i racconti di Milu
racconti erotici per adulti

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Laura ventotto anni, bella alta 1,74, misure 88/58/88, capelli castani con riflessi rossi sotto la luce del sole, lunghi lisci, viso dall'ovale delizioso, occhi verdi, ammalianti. Era bella ben fatta, ammirata avrebbe avuto ai suoi piedi chiunque e con un solo gesto.

Quella mattina entrava nel negozio, voleva acquistare un vestito, ma pareva assente, il suo sguardo era velato come se non fosse in sè o forse come se stesse provando piacere quel piacere che ti fa dimenticare dove sei.

Chissà quando sarebbe arrivato l'orgasmo! Sicuramente suo marito non era lontano, lei sapeva che la seguiva a distanza, ma la distanza doveva essere giusta per fare funzionare il suo congegno, il comando a distanza che avrebbe azionato nel momento in cui sarebbe stato sicuro che si sarebbe sentita in imbarazzo, quando ci sarebbe stata della gente, lo sapeva e lo aspettava con ansia, glielo aveva detto Fabio, se non è imbarazzante per te non c'è piacere per me.

Laura indossava delle mutandine particolari, in realtà non è una vera mutandina, si tratta di una fettuccia  che passa tra le sue gambe e si allaccia ad una cintura, all'interno la fettuccia ha due falli, non eccessivamente grossi, infilati nel suo ano e nella sua passera, le dimensioni non sono eccessive per non darle troppo impedimento nei suoi movimenti, l'interno della fettuccia è anche rinforzato con una bombatura interna longitudinale, e va a premere sulle sue labbra, e sulla clitoride.

Suo marito a distanza la controlla, e con un telecomando puo' mettere in funzione la vibrazione e questa triplice stimolazione la porterà all'orgasmo, Laura ne è cosciente, è già eccitata, dallo sfregamento che viene provocato dal camminare con quelle particolari mutandine cosi' dotate, inoltre sa che non resisterà, suo marito li ha provati su di lei, certo le aveva fatto provare prima le palline da gheisha, e avevano funzionato, ma adesso voleva complicare sempre di piu' le cose, ed era la prima volta che avrebbe provato il suo nuovo congegno in pubblico. Com'era cominciato tutto questo, che strano adesso rivedere le immagini del suo declino, immergendosi sempre piu' verso un abisso di vergogna.

Sei anni di matrimonio, fabio aveva tretaquattro anni, e la loro unione era stata normale per i primi cinque anni, dopo passata l'ondata di passione, calmatisi, avevano cominciato a comportarsi come una coppia stanca, forse anche a causa degli impegni di lavoro, il desiderio di emergere e di guadagnare, entrambi lavoravano, lei come segretaria in una agenzia assicurativa, Laura era laureata, suo marito era avvocato. Nel periodo di crisi della loro unione lei aveva intrecciato una relazione con il suo capo ufficio; Laura sentiva la mancanza di rapporti sessuali.

Non aveva parlato con suo marito dei suoi desideri e delle sue frustrazioni, solo il suo capo ufficio Michele aveva saputo capirla, le aveva fatto fare cose incredibili, tutti i giorni andavano in un piccolo pied a terre che lui aveva vicino all'ufficio, e li' con lei avevano fatto sesso in modo sfrenato. Il desiderio e la trasgressione le avevano fatto perdere i freni inibitori, si era dimostrata una vera assatanata e anche molto porca, e le era piaciuto sentirsi cosi'. Michele le aveva chiesto di andare in ufficio senza mutande. E lei lo aveva accontentato, poi una volta entrata nel suo ufficio dove lui l'attendeva, doveva andare a fargli vedere che era nuda sotto la gonna, esibendosi solo per lui, poi nelle pause pranzo, si trovavano nel suo appartamentino per scopare. Laura era diventata piuttosto esperta sia con la bocca che con il culo, cose che aveva sempre negato al marito, come molte donne volevano apparire perfette quindi sessualmente prive di fantasia agli occhi del consorte, e invece si comportavano da porche con un estraneo. Michele aveva una grande capacità nel dominarla e nel fargli fare cose che non avrebbe mai fatto prima di conoscerlo.

