i racconti di Milu
racconti erotici per adulti

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Quando uscii dalla prigione ero senza un soldo e un posto dove andare. Avevo in tasca pochi soldi, un biglietto dell'autobus fino a W. E un indirizzo di un bar di S. datomi da Lea, con un nome al quale rivolgermi. Arrivai a W. A mezzanotte. Dormii nella stazione dei treni, fuori, pioveva. Il mattino dopo usai parte dei soldi per una robusta colazione e mi misi in cammino. Feci l'autostop fino a F. quindi presi la corriera per S. arrivai al bar dell'indirizzo poco prima delle una di notte. Era un posto falsamente chic, gran divani rosa, luci basse, tavolini di pelle. Sporco, squallido. Alla biglietteria chiesi del nome sul foglietto e mi fecero entrare senza problemi. Ma il tipo(o la tipa) non c'era. Aspettai al bar. Gli avventori erano pochi, su una pista da ballo una ragazzina faceva la lap-dance. Male, svogliata, attorno solo due grassoni in giacca e cravatta. A servire ai tavoli vuoti, transex in topless. Annoiate pure loro, senza lavoro.
Rimasi a sonnecchiare al bar fino alle tre. Il barman voleva cacciarmi ma lo pregai di non farlo. “La prego, signore, non ho un soldo né un posto dove andare. Mi lascia aspettare Baa(questo era il nome sul foglietto)e le giuro che non darò alcun fastidio...la prego...signore barman, mi aiuti...”
“Ok....che morti di fame....non mangiarti le noccioline, stronzo..”
non c'era l'ombra di un salatino in giro. Come i clienti del resto. Avevo sonno ed ero stanco.
Alla fine Baa arrivò in una scia di profumo da baldracca forte come un destro al naso. Era un transex bianco alto, con due poppe illegali e spropositate, labbra canonttate, braccia e spalle da lottatore. Due mani guantate- fumava un sigaro da un bocchino gigante – larghe come pale, minigonna su curve, lunghe, bianche gambe, tacchi vertiginosi.
“Tu saresti l'amichetto di Lea, giusto come sta il mio cuoricino Lea?”
“...bene..le porta i suoi saluti..” quella rise e mi sbuffò in faccia il sigaro.
“che ti serve dolcezza?”
“Un posto dove dormire, Signora e un lavoro...”
rise. “Ahhh...mica sono l'ufficio di collocamento! Dormirai di sopra, vicino alla cucina, c'è una branda,non sporcare e non rompermi i coglioni, ci abito pure io di sopra!”
“Grazie, Signora..”
rise ancora, tirando dal bocchino con quelle labbra a canotto rosa, occhi ipercolaroti blu,verdi,rossi. “Puoi restare 3 settimane, un mese al massimo, poi fuori dalle palle. Quanti soldi hai?”
“beh...pochi, anzi pochissimi a dire il vero...”
“Pezzente, ok, mi ripagherai in qualche modo..”
dieci minuti dopo ero con la faccia nel ventre di Baa che mi teneva la testa premuta sul suo cazzo e mi obbligava a spompinarla nel cesso. Succhiai quel cazzo, sfinito, distrutto dal camminare e dal sonno. Mi sforzai di fare un lavoro decente,ma Baa si lamentò più volte, infine arrabbiata mi mollò due schiaffi.”Non vali un cazzo, troia di merda..” e mi pisciò in faccia.
