i racconti di Milu
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Il mio rapporto con Sara è sempre stato particolare, lei non è bellissima ha il fascino delle donne rosse e formose, non molto poi molto alta ed è l’unica a cui ho raccontato che qualche anno fa trovavo eccitante indossare i collant. Qualche volta abbiamo fatto anche sesso, ma non saprei dire il perché non stavamo insieme. Un giorno però è ricominciato tutto con una scommessa che lei mi propose su una partita di calcio:
Scommettiamo su questa partita? Se vinci ti do una cosa su cui sbavi da tempo, il mio culo…
Interessante… E se vinci tu?
Beh se vinco io tu diventi una donna ai miei comandi per un giorno e sarò io a divertirmi con il tuo sederino…
Ma non ti sembra di esagerare un pochino?
Sai che adoro il tuo culo… E poi non ti sei sempre vantato di essere un esperto di calcio? Lascio anche a te scegliere per primo su chi scommettere…
Ok mi hai convinto… Io scommetto sulla vittoria della squadra in casa…
Va bene ed allora io scelgo la vittoria della squadra in trasferta
La partita si mise subito sul binario giusto, la squadra di casa dopo 10 minuti passò in vantaggio ed io già iniziavo a pregustare il magnifico culo di Sara. Ma a 5 minuti dalla fine, l’altra squadra dapprima pareggiò con un rigore e conseguente espulsione del portiere, per poi passare in vantaggio con un’autorete! Il sorriso sul volto di Sara la diceva lunga:
Non riscuoterò il mio premio oggi, stai tranquillo, ti chiamerò appena sono pronta…
La chiamata arrivò la settimana dopo, Sarà mi disse di presentarmi il sabato a casa sua:
Mi raccomando, raditi in viso, che non voglio trovare nemmeno un pelo, al resto dei peli poi pensiamo insieme…
Mi presentai a casa di Sara completamente sbarbato e lei mi venne ad aprire la porta indossando una vestaglia da cui si intravedevano mutandine e reggiseno.
Dovresti aprirmi la porta ogni volta così – le dissi.
Dai vieni dentro che non vedo l’ora di iniziare – mi rispose sorridendo per poi condurmi in bagno - Ora spogliati! Non voglio depilarti completamente, non mi interessa quello, toglieremo solo i peli che potrebbero uscire dalla camicetta e poi passeremo allo smalto...
Lasciai i miei vestiti sul pavimenti del bagno, e restai in attesa. Lei cominciò a depilarmi in modo da lasciare il mio petto villoso completamente glabro. Dopo che ebbe finito, mi portò in camera e mi fece sedere sul letto.
Ora passiamo allo smalto…
Scelse una smalto rosso ed iniziò a metterlo dapprima sulle dita delle mani e poi su quelle dei piedi.
Adesso stai fermo, che lo smalto si deve asciugare
E mentre mi parlava con una mano mi afferrò il cazzo ed iniziò dapprima a masturbarmi per poi farlo sparire fra le sue labbra. La mia eccitazione schizzò a mille, mentre lei faceva su e giù con la testa sul mio pene, gemevo di piacere, sino a quando lei si bloccò per dirmi :
Non credi che sia il momento di vestirti? Dopotutto sei qui perché io devo avere il mio premio…
Mi fece indossare dapprima delle mutandine di pizzo nere con un reggiseno imbottito dello stesso colore; le mutandine trattenevano a stento la mia eccitazione. Oltre all’intimo femminile, quello che mi eccitava da morire era la cura che ci metteva nel trasformarmi nella sua troietta, nel prepararmi nel modo più sexy per lei.
Vedo che sei eccitata puttanella, ma oggi le mie attenzioni saranno per il tuo culo…
Quando mi fece indossare anche i collant neri, a stento riuscivo a trattenere la mia eccitazione, avevo il cazzo duro e bagnatissimo. Stava realizzando una mia delle mie fantasie erotiche più nascoste, quello di essere femminilizzato, anche se in quel momento avevo completamente dimenticato i programmi di Sara per il mio culo… Completò l’abbigliamento con una gonna nera al ginocchio, con spacco laterale, ed una camicetta grigia.
Ora troietta sei quasi pronta…
Mi fece indossare dei sandali con il tacco, che mi stavano leggermente stretti e poi mi fece entrare di nuovo in bagno per truccarmi; per le labbra usò un rossetto rosso, mentre per il resto del viso utilizzò dei colori più delicati.
Per completare indossa questa – e mi porse una parrucca a caschetto nera.
Adesso si che sei pronta, cammina, voglio vederti sculettare!
Uscì dal bagno incerto sui sandali e provai a sculettare, ma i risultati furono quasi ridicoli…
Troietta devi imparare a sculettare!!! – e mi fece vedere lei come fare.
Provai di nuovo ma il risultato migliorò di poco.
Così non ci siamo proprio! Piegati con i gomiti sul tavolo, ti do un assaggio di quello che ti aspetta!
Raggiunsi il tavolo e mi piegai, lei mi raggiunse, mi alzò la gonna ed iniziò a sculacciarmi.
Puttanella ti piace?
Si – risposi, sorpreso io stesso della mia risposta.
Lei continuò a sculacciarmi ancora un po’ per poi ad abbassarmi i collant e le mutandine. Sentì la sua bocca baciarmi e mordicchiarmi il culo, e dopo un po’ la sua lingua entrare nel mio ano. Quando sentì la sua lingua, istintivamente strinsi le natiche, un po’ per paura del dolore della penetrazione, un po’ per la paura maschile che il subire una penetrazione anale intacchi la propria mascolinità; se ci penso mi vien da ridere, visto anche il mio travestimento, ma lei fu molto dolce in questo.
