i racconti di Milu
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Un mese prima la figlia Veronica, le aveva dato l’indirizzo di una nuova palestra, perché lei si era lamentata che c’era sempre più traffico per andare a correre fuori al mattino.

Eloìse aveva sempre praticato sport per mantenersi in forma e sfogare la frustrazione dei continui tradimenti del marito, lui aveva una sua attività ben avviata, e tutte le sue segretarie avevano una relazione con lui, le sceglieva sempre con tette grandi, bionde, l’opposto di lei, e questo aveva indotto Eloìse a sentirsi brutta.

Si era sposata giovanissima perché rimasta incinta, ufficialmente della sua prima figlia che adesso a venti anni frequentava la Sorbona alla facoltà di letteratura, e di un figlio diciottenne Jean Paul, che era al liceo, lei aveva sempre desiderato restare fedele al marito, per questo motivo si era acquistata un vibratore alcuni anni prima, dal momento che i loro rapporti erano divenuti rari fino a cessare. Malgrado che lei pensasse d’essere brutta, sentiva d’essere giovane e aveva i suoi desideri.

Da un mese però, si sentiva bella e desiderata. Ma era effettivamente bella, capelli neri occhi azzurri tipici delle donne della Bretagna, un fisico tenuto in perfetta forma, fianchi armoniosi un fondo schiena da fare invidiai alle modelle, le tette piccole ma perfette e sode.

Un mese fa iniziò ad andare in palestra, lì un giovane dell’età di Veronique, che frequentava la stessa palestra, le aveva fatto la corte, prima facendole da maestro insegnandole l’uso delle attrezzature, durante gli esercizi spesso ne aveva approfittato per sfiorarla ma con garbo e apparentemente solo con lo scopo di aiutarla a fare gli esercizi.

Un pomeriggio l’aveva invitata a bere qualcosa, Fréderic, riusciva a farla sentire giovane e desiderata, le faceva sempre complimenti, le diceva come era brava quando riusciva a fare gli esercizi, le disse che era bellissima e che voleva uscire con lei. Lei ridendo gli disse che poteva essere sua madre, lui rise molto, e le chiese se si potesse partorire a cinque anni allora il paragone sarebbe stato vero.

Lei accettò il complimento, e accettò anche di andare a bere qualcosa con Frèderic. Lui aveva l’auto, e lei invece in genere andava alla palestra in bicicletta, la misero nel bagagliaio e partirono.

Andarono al bois di Boulogne-billancourt, presero una bibita, passeggiarono nel bosco, erano già due settimane che le faceva la corte, adesso lui ovviamente voleva provarci, ed Eloìse, in fondo sentiva il bisogno di avere un rapporto con un uomo.

Si trovavano vicino ad un laghetto, c’erano dei cigni,  e non c’era nessuno in vista, il posto era romantico e lui la teneva per mano, si fermò e la baciò, lei provò a resistere, ma fingeva, ne aveva così voglia di sentirsi amata che cedette presto e si abbandonò a quel bacio invasivo, profondo e totale che la illanguidiva, rispose al bacio di Frederic con la passione della donna innamorata perché in fondo nella sua poca esperienza avendo avuto solo suo marito come uomo, l’aveva fatta restare una ingenua ancora pronta come una ragazzina a pensare all’amore, in modo romantico.

Lui la toccò sapientemente direttamente sul sesso, aveva infilato le mani dentro la tuta da ginnastica, perché lei andava abitualmente a casa a fare la doccia, e quella volta nemmeno lui l’aveva fatta, per non farla attendere e la trovò bagnata tra le cosce.

Si accostarono ad un albero, vi erano parecchi arbusti intorno che li proteggevano come in un alcova, la voltò, le disse di appoggiarsi all’albero, lei sussurrò “se viene qualcuno?”, lui le rispose di non preoccuparsi erano al coperto, lei si lasciò prendere da dietro, si era inarcata, lui le aveva abbassato la tuta e gli slip, aveva degli slip bianchi di cotone, niente di sexy.

Lui la prese così contro l’albero, e le fece avere una serie d’orgasmi, prima di venirle dentro, per fortuna che aveva pensato a rimettere la spirale si disse, era supereccitata, e da troppo tempo non aveva provato la sensazione di essere desiderata e amata e si era decisa a lasciarsi andare non voleva più dovere vivere di rinunce per un matrimonio che non esisteva che sulla carta.