Il marito insospettito da certi suoi atteggiamenti scostanti, si era dimostrata molto nervosa in alcuni momenti, insofferente a essere toccata da lui ed inoltre un paio di volte si era assentata per motivi di lavoro e non era andata al lavoro perchè l'aveva cercata senza trovarla. Dopo tre mesi che non aveva piu' rapporti sessuali, anche se da molto tempo i loro rapporti fisici si erano diradati, non poteva essere una crisi cosi' radicale e duratura. Fabio decise di seguirla.

Oramai i suoi sospetti su una relazione erano fondati, aveva esperienza di coppie che per divorziare avevano  sempre un problema con altri partner, e spesso si creavano situazioni analoghe, diradazione dei rapporti fino a scomparire e poi inevitabilmente la rottura. Lui non era un divorzista, ma alcuni casi per motivi vari gli erano accaduti e aveva dovuto seguirli per clienti che non volevano cambiare avvocato, e si rivolgevano a lui come a una persona di fiducia. Aveva un collega con il quale collaborava e cosi' aveva acquisito una certa conoscenza dei problemi delle coppie.

Aveva sempre amato Laura, e perderla gli pareva come una cosa inaccettabile, il dolore che provava all'idea di perderla lo stava rendendo furioso.

Siccome come avvocato aveva dovuto avere a che fare con vari ambienti compresi quelli di polizia e aveva fatto l'ufficiale di complemento, non era uno che non sapeva muoversi, alcune volte aveva anche assunto un investigatore privato per alcuni suoi clienti, e aveva partecipato a qualche pedinamento, si era divertito, cosi' decise che essendo una cosa molto delicata non voleva coinvolgere nessuno, se Laura lo tradiva non voleva si sapesse in giro.

Fece diversi appostamenti, dovendo anche lavorare fu complivato fare coincidere gli orari, ci mise del tempo, ma alla fine scopri' dove andavano, Individuo' l'amante di sua moglie, era il suo capo ufficio, un classico, molto banale.

Fece quindi delle investigazioni sull'uomo, e comunque sapeva come si chiamava, voleva saperne di piu' il suo passato i suoi contatti, le persone che conosceva.

Scopri' che era un donnaiolo, aveva avuto un paio di denuncie da mariti gelosi per molestie, visto che non accettava facilmente di essere mollato dalle donne.

Gli piaceva avere a che fare con donne sposate, e contatto' una di queste che a seguito dello scandalo aveva divorziato.

Lei gli racconto' con dovizia di particolari il loro rapporto, gli piaceva dominarla, farle fare cose che una donna per bene non avrebbe mai fatto normalmente, e soprattutto voleva avere il controllo della sua vita sessuale, e le proibiva di avere rapporti con il marito, e lei aveva obbedito oramai plagiata.

Questo aveva creato dei problemi perchè una sera il marito la volle prendere con la forza, dopo mesi di digiuno sessuale, e la trovo' depilata cosa che gli fece capire che aveva un amante. Lei allora dopo le liti, aveva provato a ricucire la famiglia ma Michele non si era rassegnato e le faceva telefonate a tutte le ore una volta venne a prenderla sotto casa, la voleva di nuovo, lei scese come lui le ordinava e cerco' di convincerlo a lasciarla stare. Suo marito li sorprese in auto, e da li' inizio' le pratiche per il divorzio.

Oramai lasciato il marito lei cerco' di riprendere la relazione con Michele, ma a lui la cosa non lo interessava piu'. Voleva donne sposate per umiliarle e rendere loro la vita piena di peccato.

Lui le aveva imposto molte situazioni strane. Non era facile sottrarsi alla febbre che ti prendeva in quei momenti.

