i racconti di Milu
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Franco aveva deciso che passato il primo impatto la cosa migliore fosse rientrare a casa propria e sperimentare nella sua nuova forma il rapporto di coppia, perciò dopo la cerimonia, passarono la domenica ad oziare nel centro clinico, ma la sera ritornarono nel loro appartamento in città.

Il lunedì mattina, Mary si alzò e preparò la colazione al marito, e gliela portò in camera vestita solo di calze autoreggenti e di un grembiulino ricamato che a mala pena le copriva l’inguine.

Depose il vassoio e aprì le imposte e dopo si accostò al marito baciandolo sul volto per svegliarlo.

Franco si destò prese Mary e al baciò con intensità, lei si lasciò andare languidamente al piacere che le procurava quella sensazione di abbandono.

Poi lui la lasciò e le disse:”è meglio che facciamo colazione altrimenti non vado al lavoro” quando Mary si alzò volgendogli le spalle non poté trattenersi dal darle una pacca a quelle stupende natiche, facendola sobbalzare.

Mary gli appoggiò la colazione sul letto, e si sedette accanto a lui sul bordo del letto, Franco intingeva i biscotti e poi ne mangiava metà e l’altra la offriva alla moglie-schiava.

Dopo si alzò e andò al bagno, si fece una doccia mentre Mary era in cucina e lavava le stoviglie sporche della colazione.

Quando entrò in cucina Franco vide sua moglie che riponeva tutto negli scaffali, ed era estasiato nel guardare quella donna, era una donna nuova, perché adesso non era più solo la moglie che aveva sposato era molto di più, era un amante,  pronta a soddisfare ogni suo desiderio, ogni capriccio.

Le si avvicinò, la prese per la vita la fece girare tra le sue braccia, e la baciò con passione e lei oramai si lasciava travolgere, le mise una mano tra le cosce che lei subito aprì per facilitargli l’accesso, la trovò bagnata.

La fece appoggiare sul tavolo, la stese sopra, le sollevò le gambe ed estratto il suo pene eccitato la penetrò con estrema facilità tanto era lubrificata.

Si accoppiarono con furore, un amplesso rapido, godendo simultaneamente. Franco si alzò e si rivestì, guardò sua moglie con il piacere che gli procurava ogni volta ammirarla, e le disse di indossare una vestaglia per restare in casa, e il vestito azzurro per uscire, doveva fare la spesa, perché era necessario riempire di nuovo il frigo dal momento che erano rientrati.

Mary rispose che avrebbe fatto tutto in mattinata, e poi nel pomeriggio sarebbe rimasta sempre a casa e avrebbe atteso il suo ritorno.

Rimasta sola, andò a sistemare la stanza da letto, e poi si fece la doccia, si truccò e indossò l’abito azzurro, senza mutandine e senza reggiseno, solo le calze autoreggenti.

Era un po’ in imbarazzo ad uscire così, le pareva che tutti potessero indovinare che lei era nuda sotto il vestito.

Si recò al supermercato, fece la spesa, e poi rientrò a casa, salì le scale invece di prendere l’ascensore, le piaceva sentire lo sforzo e le pareva che l’esercizio fisico le calmava lo stato d’ansia che l’aveva colta andando in giro per la città ed il supermercato nuda sotto gli abiti, si chiedeva se si fosse sentita male, se avesse avuto un incidente, e avessero dovuto soccorrerla, come avrebbe giustificato questa sua nudità, ma anche se nessuno le chiedeva nulla, cosa avrebbero pensato di lei.

Certamente che era una porca, che le piaceva andare in giro con il culo nudo sotto le gonne, e con delle gonne che potevano sollevarsi facilmente, sarebbe bastato passare in uno di quei posti dove c’erano delle prese d’aria e allora tutti avrebbero constatato che era nuda.

Nel caso provasse a fare una piroetta veloce, la gonna si sollevava all’altezza della vita mostrando tutte le sue grazie.

In casa mise in ordine riempì il frigo, fece le pulizie, e dopo poté rilassarsi, decise di guardare un po’ la televisione.

Si addormentò sul divano fino a quando non fu svegliata dal telefono, rispose affannata, e rispose, era Franco, le chiese come era andata la giornata, e se aveva fatto le pulizie, lei rispose affermativamente, e che si era un po’ assopita sul divano, adesso voleva andare a fare un bagno e poi preparava la cena.

