i racconti di Milu
racconti erotici per adulti

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Era buio nel dormitorio, un temporale estivo si era scatenato, i tuoni ed i lampi facevano fremere Massimiliano,illuminando a spazzi attraverso le finestre il camerone, Massimiliano si alzo' e avvicinatosi al letto di Saverio gli chiese se poteva coricarsi vicino a lui, Saverio sollevo' le lenzuola e gli fece posto.

Massimiliano gli si strinse contro, come in cerca di protezione, ma forse soprattutto bisognoso di affetto, cercava la protezione di qualcuno e oramai con Saverio il loro rapporto in quei tre giorni si era piuttosto consolidato, il desiderio di questa amicizia particolare faceva fremere Massimiliano, sentiva una vera venerazione per il suo amico.

Saverio invece, aveva piacere di sentirsi importante, e il suo ego ne era immensamente gratificato, avrebbe avuto dopo la sua cuginetta anche uno schiavo, il suo senso per il dominio era scattato già dal primo giorno, e aveva ottenuto la confessione di tutti i piu' reconditi pensieri e desideri di Massimiliano, e anche di quanto era accaduto tra lui e la madre che desiderando una bambina lo aveva sempre vestito da femmina fino ai dieci anni, appena suo padre morto, la contessa aveva imposto una disciplina assoluta al figlio facendogli svolgere incarichi da cameriera.

Lui avrebbe desiderato accontentare sua madre ed essere una bambina e cosi' lentamente stava modificando il suo modo di essere, aveva rubato alcuni indumenti intimi di sua madre e delle foto che aveva fatto il suo amante a lei nuda. Era bellissima una donna sposatasi a meno di quindici anni, ebbe un figlio dopo otto mesi dal matrimonio, e adesso a ventotto anni era corteggiata da molti. Una vera donna da bordello la definivano alcuni dei suoi amanti, una schiava sessuale.

Massimiliano aveva subito le punizioni della madre e ne era lieto, nella speranza di assomigliarle il piu' possibile, aveva spesso di nascosto assistito ai rapporti di sua madre con gli amanti vedendola sottoposta alla frusta prima di essere presa, posseduta con forza, e lei che invocava sempre di piu' sia frustate che rapporti violenti, esibendosi come una cagna ed esaudendo ogni richiesta dei suoi amanti. Non molti ma sempre uomini dominanti, e anche ricchi.

Adesso avendo trovato in Saverio un amante che lo dominava si sentiva molto piu' vicino a sua madre, e cosi' cercava di essere sempre seducente.

In quei giorni Saverio aveva cercato una volta di sodomizzarlo ma aveva una verga troppo grossa per Massimiliano, allora gli aveva detto che doveva allargarlo, e si era dato da fare nel capanno degli attrezzi a costruire un legno dandogli forma fallica, con impugnatura con un'elsa, da usare su  Massimiliano.

Lo aveva fatto bene passato con la carta vetrata fino a renderlo perfettamente liscio, ed era pronto. Anche se sapeva che quel giorno sarebbe stato l'inizio di una nuova trasfromazione per lui, era piuttosto timoroso, in quei giorni Saverio lo aveva toccato con le dita penetrandolo a lungo, e gli era piaciuto molto, si sentiva ancora piu' sottomesso quando aveva le dita dell'amico dentro di sé.

Era con ansia che attendeva il momento in cui lo avrebbe preso e fatto suo, adesso pero' stargli cosi' vicino lo faceva sentire protetto e gli piaceva respirare il suo odore.

Al mattino avevano fatto con il professore una lieve lezione di un paio d'ore su temi che riguardavano i progammi iniziati dagli altri ragazzi l'anno prima per verificare il loro livello di preparazione ed il professore era rimasto soddisfatto.

Dopo pranzo, si ritirarono e si rinchiusero in una casupola dove non andava nessuno, avevano portato due coperte e della paglia, Saverio aveva ordinato a Massimiliano di procurarsi del burro o del grasso.

Tiro' fuori dalla coperta il fallo di legno che aveva preparato e lo fece vedere a Massimiliano che ebbe un fremito di eccitazione e gli regalo' un sorriso di felicità pareva gli avesse fatto un regalo da pascià, era pronto per il sacrificio e la paura era inferiore all'eccitazione per compiacere il suo amante.

Lo unsero con il burro, Massimiliano si spoglio' ansioso di provare, ma Saverio gli disse che questa sua fretta era pessima, lo avrebbe prima sculacciato cosi' imparava a controllarsi.

