i racconti di Milu
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Questa che state per leggere è una lunga intervista fatta a Swann nel corso di tre pomeriggi, via chat. Il testo è stato ricopiato fedelmente, cercando di correggere eventuali errori grossolani di battitura ma senza apporre modifiche rileventi al testo. Swann ha riletto il tutto senza apportare altre modifiche.
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G: Caro Swann, anche se per molti lettori sei già abbastanza conosciuto, io inizierei questa intervista con una piccola presentazione. Che ne dici?
S: Mi affido a te, ti conosco abbastanza per lasciare a te tutta la parte giornalistica della cosa.
G: Ok, perfetto! Allora inizierò con il dire che il signor Swann, qui presente, è uno degli autori di Milù che più mi hanno colpita per la loro raffinatezza e spregiudicatezza. Con un solo racconto, sebbene diviso in tre tempi, ha saputo colpire la mia immaginazione in maniera molto forte, grazie anche ad una particolarità, non così frequente all’interno della letteratura erotica: la bisessualità.
Se posso iniziare con le domande, vorrei chiederti se questa è solo frutto di fantasia letteraria o se è un’attitudine che ti appartiene realmente.
S: Guarda, questa è una domanda che mi hanno rivolto quasi tutte le lettrici e i lettori dei miei racconti che hanno avuto la gentilezza di scrivermi. Bene, ora chiarirò una volta per tutte la situazione. Tutto ciò che è scritto in quei racconti è pura realtà (ovviamente romanzata per le esigenze narrative). Io sono, sebbene leggermente mascherato, il protagonista della vicenda e l’ambientazione è la stessa di un fatto realmente avvenuto diversi anni or sono.
G: Quindi tutto vero!
S: Tutto vero, esatto!
G: Sull’autenticità dell’ambientazione credo nessuno avesse dei dubbi. Chiunque ha avuto un’esperienza all’interno di un club privè ha ben presente le scene che tu hai splendidamente descritto! Secondo te, allora, per quale motivo così tanta gente ha avuto la curiosità di sapere da te se veramente si tratta di un racconto autobiografico? Credi che la bisessualità sia ancora un tabù così forte al giorno d’oggi?
S: Bella domanda! Ma, sai… In Italia (ma credo che questo sia un problema che varca i confini nazionali) la bisessualità è ancora vista con sospetto dalla gente perché è facilmente confondibile con l’omosessualità latente. E l’omosessualità, per molte persone (ignoranti), è ancora interpretata come un handicap… una “tendenza” vergognosa… E allora, soprattutto gli uomini, ti domandano se ti piacciono anche le donne, così diventi subito un po più rispettabile e loro non si sentono troppo in imbarazzo a parlare con te…
G: E come reagiscono gli uomini ai tuoi racconti?
S: Ma… In modo disparate: alcuni mi insultano, o pensano di insultarmi dandomi dell’ omosessuale. Altri, invece, più intelligentemente, affrontano l’argomento, si confrontano con me.. Molti sono eccitati dal racconto, vorrebbero provare le mie stesse esperienze, ma non ne hanno il coraggio… La loro vita, il personaggio che si sono creati nella società è incompatibile con certe esperienze!
G: Ahahaha! Bella osservazione… Molto acuta, peraltro! Quindi tu credi che la società in cui viviamo incide pesantemente e negativamente sulla vita dei singoli individui.
S: Sicuro! E’ la parabola di Arancia Meccanica di Kubrick. La società tende a plasmare il cittadino per renderlo più facilmente governabile. L’obiettivo è l’appiattimento dei comportamenti, dei desideri, delle pulsioni! Con i media che ti bombardano tutto il santo giorno come può una persona normale non essere ipnotizzata da tanti segnali?
G: Quindi si tratta di un’influenza negativa?
S: Certo! Perché porta all’abolizione del libero arbitrio! Oggi come oggi è la televisione che ti dice ciò che è buono e ciò che non lo è! Un tempo era la Chiesa, oggi neppure più quella ha potere sugli uomini. Ora, tutti noi ci crediamo liberi perché ci sembra di fare ciò che vogliamo, ma in realtà è solo un’illusione. Se tu ti compri quel dato capo di abbigliamento non è per tua scelta. Se non sei andato a cercarlo per la griffe, per lo meno sarai andata ad acquistarlo perché oggi è di moda quello specifico abbigliamento. E lo sai perché lo hai visto alla TV!
G: Ma tutto questo che effetto può avere sulla sessualità? Di questi tempi, anche a livello politico, mi sembra che ci sia un certo liberismo!
