i racconti di Milu
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Note:

Questo racconto è assolutamente vero. Una lettrice mi ha contattato raccontandomi una sua serata, io ero talmente colpito che non ho potuto fare a meno di scriverlo come racconto. Col suo permesso ora lo pubblico. Contatti in calce.

Note dell'autore:

Contatti in calce

==Cap 1==

Il sole di agosto aveva cotto le spiagge fino a poche ore fa. Con la luce della prima luna Anna e Matilde entrano in una discoteca...



Avevo ballato almeno tre canzoni prima di avvicinarmi al bar. Ho chiesto la terza ordinazione della serata mentre un ragazzo si avvicinava a me. Doveva aver notato la mia quinta nascosta sotto una maglia leggera e il mio culetto coperto da una gonna nera aderente. Abbiamo iniziato a parlare, spinti dall' abbondante alcool che avevo in corpo, scherzando, stuzzicandoci. Poi si avvicina e posa le labbra sulle mie, risalendo la coscia con un dito fin sotto la gonna, cercando il frutto tra le mie coscie. -Vuoi che andiamo in bagno-, mi ha chiesto con voce melliflua. Fortunatamente in quel momento è intervenuta una mia amica, che l'ha tirato indietro mandandolo a quel paese. A una seconda occhiata ho visto quanto era brutto, con un viso equino e i denti storti.
Mi ha raggiunta subito Matilde, che, arrabbiatissima per l'accaduto, mi ha portato fuori. -Ma che cazzo fai?! Ti metti a rimorchiare i cessi? Andiamo a casa!-
Ci incamminammo fianco a fianco, io muta dispiaciuta per averla fatta arrabbiare. Da dietro potevo vedere i suoi fianchi snelli. Era magra, i capelli biondi e mossi le facevano risaltare gli occhi di ghiaccio incastonati nei lineamenti spigolosi.
Mi tirava, aveva fretta di arrivare, benchè la casa di mia nonna fosse libera per tutta la settimana. Aveva moltissima forza nelle braccia per quanto fossero esili. Merito della palestra.
Come abbiamo superato la porta, mi è saltata addosso, con un bacio forte e passionale. Poi mi ha strizzato un capezzolo, dicendomi: -Tu sei mia! Non te lo devi scordare. Mai.-
Poi mi baciò ancora, mordendomi le labbra carnose, e ci togliemmo i vestiti in tutta fretta. Cercava il mio corpo, non esile come una modella anoressica, ma pieno, sodo sui fianchi e sul culo.
Mi portò in camera, facendomi mettere supina sul letto. Con un dito iniziò a esplorare tra le mie gambe aperte. Conosceva bene quella zona. Fece entrare un dito, facendosi strada tra le labbra umide e eccitate. Passò al secondo, con cui mi carezzò verso l'alto, sul punto più sensibile, ma non mi regalò l'orgasmo agoniato, inserì invece altre due dita, facendosi strada senza pietà. La mano avanzava e tornava indietro, entrando sempre più con movimento circolare. - Piano, mi fai male!-
Lei invece accelerò, -Stai zitta! Tu sei solo la mia troia!- Mulinava la mano, infilandola tutta, con sensazioni fantastiche e terribili.
Dopo avermi fatto provare tutto il suo pugno, si fermò.
Si sdraiò di fianco a me, iniziando a vezzeggiare il mio seno florido. Avevo una quinta piena, e ne andavo molto fiera. Risaliva fino ai capezzoli, pizzicandoli, strizzandoli. Mi faceva male, ma osare dirglielo avebbe peggiorato le cose. Le piaceva giocare con le mie tette, sapendo che soni così sensibili.
La lasciai continuare per un po', fin quando le diedi dei bacetti sul fianco, scendendo lungo il ventre. Mi liberò i capezzoli per lasciarmi continuare. Frizionando il suo corpo perfetto ero arrivata alla sua dolce topina. Sapevo quanto gli piace quando le passo la lingua vicino alla vagina mentre appoggio il labbro sul suo bottoncino.
Continuai così per un parecchio, mentre lei mi tirava per i ricci castani, spingendomi sulla sua figa. Mugolava mentre la facevo venire in un orgasmo che la fece tremare tutta.
-Brava tesoro. Sei brava.- Mi tirò a lei per un bacio lungo e dolce, impregnato dei suoi umori. Mentre trasmettevam la nostra passione, fece scendere una mano alla mia cosina, stuzzicandola. Mi diede un forte schiaffo tra le gambe, totalmente inatteso. Mi strappò un gridolino, che mi affrettai a contenere. Sapevo che contro ogni istinto, dovevo allargare le gambe a accettare la punizione.
Mi schiocco altri schiaffi, con precisioe e regolarità. Dopo ogni schiòcco dovevo chiederne un altro. Sapevo che se avessi osato chiedere pietà, avrebbe continuato più a lungo.
Le percosse si susseguivano interminabili, ma a un certo punto, dopo aver chiesto l'ennesima pacca, e aver irrigidito i muscoli per accoglierla, la sua mano si posò lieve sul mio bottoncino. Iniziò a carezzare i miei tessuti arrossati e resi sensibili, provocando eccitanti piccoli brividi di dolore.
Due dita si fecero strada nel solco a loro noto, entrando e uscendo dalla passerina. Passò sopra di me, baciandomi mentre i nostri corpi si sovrepponevano, continuando a menarmi con le dita e a stimolarmi il clitoride con il pollice.
La sua bocca avida mi mordeva l'orecchio, il collo, il petto.
Mi scopava veloce, mentre venivo non si curava di me e proseguiva per suo piacere.


La mattina dopo ci siamo salutate e lei se ne è andata.
Ma ci saremmo incontrate dopo un paio d'ore...

Note finali:

-Autore: SilverShine, EMail at silvershine4milu@yahoo.it

-Protagonista: Anna, EMail at anna.ilia@hotmail.it

Grazie alla bellissima Anna, che mi ha permesso di raccontare la sua fantastica storia.