i racconti di Milu
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Viviana era a casa, stava preparandosi per uscire, come ogni mercoledi' andava in palestra, quando suo figlio Luca le arrivo' alle spalle le diede un bacio sul collo e le chiese se poteva accompagnarlo all'allenamento, aveva rotto la vespa e quindi aveva bisogno di un passaggio, poi per ritornare si sarebbe fatto accompagnare da qualche amico.

Viviana acconsenti', non riusciva mai a rifiutargli nulla, quel ragazzo era la sua unica consolazione, ed era un ottimo sportivo e anche un buon studente, ed era bello come un dio greco, quale madre non sarebbe orgogliosa di un figlio cosi' e sempre attento e affettuoso.

Lo abbraccio' con tenerezza e gli diede un bacio a fior di labbra, sulla bocca, -va bene amore-, disse, -come sempre dovro' arrivare in ritardo alla mia seduta in palestra-.

Partirono quindi insieme, Viviana aveva una guida piuttosto sportiva e la sua auto era una bella Lancia fulvia coupé rossa, sfrecciava lungo la statale, era sopprapensiero perchè doveva pagare alcune multe, e fino a fine mese quando incassava l'assegno di mantenimento del divorzio non sarebbe riuscita a fare fronte a quella spesa, aveva spesso esagerato con le spese voluttuarie, e per questo aveva dovuto anche rinviare la revisione della macchina e il cambio delle pastiglie dei freni. Ma si disse una settimana di pazienza, devo resistere una settimana, penso' di chiamare qualche amico e farsi prestare i soldi, ma poi sapeva che loro avrebbero parlato male di lei o peggio le avrebbero fatto delle richieste che non le andava di soddisfare.

Pensare che il suo miglior amico le aveva offerto un mucchio di soldi per andare a letto con lui una volta alla settimana come una mantenuta, ma per chi l'aveva presa per una puttana quello stronzo. Pero' adesso che aveva bisogno di soldi le ritornava in mente quella proposta  oscena, e quanti dal suo divorzio due anni fa le avevano fatto proposte e avances.

Lei le aveva sempre rifiutate, non voleva concedersi cosi' in cambio di favori, e poi suo figlio cosa avrebbe pensato di lei se l'avesse scoperta?

Certo da giovane sapeva di essere bella e desiderata, a trentotto anni era in gran forma una donna nel pieno della sua femminilità, si era una gran gnocca altro ché, lo sapeva bene e lo leggeva negli sguardi di molti uomini che incontrava, anche di ragazzi giovani, amici di suo figlio, la guardavano come se la spogliassero. Non le dispiaceva questo stuzzicava la sua vanità di femmina di essere ammirata, ma lei era virtuosa, o meglio un po' timorosa e complessata, suo marito era stato il suo unico uomo, si accontentava del vibratore che teneva nascosto in camera da letto quando la tensione diventava troppo forte, e quando si svegliava in preda a sogni inconfessabili nei quali veniva posseduta da un gruppo di mandrilli in tiro, e lei come una vittima sacrificale si concedeva alle loro voglie allora in quei momenti doveva masturbarsi con violenza fino all'orgasmo.

Adesso, assorta in quei pensieri non si era accorta che un camion  aveva messo la freccia e stava girando davanti a lei, appena se ne accorse freno', ma i freni non risposero alla violenta sollecitazione, e cosi' ando' a sbattere contro il camion, ci si infilo' sotto, lancio' un urlo e venne sbalzata fuori dall'auto.

Quando si desto' non sapeva dove era, giro' lo sguardo attorno, dopo un po' mise a fuoco e si rese conto di essere in ospedale.

Un'infermiera le si accosto' dicendole di stare calma, e che non aveva nulla di grave, solo una botta in testa ma si stava riprendendo, nulla di rotto solo escoriazioni. Allora apri' la bocca come per urlare ma nessun suono le usci', poi ariticolo' lentamente e chiese: « mio figlio, per favore mio figlio come sta? »

« Suo figlio è in un altro reparto », e l'infermiera dicendole questo le fece un'iniezione, dicendole che doveva dormire.

Quando al mattino seguente, Viviana si desto' era intorpidita nelle membra e con la bocca pesante, come se avesse bevuto fino a sbronzarsi, si rammento' di dove era, e che non aveva notizie di Luca.

Guardandosi attorno , vide il pulsante del campanello per chiamare, arrivo' un'infermiera dopo qualche minuto, alla quale chiese notizie di suo figlio. La poveretta era in ansia, ma purtroppo questa infermiera aveva appena iniziato il turno e non sapeva nulla, la rassicuro' dicendole che sicuramente avrebbe saputo qualcosa dal primario che sarebbe passato in visita ai reparti tra una mezz'ora. Viviana attese impaziente.