Massimiliano si dispose sulle ginocchia dell'amico e attese con evidente eccitazione la punizione, desideroso di dimostrare quanto apprezzasse ogni cosa gli facesse il suo amico, Saverio lo sculaccio' per bene facendogli le natiche belle rosse, appena giudico' il colore sufficientemente acceso smise e lo fece disporre carponi, avvicino' all' ano quel simulacro fallico, e lo premette sull'anello dell'ano, dovette forzare un po' ma poi entro' Massimiliano gemette dal dolore, ma poi piano piano si abituo' all'intrusione e Saverio poté muovere il fallo in modo piu' deciso, Massimiliano inizio' a gemere piu' forte ma questa volta era per l'evidente eccitazione che stava salendo, quell'intrusione lo stava facendo godere, e Saverio osservava il pene eretto del suo amichetto che vibrava ad un certo momento fiotti lattei saettarono dal pene di Massimiliano che aveva provato piacere cosi' tanto sotto la carezza anale che gli stava facendo quel finto pene di legno.

Saverio glielo lascio' dentro e gli disse “allora hai goduto porcellino, cosa accadrà appena ci mettero' il mio, sono proprio curioso”.

Poi gli disse di restare in ginocchio con quel pene infilato nel culo, che lui sarebbe ritornato piu' tardi, e Massimiliano si mise a frignare che non voleva restare solo allora Saverio gli disse che doveva andare a prendere una cosa, e lui doveva essere obbediente e rimanere li in quella posizione per tutto il tempo ad aspettarlo. Si azzardo' a dire: “ma se arriva qualcuno e mi sorprende cosi'?” “me ne frego” gli rispose Saverio “devi obbedire e basta”, Massimiliano abbasso' la testa umilmente.

Saverio si assento' per pochi minuti, ma si sedette fuori del capanno ad attendere per fare aumentare la paura e l'ansia di Massimiliano, dopo una ventina di minuti rientro'. Massimiliano docile non si era mosso, e rimase in quella posizione anche se Saverio non si era annunciato, il che dimostrava la sua totale sottomissione e obbedienza, una prova importante per Saverio.

“Adesso voglio che ti giri e mi guardi ti devo parlare” disse Saverio, docile massimiliano si volto' e alzo' la testa verso di lui e vide che teneva in mano uno scudiscio.

“Tu mi apparterrai, sarai il mio schiavo, anzi, sarai la mia schiava e ti chiamerai Liana, perchè Massimiliana è troppo lungo come nome, adesso ti frustero' con questo scudiscio, e ti proibisco di gridare, se vuoi ti posso mettere un bavaglio”

“si grazie, io apprezzerei molto il bavaglio” Saverio raccolse le mutande di Massimiliano e gliele conficco' in bocca, poi si mise dietro di lui e gli assesto' il primo colpo, Massimiliano sussulto' ed un urlo soffocato gli sfuggi' dalla bocca una striscia diritta apparve pareva che si trovasse un rilievo sulla pelle delle natiche già arrossate dalla precedente sculacciata.

Poi arrivo' il secondo parallelo al primo Massimiliano sussulto' piu' violentemente e agitava il deretano in modo sconcio con il manico del pene sporgente che era ancora infisso nel suo ano.

Saverio passo davanti per guardarlo in viso, lacrimoni gli colavano dagli occhi bagnandogli le guance rosee da banbina, era bello come sua madre nelle foto che gli aveva fatto vedere. Saverio gli si accosto' e gli pose un bacio sulla fronte dicendogli: “allora mia dolce Liana, resisterai per gli altri quattro colpi?” Massimiliano fece un cenno di assenso con la testa.

Saverio riprese posizione e lo colpi' le altre quattro volte in modo da intersecare le frustate tra di loro e creare un gioco di linee rosse che ornavano le natiche di Massimiliano.

Massimiliano aveva mantenuto la posizione ma il suo culo si agitava adesso scosso dal dolore che provava.

Saverio lo sollevo' un po' e gli tolse il bavaglio e gli sussurro' che era contento della sua obbedienza e che sperava non lo deludesse mai, Massimiliano come una cerbiatta innamorata si lascio' sfuggire un sospiro e allora Saverio gli regalo' un sorriso ed un bacio.

Poi lo rimise carponi e andato dietro di lui gli sfilo' il pene di legno dall'ano visto che restava aperto prese ancora del grasso che avevano portato e gli massaggio' l'ano introducendo le dita e ungendolo per bene, poi sfilatosi i pantaloni appoggio' il suo glande al buco aperto di Massimiliano e premette, l'ano cedette alla pressione e Saverio era dentro il retto del suo schiavo, per almeno metà della lunghezza del suo pene si fermo' sentendolo gemere e gli chiese “ ti fa molto male, riesci a rilassarti?”  “Oh si mi fa male, ma ti prego continua io resistero'”.