Franco disse che sarebbe rientrato alle sei, e che pensava di andare a cenare fuori, quindi poteva aspettarlo avrebbero fatto la doccia assieme.

AL suo rientro la trovò che lo aspettava con la camicetta da notte semitrasparente, e si baciarono, poi andarono in bagno fecero la doccia, assieme, lui la carezzava mentre le passava una spugnetta insaponata sul suo corpo indugiando sulle parti intime.

Si eccitarono, e Franco fece sentire la sua verga contro le natiche della moglie, la quale passò una mano dietro di sé impugnando il fallo e piegatasi in avanti lo guidò nella sua fica accogliente, girata la testa offrì a suo marito la bocca e tirò fuori la lingua porgendogliela, Franco se ne impossessò, e la risucchiò con passione, la posizione era scomoda ma il piacere era un ottimo stimolante, fecero l’amore con grande passione, e quasi con rabbia, quando i getti di sborra si riversarono nella fica di Mary lei fu sconvolta da un orgasmo travolgente.

Poi si sciacquarono si asciugarono, e si vestirono, per uscire, Franco aveva scelto per lei un vestito aderente elasticizzato, che la fasciava, questo formava una serie di pieghe, che volendo si potevano stirare ed in quel caso il vestito diveniva un abito da sera lungo fino alle caviglie aveva delle spalline fine e una scollatura giusta senza eccessi, ma il seno prorompente della consorte veniva messo in risalto dall’aderenza dell’abito, delle calze autoreggenti nere, scarpe nere, con un tacco a spillo, e chiuse con una cinghietta alla caviglia completavano il suo abbigliamento.

Facevano parte dei tre vestiti acquistati pochi giorni prima quando erano nel centro clinico di Caterina, Franco le disse che avrebbero dovuto fare spese e rifarle un guardaroba adeguato alle nuove esigenze, della sua Nuova vita.

Lei assentì, come ci si aspettava non poteva che essere d’accordo, ma adesso che erano nella loro casa il fatto di non avere il controllo di nulla nelle decisioni le pesava un po’.

Si ripromise di parlarne con Franco, con calma mentre cenavano.

Arrivarono ad un ristorante di lusso dove lui aveva prenotato, e vennero fatti accomodare in un separé, il posto era romantico, c’era una luce soffusa l’ambiente era accogliente, sembrava ci fossero solo coppie, quasi tutti amanti, ma loro erano molto di più.

Appena accomodati, accompagnati da un cameriere dall’abito impeccabile e tutto impettito, il quale chiese se desideravano un aperitivo prima di ordinare, e se desideravano consultare la carta.

Franco disse di portare due aperitivi e la carta, avrebbero ordinato più tardi.

Poi allontanatosi il cameriere, si rivolse a Mary, e le disse: “tesoro, voglio darti un piccolo regalo, in verità avrei dovuto consegnartelo alla cerimonia d’iniziazione, ma ho preferito che fossimo soli” e trasse dalla tasca un astuccio di pelle rigido, lo aprì e all’interno vi era un gioiello, pareva d’argento, largo circa un centimetro ma non molto lungo, pensò ad un bracciale, ma subito Franco le spiegò che si trattava di un girocollo, aveva una medaglia il cui centro era rosso, circondata da una catena intrecciata che ne formava il perimetro e al centro ci era un disegno, una V le parve, lui prese il gioiello e glielo fece vedere, le spiegò che tutti gli appartenenti al Club al quale aveva voluto aderire, avevano un segno di riconoscimento secondo il loro titolo di associati, la V che vedi è in realtà un simbolo che significa Schiava in antica scrittura Sumera, vedi la V ha un braccio centrale, e questo simbolo lo dovrai portare sempre in vista.

Mary trasalì, e abbassò lo sguardo, cercò di trovare le parole, e si rivolse al marito:” amore mio io ti amo tanto e mi eccita essere tua in modo totale, anzi di più, ho accettato consapevolmente, ma sono turbata dal fatto del coinvolgimento di altre persone, perdonami non voglio contraddirti ma credo che forse una riflessione sarebbe il caso di farla, meditare meglio su tutto ciò”.