S: Cara Giulia, tu stai cercando di farmi cadere in un tranello, ma non ci casco. Quello che tu chiami liberismo io la chiamo ipocrisia. Un governo che prima abolisce gli spettacoli soft core sulla seconda serata dei canali privati perché sconci e impressionanti per un pubblico adolescente e poi sdogana senza batter ciglio le orgette presidenziali e i bunga bunga, come lo chiami? Governo liberale? Io ci vedo solo una forma di dittatura velata. Ma non di destra o di sinistra… Semplicemente la continuazione di quei governi secolari che, prima fra tutte la Chiesa, hanno capito che con la regolamentazione della sessualità si ha la creazione di una società più stabile e malleabile.
G: Sicuramente i nostri politici hanno letto Machiavelli!
S: Sicuro! Peraltro, il suo Il Principe è una lettura che consiglio a tutti, perlomeno per comprendere i meccanismi del potere.
G: Machiavelli ha anche scritto la Mandragola, comunque…
S: Ehehe… E da questo si capisce come il sesso non sia un’invenzione dei Sessantottini! Io sono un appassionato di letteratura erotica e devo dire che, gli autori che più mi hanno colpito ed impressionato per la loro apertura mentale e per la sconcezza del linguaggio sono quelli del passato. Dai classici (basta pensare ad Apuleio che arriva a raccontare della matrona che, assatanata di piacere, arriva a cercare il rapporto con un asino!) agli illuministi come Casanova e De Sade. Per non parlare del Satyricon di Petronio! Un’opera del genere, nel 2012 sarebbe boicottata e censurata senza pietà!
G: Peraltro, proprio il Satyricon è proprio una delle opere che hanno al loro centro la bisessualità e il culto del piacere in tutti i suoi aspetti! A che età l’hai letto?
S: La prima volta? Avrò avuto 16 o 17 anni… In collegio era vietato, ma circolavano alcune copie clandestine tra noi ragazzi…
G: In collegio? Tu sei giovane! Non hai frequentato la scuola classica?
S: Solo le elementari e le medie, poi mio padre ha voluto mandarmi in un collegio in Svizzera. Era un ufficiale dell’esercito. Severissimo. Era ossessionato dalla disciplina e io invece, già da ragazzino, ero un testa calda. Allora mi mandò in Svizzera. Collegio maschile. Preparazione d’alta classe. Rigorosissimo, almeno sulla carta! In realtà un gran bordello. E’ li che son diventato tutto ciò che mio padre non voleva che diventassi.
G: In che senso?
S: Bè… lui era particolarmente severo. Anche con sè stesso. I miei dormivano in camere separate, vita coniugale limitata a poche tenerezze, e a galanteria d’altri tempi… Bon ton in casa e in pubblico. Razzismo, maschilismo… omofobia.
G: Un bel quadretto!
S: Si, nel complesso, niente male. Sembra la descrizione della famiglia borghese americana. E invece era la mia famiglia torinese, italianissima! E la scelta di mandarmi lassù non fece che aumentare in me il disprezzo per quelle istituzioni che la fondavano.
G: A che età hai iniziato a capire che non eri un ragazzo come gli altri? Che eri attratto anche dagli individui del tuo stesso sesso?
S: Da subito. Anche se all’inizio non mi sembrava affatto di essere diverso dagli altri.. L’ambiente del collegio maschile è l’ideale per far nascere la corruzione in capo agli adolescenti. Tutti ragazzi, alcuni più forti, altri più fragili… L’ambiente era molto severo. I maestri richiedevano molta disciplina, tuttavia avevamo i nostri spazi… E fin dall’inizio i più grandi ti insegnavano a infrangere le regole.
G: A infrangere le regole?
S: Si, ce ne erano un sacco! Dormivamo in grandi camere da 3 letti, ognuno aveva il suo letto, il suo comodino e il suo armadio. La notte non si poteva accendere la luce e se dovevi andare in bagno dovevi uscire ed entrare al buio. Il bagno era in fondo al corridoio. Se ti beccavano con qualcun altro la notte nei bagni o nel letto erano cazzi amari!
G: Ed è stato allora che hai scoperto la sessualità?
S: Si, ma non solo io… Un po’ tutti! Era normale! Eravamo solo maschi in quell’edificio, compreso il cuoco, i professori e gli addetti alle pulizie. E allora ci arrangiavamo come potevamo… Ricordo la prima volta nelle docce: dopo aver fatto la ginnastica entravamo negli spogliatoi e ti facevi la doccia insieme agli altri! Caspita, la prima volta ero imbarazzatissimo. Quelli più grandi facevano gli sbruffoni, erano già fisicamente ben formati, sessualmente sviluppati. Era un ambiente cameratesco e i più vecchi abusavano della loro esperienza. Si facevano lavare il corpo con la spugna, si facevano masturbare… ti sfottevano!