Dopo vent’anni di matrimonio aveva fatto l’amore con un altro uomo che poteva essere suo figlio e all’aperto, ma era proprio quello che si aspettava già da alcuni giorni.

Questo era accaduto quindici giorni prima, da allora le pareva fosse passato un secolo.

 

Lei tutti i giorni si recava dal suo giovane amante, si facevano la doccia insieme, facevano l’amore, lui l’aveva sodomizzata al loro terzo incontro, lei subito si era risentita della proposta, era una cosa che non aveva mai creduto possibile e glielo succhiava pure, si disse che benché si sentisse un po’ puttana, dopo che lui la leccò per bene e lei glielo aveva preso in bocca nella posizione di sessantanove, lui le leccò l’ano facendola eccitare, lei si rilassò e pensò che doveva pur dare la sua verginità anale al suo nuovo e unico amante, se la meritava, inoltre nei libri che leggeva sull’erotismo aveva letto di numerose testimonianze di donne che si rallegravano di aver provato, e da allora non rinunciavano a prenderlo da quella parte, lui volle che si mettesse in ginocchio con la testa ed il busto sul letto, la leccò a lungo fino a portarla quasi all’orgasmo leccandole alternativamente la passerina e l’ano, alla fine glielo lubrificò, entrò con un dito, poi con due, Eloìse cominciava a gemere quel tocco proibito la eccitava tantissimo, e alla fine lui le entrò con il glande, si fermò lasciandola abituare all’intrusione e masturbandola contemporaneamente, finchè non fu lei a supplicare di essere sfondata, lo pregò di penetrarla che quell’attesa era una tortura. Lui le diceva che la tortura ed il dolore erano un afrodisiaco.

 

La prese nella sua verginità anale, e riuscì a farle avere un orgasmo, poi come d’abitudine andarono a farsi la doccia, Frederic prese l’abitudine di farla camminare davanti a lui dandole delle sculacciate mentre si avviavano alla doccia, dicendole che aveva il culo fatto apposta per essere sculacciato, era così bello che non poteva trattenersi, e lei si offriva alla sua mano.

Aveva per vent’anni rinunciato al piacere, doveva recuperare, inoltre si sentiva un po’ come quelle eroine dei romanzi, aveva confidato al suo giovane amante che non faceva l’amore da anni con il marito che lui aveva sempre avuto delle amanti.

Loro si erano sposati perché lei era rimasta incinta, ma i genitori l’avevano buttata fuori di casa dicendo che era una svergognata come la sua amica Martine, lei e Gaston si sposarono e andarono ad abitare dall’amica di lei Martine, che aveva una figlia Veronique, di due anni, e un bambino di pochi mesi Jean Paul, Gaston andava ancora all’università, e faceva un lavoro part-time per dare una mano e anche Eloise lavorava, faceva le pulizie nel palazzo dove viveva la sua amica Martine.

Purtroppo la sua amica lavorava per un’agenzia di accompagnatrici, e andava a delle feste molto spesso, una sera le telefonò dicendo di andare a prenderla che era ubriaca e l’avevano lasciata sola e senza soldi perché l’uomo che l’aveva noleggiata si era ubriacato e così era finita che lei era stata violentata dai suoi amici, poi l’avevano abbandonata lungo la statale. Aveva raggiunto una cabina ma non aveva i soldi per il taxi. Andai a prenderla, e nella strada del ritorno, purtroppo andammo fuori strada, Martine morì a seguito dell’incidente ed io persi il bambino.

Adottammo Veronique e Jean Paul, che non ricordano nulla di tutto questo, per loro sono la loro mamma. Ecco quello che volle raccontare a Frederic, perché era innamorata o credeva di esserlo, gli raccontò i suoi incubi e i sensi di colpa, e aveva accettato che l’amore con suo marito finisse, perché si sentiva responsabile, era una punizione, ma adesso sperava di aver trovato qualcosa con lui. Voleva recuperare e avere un po’ d’amore, a qualsiasi prezzo.

Stava effettivamente recuperando, suo marito spesso non rientrava, quindi lei avrebbe anche potuto prendersi un amante e andarsene anche per giorni, il figlio Jean-Paul aveva i suoi amici, la figlia aveva un ragazzo di cui non sapeva nulla ma era certa che ce l’avesse, perciò… per mangiare non avevano problemi c’era la donna di servizio che veniva tutti i giorni, e che preparava il pranzo e la cena.