Infatti dopo una mezz'oretta passo' un medico con al seguito due giovani dottori e un paio di infermiere, era molto cortese, un uomo molto alto magro, con degli occhi che perforavano chi li fissava, Viviana rimase silenziosa, mentre leggeva la cartella poi si sedette sul bordo del letto e l'ausculto', e le disse: “lei è stata molto fortunata, solo qualche graffio e un leggero trauma cranico senza conseguenze, la dimettiamo oggi stesso, contenta?”.

“Si' dottore, ma avrei voluto avere notizie di mio figlio”, il dottore si rabbuio', “ma come, non è stata informata?” “No' dottore non so nulla, come sta la prego” disse con voce strozzata la povera Viviana piena di una trepidante angoscia.

“Suo figlio è nel reparto ortopedico, è stato sottoposto ad intervento chirurgico per ridurre le fratture piu' gravi che erano esposte, ma non è in pericolo di vita, pero' avrà un percorso di guarigione molto lungo, ed è necessario anche un intervento di plastica facciale, perchè è rimasto sfigurato nell'incidente”.

Viviana scoppio' in singhiozzi, prendendosi il viso tra le mani, il dottore l'accarezzo', confortandola e dicendole che l'importante era che non c'era pericolo di vita, e quindi anche se il decorso per riprendersi sarebbe stato lungo con la sua giovane età avrebbe potuto riprendersi totalmente quindi di stare tranquilla. Lasciandola le disse che se aveva bisogno poteva recarsi da lui per qualsiasi chiarimento e anche per parlare, le fece una carezza e continuo' il suo giro seguito dai suoi subalterni come un generale in ispezione.

Viviana chiese di potersi alzare all'infermiera, la quale l'aiuto', aveva dolori dappertutto ma erano solo dovuti alle botte nulla di grave, penso' che poteva sopportarli, in fondo all'inizio quando aveva iniziato a frequentare la palestra le prime volte provava dolori altrettanto forti.

Si mise una vestaglia, e chiese che fine avessero fatto i suoi abiti, purtroppo li avevano tagliati, per spogliarla al momento del ricovero, lei era priva di conoscenza e percio' avevano proceduto cosi'.

Chiese come avrebbe potuto telefonare e incaricare una sua amica di portarle qualcosa da vestire, comunque molti dei suoi effetti erano li' la borsetta le chiavi di casa i documenti il portafoglio.

Prese dei soldi e ando' ai telefoni pubblici per chiamare una vicina di casa, Sonia, e se poteva andare a prendere le chiavi in ospedale e recarsi a casa sua e procurarle degli abiti, cosi' avrebbe potuto lasciare l'ospedale quel giorno.

Era una signora giovane, e benchè non fossero grandi amiche e si vedevano raramente questa si presto' immediatamente ad aiutare la vicina in difficoltà.

Poi si reco' nel reparto di ortopedia, per vedere Luca. Era stato un trauma vederlo ingessato e con dei ferri che sbucavano dalle articolazioni, praticamente non poteva usare le braccia e nemmeno le gambe, e aveva una mascella rotta percio' non poteva parlare ed il suo volto aveva subito un trauma tale da renderlo irriconoscibile, era sfigurato.

Nel pomeriggio Sonia era arrivata con i vestiti e lei potè rivestirsi nel frattempo le pratiche per dimetterla erano state preparate.

Sonia l'accompagno' a casa, e le fece compagnia per una mezz'ora, le preparo' il tè, e le disse che per ogni necessità poteva rivolgersi a lei. Ma Viviana disse che stava bene e non aveva bisogno di nulla, aveva già fatto quanto le era necessario, adesso poteva cavarsela da sola tranquillamente, di non preoccuparsi e la ringrazio' abbracciandola.

L'indomani mattina Viviana si vesti' elegante e prese l'autobus per andare all'ospedale, cosi' passo' il resto della giornata accanto a suo figlio. Luca era sempre sotto sedativi e quindi forse nemmeno la riconosceva.

Comunque dovette occuparsi di varie pratiche andare alla Polizia stradale e all'assicurazione, per sistemare la pratica della denuncia e anche per vedere come potevano intervenire per l'assistenza di Luca.

Purtroppo lei aveva torto, il sinistro era colpa sua, i freni del veicolo non erano stati sistemati percio' l'assicurazione poteva rispondere solo in parte per i danni del camion ma non avrebbe dato nulla per la degenza in ospedale del figlio.

L'ispettore sinistri dell'assicurazione le disse che forse poteva garantire solo il primo mese ma non gli interventi chirurgici, se lei era ben disposta verso di lui, magari poteva fare uno sforzo e arrivare a due mesi di degenza come copertura. Viviana era disperata, il suo ex-marito non era raggiungibile all'estero, quest'uomo le diceva che nulla le spettava ma che le avrebbe dato una mano solo se lei era disponibile, non era una bambina capi' a cosa alludeva. Arrossi' violentemente, non sapendo cosa fare ne cosa rispondere, disse che ci avrebbe pensato su e poi eventualmente sarebbe tornata, imbarazzata se ne ando' senza sapera dove andava, confusa con il cervello che le pareva avvolto nell'ovatta.

