i racconti di Milu
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Indice
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Saverio era arrabbiato, quella mattina sua cugina Virginia, oramai diciottenne si sposava con un ricco e maturo uomo. La sua compagna di giochi gli veniva sottratta.

Lei era ancora a letto, era prestissimo e lui si intruffolo' nella sua stanza, come aveva fatto spesso, sollevo' le coperte e le guardo' il culo, era bello come piaceva a lui, era sodo rotondo, lei dormiva nuda da quando lui glielo aveva chiesto,

le accarezzo' il culo, polposo, Virginia si desto' sentendo il tocco della sua mano, e si volto' gli sorrise « tesoro, come mi piace essere svegliata da te...mio dio che ore sono? »

« E' presto, tranquilla sono venuto a vederti, chissà quanto tempo passerà prima di rivedersi, Virginia sono cosi' arrabbiato che te ne devi andare ».

« Non posso oppormi ai miei genitori, ti adoro mio piccolo despota, ma come possiamo ribellarci a quanto sta accadendo, devo per forza sposare Remo, lui praticamente è in affari con  papà, sai è lui che ha la maggior parte dei soldi ».

Saverio era triste e Virginia pure, lo prese tra le sue braccia e lo cullo' per consolarlo, baciandolo, erano oramai anni che lei si occupava di lui, da quando i suoi genitori erano morti e sua madre quale unica parente lo aveva ospitato da loro, ma la zia Aurelia, non era molto disponibile a fare la mamma, era troppo mondana e cosi' la figlioletta si era occupata del cuginetto.

E Saverio le parlo' di come loro si erano sviluppati ed erano diventati amanti, una cosa forse incredibile ma in fondo adesso lui l'avrebbe persa, perchè si sposava andando ad abitare nella casa di lui.

Virginia gli sussurro' “tesoro, non ho mai voluto bene a nessuno come a te, e sarai sempre il mio padrone, nessuno sarà mai come te, è una promessa e ogni volta che sarà possibile cercheremo di vederci e amarci se tu sei d'accordo”.

Saverio tra le calde braccia di Virginia assenti' eppure lei cosi' dolce e sottomessa ai suoi desideri, che gli aveva insegnato che godeva ad essere maltrattata come una schiava, adesso consolava lui, che avrebbe invece dovuto consolare lei, in fondo era lui l'uomo, il suo padrone come lo chiamava lei.

Si stacco' e la bacio' sulla bocca, con passione, aveva imparato in un anno l'arte dell'amore, lo avevano imparato insieme e spiando la madre di Virginia quando si incontrava con il suo amante.

Poi Virginia aveva trovato dei libri che parlavano di storie sessuali erano libri che sua madre teneva nascosti, ma torvato il nascondiglio, avevano letto tutto e per questo avevano fatto quei giochi, gli stessi che la zia faceva con l'amante.

« Questa notte » disse Saverio « verro' a trovarti quando il beone si sarà addormentato » Virginia impallidi'  « sei impazzito e se si sveglia? » dormirà fallo bere e poi prima di andare a letto fagli bere l'ultimo bicchiere con quella polverina che usa tua madre quando vuole dormire che è stanca.

Con questo piano si accordarono e poi Saverio rientro' nella sua stanza, fra non  molto avrebbe dovuto alzarsi, e andare alle stalle, si era incaricato lui di aiutare a governare i cavalli per la carrozza che avrebbe portato la sposa in chiesa, anche se aveva solo tredici anni era comunque molto pratico di tutto quello che concerneva i cavalli, e adorava occuparsene.

Tutto era stato fatto, la cerimonia nella chiesa del paese quasi tutti i pochi abitanti erano venuti ad assistere al matrimonio della bella Virginia con Remo, un beone ma che era molto ricco.

Poi nel gran parco della villa di casa, c'era stato il banchetto, tutte quelle donne ne avevano approffittato per mettersi in ghingheri con vestiti che parevano vestiti da notte bianchi, o rosa qualcuna in azzurro, e comunque tutti colori di quel genere, alcune che venivano dalla città avevano il trucco vistoso che solo certe donnacce mettono come le attrici, tutte cose che piacevano a Saverio ma guai a dirlo.

