i racconti di Milu
racconti erotici per adulti

| Sexy webcam Chat  | ChoCam Mature webcam  |  Live18 |

[ - ] Stampante Capitolo or Storia
Indice
- Text Size +
Note:
Il presente racconto è di pura fantasia.
CAPITOLO 1

Io e mia moglie Laura siamo sposati da 18 anni.
La nostra è sempre stata una vita normale: io impiegato, lei casalinga, un figlio, una casa e un mutuo.
Un po’ di sacrifici economici per andare avanti, non lo nego, ma tutto sommato abbiamo sempre condotto una vita dignitosa.
Anche il nostro rapporto si può definire normale: Laura è sempre stata una donna poco esuberante, timida, se vogliamo.
Non ha mai amato farsi notare, benché, posso affermare, non passi inosservata.
Infatti, a 43 anni, è una donna decisamente attraente.
Capelli castani, lunghi, un fisico snello, due splendide gambe toniche ed un seno pieno e sodo, per non parlare poi del suo fondoschiena, semplicemente sensuale.
Eppure, mia moglie ha sempre preferito non mostrarsi molto, forse per una forma molto accentuata di pudore. E questo suo atteggiamento si è riflettuto nel suo modo di vestire: molto sobrio, gonne sotto il ginocchio, tacchi bassi, collant, ecc.
Raramente ed all’inizio del nostro rapporto soprattutto, ho visto Laura concedersi di indossare qualche abbigliamento un po’ più sexy.
Al contrario di lei, io amo ammirare mia moglie ed il vederla ammirata da altri mi rende orgoglioso.
Per questo motivo ho sempre cercato di spingerla ad osare un po’ di più, almeno nell’abbigliamento, devo dire con scarsi risultati.
Ultimamente, però, vuoi anche per un affievolimento progressivo della nostra vita sessuale, il mio impegno nel disinibire un po’ mia moglie è andato aumentando, non fosse altro per la speranza di riaccendere in lei quel desiderio che, come ho detto, è andato da parte sua via via diminuendo.
Mi sono spinto a regalarle dell’intimo sexy, invitandola ad indossarlo ogni tanto, ma lei ha sempre rifiutato dicendomi “con tutti i problemi che abbiamo, facciamo fatica ad arrivare a fine mese e tu ti metti a comprare queste cose??”.
In effetti non navighiamo esattamente nell’oro, ma un paio di calze autoreggenti posso ancora permettermi di regalartele, gli ribattevo.
Di solito a quel punto Laura mi guarda con sufficienza e lascia cadere la questione.
In vista del giorno del nostro anniversario di matrimonio, però, mi sono impuntato. Le avevo promesso da tempo che saremmo andati fuori a cena, soltanto io e lei.
Ma per tutta la settimana precedente ero taciturno e scontroso, per problemi di lavoro.
Il mio atteggiamento non passò inosservato e così mia moglie, un po’ preoccupata cominciò a chiedermi se andava tutto bene.
Inizialmente evitai di risponderle, poi, il giorno prima del nostro anniversario le feci questo discorso:
“Senti Laura, conduciamo una vita piuttosto faticosa, il mio lavoro non va benissimo, mi piacerebbe ricevere almeno da te qualche soddisfazione. Vuoi sollevarmi il morale? Vuoi rendermi felice? Ebbene domani voglio accompagnare fuori a cena una donna bellissima e di cui sono orgoglioso. Mettiti quelle cose che ti ho regalato, cosa c’è di male a farsi un po’ ammirare? Sarebbe anche un modo per stuzzicarci un po’, visto che anche da quel punto di vista ci siamo un po’ seduti…”, il mio riferimento alla nostra vita sessuale era palese.
Tutto sommato mi sembrava un discorso lecito di un marito che aveva, tra le poche soddisfazioni della vita, quella di avere un moglie bella e di cui andare fiero.
Laura mi guardò e non disse una parola.
Pensai che ancora una volta disapprovava ciò che dicevo e quindi lasciai perdere anche io.