G: Nonnismo.
S: Si, nonnismo. Ma era normale. Non era interpretata come pratica omosessuale. Era normale così. Un po come nell’antica Roma, dove il patrizio non perdeva l’onore se aveva rapporti attivi con altri uomini di rango inferiore. All’inizio, quando entravi in collegio eri il novellino… appartenevi all’ultima casta. Dovevi sottostare ai loro giochetti… Glielo succhiavi, glielo menavi e alla fine ti dovevi ripulire dai loro schizzi..
G: Un brutto ambiente, insomma…
S: No! Tutt’altro! Io non aspettavo altro che un’occasione come quella per scappare dall’educazione austere che mi avevano appioppato I miei! Io quelle pulsioni sessuali le provavo da tempo e quelle pratiche erano per me una valvola di sfogo favolosa! Precoce come ero, aspettavo da tempo di vivere esperienze del genere!
G: Ma riuscivi a godere anche di quelle esperienze passive?
S: Sicuro! Ma non erano solo passive. Non appena ti eri svezzato, iniziavi tu stesso a diventare più intraprendente e subito trovavi qualcuno desideroso di prendere il posto passivo.
G: Rapporti di potere, insomma!
S: Si, in un certo senso si, ma pur sempre rispettosi del prossimo. Non eravamo bestie. E poi c’era una sorta di limite morale… quel confine tra giochi innocenti e omosessualità che non andava oltrepassato.. Era un codice non scritto… Ci si poteva divertire con mani e bocca, ma non si andava oltre… Niente penetrazione!
G: Caspita! Una bella organizzazione. Ne sarebbe stato parecchio contento tuo padre, immagino!
S: Oh, moltissimo!
G: E quando è avvenuto il passo successivo?
S: Ma… nella mia adolescenza ne ho vissuti molti di “passi successivi”… I mie primi rapporti con le ragazze sono avvenuti in Italia, in occasione delle vacanze. Con la famiglia andavamo in vacanza sempre due settimane al mare e poi altre due settimane a trovare le zie in campagna, in un paesino in provincia di Cuneo. Lì, durante una festa di paese ho avuto i miei primi rapporti con le ragazze del paese e ho fatto l’amore per la prima volta. Avevo 16 anni.
G: Com’è stato?
S: Niente di memorabile. Ero così eccitato! Mi ha portato in un fienile, lei l’aveva già fatto e mi ha ordinate di non venirle dentro. Io ho promesso, allora lei si è sollevata la gonna e si è messa a pecorina. Dopo neanche un minuto le sono venuto dentro come un fesso! Mi ha dato un ceffone pazzesco! Per fortuna non l’ho messa incinta!
G: Bè, come prima volta niente male!
S: Ehehe… No, non male! Poi da quella volta ho iniziato a provarci con tutte… Molte mi mandavano a quel paese, ma qualcuna ci stava! In poco tempo diventai un vero libertino. Non provavo nulla per loro, perciò potevo permettermi di essere bastardo: gliene combinavo di tutti i colori! Le maltrattavo, facevo i miei comodi… A una sono venuto sul vestito nero da festa, proprio sul davanti! La madre a casa le ha rifilato un ceffone che è stata una settimana con la guancia arrossata.
G: E più facevi il bastardo, più le ragazzine ti venivano dietro… Vero?
S: Esatto! Era fantastico!
G: Prima hai detto che hai avuto anche altri “passi successivi” nella tua adolescenza… Parlamene!
S: Oh, si! E’ stato un po’ più in la, l’ultimo anno in collegio, prima dell’ Università. Una mattina, ad una mostra di pittori impressionisti conobbi un uomo già sui cinquant’anni, tedesco di origine, ma aveva vissuto un po’ in tutto il mondo. Era un collezionista e mercante d’arte. Era un’ enciclopedia vivente e aveva la rara abilità di saper parlare. Sapeva intrattenere: intavolare un discorso con chiunque, e giostrare la conversazione a suo piacimento. In un’epoca in cui nessuno si muoveva di casa, lui che aveva viaggiato per tutto il mondo era sempre un ospite desiderato nei salotti più eleganti della città. Lo conobbi a una mostra, dicevo, e divenni il suo pupillo.
G: Il suo pupillo? Che intendi dire?
S: Si, lui si autoproclamò mio maestro di vita e incominciò a portarmi in giro con lui, al caffè, nei musei, alle corse dei cavalli. Lui parlava molto ed io ascoltavo. Era grande e grosso, le guance paffute, barba e baffi rossicci. Molto elegante. Dopo pochi giorni mi invitò a casa sua.
