurandosi e complimentandosi con se stessa per le form e del corpo che ancora erano belle e sode.
Nel guardarsi allo specchio pensò che secondo lei quella striscetta nera rendeva la sua figa molto provocante sia gli uomini che alle donne. Per rassicurarsi che fosse ancora una femmina si passò un dito nella fessura della figa, lo inzuppò nella vagina e lo tirò fuori umido di succhi. Se lo portò alle narici, lo annusò e lo avvolse con le labbra facendoselo andare avanti e indietro nella bocca gustandone il profumo ed il sapore. Ciò le causò un’eccitazione unica, molto particolare che si concretizzò nell’idea di farsi un ditalino.
Si mise sulla poltroncina della camera da letto, Pose le gambe sui braccioli divaricando le gambe. Con una mano teneva una gamba e con l’altra mano cominciò a sgrillettarsi. Il clitoride era gonfio e turgido e lei se lo scrollava con sempre più vigore.
Si fermò un attimo prima di venire nonostante la voglia irresistibile. Nonostante la forte tentazione preferì resistere e pensare all’idea di godere sotto il tocco sapiente e delicato delle mani di Valeria.
Le era successo molte volte di eccitarsi durante un massaggio, mentre Valeria esplorava le pieghe più intime del suo corpo e, qualche volta, senza averlo mai confessato a nessuno, era pure arrivata all’orgasmo.
L’idea di farsi fare da Valeria le aveva irrigidito i capezzoli, allungandoli. Bastava sfiorarli per avere sensazioni da far agitare tutto il corpo. Il livello di libidine si stava innalzando. Tutte le sue mosse, l’abbigliamento ed i pensieri erano finalizzati a Valeria che non le avrebbe negato un profondo e travolgente orgasmo.
Si chiedeva se l’amica avesse mai notato come a volte le si dava in maniera un po’ troppo audace. Il solo pensiero, ad esempio, di cosa potesse passare per la testa di Valeria quando lei le offriva, senza vergogna, il culo sperando che lo sguardo dell’altra si concentrasse rapito sul bocciolo palpitante la mandava in estasi. Si immaginava di vedere Valeria che le baciava la rosellina anale e lei che guardava l’amica farlo. Le piaceva vedere due donne amarsi. Le sarebbe piaciuto essere anche con un’altra donna e Valeria li a vederle durante l’amplesso. Si piaceva all’idea di essere una guardona, anche di se stessa.
Quante volte Adriana, presa da una smania irrefrenabile, sdraiata sulla pancia mentre Valeria la stava massaggiando, spingeva lo sfintere per mettere in evidenza il suo buco del culo!
Mentre spingeva, sperava che un dito di Valeria finisse, come per caso, a sfiorarle l’ano. Adriana godeva intimamente pensando all’amica che non poteva non vedere che il buchetto le si apriva e pulsava invocando la sua attenzione e le carezze che solo una donna può dare.
Adriana, che già indossava scarpe a tacco alto, si voltò di schiena e si piegò in avanti e guardandosi tra le gambe vide il culo allo specchio. Si passò un dito sull’ano rugoso titillandoselo e poi se lo infilò.
Era un bel culetto sodo con l’ano che spiccava prepotente tra le chiappe, un ano circondato dal largo alone scuro con i peli appena rasati. Certo non era il culo di una teenager ma era ancora molto bello.
Adriana non aveva mai avuto delle natiche sode a grandi da ciò ne derivava che il suo non era uno di quei culi con la spaccatura lunga e profonda. Infatti non c’era bisogno di allargarle le natiche per arrivare a vederle l’ano. Il solco tra le natiche era breve e si apriva subito sotto l’osso sacro senza lasciare niente all’immaginazione.
Era un culetto molto arrapante, uno di quei culi che se lo metti a pecorina ti regala un orifizio anale così pronunciato che la figa non la vedi neanche, uno di quei culi ‘tutto buco’ come diceva Franco, suo marito.
