i racconti di Milu
racconti erotici per adulti

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Il camino è sempre così. Ti brucia davanti, ti lascia gelare la schiena. Anche per noi non può essere che così, su questo divano malandato piazzato a un metro e mezzo dal fuoco. In questa casa ai margini del paese.

Sei seduta sopra di me, abbandonata. I tuoi capelli corti e scuri riposano nell'incavo tra il mio collo e la clavicola. I tuoi forti muscoli dorsali appoggiati sul mio petto. Sei uno scricciolo di nemmeno un metro e sessanta, non pesi. Hai i piedi appoggiati sulle mie cosce divaricate. Sono nudi. Tu sei nuda, io sono nudo.

Siamo incastrati. Il cazzo ancora eretto è affondato nel tuo culo. Stai ancora ansimando.

Sono rimasto sorpreso quando hai interrotto il tuo pompino e ti sei rialzata. Quando ti sei girata di spalle cercandomi il cazzo per impugnarlo, per sedertici sopra, guidarlo a violarti l'ano. Mi ha sorpreso che tu abbia accettato così la mia richiesta, e la determinazione con cui ti sei lasciata scendere. Piano, ma senza esitare. Mi hanno eccitato i tuoi lamenti strozzati mentre l'asta strusciava e sfregiava le pareti delle tue viscere. E poi quello strillo improvviso. Hai spinto troppo, forse avevi bisogno di sentire dolore. Capita, no?

Mi ha dato un piacere molto più forte di quello del sesso quando subito dopo ti sei voltata e hai alzato lo sguardo verso di me. Come a dirmi, dietro il dolore, "sono io che l'ho fatto".

Sei venuta così, impalata. Con due dita della mia mano destra che ti agganciavano la fregna, spingendo prima fino in fondo e poi sul rigonfiamento che sta dietro il clitoride. Quel clitoride che ti ho strusciato, pizzicato, arrossato mentre finivi di incularti su di me. E hai aperto le gambe quando hai sentito le dita entrare. Hai allargato le braccia quando la mia mano sinistra passava sui tuoi piccoli seni, ti torturava i capezzoli arroventati dal fuoco del camino. Sei venuta tra i lamenti, quasi piangendo.

Ora ti passi non so perché una mano sulla fica. Forse lo fai inavvertitamente, ma mi sfiori i coglioni. Mi dai un brivido. Mi fai venire voglia di spingere ancora più a fondo, di sollevare di scatto il bacino per infilzarti di più.

Il tuo ansimare diventa un singhiozzo dolorante. Ti abbandoni ancora di più su di me. "Per favore" sussurri mentre cerchi ancora i miei occhi.

Ti abbraccio, ti accarezzo. Bacio il tuo ciuffo di capelli perché posso baciare solo quello. Poi penso che invece posso prendere la tua mano. Porto alle labbra anche quella. Vorrei scoparti ancora, vorrei venire. Ma, devo ammetterlo, non è la prima cosa che voglio in questo momento.

Resto così, ancora conficcato nella tua carne. La mano sul seno mi dice che il tuo battito cardiaco sta rallentando.

Allungo la mano, sfilo una sigaretta dal pacchetto lì accanto. Infilo il filtro nella fica ancora aperta e bagnata. La accendo sentendo sulle labbra il tuo sapore. Mi volto di lato per non soffiarti il fumo sui capelli.

Mi rilasso un altro po', mi metto comodo.

"Adesso dimmi di te".

FINE

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