G: E li avvenne il “passo successivo”!
S: Esatto. Aveva affittato una casa in collina. Elegante, con quadri alle pareti che avrei fatto bene a rubare perché ora varrebbero una fortuna! Per prima cosa mi fece vedere alcune immagini che allora erano dette pornografiche ma che erano vecchie fotografie in bianco e nero riproducenti ragazzi messi nelle pose delle sculture classiche. Le aveva fatte lui, come già altri a inizio secolo avevano fatto a Capri o a Taormina. Mi chiese se volevo essere immortalato in quelle pose. Io, per tutta risposta mi spogliai. A fine giornata avevo perso la verginità per la seconda volta!
G: Cosa ti attirava di lui?
S: Senz’altro la classe che sapeva sfoggiare in ogni occasione. Era elegante, raffinato… ma allo stesso tempo andava a caccia con i contadini della zona, bestemmiando e sbevacchiando con loro la sera. Era un uomo di un’altra epoca. Sapeva vivere.
G: E lui, cosa cercava in un ragazzo come te?
S: Chi lo sa? Certamente qualcuno cui tramandare la sua esperienza. Le sue conoscenze… L’amore per alcuni aspetti della vita dimenticati nella società che stava diventando pian piano consumista. E poi cercava della compagnia. Compagnia non solo intellettuale, s’intende!
G: Era omosessuale?
S: Si, era omosessuale, ma non effemminato. Amava il corpo maschile. Lo ritraeva nelle fotografie in bianco e nero. Lo rappresentava in splendidi disegni a china, di gusto neoclassico. Era un’esteta, a suo modo.
G: E gli piacevano i ragazzi!
S: Ma chi è quel fesso che preferisce la vecchiaia alla gioventù! Sapeva come gestire la situazione con giovani e adulti, ma i giovani sapeva come prenderli. Me sapeva benissimo come prendermi. Era carismatico. E non sapevi dirgli di no! Mi portava in giro per l’Europa, alle mostre, alle celebrazioni. Mi presentava personaggi mitici che neppure conoscevo all’epoca! E in cambio pretendeva di poterti gustare fisicamente. Estinguere la sua brama di piacere nelle tue carni. Io non ho mai pensato neppure una volta di rifiutargli i miei favori!
G: E come ti voleva? Attivo o passivo?
S: Sempre e solo passivo. Non mi ha mai permesso di penetrarlo. Tutt’al più chiedeva di essere stimolato con le dita, durante il sesso orale, ma nulla di più. Era mascolino, vigoroso. A tratti luciferino con le sue carni piene e capelli e pizzo disordinati.
Generalmente mi veniva dentro, ma a volte si divertiva a sfilarlo all’ultimo e ad eiacularmi sui testicoli o sullo sfintere, per poi scivolare nuovamente dentro… Una specie di pantomina del coito interrotto degli eterosessuali!
Gli piaceva toccarmi, accarezzarmi, spremermi! Ma non andava oltre la masturbazione, specialmente durante i nostri rapporti: godeva immensamente nel vedermi venire mentre mi sodomizzava!
G: Ti “sodomizzava”! Strano questo termine: al giorno d’oggi sembra quasi arcaico!
S: Lo usava sempre lui! Ricordo ancora quando nel dipartimento d’arte greca di Parigi passammo ore a visionare i vasi con raffigurazioni erotiche: “sodomie” c’era scritto come didascalia! Quel pomeriggio entrammo in un negozio di abiti carnevaleschi e mi comprò una tunica celeste, calzari e coroncina d’alloro. Quella sera volle prendermi sul letto vestito da “eromenos”, proclamandosi a gran voce mio “erastes”. Un’immagine che non potrò mai scordare!
G: Caspita! Che adolescenza avventurosa che devi aver vissuto!
S: Non mi lamento, sono ricordi piacevoli, anche se non sono il tipo che vive nel passato.
G: Neanche io! Preferisco il presente! Alla fine è l’unica cosa che è in nostro potere!
S: Esatto. Io la penso allo stesso modo: il passato è perfetto per riposare la mente nei ricordi piacevoli, ma chi sta a rimuginare sugli sbagli del passato sta solo perdendo del tempo prezioso. Gli sbagli del passato sono solo dei promemoria, e il futuro è incerto. Solo il presente… l’ “adesso”… sono cose reali!
G: E il piacere dei sensi!
S: E il piacere dei sensi. O forse anche questa è un’illusione! Chissà!
