i racconti di Milu
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E così erano iniziati i loro rapporti sessuali giovanili con tutta la forza prorompente dell’ età.
La ragazza con la scusa di una discontinuità mestruale, iniziò a prendere la pillola. Non voleva correre rischi, ma non lo disse a Nicola, per tenerlo sempre sulla corda.

Ora, il ragazzo era diventato un adulto e sedeva al suo fianco.
Prima di imboccare l’ autostrada le chiese se gradiva un caffè. Lei accettò volentieri.
Lui le disse – Sai in tutti questi anni non ti ho mai dimenticata. Ti ho pensato tante volte ... –
Melania si lasciò prendere dalla superiorità di un tempo: - Non me ne sono mai accorta. Eppure ti vedevo spesso, in giro! –
- Ma che dici, non ricordi come mi hai lasciato? Ho fatto di tutto per tornare con te! –
- Oh, si – replicò lei – tutte le cose più sbagliate: sparlare in giro, contattarmi tramite persone, leccare il sedere ai miei ... – sorrise con un guizzo autoritario nello sguardo – ti sembra la cosa giusta da fare per uno schiavo? –
Lui ingoiò amaro – Ma che potevo fare? Ero disperato? Non avrei mai ceduto che tu mi lasciassi così, da un giorno all’ altro. –
- Davvero? – lo squadrò bevendo il suo caffè – E perché quando mai tu sei stato il mio ragazzo? - rincarò la dose – Non ricordi chi eri, per me e a cosa ... mi servivi? – aggiunse – Un ruolo che ti è stato bene fino alla fine ... finché ti conveniva! – esclamò.
- Ma dai, non puoi pensare davvero che io accettassi il fatto di essere potuto lasciare in qualsiasi momento ... credevo fosse una scusa, un gioco tra di noi. – si giustificò lui.
- Invece, come vedi, lo feci veramente ... –
- E vero – disse Nicola, amaro – e ci rimasi di merda ... –
- Chissà, se non avessi fatto tutto quel casino ... forse ... – lo squadrò con aria furba, mentre risalivano in auto.
Lei si diede uno sguardo fugace nello specchietto. “Ancora non trova il coraggio di chiedere cosa ci facciamo qua, insieme” rise dentro di se ... era sempre il solito tontolone.
Ripartirono.
Nicola guardava la strada pensieroso, ma non aggiunse altro, per il momento.