Sua zia sarebbe inorridita sentendolo fare certi discorsi, che ipocrita penso', la zia è una gran vacca come la chiama il suo amante, e anche lei per incontrarsi con lui si mette del colore sulle guance intorno agli occhi e sulle labbra, e poi le cose che dice, sono la tua vacca montami ecco cosa gli dice e fa tanto la donna per bene.

Si, cosi dopo aver scoperto la zia in camera con l'amante e aver assistito ai suoi amplessi che dovevano procurarle enorme piacere, lui e sua cugina dai giochetti di fammi vedere le pudende che ti faccio vedere le mie, avevano fatto il salto ed erano passati al sesso attivo e anche perverso, perchè quando Virginia aveva visto come godeva sua madre nel farsi sculacciare dal suo amante aveva voluto provare anche lei, e Saverio l'aveva accontetata. E gli era piaciuto cosi' tanto che non erano piu' riusciti a farne a meno, avevano imitato quello che faceva la zia organizzandosi per spiarla sempre piu' spesso.

Oramai gli invitati erano saliti sulle carrozze, e se ne stavano andando, Remo era ubriaco che a malapena si reggeva in piedi, Saverio vide sua cugina e questa ebbe con lui un cenno d'intesa gli aveva messo il sonnifero nel bicchiere.

Si sarebbero visti in camera da letto fra non molto, Virginia accompagno' il suo neo sposo nella loro camera da letto, per la prima notte di nozze.

Lo spoglio' e gli disse che si andava a rinfrescare per essere pronta per la notte, al suo ritorno lui era già addormentato.

Accosto' l'uscio e attese nuda che arrivasse Saverio, lui non tardo' molto , e si infilo' nella stanza, ma per sua sfortuna nessuno dei due si accorse che la porta non si era chiusa bene e cosi' resto' solo accostata.

L'inizio pareva promettente ma la sfortuna si sarebbe accanita su di loro per allontanarli, ma in quel momento non  lo sapevano.

Erano oramai uniti nell'amplesso quando la zia Aurelia che sta salendo sente i rumori e si accorge della porta aperta, si avvicina e si ferma, le pare di sentire che sua figlia assolve il suo compito coniugale ma vede la forma immobile nel letto e si dice che qualcosa non va, guarda dentro e vede sua figlia che si tiene alla sponda del letto e suo nipote che la sta prendendo alla pecorina.

Entra e li fulmina con lo sguardo, prende suo nipote che si è immobilizzato vedendola e lo tira via, resta per un attimo allibita di fronte alla verga possente del nipote, praticamente comprendendo il desiderio della figlia ma decide di rimandarlo in camera sua, poi prende sua figlia che cerca di coprirsi le parti intime di fronte alla madre che le dice che è una stupida oca, un rischio simile è pura follia.

Gli fa prendere in mano il pene moscio del marito e di masturbrarlo sperando che nel sonno possa ottenere qualcosa e farlo venire e bagnare del suo sperma cosi' non avrà sospetti.

Poi prende gli umori di lei e passa la mano umida sui genitali di lui, e preso il rasoio del genero dalla sua borsa si fa un taglietto e lascia cadere alcune gocce di sangue su di lui e sul lenzuolo, cosi' crederà di averti sverginata, stupida oca non hai pensato a nulla, solo perchè hai un cugino con un grosso pene non è un motivo per non pensare al futuro.

Poi ando' in camera del nipote e lo sgrido' dandogli dello sciagurato, che voleva rovinare sua cugina, e un sacco di rimproveri, poi gli dice che sarà meglio che vada in collegio a studiare e cosi' non avrà cattivi pensieri. Al mattino la cugina ed il neo marito partono per il loro viaggio di nozze, andranno fino a Roma e poi torneranno fermandosi a Firenze in città, suo marito ha una autovettura sua e questo significa che faranno un viaggio avventuroso non come le altre coppie che devono prendere il treno. Sua cugina lo abbraccia nel salutarlo e una lacrima le bagna una guancia, lui le chiede di non piangere e lei si trattiene poi scappa via, dalla finestra vede che la aiutano salire sull'auto e partono con qualche scoppiettio del motore.