Queste informazioni furono molto utili a Fabio cosi' poteva sapere come agire. Era riuscito a entrare in quell'appartamentino , e ad installare delle telecamere e dei microfoni. Gli erano costati parecchio, aveva dovuto andare in Svizzera a  Lugano per procurarseli. Comunque i suoi contatti con gli investigatori si erano rivelati utili, in una sola giornata aveva avuto tutto il materiale che gli serviva e in un paio d'ore di un giorno in cui sapeva che non c'era nessuno li aveva installati.

Aveva scoperto tutte le attività e tutte le amanti del piccolo assicuratore Michele. Aveva giorni diversi per ognuna, almeno alla sera, mentre con la sua Laura ci andava quasi solo nella pausa pranzo, o anche durante gli orari di lavoro, inventando delle trasferte.

Il rapporto con Laura si consolidava e lui aveva sempre piu' potere su di lei, inizio' a farle fare dei viaggi di lavoro, ma anche se Fabio non poteva sorvegliarlo costantemente con le microspie comprese quelle in auto, era  in grado di ricostruire i suoi movimenti. Fabio non avrebbe lasciato nulla al caso.

L'interessante avvenne quando recupero' un nastro registrato e senti' che Michele stava parlando di sua moglie, con un dirigente della società assicurativa. La descriveva come una donna elegante, deliziosa con l'aspetto della signora borghese per bene, ma a letto si scatenava, una vera porca. Faceva male a Fabio udire queste cose.

Michele continuava: “fa di  tutto e non rifiuta nulla”.

Fabio aveva cosi' scoperto che l'indomani il direttore sarebbe andato a trovare Michele il quali gli promise di poter avere quella sua impiegata a pranzo per conoscerla, la conversazione registrata era inequivocabile.

Quando Laura seppe che Michele era impegnato a pranzo gli disse delusa “ma allora noi non ci vediamo”, Lui la tranquillizzo', dicendole che lei era invitata, sarebbe stata il dessert del dopo pranzo, “vestiti elegante calze nere reggicalze, niente mutande, andiamo a cena fuori città e poi il direttore vorrà divertirsi”. 

“ma io...” comincio' Laura, Michele la interruppe, e disse: “tesoro, non sei una santa, adesso non farai storie per una scopata in piu', tu vuoi stare con me, bene, tu fai la puttana con chi ti dico io, perchè so che ti piace essere puttana, adesso succhiamelo, e non fare storie”. Si senti' il rumore di suzione che faceva Laura mentre gli faceva un pompino piuttosto rumoroso. Poi si capi' che la inculava perché lei grido' “ mi fai male, non li' ti prego” , ma Michele le disse che doveva abituarsi, perché al direttore piaceva molto il secondo canale.

L'indomani Fabio si prese la giornata libera e li segui'. Erano andati in una trattoria caratteristica molto tranquilla e molto cara, di trattoria aveva mantenuto solo il nome. Aveva fatto un bellissimo regalo a Laura alcuni giorni prima un orologio d'oro, che conteneva un piccolo trasmettitore. E cosi' appostato a breve distanza potè udire quanto si dicevano . A tavola parlarono soprattutto di lavoro, il direttore voleva sapere se Laura aveva ambizioni di carriera, e se poteva viaggiare, perchè se era cosi' lui avrebbe potuto promuoverla, era caldamente raccomandata da Michele, ed era venuto apposta per conoscerla e saggiare le sue capacità.

Quando uscirono era ovvio che non sarebbero andati a lavorare. Fabio li segui', e con la sua macchina fotografica con teleobbiettivo poteva fare foto a un chilometro di distanza, certo non era bella, ma l'attrezzatura russa non è elegante, ma in compenso robusta. Il teleobbiettivo faceva fatica a reggerlo, doveva portarsi un cavalletto altrimenti non sarebbe mai riuscito ad usarlo.