G: Sarà, ma meglio cullarsi in questa illusione! Il dolore, anch’esso forse è solo un’ illusione, ma è tutt’altra cosa!
S: Vero anche questo! In ogni caso quell’uomo mi ha cambiato la vita. Se prima d’allora ero senza meta, con i suoi insegnamenti iniziai a conoscere maggiormente il mondo e anche me stesso. Compresi quanto bella fosse l’arte: dalla letteratura alla pittura, dalla musica classica alla poesia!
G: Ho notato molti riferimenti, nel tuo “trittico” a varie forme d’arte. Dalla musica jazz alla pittura francese! Qua è là anche qualche citazione cinematografica, magari nella organizzazione della scena (penso al bicchiere che, al tuo ingresso nel club, vola dal bancone del bar al cliente sul divano catturando la tua attenzione prima di ogni altra cosa). E poi Dante! Che dà anche titolo all’opera.
S: Bè, Dante è il mio faro nella nebbia. Ho letto la Commedia tante di quelle volte da saperla a memoria! Un poeta e uno psicologo. Un sociologo, un artista a tutto tondo! Visionario come William Blake, ma 500 anni prima, in pieno medioevo! Senza Dante gente come Tim Burton e Fellini mica esisterebbero!
G: Vero! L’Inferno dantesco è qualcosa di inarrivabile. Anche io ne sono un’appassionata, anche se devo riconoscere che per i suoi canoni sarei da confinare tra i lussuriosi “che la ragion sommettono al talento”.
S: Bè, a te va ancora bene: in quanto sodomita Dante mi avrebbe condannato a camminare in eterno sulle sabbie roventi… Ma in fin dei conti gli voglio bene ugualmente!
G: Parlando di sodomia, a te piace il sesso anale?
S: Ehehehe.. sono un uomo! Che domande!? A parte gli scherzi, ti confesso che mi eccita molto, anche con le donne! Molte non lo sanno neppure che possono provare molto piacere lì dietro! Leggendo i tuoi racconti e la tua intervista, invece, mi sembra di capire che tu lo sai molto bene!
G: Vorrei ricordarti che in questo momento sono io a fare le domande e che io sono molto più vecchia di te e dovresti portarmi più rispetto! ;-) Tuttavia, solo per onestà intellettuale, ammetto che è un tipo di rapporto che a me eccita davvero molto. Se non mi permette di raggiungere l’orgasmo, perlomeno mi porta proprio sull’orlo del baratro! Basta una carezza che … BOOOM!
S: E brava Giulia! Vecchia maiala (con rispetto permettendo!) Comunque, tanto per anticipare la tua prossima domanda: si, non mi dispiace prenderlo nel culo! E’ qualcosa che riesce sempre a farmi godere, anche se non sempre gli altri uomini sanno come penetrarti!...
G: Lo dici a me!? Nella mia vita ho incontrato certi grezzacci che me l’hanno quasi strappato tanto erano maldestri! L’eccessiva focosità e l’inesperienza di voi maschietti sono al 99% la causa dello scarso interesse delle donne al sesso anale!
S: Lo so… Ma è sempre così… Per colpa di qualche cretino ci rimettiamo tutti noi che “sappiamo usare l’attrezzo del mestiere”… In ogni caso io preferisco rivestire il ruolo attivo, la sensazione di piacere che deriva dal penetrare nell’ano di un uomo o di una donna è qualcosa di favoloso: quella strettezza… la pelle tesa… Il fatto di funzionare da interruttore per i suoi mugolii di dolore e piacere… Mmmm… Solo a pensarci mi viene duro!
G: Ok, ok! Abbiamo capito! ;-) Ma ritornando al tuo maestro di vita, come andò poi a finire con quell’uomo?
S: Durò per tutto l’anno. Io all’epoca ero un adolescente.. avevo gli ormoni a mille! Ma lui iniziò ad essere possessivo, geloso… a volte addirittura aggressivo… Alla fine mi diplomai e dovetti lasciare la Svizzera. Lui si trovò un altro ragazzetto… Non ci siamo più sentiti da allora.
G: E perchè? Da come ne parli sembri ancora legato a quell’esperienza!
S: Si, certo… A suo modo è un bel ricordo! Tuttavia credo che tra i piatti della bilancia, lui sia quello che ha tratto maggiore profitto dalla nostra storia. Io sono cresciuto molto, come ti dicevo, e di questo gliene sono grato. Tuttavia, col tempo, la sensazione che me ne è rimasta è quella che lui abbia abusato del mio corpo, nonostante io fossi già maggiorenne e consenziente.