Adriana si mise ritta in piedi. Fantasticò di essere nuda come era adesso in mezzo a una folla di persone. L’idea la stava facendo sbordare senza toccarsi. Ormai il suo cervello ragionava solo in termini sessuali; tutto era fatto e realizzato per il sesso, per la sua figa.
Lei era dotata di un ano particolarmente sporgente e rugoso. Era un ano che piace molto agli uomini. Anche Franco suo marito gradiva questo particolare e lei non aveva mai disdegnato di essere inculata.
Con gli anni il suo buco di culo era diventato estremamente sensibile e godurioso e aveva acquisito sempre più carattere, a tal punto che anche un profano di penetrazioni anali non avrebbe avuto dubbi di trovarsi di fronte a un meraviglioso culo rotto, il culo rotto con cui Adriana, durante i suoi massaggi settimanali, cercava di provocare i desideri più perversi e libidinosi della sua migliore amica.

Adriana arrivò puntuale all’appuntamento. Suonò il campanello e dopo qualche secondo venne ad aprirle Roberta, la figlia di Valeria.
Roberta era una ragazza di ventitre anni coi capelli lunghi, lisci e scuri e gli occhi verdi, magra e ben proporzionata nelle forme del corpo. Il volto della ragazza era reso ancora più sbarazzino dai capelli raccolti in una coda di cavallo. Indossava una camicetta e una minigonna quadrettata.
- Ciao, Adriana. disse Roberta abbracciandola forte.
- Ciao, tesoro, che piacere vederti. Come stai? le chiese Adriana ricambiando l’abbraccio e subito scostandosi per ammirare la bellezza di quella ragazzina che aveva visto crescere.
- Bene, bene, e tu?
- Tutto bene, grazie…. e l’università? Non ti manca molto per finire, vero?
- Mi mancano quattro esami e poi finalmente discuto la tesi.
- Bravissima, davvero brava …. e poi ogni volta che ti vedo mi sembri più bella. .. Giuliano e ancora il tuo maschio?
- Sì.
- Anche lui è davvero un bel ragazzo.
Roberta le sorrise.
- E Valeria?” riprese Adriana,
- La mamma è dovuta uscire per delle commissioni urgenti
- Non mi dire che si è dimenticata del mio massaggio!
- No, no, non preoccuparti, mi ha detto che saresti venuta. Dovrebbe rientrare al massimo entro un’ora
- Ma io non ho tutto questo tempo. Tra poco più di un’ora ho una lezione a casa
- Nessun problema, te lo faccio io il massaggio
- Come?
- Sai, sono diventata bravina a fare massaggi. E’ da un po’ che mamma mi sta insegnando, e poi ho frequentato anche un corso. Qualche cliente adesso chiede di me espressamente. La signora Longhi, per esempio. La conosci?”
- Certo che la conosco, ma non sapevo che anche tu fossi una massaggiatrice
- E invece ho imparato alla grande e ormai sono quasi meglio di mamma. Scherzo!
Disse sorridendo Roberta
- E comunque vedrai che tra poco mamma sarà qui e se non sarai soddisfatta le dirò di non farti pagare nulla
- Valeria mi fa da sempre un prezzo speciale
- Lo so, lo so. Che dici, iniziamo?”
- Dai, andiamo.
Adriana seguì Roberta nella stanza attrezzata.
- Vuoi qualcosa da bere? Un’aranciata, un tè, una coca cola Le chiese Roberta,
- Mmm… un bicchiere d’acqua andrà benissimo, grazie.
Roberta allontanandosi disse
- Vado e torno… devo soltanto fare una telefonata altrimenti poi mi dimentico, ci metto un attimo, intanto puoi metterti comoda e sdraiarti
Adriana rimase lì un po’ frastornata dalla novità e dall’idea che fosse la figlia di Valeria a farle i massaggi.