Passi una nottataccia e mi addormentai solo all'alba. Quando mi risvegliai era l'una. Che cazzo di vita la mia? In mezzo a questi transex, umiliato, deriso, sfruttato. Ma cosa potevo fare? Non avevo soldi, né lavoro. Pensai alla notte prima e al maldestro pompino a Baa che non era neppure venuta...dovevo recuperare. Se lei mi cacciava da casa, dove sarei andato?un ex carcerato non ha molte possibilità. Mi alzai. Per fortuna Baa dormiva sul letto, struccata, russava. Andai in cucina e preparai una bella colazione: uova, succo, caffè, marmellata, pane. Misi tutto su un vassoio e delicatamente svegliai la transex. “Oh...ma che ore sono? Tu chi sei?...ah....cos'è?? colazione a letto, mamma mia tesoro...che caro...non facevo colazione a letto dal viaggio di nozze di quello stronzo del mio ex marito..figlio di troia...per fortuna è crepato giovane....ohhh...che meraviglia!” mi sedetti per terra e la vidi mangiare di gusto, felice e sorridente. Quando ebbe bevuto il caffè e si era distesa sul letto a rutteggiare e scurreggiare di gusto, mi alzai e delicatamente tolsi il lenzuolo. Dormiva nuda. Le toccai le palle del piccolo pene. Le toccai delicatamente, le bacia leggermente, le tenni in bocca. Baa rideva. Godeva di quel dolce massaggio sulle sue piccole palle. Poi bacia la base del cazzo. La baciai con rispetto. Quindi salii alla cappella e la ingoiai, la succhiai e baciai,la succhiai ancora, iniziai a fargli un vero pompino, ingoiando e succhiando. Il cazzo di Baa era piccolo e poco reattivo,così era più accoglierlo tutto e spompinarlo, far correre le labbra sull'asta. A baa piaceva che arrivassi fino in fondo al suo ventre. Rideva, godeva. Abituato ai cazzi giganti di Trinax e Yum quello era uno scherzo. Continuai a sbocchinare Baa succhiando a fondo.
Quella volta venne, un fiotto piccolo, caldo, diretto in bocca, io la fissai e la ingoiai davanti a lei. “mi sucdiper ieri sera, Signora...” lei sorrise. Mi baciò in bocca con quelle labbrone canotto succhiando la sua sborra dalla mia lingua.
Il giorno seguente passò meglio. Baa aveva apprezzato le mie scuse e il mio atteggiamento della mattina e mi lasciò in pace. Mi detto un'occhiata in giro. La casa era piccola ma se Baa viveva sola c'era spazio abbondante per due persone. Il locale di giorno faceva ancora più schifo, sporco e malridotto, i vari ritocchi di vernice non lo salvavano dalla mediocrità. Feci un giro nel quartiere. Chiesi in un bar dove cercavano camerieri, il capo quando vide che ero appena stato rilasciato dalla prigione mi fece accomodare fuori. Chiesi anche all'esercito della salvezza. Nulla. E in un refettorio per poveri. Mi dissero che lavoro non ce ne stava, ma che potevo dormire lì se mi fossi ripresentato alle 21,00. c'era una puzza di povertà e disperazione in quel posto che il carcere mi sembrò un luogo piacevole. Tornai a casa di Baa e le chiesi se potevo lavorare per lei.
“Ah, troietta....potessi aiutarti lo farei..ma gli affari vanno di merda e ho più debiti di una ditta di videocassette....ti ho detto che puoi restare per qualche settimana, poi levati dal cazzo. Il mattino dopo Baa non era in casa, uscii per cercare lavoro. Un buco nell'acqua. Girai mezza città, nulla. Non si fidavano di me.
Il mattino dopo Baa mi svegliò gettandomi acqua fredda sulla faccia.
“Sveglia, dolcezza!! - e rise sguaiata, le tette enormi sotto un pigiama da ragazzina, le labbra siliconate che ballavano allegre – preparami una bella colazione come quella della volta scorsa...e poi il tuo servizietto di bocca completerà il mio risveglio! Spicciati!!” e mi colpì con i piedi al costato facendomi drizzare in piedi.
Preparai colazione e la servii a Baa a letto.
Lei mangiò con gusto e mi sorrise. Quando ebbe finito si accese un sigaro con lungo bocchino e mi chiamò con un dito. Aprì le lenzuola e sotto il cazzetto bianco, piccolo con la cappella rosa era già sveglio. In ginocchio ficcai la mia testa fra le cosce di Baa, presi in bocca il pene e lentamente iniziai a succhiarlo con dolcezza. La spompinai come sentivo le piaceva, includendo nella mia bocca tutto il suo piccolo cazzo, leccando e baciando, giocando e succhiando con lentezza.
Lei mi teneva le testa con la mano, la sentivo godere piano, fumava, spirava, ondeggiava il corpo transex. Io succhiavo e baciavo il suo cazzo, ingoiandolo fino in fondo.
Poi la sentii venire dentro di me.
Tutta dentro la mia bocca.
Mi tenne la testa in basso perché bevessi il suo sperma caldo.
Io leccai e ringraziai. Lei sorrise. Mi baciò in bocca a lungo. Sapeva di donna, di tabacco, di sesso, di lussuria.
Da sotto il guanciale prese una banconota.
“Prendi puttanella, sono per te...te li sei guadagnanti.”
con una spinta mi mandò via.