Il giorno dopo tornai dal lavoro ancora più sbattuto e depresso del solito.
L’intenzione era quella di dire a Laura che non avevo proprio voglia di uscire fuori a cena.
Ma quando arrivai a casa vidi qualcosa che non mi aspettavo.
Laura venne ad accogliermi nel soggiorno, pronta per uscire.
Indossava una bella gonna nera sopra il ginocchio ed una camicetta bianca.
Sotto aveva delle calze nere velate ed un paio di scarpe decoltee in camoscio nero con un tacco da dieci.
“Stò finendo di truccarmi!”, mi disse allegra.
Rimasi a fissarla per qualche istante, era magnifica: le calze velate ed i tacchi mettevano in evidenza le sue splendide gambe e quando fece per girarsi e tornare in camera da letto vidi che anche il suo sedere era messo in risalto dalla gonna e dai tacchi.
Non riuscii a fare a meno di seguirla.
La vidi in piedi, davanti allo specchio che si truccava.
Arrivai da dietro e le misi le mani sui fianchi, iniziando a baciarla lentamente sul collo.
Si lasciava fare, così decisi di abbassare le mani sulla gonna e lentamente iniziai a sollevargliela.
“Fermo… cosa fai… così mi stropicci la gonna”, protestò debolmente.
Ma imperturbabilmente le mie mani continuarono ad accarezzarle le cosce mentre le sollevavano il vestito. Quasi sobbalzai quando toccai con la mano destra l’orlo della calza autoreggente.
Le aveva messe, quasi non potevo crederci.
Continuai a tirarle su la gonna e nello stesso tempo ad accarezzarla.
Arrivai agli slip, in microfibra, leggeri e semitrasparenti.
Le sollevai completamente la gonna fino ai fianchi e feci un paio di passi indietro.
Ammirai le gambe ed il sedere di mia moglie. Era stupenda ed io iniziai ad avvertire una certa erezione. Laura si lasciava guardare mentre stava mettendosi un paio di orecchini.
Tornai vicino a lei e le feci sentire la mia voglia. Poi abbassai la mano sul suo ventre ed insinuai le dita nell’elastico degli slip.
“Dai smettila … dobbiamo uscire …” disse Laura trattenendomi la mano.
Avevo voglia di continuare, ma il suono del campanello mi fece desistere di colpo.
Andai ad aprire, mentre mia moglie in fretta si riabbassò la gonna e chiuse la porta della camera da letto.
Era nostro figlio Luca.
Quando Laura entrò in soggiorno era pronta per uscire.
Indossava uno spolverino a filo della gonna.
Diede le ultime raccomandazioni a Luca e gli disse che la cena era già pronta.
E così, salutammo nostro figlio e uscimmo.
La serata fu decisamente piacevole ed al ristorante sia io che Laura non rinunciammo a qualche bicchiere di vino.
Usciti da locale, Laura si ricordò di un bisogno impellente e così tornò dentro, mentre io mi avviai a recuperare la macchina, parcheggiata parecchio lontano.
Salito in auto mi diressi verso il ristorante. Vidi mia moglie Laura davanti al locale che mi aspettava.
Ma prima che potessi raggiungerla si accostò vicino a lei una macchina.
Pensai a qualcuno che voleva un’ informazione e vidi Laura ascoltare cosa aveva da dire l’uomo in macchina e subito dopo dire qualcosa e allontanarsi in fretta dalla parte opposta.
Quando arrivai io e la feci salire, aveva l’aria infastidita.
“Cosa voleva il tipo in macchina?”, le chiesi.
“Incredibile …”, fece lei, “Mi ha scambiato per una di quelle”.
“E cosa ti ha detto?”, le chiesi.
“Ma nulla”, tagliò corto, “mi ha chiesto quanto volevo”.
“Gli hai sparato una bella cifra, almeno? Così risolviamo un po’ dei nostri problemi economici?”, dissi io sdrammatizzando l’accaduto.