L’idea di farsi fare il massaggio da questa ragazza la imbarazzava e la eccitava.
La ragazza l’aveva vista nuda ma un po’ di anni fa e nonostante il suo arrapamento era timorosa di mostrarsi a lei.
Adriana si tolse il reggiseno e tenne le mutandine. Le sembrava di essere troppo sfrontata e temeva di passare per una troia mettendosi nuda davanti a Roberta. La figa depilata forse sarebbe stata interpretata come un chiaro segnale sessuale.
Poi si sdraiò a pancia in su sul lettino.
Si infilò rapidamente un dito sotto gli slip, se lo passò nella figa e la sentì aperta e bagnata.
Sentì che era ancora in calore pensò che forse bisognava trovare una scusa per andarsene.
Fece appena in tempo a togliere il dito che arrivò Roberta.
- Ecco l’acqua” disse la ragazza.
Adriana si mise a sedere per bere e sentì che il sapore dell’acqua era buono, diverso dall’acqua che bevevo lei a casa. Sentiva un sapore leggermente dolciastro che le asciugava la gola e le faceva venire continuamente sete. Pensò che fosse il tipo di acqua
Roberta le aveva offerto anche due ottimi cioccolatini che mentre parlava li ingoiava in bocca uno dopo l’altro. I due dolcetti trattati erano stati trattati poco prima dalla ragazza con una sostanza in grado di allentare ogni freno inibitore. Era stata una idea di Valeria, da utilizzare all’occorrenza per scaldare l’ambiente.
Poi Adriana tornò a sdraiarsi.
- Adesso chiudi gli occhi e rilassati. disse Roberta accendendo lo stereo, “al resto penso io. Vedrai che non ti farò rimpiangere la tua migliore amica”
Adriana ubbidì. Chiuse gli occhi e rilassò la mente lasciandosi avvolgere dalla musica e dalle mani della figlia di Valeria.
“Lo sai che hai davvero un bel corpo?” le disse Roberta, “Se non ricordo male hai la stessa età di mamma…”
- Io e Valeria abbiamo fatto tutte le scuole insieme, dalle elementari fino all’università
Valeria replicò
- Hai delle gambe magnifiche,…. e che pelle liscia
Roberta versò un liquido oleoso sulla pancia e sulle gambe di Adriana per poter fare il massaggio che iniziò dai piedi risalendo poi lentamente lungo le gambe, il ventre, i seni, le spalle, le braccia, il collo, il viso.
Adriana si era abbandonata languidamente sotto le carezze esperte delle mani di quella ragazza. Non avrebbe immaginato di rilassarsi tanto in fretta. Una grande e piacevole calma si faceva strada dentro di lei. Era l’effetto dell’acqua e dei cioccolatini.
La voce di Roberta la sorprese mentre stava per addormentarsi.
- Adriana! Adriana!
- Sì !!”
- Adriana, scusa, posso toglierti gli slip?
- Come?… Gli slip?
-Sì, il tanga. Sarebbe meglio se lo togliessi. Con mamma le togli sempre
Senza aspettare il permesso di Adriana Roberta fece scivolare lungo le gambe della donna.
- Non so se…
Borbottava Adriana senza senso ormai senza freni inibitori.
- Oh, non pensarci il massaggio verrà ancora meglio. disse Roberta.
La ragazza notò subito l’estrema cura con cui era depilata la figa dell’amica di sua madre.
Adriana si sentiva svuotata e priva di forze. Le sembrava che i muscoli del suo corpo sfuggissero totalmente al suo controllo.
L’emozione del momento la paralizzava ed era come se nel suo intimo godesse nel sentirsi in balia di Roberta.
La ragazza le sfilò il tanga dai piedi lo allontanò.
Poi afferrò le caviglie della donna e in un attimo le sollevò le gambe verso l’alto spingendole un po’ all’indietro.
Con quel movimento la figa di Adriana si aprì e sotto la passera Roberta vide la bella rosa dell’ano di Adriana.