Non ti farà male, non ti preoccupare, devi avere fiducia in me…
Lentamente continuava a leccarmi sempre più a fondo e ad accarezzarmi il culo, alternando alle carezze baci e piccoli morsi. Andò avanti fin quando l’eccitazione e la sua dolcezza riuscirono finalmente a farmi rilassare; fu allora che infilò un dito nel mio ano, dapprima sentì un leggero dolore, sostituito quasi immediatamente da un tipo di piacere sconosciuto fino a quel momento. Sara faceva con delicatezza avanti e indietro con il dito e riuscì a farmi superare le mie remore; sentendo i miei gemiti di piacere, aumentò il ritmo della penetrazione.
Brava la mia troietta – e dopo poco infilò un altro dito.
Continuavo a godere mentre lei mi penetrava con le dita, ed intanto il cazzo era sempre durissimo. Dopo poco estrasse le dita dal mio ano e mi disse
Adesso vai in camera che ho una sorpresa per te…
Mi alzai le mutandine ed i collant, entrambi bagnatissimi, ed ubbidii. Lei ricomparve un minuto dopo, mostrandomi uno strap-on nero con doppio fallo; il primo scivolò nella sua fica, mentre lei indossava lo strap-on, ed il secondo, più grande, era quello che avrebbe usato di lì a breve per soddisfare il suo desiderio di sodomizzarmi. Reggendo il fallo tra le mani mi disse:
Voglio che lo succhi un po’…
Ma Sara ti prego…
Oggi sei la mia troietta e devi ubbidire ai miei ordini…
Mi accucciai tra le sue gambe e le presi lo strap-on in bocca. Cercai di succhiare meglio che potevo, facendo avanti e indietro con la bocca sul fallo, mentre lo reggevo con una mano.
Ti sembra che i miei pompini siano così ? Puttana ti faccio vedere io come devi fare ! Succhialo !
Mi bloccò la testa con le mani ed iniziò a scoparmi in bocca con molta foga. Quella situazione inattesa e sconosciuta di sottomissione mi fece sentire ancora più eccitato, mentre lei cercava di infilarmi tutto il fallo in bocca.
Ora piegati sul letto che voglio il tuo culo!
Ma Sara ti prego, con quello mi sfonderai – le risposi, togliendomi il fallo da bocca.
Mi prese la testa tra le mani, mi baciò sulla bocca appassionatamente e poi mi sussurrò all’orecchio:
Il piacere che hai provato prima con le dita non è niente, fidati di me che ti farò urlare dal piacere…
Le sue parole mi eccitarono ancora di più se possibile, così lasciai cadere i sandali e mi accucciai a quattro zampe sul letto. Lei mi strappò i collant sul culo e mi abbassò le mutandine; quindi iniziò di nuovo a leccarmi il culo, questa volta con più passione rispetto a prima, e, dopo aver lubrificato con il gel il fallo, mi infilò la punta dello strap-on nell’ano. All’inizio la sensazione fu di dolore, lei lasciò la punta infilata dentro di me, per far abituare il mio buco e poi iniziò a scoparmi con molta delicatezza, mantenendomi per i fianchi. Dopo poco il dolore lasciò il posto al piacere, godevo da morire e fremevo dal piacere, mentre lei pian piano aumentava il ritmo della penetrazione. Uniti ai miei, sentivo anche i suoi gemiti di piacere, mentre ogni tanto mi dava degli schiaffi sul culo. La mia paura della penetrazione era completamente passata, anzi ora desideravo sempre di più che lei mi inculasse, e lei, piano piano infilò tutto il suo cazzo in lattice nel mio culo voglioso.
Stai godendo troietta?
Si…
Ti piace essere scopata…
Si, scopami ancora ti prego…
Continuò a sculacciarmi ed a penetrarmi, mentre i miei gemiti diventavano piccole urla di piacere. Più lei mi scopava e più ero voglioso di averne ancora. Sentendo le mie urla mi disse:
Voglio vederti in faccia mentre godi!
Estrasse lo strap-on dal mio culo e mi fece stendere sulla schiena; mi alzò le gambe e ricominciò a penetrarmi, questa volta con molta passione. Godevo da morire ed il mio cazzo durissimo stava lì a testimoniarlo. Mentre lei mi scopava mi diceva:
Dimmi cosa sei!
Sono una troia!!
Sei la mia puttanella!
Si, ti prego non fermarti!
Continuò a scoparmi a gambe all’aria, mentre in alcuni momenti mi infilava un dito in bocca ed in altri mi masturbava leggermente; quando raggiunse l’orgasmo si fermò un attimo, si slacciò lo strap-on, lasciando ancora il fallo dentro il mio culo pulsante di piacere, ed iniziò a succhiarmi il cazzo. Ero talmente eccitato che dopo pochi attimi le venni copiosamente in faccia, ricoprendole il viso di sperma. A quel punto lei si fermò, leccò lo sperma attorno alla bocca, mi sfilò lo strap-on dall’ano e mi sussurrò all’orecchio:
La prossima volta che ti scoperò sarà ancora meglio. Dimenticavo la partita sulla quale abbiamo scommesso era truccata, ma credo che oggi t'interessi ben poco che ti abbia ingannato, non è vero troietta vogliosa ?
Non sapendo che rispondere rimasi in silenzio, mentre la mia mente già correva alla prossima volta in cui sarei stato la sua puttanella.


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