i racconti di Milu
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Helen era nervosa, la sua vicina Maria non sarebbe arrivata prima delle nove. Erano solo le otto, ed era cosi' tesa, suo marito era uscito da dieci minuti dopo aver fatto colazione.

Anche il marito di Maria era uscito come tutti gli uomini del quartiere, lavoravano tutti nella stessa azienda.

Un rione riservato ai dipendenti, anzi ai quadri della società e di alcune collegate, che avevano acquistato quelle villette con dei mutui agevolati.

Helen non ce la fece piu' ad aspettare, usci', passando dal retro, e attraverso il giardino raggiunse la casa della sua vicina Maria.

Entro' dalla porta che dava sulla cucina, e chiamo' la sua amica, nessuno le rispose, si rese conto che doveva essere di sopra a fare la doccia.

Sali' ed in effetti giunta al piano senti' lo scroscio della doccia, allora entro' nella stanza da letto per attendere che finisse.

Maria usci' dalla doccia e resto' sorpresa nel vedere Helen a casa sua a quell'ora, era nuda eccetto il telo da bagno con il quale si stava asciugando. «  Oh. Signora Helen » fece Maria « sarei venuta alle nove, c'è qualcosa che non va? » chiese.

Helen si alzo', e comincio' a parlare di Carol, disse che era una pettegola, aveva detto in giro delle cose orribili su sua figlia Susa. E che non erano vere. Susan aveva diciotto anni, Helen trentanove, e sembravano sorelle, Maria vedeva Helen cosi' in forma pur essendo piu' vecchia di lei, con i suoi trentuno anni, temeva che fra dieci anni non sarebbe stata cosi' in forma, lei di origine messicana, pensava che sarebbe invecchiata precocemente come molte donne che aveva conosciuto nel suo villaggio d'origine, le quali già alla sua età sembravano vecchie con una nidiata di marmocchi e il lavoro nei campi che le logorova, sperava che vivendo piu' comodamente sarebbe sfiggita a quella maledizione.

Maria allora disse: « Oh signora le ho sentite da Wendy  quelle cose, ma non sono vere. Susan è una brava ragazza » cercando di tranquillizzare la Signora.

Ma Helen era tesa, la sua rabbia era contenuta ma sarebbe esplosa. Maria continuo' dicendo che le stesse cose le aveva già sentite anche da Carol la settimana prima ma non ci si doveva fare caso come nascono le chiacchiere poi se ne vanno.

Helen si blocco' stipita e l'apostrofo' «  come, sapevi tutto da una settimana e non mi hai detto nulla? »

Maria si profuse in scuse farfugliando. Si rendeva conto di avere sbagliato a informarla, ma non credeva a nulla di quello che aveva sentito percio' aveva preferito non dire nulla, le disse al termine del discorso: « perdono Padrona, mi dispiace tanto mi rendo conto solo adesso che dovevo informarla subito, e che merito di essere punita per la mia stupidità. »

Helen la prese per un polso e sedendosi sul letto la fece disporre sulle sue ginocchia di traverso, il telo da bagno era a terra e adesso la povera Maria era a completa disposizione per una sonora sculacciata.

Inizio' a far cadere la sua mano sulle natiche tonde e sode di Maria, con dei colpi sonori che risuonavano nelle orecchie e le natiche prendevano un colore prima bianco con l'impatto e poi rosso, esi arrossavano sempre mentre Helen sculacciava con costanza. Era abile sapeva come eseguire una sculacciata con maestria e Maria lo sapeva bene.

Si conoscevano da otto anni Maria era immigrata negli Stati Uniti, e conobbe la Signora Helen in un supermercato dove aveva trovato lavoro provvisoriamente, le propose di fare la baby sitter e di fare le pulizie a casa sua.

A Maria all'epoca il lavoro serviva, perché oltre a mantenersi voleva studiare per diventara cittadina americana.

A casa di Helen conobbe il suo futuro marito Robert,lui aveva trentadue anni era collega del marito di Helen, all'epoca Maria con i suoi ventitre anni faceva girare gli uomini quando passava, era una ragazza stupenda, e dopo due anni si sposarono.

Helen le aveva fatto da testimone di nozze, eppure lei continuava a chiamarla signora Helen, il loro era stato fin dall'inizio un rapporto particolare, basato sulla sottomissione della ragazza alla padrona Helen. Una donna dagli istinti autoritari, era il vizio che le univa perchè Maria era masochista.

Helen aveva approfittato di questa situazione per soddisfare i suoi istinti auroritari e disporre di una schiava sottomessa la esaltava, e cosi' il loro rapporto era proseguito anche dopo il matrimonio di Maria che contianuava ad andare a casa sua a farle le pulizie.