- Cosa fai? ebbe la forza di chiedere Adriana.
- Osservavo che sei depilata anche dietro. disse Roberta.
- Come dici?
- Ti radi anche il buco. Hai un gran buco.
Adriana sembrò tornare in sé.
- Mah! Roberta! Ti sembra il modo di……
- Su, su! siamo tra donne, no? la interruppe la ragazza, “Anch’io mi depilo, cosa credi?”
Detto questo, Roberta riabbassò le gambe di Adriana e si sganciò la gonna.
Immaginate la sorpresa di Adriana nel vedere che Roberta era nuda sotto la mini.
- Guarda! le disse la ragazza voltandosi e allargandosi le natiche.
Adriana era ammutolita e guardava attratta dalla visione delle parti intime della ragazza. Non riusciva a staccare lo sguardo dalle natiche di Roberta. Era troppo bella.
Pensava che era lì sdraiata su quel lettino e aveva davanti a sé la figlia della sua migliore amica che si teneva i glutei aperti per mostrarle il culo depilato.
Notò la forma delle pieghe dell’ano e ne dedusse che sembrava un orifizio molto avvezzo alle inculate.
- Visto? Anch’io mi depilo ma, non dirlo alla mamma, ma l’ho già preso nel culo.
Adriana, agitatissima, ma con una gran voglia in corpo, fece per alzarsi ma la sensazione di spossatezza tornò a impadronirsi di lei. Riuscì appena a muoversi per poi riabbandonarsi sul lettino.
- Adesso mettiti a pancia in giù” le disse Roberta voltandosi, “devo finire il massaggio…”
- Mi sento molto stanca. replicò Adriana
- Che succede?
- Non lo so. Non riesco quasi a muovermi.
- Dev’essere l’effetto del mio massaggio. E’ molto rilassante. Se non ce la fai a voltarti ti aiuto io
Così dicendo Roberta prima mise Adriana su un fianco e poi la girò sulla pancia.
- Vista così sei ancora più eccitante. Hai un culetto apertissimo e che bucone rugoso!!!”
Disse la ragazza avvicinando il nasino al solco delle natiche per sentire l’odore dell’ano sporgente della donna.
Adriana non ebbe la forza di replicare. Nonostante tutto sembrava concedersi a quella situazione. Tutto quello che aveva sognato avvenisse con Valeria stava avvenendo con sua figlia.
- Tra le chiappe hai un odore da vacca. Diceva Roberta dando leggeri colpi di lingua all’orifizio,
e continuò
- mmm…. hai un buco di culo che sa di sborra. Mi rimane il sapore sulla lingua… mmm… mmmm…”
Adriana era fuori di sé per l’eccitazione. La lingua della ragazza la mandava in estasi.
- Perché non fai pulsare l’ano come fai con mamma? continuò Roberta, “Mamma me l’ha detto, sai? Mi ha detto che non riesce a spiegarsi perché durante i suoi massaggi il tuo buco di culo palpita frenetico. Fallo anche adesso così mi eccito anch’io. Spingilo all’infuori mentre mi sgrilletto”
Adriana non resistette alla tentazione e spinse il buco come faceva con Valeria.
Roberta la guardava con uno sguardo intenso e ricco di piacere muovendo le dita sul clitoride - mmm… dai, così… continua… continua… mmm… si sta aprendo tutto… il tuo culo rotto si sta aprendo al massimo… mmmmm… spingi… dai, spingi…
Così dicendo, Roberta infilò un dito nella figa di Adriana. Lo estrasse bagnato bagnato e lo sfregò sull’ano carnoso e dilatato della donna prima di penetrare nel retto fino alla nocca.