G: Nei rapporti di coppia c’è sempre un soggetto dominante. Specie nelle prime esperienze, quando si è giovani..
S: Si, forse hai ragione. Molto spesso, io stesso nel corso della mia vita mi sarò comportato allo stesso modo senza rendermene conto.
G: E poi?
S: Poi niente, mi sono iscritto a Storia dell’arte, a Parigi e li sono vissuto sette anni, a bighellonare. Parigi, alla fine degli anni ‘70 e ai primi anni ’80 era un bordello unico. All’epoca non c’era ancora il timore dell’AIDS. Andavi in giro per i locali piu alla moda e se ti interessava una donna avevi solo da farle un sorriso che già lei ti abbassava la lampo dei pantaloni. I gay, poi, erano ancora piu spregiudicati: i bagni maschili dei night e dei cinema erano sempre occupati da qualcuno che stava a spassarsela!
G: Ho presente! Anche se ero già molto più matura, anche io ho assaporato la stessa sensazione. La stessa che, anni dopo, ho ritrovato a Berlino.
S: Ma la scena di Berlino era più underground. Mi è bastato un week end per fami scappare a gambe levate! Io ero diverso, amavo l’eleganza e la raffinatezza di Parigi! Cazzo: ma sai cosa vuol dire fare un pic nik a mezzanotte sul lungo Senna e all’alba gironzolare ancora per le strade di Pigalle con cilindro e occhiaie? Chi non l’ha provato non può capire!
G: Hai ragione! E poi Pigalle! Io l’ho vista negli anni ’50, ’60, ’70.. Ora, chi la vede non vede la vera Pigalle. Quella di allora era tutta un’altra cosa! Con le sue puttane,. I suoi travestiti!
S: Ah! Le puttane di Pigalle! Le ho provate tutte! O per lo meno, quasi tutte! Erano un’infinità! Ci sono ritornato la scorsa settimana.. Nulla. Solo turisti e sexy shop. Qualche pappone, qualche criminalotto.. Una tristezza!
G: Hai proprio ragione. Abbiamo avuto fortuna a vivere in quegli anni.. Ora è tutto finito.. Tutto artificiale, sintetico! Ora, tra paure immaginarie e malattie molto reali un ragazzo prima di toccare una puttana indosserebbe prima uno scafandro!
S: E non farebbe male! Alcuni amici sono finiti male per colpa del sesso senza precauzioni… Io sono scampato per pura fortuna, perché fino agli anni ’90 non ho mai pensato di usare un preservativo. Mi beccavo qualche scolo, qualche infiammazione… ma mica ci badavo! Facevo di tutto: mi facevo venire in bocca, nel culo… Sfondavo il culo a degli sconosciuti senza mai indossare il guanto! Mi è andata bene!
G: E’ andata bene a tutti quelli che come me e te hanno vissuto il piacere fino in fondo in quegli anni! I rischi, ora lo sappiamo, erano immensi!
S: Tu però ora hai messo la testa a posto, mi è sembrato di capire!
G: Ciccio, io ho settant’anni suonati! Cosa potrei fare? Anche volessi, a parte qualche assatanato non potrei trovare carne per i miei denti!
S: Ma tu hai provato ad accasarti! Volevi cambiare strada…
G: Ma… visti i risultati, forse non era no quelle le mie reali intenzioni!
S: Bè, perlomeno ci hai provato! Io, invece, non ci penso neppure. E’ quello il mio problòema… a tratti una fortuna, ma a volte è dura… Ho avuto una lunga relazione con una donna… lei sapeva del mio interesse per gli uomini, ma non ne era gelosa: Diceva che le bastava non essere tradita con un’altra donna e lei sarebbe stata felice! Ma alla fine mica ha retto! La capisco benissimo: mica puoi crearti una famiglia con uno come me! Che vita sarebbe! Alla lunga io le stufo le persone, perché non so essere costante!
G: Quindi tu hai avuto relazioni durature con qualche donna?
S: Certo!Ti sembra strano? Io, innamorato lo sono stato molte volte, e sempre solo di donne. Donne splendide, bellissime… amanti focose e compagne amorevoli allo stesso tempo. Sono attratto da quel tipo di donna! Non riuscirei a creare una storia d’amore con un uomo! Ma allo stesso tempo alcuni uomini mi attraggono fisicamente. Sento il desiderio di mettergli le mani addosso… farli miei… Ma tutto finisce li. Niente relazioni al maschile per me!
G: Hai descritto la tua donna ideale. E il tuo uomo?