“Dai, smettila”, fece Laura.
Mi avvicinai e la baciai sul collo, mi eccitava l’idea che mia moglie fosse stata abbordata sul marciapiede come una puttana.
“Sei così bella… è normale che gli uomini ti notino”, provai a dire.
Appoggiai la mano sulla sua gamba ed iniziai ad accarezzargliela, salendo verso il bordo della calza e sollevandole lentamente la gonna.
“No…ci possono vedere”, disse Laura.
Non mi fermai, e continuai a baciarle il collo mentre con la mano raggiunsi gli slip, lasciandole le gambe completamente scoperte.
Mi fermai un istante a guardarla.
Mia moglie era in macchina, con le gambe scoperte fino agli slip e con la balza del reggicalze in bella mostra.
“Beh, se ti vede qualcuno al massimo penserà che sei con un cliente e che stai lavorando…”, dissi io mentre insinuavo la mano sotto i suoi slip.
“Cosa dici…” disse lei in un sussurro.
In effetti, se fosse passato qualcuno e avesse sbirciato nel finestrino avrebbe visto una scena assai poco decorosa.
Intanto le mie dita raggiunsero la sua bella fessurina e si insinuarono dentro.
Era bagnata, cosa che non mi aspettavo, ma che mi eccitò ancora di più.
Cominciai a far strusciare il dito medio nella fica di mia moglie, che iniziò a sospirare profondamente.
Evidentemente le piaceva il lavoro che stavo facendo.
Le feci divaricare di più le gambe e continuai a masturbarla. Adesso le dita scivolavano con facilità dentro la fica di Laura e presi ad aumentare il ritmo, mentre lei emetteva dei mugolii di piacere.
Era incredibile: la stavo masturbando in macchina, di notte, davanti a un marciapiede.
Era una cosa che con lei non avrei mai immaginato di poter fare.
Una piccola scossa del suo bacino e un gridolino mi avvertirono che era venuta.
Rimisi in moto la macchina, adesso ero io che avevo bisogno delle sue “cure”, ma farlo in quel posto era davvero troppo imprudente.
Arrivammo al nostro condominio e presi la rampa dei box.
Era circa mezzanotte e non c’era anima viva.
Entrai con la macchina nel nostro box, ma mentre Laura fece per uscire le feci cenno di aspettare.
Chiusi la porta del box da dentro.
“Cosa vuoi fare?” disse lei.
La presi e cominciai a baciarla con foga, in bocca, sul collo.
Cercò debolmente di scostarmi. “Dai… e se passa qualcuno?”
“Ma chi vuoi che passi a quest’ora, e poi ho chiuso il box” dissi io.
In effetti sarebbe stato molto più imprudente farlo in casa con nostro figlio Luca in giro.
La feci sedere sul cofano della macchina e le tirai su la gonna.
Le sfilai gli slip mentre mi abbassavo pantaloni e mutande. Avevo già il cazzo duro, la avvicinai a me e con la mano diressi il mio cazzo contro la sua fica, ancora bagnata.
La penetrai quasi senza sforzo e cominciai a scoparla.
Lei, all’inizio rigida, si concesse completamente appoggiando le spalle al cofano della macchina e divaricando le gambe avvolte dalle calze nere. Emise dei gridolini di piacere che se qualcuno fosse passato di li avrebbe certamente sentito.
“Sì… sì… cosìì…”, disse come una cantilena.
Mi ci vollero pochi colpi e infine proruppi tutta la mia eccitazione nel suo ventre.
Non ricordavo una scopata così soddisfacente con mia moglie da anni.
Ci ricomponemmo e senza dire una parola entrammo a casa.
Luca non era ancora tornato e mentre Laura andò in bagno a sistemarsi io pensai a quanto era stata bella questa serata e a come avrei potuto convincere mia moglie a rifarne un’altra.
Purtroppo, a causa degli accadimenti successivi, ebbi a pentirmi di questi miei desideri.