Alla fine si trovo' non sapeva come davanti all'ospedale, il suo istinto la portava verso il figlio che soffriva in quel letto d'ospedale e aveva assoluto bisogno di una ricostruzione facciale per avere un aspetto umano.

Era li' come assorta nei suoi pensieri e si ritrovo' davanti alla porta del primario che l'aveva visitata, le aveva detto di rivolgersi a lui per ogni necessità. Spinse la porta ed entro' nell'anticamera. Una giovane donna vestita da infermiera, bionda con i capelli raccolti dietro la nuca gli occhi azzurri molto freddi la osservo', Viviana si presento' chiedendo se era possibile avere un colloquio con il dottore.

La giovane donna la squadro' chiedendo se aveva un appuntamento, Viviana spiego' che era stata dimessa due giorni prima e che suo figio era ricoverato ancora, e il dottore l'aveva invitata a rivolgersi a lui per ogni cosa avesse bisogno.

L'infermiera la fece attendere nel salottino e ando' ad informare il medico della richiesta di udienza da parte di questa sua paziente.

La fece entrare dopo una mezz'ora di attesa, il medico l'accolse cordialmente e lei gli confido' tutte le sue disgrazie, l'impossibilità di fare fronte alle spese, il fatto che l'assicurazione non copriva tutte le spese ecc.

Lui agrotto' le sopraciglia e inizio' un lungo discorso sulla necessità di fare l'intervento in tempi brevi, ma che questo aveva un costo, e per il benessere del paziente anche da un punto di vista psicologico sarebbe stato utile intervenire nel ridargli un aspetto piu' umano, era cosi' giovane che la sua vita ne poteva venire condizionata pesantemente.

Viviana si mise a piangere, e il dottore le chiese se non aveva nessuno che le potesse fare un prestito almeno in modo da poter affrontare l'intervento lui avrebbe accettato anche una garanzia ma non poteva assumersi l'onere nei confronti dell'amministrazione di certe spese senza giustificazione.

Magari lei poteva chiedere un prestito in banca, in fondo si trattava del figlio e per i figli si fanno dei sacrifici.

Viviana spiego' che suo marito l'aveva lasciata con solo una rendita fissa di due milioni al mese circa, e che lei scioccamente non aveva mai fatto economia perchè le piaceva spendere, adesso la banca la conosceva ma non le avrebbe certo garantito un prestito, poi confido' al medico la proposta dell'ispettore dell'assicurazione, e che avrebbe accettato pur di aiutare suo figlio.

Il medico sorrise e le disse che una madre deve sempre essere pronta ad ogni sacrificio per i figli, ma l'ispettore dell'assicurazione le garantiva l'intervento e poi cosa d'altro?

“Nulla” disse Viviana. Il dottore la osservo' con uno strano sorriso e le spiego' che due mesi sono nulla in confronto al tempo di cui avrà bisogno suo figlio per l'assistenza. Forse ci vorrà un anno di assistenza. Che sono due mesi?

Non si venda per cosi' poco, cerchi una soluzione migliore, Viviana rimase scioccata “come un anno per le cure?” disse sconvolta.

“Certo, cè l'intervento al viso, l'assistenza psicologica e la riabilitazione, e per mesi non potrà ne mangiare ne lavarsi né fare i suoi bisogni da solo”.

Viviana adesso aveva di fronte a se tutta la drammatica situazione, il dottore aveva ragione, doveva trovare i soldi perché darsi ad un piccolo e meschino individuo per due mesi di degenza quando il suo problema era sei volte piu' grave? Il dottore le disse prendendole una mano, e alzandosi lei segui' il movimento era ora molto vicina a lui, quasi i corpi si sfiorvano, e lui le disse a bassa voce: “mia cara, troveremo una soluzione, se non trova i soldi venga da me, la sua disponibilità non deve essere sprecata le pare?”. Viviana annui' quasi grata che quell'uomo provasse dell'interesse per lei. E usci' dallo studio piu' serena di prima. Ando' al reparto di suo figlio per passare alcune ore con lui, dopo di ché rienr09;tro' a casa, fece qualche telefonata cerco' ancora di rintracciare l'ex marito, parlo' con il direttore della banca ma senza possibilità di trovare una soluzione, visto che l'unica cosa di sua proprieta era l'auto che aveva distrutto.

Capi' che l'unica scelta era usare se stessa e pagare con cio' che aveva, solo in questo modo avrebbe ridato una vita a suo figlio e non avrebbe piu' dovuto essere grata all'ex marito che le aveva sempre detto che lei era inutile, e incapace di qualsiasi sacrificio, durante il loro sfortunato matrimonio.