S: Ma… Non ho dei canoni fissi… Senz’altro non sono attratto dagli uomini effemminati. Generalmente, i miei sensi sono attratti dalla bellezza classica. Il culto greco per i bei lineamenti e per le linee suadenti. Il corpo modellato e scolpito senza essere palestrato. G:
G: Un culto della bellezza classica trasmessa dal tuo maestro, immagino.
S: Si, sicuro! Come molte altre cose! Lo stesso nickname che uso su Milù è un’omaggio a Proust e alla sua Ricerca del tempo perduto, opera che lui mi leggeva talvolta, in giardino.
G: E’ vero, Charles Swann, il mitico amante e sposo di Odette! Non c’ero mica arrivata! Pensavo all’inglese Swan, “cigno”!
S: No, niente cigni! Solo il grande Proust mi ha ispirato in quell momento in cui dovevo indicare un nickname.
G: E perchè proprio quell personaggio? Perché non Marcel, il protagonista?
S: No, non sono proprio il tipo di Marcel! Avevo pensato piuttosto a Morel o Jupien, gli amanti vittime-carnefici del barone di Charlus, omosessuale sadomasochista… Ma Swann mi piaceva di più… Anche per il suono, la musicalità!
G: Caspita, ma hai una memoria impressionante!
S: Non è vero… Solo, sono un lettore appassionato e certe opera le ho lette e rilette fino allo sfinimento.
G: E sentiamo, quali opera sono le tue preferite?
S: Ma.. ce ne sono molte… troppe! A parte Dante e Proust, senz’altro Hemingway, con il suo machismo! Ma anche Oscar Wilde, Gide! Omosessuali sensuali e caustici! E poi Boccaccio, Ariosto! Platone, tra i filosofi! Condividi le mie scelte?
G: Condivido, condivido! Tutti maestri indiscussi.
S: E poi Herman Hesse, il Narciso e Boccadoro!
G: Uh, delizioso! Tu chi sei: più Narciso o più Boccadoro?
S: Boccadoro, ovvimante! Come anche te, immagino!
G: Si, anche se, con la terza età, sto cercando di diventare ascetica, come il buon vecchio Narciso!
S: Faresti male! In fin dei conti Narciso è un perdente. Tu che hai assaporato il piacere sensuale non potrai mai rinnegarlo! L’ascesi non ti potrebbe offrire le stesse sensazioni e la stessa percezione della realtà!
G: Forse no… ma dato che ora i sensi iniziano ad indebolirsi, perlomeno ci provo!
S: Ma che stupidaggini! I tuoi sensi starebbero indebolendosi? Ma se ti scopi ancora i ragazzotti negli alberghi estivi! Guarda che l’abbiamo letta tutti la tua intervista!
G: Caspita! Questa cosa non dovevo dirla! Vi ha messi tutti in subbuglio! E che sarà mai! Un paio di scopatine con un bel ragazzo! Lasciatemi un minimo di libertà! ;-)
S: Ma io te ne lascio fin che vuoi! Anzi: quella poca libertà che abbiamo, vediamo di sfruttarla! Altro che ascesi: fatti scopare da tutti quelli che passano! Una bella scopata ti permette di percepire la realtà materiale e spirituale assai più intensamente di una settimana di yoga!
G: Allora, dato che stai tornando sull’argomento sesso, rispondi un po’ a queste domande rapide rapide: quando hai fatto sesso l’ultima volta?
S: Tre giorni fa.
G: Con chi?
S: Con un’amica.
G: Hai mai fatto cilecca?
S: Uh! Un sacco di volte! Perchè? Ai tuoi stalloni non capita mai?
G: Certo! Ma tu come ti comporti in quelle situazioni?
S: Ehehe.. che vuoi che faccia? Ci rido sopra! Ma ora con il Viagra certi problemi si riducono!... Perché tu invece come ti comporti?
G: Ehehe.. come te! La prendo con filosofia! E’ naturale.. Che poi la penetrazione del pene non è mica l’unica soluzione possibile: abbiamo tante di quelle dita, la lingua! Qualche ideuzza me la faccio venire ancora!
S: Ecco, brava! Alla faccia di quelle donne che mettono il muso se al loro uomo non gli tira più!
G: Ma ritorniamo alle domande rapide rapide. Cosa ti eccita di più?
S: Oltre al sesso anale, farmelo succhiare, fino all’orgasmo. Adoro vedere sgorgare lo sperma: quando schizza impazzito, ma anche quando cola come una colata lavica.
G: Sesso di gruppo. Già provato?
S: Si, certo. E non solo nei club privè.
G: Attivo o passivo?
S: Ora come ora preferisco rivestire il ruolo attivo. Anche se a volte mi eccita ancora prenderlo dentro le budella! O in bocca.
G: Che porco!