Potevano avere a sufficienza entrambi tutto ciò che gli serviva, veniva la signora Louison tutti i giorni che si occupava delle faccende, la sua assenza non sarebbe stata un problema.

 

 

Eloìse aveva informato la famiglia che andava in Bretagna a fare un giro verso i luoghi della sua infanzia, aveva bisogno di svagarsi.

In realtà aveva appuntamento con Fréderic, lui le aveva detto che si prendeva una settimana e sarebbero andati via assieme.

Lei era disposta ad andare ovunque, e fare qualsiasi cosa, lui quando stavano insieme, le parlava sempre di quel che voleva farle, delle nuove esperienze da provare.

L’aveva legata al loro quarto appuntamento, e bendata, e le aveva fatto succhiare il suo cazzo mentre era bendata, lei aveva dovuto usare la sua mente, per vederlo e darsi da fare, poi lui l’aveva leccata fino all’orgasmo.

Le aveva detto però che lei era ancora una ragazzina inesperta, e lei si sentiva tale vicino a lui, voleva veramente essere sua in modo totale (ogni volta lui la faceva sentire sempre più succube e le piaceva), le aveva chiesto lui una settimana dopo il loro primo rapporto, e lei aveva detto che era già sua non aveva mai succhiato nessuno e mai avrebbe pensato di essere sodomizzata, gli aveva offerto entrambe le cose.

Lui, la voleva sottomessa ai suoi desideri,  anche lei voleva essere sua in modo totale, come una schiava? Ecco la domanda, e lei aveva detto che sarebbe stata sua come una schiava!

Ecco perché stavano partendo, lui aveva delle case di famigliari nel nord della Francia, in Belgio e Olanda, ed erano diretti laggiù, dove le disse ci divertiremo e non ci romperà nessuno.

Infatti, dal suo appartamento aveva capito che era ricco di famiglia.

 

Quella mattina, doveva raggiungerlo al suo appartamento, lui le aveva consegnato una lettera il giorno prima, le disse:”ho scritto tutte le istruzioni su ciò che devi fare, leggila, ed esegui gli ordini con precisione”.

L’aveva baciata e le aveva detto: “se sarai qui domani allora saprò che sei decisa e pronta!”

A casa alla sera quando era arrivata, non c’era nessuno, i figli erano fuori, allora andò in camera sua, il marito telefonò in quel momento per avvisare che aveva degli appuntamenti fuori Parigi, le disse che voleva salutarla perché non sarebbe stato a casa l’indomani e quindi non l’avrebbe salutata prima della sua partenza, era sempre molto formale lei lo ringraziò e riagganciò.

Aveva fretta di leggere le istruzioni. Nel messaggio c’era scritto come doveva vestirsi, e come doveva viaggiare, avrebbe dovuto indossare un reggicalze e calze ( lei gli aveva detto di averne ma che non li usava da vent’anni), niente biancheria intima, niente mutandine niente sottoveste, niente reggiseno. Una gonna larga che si possa sollevare con un gesto, e una camicetta, che preparasse una valigia, per l’immagine di partire, ma al suo arrivo da lui l’avrebbero lasciata lì nel suo appartamento, non avrebbe avuto bisogno di nulla.

Doveva lavarsi con cura prima di vestirsi e profumarsi, avrebbe preso l’autobus oppure il tram, niente tassì solo mezzi pubblici, avrebbe dovuto sollevare la gonna per sedersi in modo che il suo corpo nudo senta che tra lei ed il mondo non c’è nulla.

Quando arrivava da lui e suonava, doveva dare tre squilli di campanello lunghi, due corti e uno lungo. Alle nove doveva essere lì, e attendere il tempo necessario che lui le aprisse, anche se doveva attendere mezzora, lei avrebbe atteso lì, davanti alla porta in piedi.

Quando lui le avrebbe aperto, doveva dirgli che era la "schiava Lilì", ( sarebbe stato il suo nuovo nome) e che era a sua disposizione, avrebbe dovuto sollevare la gonna e fargli vedere se aveva eseguito le sue istruzioni prima che lui le permettesse di entrare.

 

Ecco quella mattina aveva eseguito le istruzioni, e le pareva che tutti la guardassero mentre passava, le sembrava che in qualche modo si potesse capire che era nuda sotto vestiti, lei non aveva un granché come guardaroba, aveva messo un vecchio reggicalze bianco l’unico che aveva ancora le bretelle che non erano rotte o consumate e delle calze normali trasparenti.