Se ne era accorta durante l'inizio della loro conoscenza che l'umiltà della ragazza era qualcosa di piu' profondo che il desiderio di svolgere un lavoro bene, era di piacere nel servire lei e gli lo aveva detto, Tu non  hai accettato questo lavoro solo per i soldi o le necessità. E te piace essere asservita e comandata e poi dopo ti nascondi e ti masturbi. Era stato cosi', ed era vero e Maria lo aveva sempre saputo. Si ricorda come aveva tentato di negare, ma goffamente o appositamente, il giorno che Helen le aveva detto questo, aveva lasciato cadere il secchio della spazzatura rovesciandolo.

Helen si arrabbio' (anche esagerando la sua arrabbiatura per verificare le reazioni della ragazza) e Maria sempre piu' in atteggiamento sottomesso si scusava.

Fu la prima volta che Helen la sculaccio' rendendosi conto che era quello che la ragazza desiderava, se l'era messa sulle ginocchia come adesso, ma all'epoca doverre sollevarle le gonne, e strapparle le mutandine prima di iniziara a sculacciarla, alla fine le infilo' la mano tra le cosce scoprendo che era bagnata, e che con una piccola masturbazione avrebbe goduto, e cosi' fece portandola all'orgasmo.

Esattamente come adesso,ogni sculacciata un orgasmo. Era quasi un rituale. Poi dopo averla rimessa in peidi la baciava teneramente e le diceva « piccola schiava  ogni volta che no saro' soddisfatta delle pulizie ti sculaccero' cosi' »  Maria rispose quella prima volta: « si padrona », avevano suggellato il loro patto che continuava aconra oggi.

Helen era una donna che anche in passato aveva avuto rapporti con altra donne, ed era sempre stata in posizione dominante con le sue amiche. Volle sapere tutto di Maria e le disse: «  come mia schiava, devo sapere tutto di te. Quando hai scoperto di essere masochista? »

Allora Maria le racconto' di quando viveva nel suo villaggio, era un luogo di miseria. Fin da piccoli non si poteva oziare si lavorava anche dopo la scuola, e non fecero molta scuola, poi a tredici anni le trovarono lavoro in una grande villa dove faceva la cameriera.

Era addetta alla figlia dei padroni come incarico principale, mettere in ordine il suo studio, la sua stanza, portarle la colazione, raccogliere la sua biancheria che lasciava sempre in giro e lavarla.

Questa ragazza aveva la sua stessa età, ma aveva una vena perversa, e sapeva molte cose anche sul sesso viste e lette su libri che nessuno al villaggio avrebbe mai potuto nemmeno immaginare esistessero. Quando una volta rimasero sole, Consuelo Carmen le disse: «  Senti Maria, se vuoi andare d'accordo con me non mi contraddire,io sono la padrona tu la serva, sappi che se non fai quello che ti dico ti frusto » Maria che pensava fosse giusto perchè lei era solo una serva non oso' obiettare, in fondo quel lavoro era meglio di quello nei campi e portava a casa anche piu' soldi, se perdeva il lavoro suo padre e sua madre l'avrebbero probabilmente punita,inltre nella sua ignoranza le riconosceva una indubbia superiorità alla sua padroncina.

Li mangiava perlomeno tutti i giorni e dormiva nella sua stanzetta e aveva sempre abiti puliti. Poteva frasi il bagno tutti i giorni. Ogni cosa pero' ha un suo prezzo.

Padrona Carmen la puniva per un non nulla, all'inizio la sculacciava con le mani, pi pero' usava spesso il frustino da cavallerizza. La legava nella stalla e poi dopo le punizioni a volte, la lasciava li' anche per l'intera notte. Comunque a parte quelle punizioni estreme e rare, stava bene, la padroncina aveva a disposizione quasi un'itera ala della villa enorme.

Una volta le fecero avere una giovane laureata e molto intelligente che non aveva lavoro, per farle da insegnante privata, aveva ventiquattro anni, carina. Questo accadde dopo un anno che ero li', e questa insegnante aveva il preciso compito di seguirla in letteratura inglese e in lingua inglese, anch'io approfittavo delle lezioni ascoltando con attenzione cercando di imparare il piu' possibile.

Un giorno l'insegnante rimprovero' la padroncina Carmen perchè non aveva fatto il compito. Carmen si arrabbio' molto di essere stata sgridata e le rispose che non doveva mai piu' permettersi quel tono con lei.