Si fermarono in un boschetto, e capi' che avrebbero scopato sua moglie all'aperto, come una troia racattata lungo la strada.

La cosa gli fece male ma lo eccitava pure, si senti' che gli veniva duro al solo pensiero.

Lui riusci' ad avvicinarsi senza farsi vedere, era ad almeno un centinaio di metri, una distanza piu' che perfetta impianto' il cavalletto a terra, lo mise alla giusta altezza, e installo' la macchina fotogafica.

Un registratore collegato con il sistema di ricezione registrava tutto quello che si dicevano, e cosi' si rese conto che stavano facendo scendere sua moglie dall'auto. Miro' con il teleobbiettivo e vide lei che scendeva, dietro di lei il direttore e Michele che era stato alla guida, le ordino' di spogliarsi. Laura non se lo fece dire due volte restando nuda davanti ai due uomini, aveva un reggicalze e calze nere e null'altro.

Intanto Fabio aveva già scattato delle foto, immortalando sua moglie che si esibiva in un boschetto a due uomini come una gran troia.

Le venne detto di tirare fuori l'uccello al direttore e lei obbedi' poi si piego' su di lui appoggiandosi alle sue cosce e glielo prese in bocca, mentre Michele la montava infilandola nella fica e commentando di quanto la troia fosse già bagnata.

Poi si rialzarono e si posizionarono con lei che era salita allacciando le gambe intorno alla vita di Michele completamente infilzata dal suo cazzo, Michele si era appoggiato all'auto, e aveva piegato un po' le gambe, cosi' il direttore potè penetrarla dietro, adesso Laura aveva due cazzi infilati, gli ci volle un po' perchè riuscissero a sincronizzarsi.

Adesso era scatenata e diceva delle sconcezze non era evidentemente piu' in sè sconvolta dal piacere, sullo stile di “datevi da fare sfondatemi sono la vostra vacca troia rottainculo”.

Poi appena furono venuti inondandola di sborra, le permisero di riposare un paio di minuti e la legarono alla portiera dell'auto. Le dissero: “ora ti frusteremo con le cinghie, un colpo a testa, tu devi muovere il culo incontro ai colpi e ringraziare per ogni colpo che riceverai”.

Laura felice e sottomessa oramai incapace di rifiutare alcunchè al suo amante lo fece, ricevette la frustata e conto' i colpi, fino a quando non la scoparono ancora a turno.

Fabio era sconvolto dallo spettacolo, aveva fatto un infinità di foto, Quando loro ripartirono lui continuo' a seguirli a distanza.

In auto il grande capo le disse che se lei andava da lui in sede una volta alla settimana, e si fosse dimostrata sempre sottomessa come una schiava la promozione sarebbe stata sua entro sei mesi.

Lei disse che avrebbe fatto il suo dovere di cagna e troia, era la loro puttana, come le aveva insegnato a dire Michele, poi il direttore volle un altro pompino mentre l'auto correva. E Laura da gran troia si impegno' a soddisfarlo nuovamente.

Lungo la strada dopo il pompino il direttore chiese a Michele di fermarsi, e disse a Laura, mi scappa da pisciare, mi scoppiano i coglioni, ma siccome non voglio sporcare il prato, le ordino' di inginocchiarsi e di imboccarlo, si sarebbe scaricato nella sua bocca, e lei avrebbe dovuto bere tutto. Era troppo  si disse fabio che aveva appena sentito la cosa dal suo apparecchio adesso rifiuta.

Invece Laura obbedi', facendo da cesso al suo direttore generale. Fabio sentiva tutto, era sconvolto, quella troia di Laura non gli aveva mai fatto un pompino con l'ingoio, mai gli aveva dato il culo e lui ci aveva provato a convincerla. Lei diceva che certe schifezze non le faceva,  non era una puttana, diceva, e adesso quello non solo l'aveva inculata, se lo era fatto succhiare e aveva bevuto la sua sborra, ma ora si faceva pisciare in bocca.