Sull’autobus, si sedette in fondo solo da seduta tirò su la gonna senza farsi notare e si sedette con il deretano a contatto del sedile.

Quando arrivò, salì le scale, giunta davanti alla porta, suonò come le aveva detto e attese,era lì immobile, da cinque minuti quando passò un signore che scendeva, e la salutò, lei rispose al saluto, pensò come faccio se c’è qualcuno che viene quando lui mi apre e devo alzarmi la gonna. Rimase nell’attesa un dieci minuti e non passò nessun altro.

Frederic aprì, allora lei gli disse come sul biglietto: “buongiorno, sono la schiava Lilì signore, sono qui a sua disposizione” lui le fece cenno di sollevare la gonna, lei si guardò intorno, poi, prese il bordo della gonna e la sollevò, fino all’inguine, lui le disse di sollevarla fino in vita, lei sentì dei rumori, qualcuno si avvicinava e allora gli disse: “ti prego” lui le ordinò di obbedire, allora alzò la gonna fino in vita, lui la fece entrare, lei lasciò cadere i lembi della gonna introducendosi nell’appartamento, sentì una voce salutare buongiorno Frederic, lei non si voltò, entrò andando il più lontano possibile dall’uscio. Si chiedeva se la persona avesse visto la sua manovra, anche se non aveva visto la sua nudità era evidente che si era alzata la gonna prima di poter entrare.

Era dentro, adesso ed era eccitata, lui il suo giovane amante con la fantasia così fervida era lì sorridente, che la osservava.

Le chiese: “Sei eccitata?” lei rispose di sì. Bene era lo scopo di tutto ciò, le disse lui, vedrai e ti renderai conto molto presto che certi riti e abitudini come prendere l’autobus sono eccitanti se fatti con il culo nudo sotto la gonna.

Le disse:"Però, prima di partire, voglio punirti, ti sculaccerò come una bambina, perché hai esitato quando dovevi sollevare la gonna".

Lei lo pregò di non farlo, una sculacciata, adesso e dovevano andare in viaggio, avrebbe dovuto stare seduta, lui le disse che anche questo lui lo aveva previsto.

“Togliti il vestito”, lei si spogliò, malgrado tutto era sempre eccitata di sottomettersi a questo giovane uomo, le pareva fosse suo figlio quando lo guardava, ma poi quando s’inginocchiava ai suoi piedi lo vedeva come un uomo, l’uomo che poteva disporre di lei e si abbandonava totalmente al piacere.

Frederic disse quando fu nuda, dovremmo fare acquisti, la tua biancheria intima lascia a desiderare. Andremo in un negozio che conosco e acquisteremo qualcosa di carino.

Prese la sua valigia e la depose nello sgabuzzino, tornò da lei, la baciò insinuò le dita tra le sue gambe toccò la passerina che era già bagnata, e le disse, tuo marito ti ha lasciata in pace in modo che io trovassi ancora una ragazzina dalla micetta bollente.

Lei si scioglieva sotto le carezze del suo giovane amante.

Lui poi la trascinò sul letto, la fece mettere sul fianco, le imprigionò le gambe con le sue, era rimasto in piedi vicino alla sponda del letto, e le disse: “mia bella schiava Lilì, voglio che tu mi guardi, mentre ti sculaccio, e poi mi ringrazierai”.

Lei gli sorrise e attese. Lui iniziò,  dovette piegarsi un po’ per raggiungere bene il sedere di lei, non le diede uno sculaccione forte, era come quelli che le dava quando finito di fare l’amore le dava mentre andavano a fare la doccia, dalla prima volta aveva fatto così e a lei quelle pacche sul sedere non facevano che eccitarla di più, ma non le aveva mai fatto male veramente, sentiva solo il calore irradiarsi sulle sue natiche, da quando lui le toccava il culo se lo sentiva più bello, e si accorse che quando aveva messo dei pantaloni gli uomini si voltavano a guardarle il culo, era sempre lo stesso, ma adesso aveva un’altra consapevolezza del suo corpo che fino al momento di conoscere Frederic aveva considerato solo dal punto di vista della salute.

Pensava che se suo marito l’avesse fatta sentire desiderata, e non le fosse mancato così tanto, lei avrebbe vissuto la sua sessualità pienamente, e certamente non lo tradirebbe, ma questo non era più un tradimento,loro erano sposati solo sulla carta oramai da troppo tempo, non voleva e non doveva avere sensi di colpa.