Saverio premette infilandosi totalmente nel retto di Massimiliano, quando fu arrivato in fondo Massimiliano getto' un urletto soffocato e si piego' di piu'. Saverio fece retromarcia per un paio di centimetri, dandogli modo di rilassare un po' il muscolo e riportarlo ad una posizione piu' normale, sapeva come fare aveva già inculato la sua cara cuginetta.

Attese immobile nel retto di Massimiliano per una ventina di secondi e lo senti' rilassarsi e provare a muoversi  lo lascio' fare Massimiliano avanzo' sfilandosi il pene per qualche centimetro e poi ributto' indietro il culo impalandosi del tutto, e li' allora Saverio decise di cominciare a muoversi, comincio' come un pistone che va avanti e indietro sbattendo contro il culo dolorante dalle scudisciate ad ogni affondo e godendo sentendosi cosi' virile e forte, quel ragazzo ora gli apparteneva e ne aveva fatto una ragazza e da come gli andava incontro sarebbe stato legato a lui indissolubilmente.

Quando gli godette nel retto con una abondante sborrata, anche Massimiliano godette e il suo pene eretto sputo' schizzi di sborra sulla coperta.

Saverio era ancora duro e rimase dentro di Massimiliano senza accennare ad uscire e rimase li' in attesa pensava che si sarebbe ammosciato ma l'elemento mentale e la sensazione che gli dava sapere che questo ragazzo gli apparteneva come una cosa, e poteva farne cio' che voleva gli aveva immesso una libido incredibile appena si rese conto che era bello tosto e che poteva ricominciare a incularlo si diede da fare e ricomincio' a fottere il culo del suo schiavo.

Massimiliano era frastornato dal piacere che provava si sentiva aperto in due, gli pareva di avere il pene di Saverio che gli arrivava fino alla gola, impalato ed inculato come non lo avrebbe mai sognato, adesso si sentiva come sua madre quando il suo amante le aveva fatto la stessa cosa, e si senti' come una donna e gli piaceva, come gli piaceva sapere di avere un padrone come anche sua madre aveva chiamato il suo ultimo amante.

Saverio procedeva come una locomotiva nel retto oramai ben aperto che lo riceveva come se non fosse mai stato piu' aperto e sentiva montare in sè la lussuria del dominio assoluto che poteva esercitare su di Massimiliano.

Quando senti' che stava per avvicinarsi il secondo orgasmo si tiro' fuori dal retto che rimase aperto anzi spalancato, era uno spettacolo era lui che lo aveva aperto cosi', gli diede una pacca sul culo e gli ordino' “avanti schiava vieni a succhiarmi il cazzo troia” Massimiliano si volto' obbediente e prese in bocca il pene di Saverio con religiosa devozione e che fosse uscito dal suo intestino non gli fece nessuna impressione e inizio' a leccarlo con dolcezza accarezzando i testicoli, e quando Saverio venne copiosamente inondando la sua bocca gusto' il suo seme e lo inogio', poi continuo' a leccare il cazzo nettandolo bene con la sua lingua servizievole, e poi appena Saverio glielo tolse lui alzo' lo sguardo, era uno sguardo da docile cagnetto che venerava il proprio padrone, e glielo disse: “Ti appartengo totalmente adesso vero?” cercando una conferma alle sue insicurezze.

Saverio gli rispose: “sei la mia puttanella rottainculo, la mia schiava, e lo sarai fino a che staremo in questo posto e chissà forse anche dopo”.

Massimiliano lo abbraccio' stringendosi a lui come una fanciulla innamorata e rimase  stretto quasi timoroso di verderlo scomparire, non era un sogno, era una realtà.

Rimasero stesi sulla coperta per un paio d'ore poi Saverio disse imperiosamente: “su vestiti dobbiamo rientrare”

“si padrone” gli rispose Massimiliano guardandolo con devozione.

Quella sera dopo cena rimasero a giocare a carte con il giardiniere e sua moglie, e solo verso le nove si ritirarono,  per andare a letto.

Il professore era passato come tutte le sere ad augurare loro la buona notte, e si era ritirato, allora Massimiliano chiese: “padrone posso dormire con te?” Saverio gli disse che ogni volta che lo disturbava inopportunamente avrebbe poi subito una punizione e quindi gli permetteva di dormire con lui ma solo se si spogliava nudo, e doveva fare atto di sottomissione inchinandosi davanti a lui prima di coricarsi baciando il letto del suo padrone.

Massimiliano si spoglio' velocemente e rimasto nudo gli si avvicino' e appena ebbe baciato il letto Saverio scosto' la coperta per farlo coricare accanto a lui.

Massimiliano gli disse: “ io ti amo padrone, tienimi sempre con te”.

E si appoggio accocolato come un bimbo desideroso di stare tra le braccia di chi lo coccola, e si sentiva protetto li nelle braccia di chi lo aveva fatto diventare cio' che desiderava provare da tempo innumerevole.