Dopo due settimane un telegramma avvisa che il giovane Saverio puo' essere accolto anche subito presso il collegio.

Ancora due giorni e puo' partire, al mattino presto i cavalli sono pronti e aggiogati alla carrozza, sarà il vecchio stalliere ad accompagnarlo fino alla stazione, dove prenderà il treno.

Lo zio Vanni, un uomo buono e tranquillo gli mette in tasca qualche moneta in piu' di quelle che gli ha lasciato sua zia, e poi gli tende la mano come ad un uomo.

Arturo lo stalliere che lo accompagnava, gli disse che il collegio non era una brutta cosa aveva sentito dire che si studiava e cosi' si poteva imparare molto di piu' che nella scuola del paese, avrebbe studiato e sarebbe diventato un signore importante, era meglio cosi' gli disse,  e poi l'anno prossimo avrebbe comunque dovuto andare al ginnasio cosi' era già sistemato.

Arturo attese con lui l'arrivo del treno lo sentirono in lontananza che arrivava anche se prima videro il fumo del vapore della caldaia. Quando arrivo' con un fischio e un stridio di freni, Arturo lo aiuto a portare la valigia e si assicuro' che era ben installato, gli porse la mano e gli disse: “buona fortuna, studia che ti servirà vedrai credi a uno che non ha potuto”.

Il treno si avvio' lentamente poi sempre piu' veloce, la locomotiva trainava il convoglio ci mise alcune ore ad arrivare ed erano quasi le dodici quando giunse alla stazione didestinazione, l'attendeva li' un signore anziano che lo aiuto' riconoscendo l'unico viaggiatore solo di tredici anni che era l'allievo che era atteso al collegio gli chiese se si chiamava Saverio e avutone conferma gli spiego' che era il giardiniere del collegio e avrebbe mangiato da lui per il periodo in cui il collegio era chiuso, c'era un altro alunno arrivato il giorno prima che i famigliari non avevano potuto tenere a casa e ora era li' in attesa che la scuola riaprisse.

Era un uomo loquace gli piaceva parlare e spiego' come andavano le cose al collegio, disse che li essendo vacanza potevano andare in giro per la tenuta del collegio, e andare a pescare o a cavallo, era un bel posto, “vedrai” gli disse, approfittate di questo periodo perchè quando riprende la scuola non avrete tempo.

Arrivarono e gli presentarono la moglie del giardiniere che era anche la cuoca del collegio la signora Cesira, gli presentano Massimiliano un ragazzo anche lui tredicenne ma piu' esile di lui con i lineamenti delicati e femminili e i capelli lunghi un po' ondulati, molto bello, troppo per un ragazzo, anche nelle sue movenze in lui si vede una delicatezza tutta femminile ma è molto cortese e servizievole e aiuta Cesira a servire in tavola.

Poi nel pomeriggio accompagna Saverio nei dormitori e gli fa vedere dove si è installato e gli mostra il suo letto accanto al suo.

Il dormitorio ha quattordici letti per ogni stanzone, e loro essendo gli ultimi arrivati hanno gli ultimi posti perchè gli altri sono già prenotati dagli allievi dell'anno prima come gli ha spiegato il Professore Gustavo che è li' ma non si fa mai vedere.

Saverio installa la sua roba e massimiliano si offre di aiutarlo e gli piega bene le camice che lui aveva buttato sulla branda, sistemandole, lo osserva e gli pare di vedere una delle cameriere di sua zia da come lavora piegando gli indumenti.

Poi vanno a visitare il parco, Massimiliano non lo ha fatto essendo arrivato il giorno prima, Saverio ha portato un vecchio lenzuolo e gli dice andiamo al laghetto, il giardiniere aveva detto che si poteva fare il bagno, si avviano passando per un prato e dietro in una zona circondata da un boschetto e c'è il laghetto.

Saverio si spoglia e si tuffa cominciando a nuotare, mentre Massimiliano non si muove Saverio lo invita a buttarsi.