Coi soldi andai fuori a comprarmi un paio di mutande e di calzini nuovi e mi bevvi un paio di birre a zonzo per la città. Cercai ancora lavoro ma senza successo. Tornai al locale di Baa con la coda fra le gambe. Così passò anche il resto della settimana,io che cercavo lavoro e che rientravo al locale la sera,sfinito. Deluso,demotivato. Baa era sempre dietro al locale e non la vedevo quasi mai. Un sabato trovai un ingaggio in un pub dove facevano rock dal vivo. Dovevo raccogliere le bottiglie di birra dai tavoli e dai cessi. Mi dettero qualche soldo e mi richiamarono per il sabato dopo. Poi trovai un posto in un officina. Il proprietario era un ex galeotto pure lui e capì che ero un disgraziato. La paga era bassa ma il lavoro poco. Spesso stavamo seduti ad un tavolo a bere caffè nero. Le settimane passarono rapide. “Allora, stronzetto hai i soldi per restare? La mia ospitalità sta scadendo..” mi fece Baa una mattina. “ ho solo questi..non ho trovato nessun lavoro decente...mi scusi...” e le detti i pochi spicci risparmiati. Lei li prese e li nascose fra le tette gonfie. “Una miseria...ok...ti concedo ancora qualche giorno...due settimane diciamo...poi..smammare...aria...mica sono la beneficenza io!?”
il mattino dopo,una domenica mi fece chiamare. “Vieni stronzetto servizio in camera con tutto completo,intesi?” disse Baa svegliandomi. “Spicciati..” mi alzai veloce, mi lavai alla meglio e preparai colazione. Andai in camera di Baa e lei era seduta sul letto che parlava con una sua amica. L'amica era una transex nera non molto alta, capelli a caschetto neri, naso piccolo, bocca fatta a bocciolo, cuoricino rosa perfetto e sexy. Indossava solo una vestaglietta trasparente di seta che mostrava le mammelle nero, gonfie, cascanti, un tatoo con aquile e lune sopra. Rise quando mi vide con il vassoio. Era molto porca e carina. Baa ordinò: “Posa qui e inginocchiati lì, fermo, attendi il tuo turno!” feci quando ordinatomi e mi inginocchiai ai piedi del letto. Quelle presero a divorare la colazione, fette biscottate, uova, latte, marmellata, succo. Parlavano e ridevano. Quando ebbero fatto i loro comodi, fumato sigarette e riso come matte Baa mi chiamò: “Adesso, ecco il servizio ulteriore della casa..avanti..stronzetto...vieni qua e leccaci i cazzi!!!” mi ordinò e così feci, mi alzai e poi inginocchiai di nuovo sul letto, afferrando i due cazzi, quello bianco piccolo della padrona di casa e quello nero dell'amica. Bello tosto. Iniziai a leccare e baciare. Passavo da un'uccello all'altro, ,ma ben presto dedicai più attenzioni a quello nero e duro di Cinna, l'amica. Leccavo le palle e le ingoiavo. Baciavo e leccavo l'asta nera...succhiavo la cappella odorosa di cannella transex e succhiavo. Poi leccavo anche Baa, baciandole il culo,ma il cazzo di Cinna mi attirava. Era bello tosto e mi pompava in bocca. A lei piaceva. Si capiva, si vedeva. Si toccava le poppe flaccide e gonfie. Le baciava e le strizzava. Baa le baciò i capezzoli. Io le leccavo il cazzo. Spompinavo quel saporito manzo nero. Succhiavo e leccavo, tornavo alle palle e all'asta, la leccavo. Baa succhiava i capezzoli di Cinna e mi teneva la testa sul cazzo dell'amica. Mi dava ritmo al pompino! Spingeva e leccava Cinna che godeva come una troia. Spompinaii, leccali, succhiai.
AHHHHHHHHHHHHhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh fece Cinna e mi venne in bocca.
“Ecco i tuoi soldi, troia! Prendili!!” mi fece Baa sbattendomi delle banconote in faccia. “Ti è piaciuta la colazione speciale,Cinna??”
Ohhhhhhhhhhh Sììììììììììììììì fece quella. “Il tuo amico qui è un tesoro...ce lo avessi tutti i giorni io....” e mi mollò un bacio con quella sua bocca da troia succhiacazzi, un bocca di fata, dolce, forte.
“Mi sa che mi hai dato un'idea...cara...” fece Baa mentre io andavo via.

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