i racconti di Milu
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Mi ero sempre travestito da ragazza...
Mi ricordo che quand'ero piccolo, giocavo col rossetto di mia mamma appena lei andava a far le compere e io ero solo in casa...
Magari avessi avuto anche una sorella! Mia mamma, in quanto abbigliamento, non aveva gran gusto! Ma sono figlio unico e non ci potevo fare niente...
Erano passati parecchi anni ormai dalla prima volta che mi ero sentito femmina... ora avevo 19 anni... e di questi, almeno una quindicina li avevo spesi a travestirmi e truccarmi in privato...

Ma un giorno, tutto questo cambiò...

Ero a casa, da solo (o meglio, da sola). Avevo già indosso tutto l'occorrente per sentirmi femmina: un reggiseno bianco imbottito che sotto la maglietta rosa sembrava nascondere un seno nella media, maglietta che mi lasciava provocantemente scoperto l'ombelico; una gonna nera cortissima e un paio di autoreggenti, nere anch'esse, che finivano in un paio di scarpette bianche con tacco 12. In viso, ombretto, eyeliner, rossetto e lucidalabbra erano già stati stesi. Non ero molto brava col trucco, e non avevo a disposizione del fondotinta per creare un effetto più femminile, ma l'assenza di barba e i capelli lunghi mi aiutavano certamente ad avere un tocco più femminile.
Ero in bagno, che stendevo uno smalto nero come la notte sulle mie unghie. I miei sarebbero stati via per il weekend ed io avevo intenzione di passare due giorni da vera donna! Non sarei uscita per niente al mondo!

Tutta concentrata sull'aspettare che lo smalto asciugasse ed a rimirarmi nel grande specchio posto sopra il lavandino, non mi accorsi che qualcuno aveva aperto la porta.
"Marco, sei in casa?"
Il panico! Quel cazzone di Roberto era entrato come al solito scavalcando il portoncino! Abitavo in una piccola villetta, con un portoncino all'entrata. Robi non si faceva mai scrupoli a scavalcarlo senza suonare il campanello, attraversando il cortile ed entrando in casa come fosse di sua proprietà.
Che fare? L'idea più immediata fu quella di non rispondere...
"Dai, lo so che sei in casa! La macchina è in cortile e le biciclette sono tutte al loro posto! Sto salendo! Se ti stai segando, rimettilo dentro le mutande e continui dopo!"
Era già salito al primo piano, dove mi trovavo io!
Chiusi frettolosamente la porta del bagno ed iniziai a spogliarmi!
"Allora ti stavi davvero facendo una sega, eh? Hahahaha! Boh, ti aspetto in camera tua! Vado un po' su facebook!"
Che fare? Ero in intimo femminile, i miei vestiti erano in camera! Non potevo certo uscire nudo dal bagno!
"Ehm... Robi? Le mie mutande... sono lì in camera... non è che me le puoi passare?"
Non era una grande idea, ma era l'unica cosa che mi venne in mente... avrei solo fatto uscire una mano dalla porta, le avrei afferrate e, dopo essermi struccato, sarei uscito.
"Hahaha! Che cazzo di pervertito!" Robi prese le mutande, superò il corridoio e si piazzò davanti alla porta del bagno.
Appena sentii i suoi passi lì davanti, tirai velocemente fuori una mano, prima che fosse lui ad aprire la porta.
"Tiè" mi disse, e riuscii a sentire le mutande nella mia mano. Stavo per ritirarla dentro, quando Robi mi bloccò il polso!
"Ma che cazzo?! Perché diavolo hai lo smalto sulle unghie?!"
Porca merda! Non ci avevo pensato! Avevo mostrato bellamente una mano con le unghie appena smaltate!
"Ehm... io... ecco... è che..."
SLAM!
Con grande forza, Robi spalancò la porta, vincendo di gran lunga la mia resistenza.
Ed eccomi lì, svettante davanti a lui, con solo più le mutandine e le autoreggenti addosso, il trucco in viso, le unghie smaltate e un mucchio di vestiti femminili accatastati in terra.
Ero spacciato.