I ricordi del passato le tornarono alla memoria ... lo aveva proprio strapazzato per benino a suo tempo.
Lo manteneva in un continuo stato di vassallaggio, spesso lo maltrattava anche davanti agli amici, gli chiedeva di tutto e di più, tanto che la stessa famiglia di lui cominciava ad essere preoccupata; e lei pensava: e cosa si aspettava “mammina”? che il pacioccone del figlio uscisse al fianco della più bella del paese ... a gratis?
Stupida, vecchia intrigante!
Sessualmente se lo spassava come un toro da monta, pur tenendolo sempre sulla corda e non dando mai nulla per scontato.
Gli piaceva metterlo a disagio.
Spesso andava in ditta e, con la scusa di interessarsi al suo lavoro, gli cercava il cazzo con le mani.
Altre volte, mentre lui guidava, anche nelle stradine del centro, con tanta gente intorno, si abbassava e gli faceva il pompino ... aspettava che lui, eccitatissimo, cominciasse a sgorgare. Poi al gusto delle prime gocce, si alzava, facendolo riempire di sperma, tanto che a volte non poteva neppure scendere dall’ auto.
Le piaceva molto farsi chiavare mentre era affacciata dalla finestra di casa di lui, mentre il ragazzo, da dietro la tenda, pompava con delicatezza per non far notare gli scossoni.
Era anche terrorizzato che all’ improvviso nella stanza entrasse qualcuno dei suoi, cosa che a Melania attizzava all’ ennesima potenza.
In quei casi, quando era alla finestra gli ordinava di venire dentro la sua figa, inventando la scusa che aveva appena avuto il mestruo e non c’ erano problemi. Perché dopo le piaceva circolare senza mutande, mentre la sborra, pian piano le scorreva sulle cosce. Era eccitante, parlare con i suoi familiari con aria disinvolta, mentre era tutta bagnata e sentiva in giro l’ odore della sborra calda.
Ad eccitare da matti Melania era il desiderio sfrenato di lui.
Era sempre pronto.
Il suo cazzo era quasi sempre duro quando era con lei. Spesso lo lasciava a bocca asciutta per settimane, ordinandogli anche di non tirarsi le seghe.
Una volta che era molto nervosa per cose di famiglia lo schiavizzò letteralmente, legandogli le mani a una vecchia sedia nel garage di casa sua.
Lo fece sedere e si alzò la gonna, era scesa di casa già senza le mutande, si sedette sul ragazzo a spegni candela e lo tirò fino all’ estremo, finche le venne dentro copiosamente.
Ma non significò per lui la liberazione, gli restò immobile sopra.
Sentì il grosso pene perdere di vigore, inzuppato nei suoi liquidi vaginali e nella sua stessa sborrata.
- Non farlo uscire! – gli intimò – non ho finito con “lui” ... –
Restarono immobili per oltre un quarto d’ ora, mentre lo sperma liquefatto scorreva dalla fica, irrorando le palle di Nicola.
Melania girò su se stessa, come su un perno, senza permettere al cazzone di uscire.
Si mise davanti a lui con le gambe aperte e, raccogliendo quei liquidi spumosi, li adoperò per lubrificarsi la vagina e per portare parte di quel liquore alla bocca, in modo da baciarsi passandosi quella crema calda e dolce.
Intanto si trapanava il clitoride e portava a termine uno sconvolgente ditalino.
Mentre lei veniva seguendo orgasmi multipli e costanti, Nicola si arrapò più di prima, intostando di nuovo il bastone.
Per la ragazza fu l’ inizio di una seconda potente scopata, gestita interamente da lei, al suo ritmo, fino a farlo sborrare di nuovo, nella vagina già stracolma.
Il garage odorava di chiavata tanto violentemente, che la madre, al mattino dopo ancora si chiedeva cosa fosse quello strano odore, di sotto.

Passarono due anni circa in cui erano l’ uno schiavo del bisogno fisico dell’ altro, poi tutto finì.
Doveva succedere prima o poi, troppo intraprendente e acuta lei, troppo ottuso e ignorante lui.
Quando arrivarono gli anni della maturità intellettuale, Melania incontrò l’ uomo della sua vita, che divenne poi suo marito.
Altro che dominatrice e sfruttatrice, col suo uomo ella ritrovò se stessa e la fiducia in se.
Ritrovò la creatività, il piacere che si prova come frutto dell’ amore e non come squallido desiderio di violentare fisicamente le capacità dell’ altro.
Nicola era stato un buon oggetto sessuale, un fedele scudiero ... ma poi era finita, e i suoi sogni reconditi andarono a farsi friggere.
Fece di tutto per tornare con Melania, ma non ci fu verso, venne rottamato come una vecchia auto usata.
Inoltre i suoi comportamenti infantili e caparbi, crearono non pochi disagi alla ragazza, che lo odiò intensamente, tanto che il solo incontrarlo la disgustava.

Spesso, da adulta, incontrando il giovane che si era lasciato andare, diventando sempre più trasandato, grasso e untuoso, si era chiesta come avesse potuto accettare quella situazione, in passato.
Con suo marito si dicevano tutto.
Anche lui era un amante sempre disponibile, ma aveva tutt’ altro stile; con lui la donna provava piaceri ben più sottili e durevoli, perché sapeva intrigarla con i pensieri scherzosi, ma torbidi, che le inculcava.
Lui la vedeva talmente bella ed eccitante che spesso veniva solleticato dall’ idea di far l’ amore in tre, con un’ altra donna o un altro uomo.
Con queste fantasie la stuzzicava spesso e, in alcuni casi, avevano anche tentato dei timidi approcci ai rapporti misti, ma con risultati estremamente parziali.


Note finali:
Pubblicazione settimanale.
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