La giovane insegnante resto' sorpresa ma ripresasi le rispose che lei era l'insegnante e non l'opposto e che doveva impegnarsi e rispettarla. Carmen si alzo' siccome era una ragazza che faceva anche arti marziali mise subito a terra l'insegnante, e le disse che se voleva poteva pure gridare nessuno l'avrebbe udita.

Carmen mi ordino' di aiutarla e di portarle i ferri, erano quelli che a volte usava con me, erano delle manette antiche collegate a catene sia per i polsi che per le caviglie. Quindi immobilizzata l'insegnante con i ferri le tolse la gonna e la scudiscio' sulle natiche nude.

Dopo che l'ebbe punita a sufficienza lasicndole delle strisce rossastre e bluastre che le zebravano le natiche la fece spogliare interamente la porto' nel bagno e messala dentro la vasca si mise sopra di lei svuotando la vesice sopra la povera insegnante. La umilio' e maltratto' tutta la notte, fino a quando la povera insegnante si arrese, adesso padrona Carmen aveva un'altra schiava.

Essendo lei adulta e maggiorenne la costrinse a fare delle ordinazioni per posta di oggetti sessuali come dildi e vibratori di varie dimensioni. E svergino' lei stessa la povera insegnante che si era mantenuta illibata per un eventuale fidanzato. E con quegli stessi strumenti svergino' anche me. La signorina Luisita ed io restammo con lei fino a quando non se ne ando' all'università. Sei anni di schiavitu' sessuale per una padroncina dispotica, a diciannove anni ero libera ed emigrai in america. Ma non ero certo libera dei miei desideri e delle perversioni che la padroncina Carmen aveva inculcato nella mia mente. E' per questo che sono diventata cosi' facilmente la tua schiava.

Sono sei anni da allora e la padrona Helen assolve egregiamente il ruolo di padrona e a Maria non è piu' mancata la sua padrona Carmen.

Quando Helen smise di sculacciarla e di masturbarla, rito oramai consolidato la fece alzare e la bacio' come sempre.

Allora Maria poté rivolgerle la parola “ adesso che si è un po' sfogata padrona si sente meglio vero?”

Helen la guardo' e le disse: “ sinceramente quando l'hai saputo?” “ Ieri” rispose Maria.

“Avevo sospettato che avevi mentito per provocarmi e farti punire.” “pensa un po' che stronza questa Carol, dire che Susan è una puttanella che si fa sbattere quà e là, che schifosa bugiarda”.

“Bisognerebbe darle una lezione” rincaro' la dose Maria, “Si' gli faccio causa” rispose Helen.

Maria la osservo' e poi disse: “Padrona, con gli avvocati sarà una cosa lunga, siamo tutti vicini di casa è meglio punirla noi, ed evitare una causa”.

Helen resto' a guardare Maria senza comprendere dove volesse arrivare poi si decise a chiedere “ che dici spiegati”.

“ Mia padrona, noti che quando lei punisce me poi sta meglio, lei ha bisogno di questo sfogo. Io ho bisogno di essere punita di avere una padrona e dopo una punizione sto meglio anch'io, quindi lei è tesa si sfoghi piunisca me tutte le volte che vuole, ma forse sarebbe meglio punire Carol, cosi' la smetterà di essere cosi' pettegola e di sparlare di tutti. Ha detto cose perfide su tutti in questo quartiere ed è qui' che vive da soli due anni, facciamo una riunione con tutte le sue vittime, quando avremo abbastanza elementi  le diciamo che una bataglia legale con noi per lei non è una soluzione si rovinerebbe l'armonia del quartiere. Le si prospetta di sostituire una causa legale dispendiosa e stressante con una punizione fatta e decisa da noi. Forse suo marito non vorrà interferire e preferirebbe vedere la moglie con le natiche rosse che rischiare di perdere la casa perchè con una causa potrebbe non fare fronte al mutuo”.

“Sei diabolica, mia piccola e deliziosa schiava” disse Helen e prosegui' “ si hai ragione, se lei ha parlato male di Susan con Wendy, con te male di Wendy, cosa avrà detto a Jenny o a Olga, dovremmo solo fare due chiacchiere per scoprire gli altarini di Carol, dobbiamo scoprire tutto e cosi' tutte le tensioni che ha creato solo perché si annoia le si ritorceranno contro”.

“É cosi' padrona, vedrà che dopo una bella battuta e le passerà la voglia di mettere zizzania”.

Helen incarico' Maria di invitare tutte le donne del quartiere da lei eccetto Carol per mettere a punto la faccenda, ma prima bisognava sentirle separatamente e dopo aver visto come reagivano fare una riunione tutte insieme.

Siamo solo otto villette quindi non sarà difficile agire rapidamente per prima Wendy e Jenny con le quali siamo piu' legate.