“Mmmm… sto godendo…” diceva la ragazza, “ti chiavo il culo con il dito. Troia! Lo senti che ti sto chiamando nel culo? Ti piacerebbe un bel cazzo, vero? Mmm… ti inculando con il dito e godo… aaaah… mmmmm… godo… godoooo… GODOOOO…”
Anche Adriana fu travolta da un orgasmo che le tolse i sensi residui. Le sue gambe si irrigidirono, le dita dei suoi piedi si arricciarono e il suo sfintere anale si aprì ritmicamente intorno al dito di Roberta mentre la sua figa si allagava. Sbrodò sul lettino e restò li esausta. Si rilassò addormentandosi dove si trovava.
Adriana si riebbe nel momento in cui sentì i click ripetuti di una macchina fotografica.
Ancora rintontita, come appena uscita da un sogno, si voltò di scatto e si mise a sedere sul lettino. Si trovò di fronte Giulio, il ragazzo di Roberta, con in mano una macchina fotografica digitale. Adriana si coprì le tette e la figa come poteva e provò a dire qualcosa.
“Giulio… come ti permetti! Io… io… esci subito di qui…”
“Ho solo fatto qualche foto, signora …” disse lui, “ha proprio un gran bel culo”
“Ma come osi! Non sono mica una troia!”
“No, non lo è …..anzi se potesse mettersi a pecora, con la schiena inarcata e il culo bene in alto sarebbe perfetto…”
Roberta si era allontanata in un’altra stanza.
“ROBERTA!” gridò Adriana, “ROBERTA! ROBERTAAA!!!”
Roberta entrando nella stanza completamente nuda con le scarpe a tacco altissimo
- Fai come dice lui, Adriana! vedrai che saranno delle bellissime foto… il tuo buco di culo è praticamente già su internet da stasera… però ci serve qualche altro scatto.”
“ROBA DA MATTI!!!” urlò Adriana scendendo dal lettino, “fatemi andare via”
Giulio insistette
“Mi faccia fare solo qualche altro scatto e non metterò la sua faccia da pompinara su internet. In effetti, mentre lei era lì assopita, ho preso diverse foto di figa, ano e faccia. Vedrà che ce n’è una in cui la si vede con un bel vibratore messo nel culo… chissà cosa diranno i suoi amici!.... e poi mi ha detto Roberta che prima vi siete fatte una bella goduta insieme”
“Dai, Adriana!” la abbracciò Roberta, “il sonnifero che ti ho fatto bere ha fatto effetto. Mentre dormivi, io e Giulio abbiamo fatto un piccolo video in cui scopiamo. Mi sono anche fatta inculare. Adesso ho il buco quasi slabbrato come il tuo. Il video si conclude con me che gli faccio un pompino e lui che ti sborra sul buco del culo… e c’è anche una foto con te che hai il suo cazzo tutto in bocca”
Adriana si passò una mano sulle natiche.
“Vedi?” le fece Roberta, “hai ancora un po’ della sua sborra … e poi Giulio mi ha chiesto se poteva incularti, ma abbiamo aspettato che ti svegliassi perchè sarà più divertente per lui aprirti il culo mentre sei sveglia… e anche per te…”
Adriana, rassegnata e già tutta bagnata, si mise a quattro zampe sul pavimento lubrificandosi l’ano con lo sperma che aveva ancora sulle chiappe.
E Roberta le si mise di fronte.
“Vedrai che ti piacerà” le disse sussurrando la ragazza baciandola sulle labbra, “Non c’è nessuno che sa sfondare il culo come lui. Vedrai che Giulio ti riempirà il culo e ti lascerà un litro di sborra dentro”
La bocca di Adriana si aprì e le loro lingue si intrecciarono in un bacio saffico che dimostrava l’intensa voglia delle due donne.
Giulio scattò qualche foto di quel culo meraviglioso, poi si slacciò i pantaloni e appoggiò il cazzo già duro sull’ano violaceo e pulsante della donna.
Adriana non aspettava altro e non vedeva l’ora di essere riempita dal cazzo e dalla sborra.

Note finali:

Scritto a sei mani.