S: Grazie! Lo prendo per un complimento!
G:Voleva esserlo! Pornografia. Ti eccita?
S: Molto, ma solo se realistica. In questo siamo simili. Odio le acrobazie dei porno attori di oggi. Adoro, invece, i classici anni 70: il mio preferito è Dixie Ray, Hollywood Star con John Leslie. Bella trama, bella sceneggiatura. Belle attrici! Scene di sesso fantasticamente interpretate e girate! Così come anche il capolavoro gay Carnival in Venice di Cadinot! Un capolavoro!
G: Non li ricordo, anche se conosco i nomi che hai citato! Rimedierò!
S: Brava! E preparati a godere come una ragazzina! Erano film veri e propri, con una recitazione degna ti un film di serie B qualsiasi. Ora, invece, i porno sono solo collage di scenette acrobatiche. Rocco Siffredi, in confronto agli attori degli anni ’80 è un poveretto! Senza carisma, senza fascino.. senza capacità recitative! Per no parlare delle attrici di adesso: incommentabili!
G: Un giudizio da anziano! Ma tu sei giovane! Come mai tanto arrabbiato con i tempi moderni?
S: Ma io non sono affatto arrabbiato, sono deluso! Mi infastidisce tanta stupidità e mancanza di interesse per il “bello” E poi non è vero che sono giovane! Ho appena oltrepassato il mezzo secolo! Sono già autorizzato a lagnarmi delle nuove generazioni!
G: Che lavoro fai?
S: Non risponderò con precisione, per evitare di essere eccessivamente identificabile. Diciamo che lavoro nel settore dell’arte e sono continuamente in viaggio tra aste, mostre e musei.
G: Un bel lavoro!
S: Non mi lamento.
G: Hai mai pensato di farti una famiglia e smetterla con la vita da “avventuriero”?
S: Ma… A volte si! Da un po di tempo inizio a sentire la stanchezza del viaggiare… A volte un nido e una famiglia sarebbero desiderabili… in certe sere in cui sono solo in qualche camera d’albergo…
G: Ahi! I primi segni della vecchiaia!
S: No, mica vero! Solo, a volte uno pensa a ciò che ha combinato nella vita e certe strade forse non le prenderebbe più, a distanza di anni.
G: Come tutti!
S: Si, ma comunque penso che non sarei stato un buon marito, nè un buon padre… Non sono portato per sopportare certe costrizioni!
G: Non è facile per nessuno.. Lo dici a una che ha divorziato giovanissima e avuto diverse relazioni “serie” per poi finire a 70 anni single e felice!
S: Si, ma io son troppo egocentrico… Finirei col ferire le persone a cui tengo di più! Già l’ho fatto. Non voglio ripetermi inutilmente.
G: Sei un saggio! Oltre che porco, anche saggio!
S: Un uomo da sposare! Ehehehe.
G: Sposare forse no, ma da conoscere senz’altro!
S: Hai altre domande?
G: No, credo di averti già intrattenuto abbastanza. Anzi, permettimi di chiederti ancora una cosa. Tui sei un appassionato d’arte. Il quadro che ti rappresenta più di ogni altro?
S: Bè, non è facile risponderti così su due piedi…
G: Si, ma ce la puoi fare, dai… Un piccolo sforzo!
S: Ok, però permettimi una scappatoia: non una ma tre opere…
G: Ok, spara!
S: Allora, per iniziare: L’ Amor victorius di Caravaggio… ci vedo la mia giovinezza: spensierata, spregiudicata… sensuale.. da vittima predestinata.
Poi un opera poco conosciuta di Gustav Klimt, Coppia di amanti da destra: la più bella rappresentazione di un rapporto sessuale che abbia mia visto! Pochi tratti, disordinati. Lo scroto dell’uomo in evidenza, la testa di lei riversa in dietro, le sue gambe levate in alto, quasi a voler formare il vaso sacro, ricettacolo di sperma e vita.
E per finire, Fridrich: Paesaggio serale con due uomini. Misterioso, cupo ma lucido! Quando gli sono davanti sto fermo per ore e ore. E penso: chissà dove stanno andando quei due?
G: E tu? Dove stai andando, lo sai?
S: Io? Sempre Avanti! E’ l’unica cosa che ci è permessa di fare!


Ringrazio Swann per essersi reso disponibile a questa intervista e per essersi aperto alle mie domande senza reticenza e senza mai essere volgare.
Chiunque volesse contattarmi al riguardo, può scrivermi all’indirizzo mail donnadaltritempi@hotmail.it
Mentre l’indirizzo mail di Swann è swann@live.it
A presto