Franco restò perplesso, non si aspettava che lei avesse dei dubbi, la osservò e vide che lei arrossiva, perché era preoccupata di quello che aveva detto.

Lui le disse che non era possibile in questo momento tornare indietro, in fondo a lui piaceva molto come lei si sottometteva e come si eccitava quando veniva dominata, infatti aveva rivisto tutte le cassette dei suoi incontri con Caterina ed era evidente che lei si eccitava con chiunque la sottomettesse, perciò la cosa più sicura era che la sua schiavitù fosse regolata e che non potesse avere rapporti con chiunque se non con i soci del Club, dal momento che era un a questione di sicurezza.

Se lei si fosse adagiata ad una vita piatta, non avrebbe provato il piacere che provava ora con questo gioco di ruolo, ma prima o poi la frustrazione latente avrebbe potuto emergere e cadere nelle mani di qualcuno che l’avrebbe sbattuta a suo piacimento.

Lui in quel caso ne avrebbe sofferto, in quanto sarebbe stata la schiava di qualcun altro e lei in quel caso lo avrebbe tradito e questo significava la fine del loro matrimonio.

In questo modo invece la questione era diversa, le persone con le quali avrebbe dovuto andare, erano persone che dovevano attenersi a delle regole di reciprocità, e se lei veniva concessa dal suo padrone a questi soci, non era un tradimento perché c’era il consenso del suo padrone, e lui poteva offrire solo ciò che gli apparteneva, e lo stesso facevano gli altri soci, ai quali lui avrebbe potuto chiedere in prestito le loro schiave.

Tutto ciò poteva apparire ridicolo inizialmente, ma perlomeno in questo modo si evitavano rischi, come quello di eccedere nel gioco, che una persona estranea avrebbe potuto approfittare della situazione e avviare un ricatto o peggio. Qui si usano le schiave per il piacere dei padroni ma i padroni si preoccupano anche dell’incolumità delle schiave, il gioco non supererà mai i limiti che verranno stabiliti inizialmente.

Quel discorso di Franco fu molto chiaro, Mary capì che non si tornava indietro, lui la fece avvicinare e le disse di girarsi un po’, e le mise il girocollo, quando si rivoltò di faccia, lui le aggiustò il medaglione, le disse che sul retro del medaglione c’era il suo nome ed un codice, che serviva per rintracciare lui nel caso un associato avesse voluto  contattarlo.

Mary restò perplessa, disse di non capire allora lui le disse.”guarda vedi anch’io ho un gioiello simile al tuo, però è fatto con i colori inversi, il mio è nero e al centro vi è una spada d’argento, chiunque ti incontrasse e ti mostrasse questo distintivo, può richiederti, ma deve ordinarti di fargli prendere visione del medaglione e attraverso il codice numerico inciso saprà chi chiamare ossia il tuo padrone che sono io, e solo dopo che io ti avrò detto che puoi seguirlo tu ti metterai a sua disposizione, ma se io ti proibissi di andare non dovresti obbedire a lui nemmeno se ti minacciasse di punirti alla prima occasione. Hai capito?”, “ si ho capito benissimo!”.

La cena fu tranquilla e tutto fu chiaro, Mary capiva che oramai la nuova vita era iniziata, e in fondo era contenta di avere constatato che suo marito si era dimostrato deciso, lo aveva sempre visto titubante sempre timoroso di dispiacerle nel passato, era cambiato, adesso lui decideva per lei e aveva deciso cosa avrebbero mangiato ordinando anche per lei.

Finirono presto di cenare, e decisero di rientrare a casa, uscito dal ristorante prima di salire in auto lui le sollevò il vestito fino alla vita, e le disse voglio che tu stia così fino a casa, lei si guardò intorno nel timore che ci fosse qualcuno e restò in ansia fino a che lui non ebbe aperto l’auto e con sollievo si accomodò, il cuoio dei sedili era liscio sulla pelle, era un contatto che comunque non le dispiaceva le dava una bella sensazione, mettendo cerebralmente in risalto la sua nudità.

Dopo poco che erano partiti, Franco le disse che avrebbero dovuto fare spese, i soci avevano delle convenzioni con vari negozi di abbigliamento, e il mercoledì pomeriggio lui non sarebbe andato a lavorare, per accompagnarla ad acquistare qualcosa di adeguato per lei, sarà carino fare shopping insieme.