Allora nudo Saverio esce dall'acqua e Massimiliano gira la testa arrossendo per non guardarlo, e allora gli chiede perchè non vuole fare il bagno e Massimiliano dice che non sa nuotare.

Avanti spogliati che ti insegno, Massimiliano non osa, allora Saverio lo canzona e gli dice che non si lascia cosi' un'amicizia appena iniziata.

Massimiliano si spoglia dietro un cespuglio e appena vede che Saverio non puo' vederlo si avvicina e scende in acqua ha il pene semieretto, ma l'acqua fredda lo calma si immerge fino alla cintura e poi resta li' camminando lungo la riva. Saverio lo raggiunge e gli si fa vicino e gli dice: “vieni dammi le mani e ti aiuto io a nuotare lasciati andare”, Massimiliano trema e cerca di abbracciarlo ha paura.

Alla fine Saverio si alza e gli dice lasciati andare ti tengo io, gli mette le braccia sotto il ventre e gli dice di stendersi e di iniziare a muovere le braccia e le gambe e lo mantiene a galla, in quella posizione Saverio vede le natiche rotonde di Massimiliano che sono belle come quelle di una donna, morbide e segnate da striature rossastre, segno che è stato frustato, ecco perchè si vergognava.

Lo aiuta a stare a galla e poi lo accompagna nel movimento e alla fine quando la prima lezione è finita gli dice risaliamo, allora lui non osa per non mostrarsi.

Ma Saverio gli chiede se si vergogna di essere nudo o dei segni sul culo, guardandolo severo, Massimiliano trema e due lacrime gli gonfiano gli occhi scendeno sulle guance. 

Saverio lo consola se lo prende tra le braccia come farebbe con una ragazza e gli dice che le ha viste prima quelle striature rosse e che a lui puo' raccontare tutto.

Massimiliano allora piangendo gli racconta tutto e intanto Saverio tenendolo tra le braccia lo porta in riva al laghetto e lo fa stendere sul suo lenzuolo, e lo coccola e Massimiliano si confida spiegando che dalla morte del padre sua madre lo frusta per le sciocchezze che compie perchè prima era suo padre che frustava lei, e adesso lo ha mandato li' perchè lei doveva andare a Parigi con un suo amico, anzi il suo amante.

E si mette a piangere raccolto nelle braccia dell'amico appena conosciuto, l'unico amico che ha, non ne ha mai avuto di amici, e il calore della sua pelle a contatto con quella dell'amico eccita entrambi Saverio lo tratta come una ragazzina e lui si lascia coccolare come se fosse veramente una ragazzina.

Saverio che è piu' intrapprendente, gli fa delle domande e Massimiliano si confida spiegando che sua madre lo vestiva da bambina e che lo sculacciava spesso e che l'ultima volta, mentre lo sculacciava lui che aveve il suo pisello duro gli usci' una sostanza sporcando la gonna della madre per questo ha poi usato la frusta e ha deciso che doveva andare in collegio. Saverio decise che tutto questo era molto interessante e diede qualche bacetto consolatorio come penso' facesse la sua mamma sulle gote e sulle palpebre, e Massimiliano si lasciava fare quando gli prese il pisello in mano e lo fece godere il suo seme lo raccolse sulla mano e disse a Massimiliano “lecca la mia mano” Massimiliano lecco' la mano vergognoso e gli chiese se lo avrebbe punito.

Saverio gli chiese: “dimmi se vuoi essere punito”, Massimiliano rosso in viso gli disse di si'.

Saverio lo fece mettere sulle sue ginocchia e lo sculaccio' a lungo e si accorse che massimiliano si era di nuovo eccitato.

Allora gli disse, vieni qui', sarai la mia bambina e voglio che impari bene cosa devi fare. Come creta lo stava preparando a soddisfare i suoi istinti dominatori, si fece succhiare il pene e Massimiliano lo fece con buona volontà e pareva che sapesse come si doveva fare, quando Saverio senti' che era vicino all'orgasmo gli disse di bere tutto e gli rovescio' in bocca la sua sborra bollente e Massimiliano obbediente e sottomesso ingoio' tutto come aveva comunque visto fare a sua madre con il suo amante quando li aveva spesso spiati di nascosto.