i racconti di Milu
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Indice
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Note dell'autore:
E' il primo capitolo, scritto un po' noioso, lo so... spero che vi piaccia e che seguiate la mia serie! =)
Sonya andò in America perchè era stanca del sesso che faceva in Italia. Non che i ragazzi che aveva avuto non fossero bravi, ma lei voleva qualcosa di più. Godeva ad essere sottomessa e umiliata, voleva che la riprendessero mentre si faceva umiliare, adorava sentirsi chiamata troia, essere legata e trattata come un oggetto.
Ma non poteva farlo in Italia, aveva paura di essere riconosciuta, di rimetterci la faccia... perciò era andata in Sud America.

Aveva trovato rapidamente un gruppo di uomini che facessero al caso suo, su un sito, e una volta lasciato il suo recapito.
Una volta arrivata all' Hotel Plassa non aveva neanche disfatto le valige, si era fatta una doccia depilandosi completamente, come era stata invitata a fare dall'uomo con cui aveva parlato al telefono. Lui sembrava essere un addetto all'organizazione, le aveva anche dato delle indicazioni su come vestirsi -nulla di stravagante, calze autoreggenti, tacchi alti una mini attillatissima che lasciava intravedere il suo bel culo rotondo, stretto in un minuscolo perizoma. Sopra una camicetta leggera, e dei copricapezzoli neri al posto del reggiseno.
Un uomo, che diceva di chiamarsi “Patrick” venne a prenderla in auto appena fuori dall'Hotel.
-Miss Sonya?
Chiese, spogliandola con gli occhi.
-Sono io. Ho seguito tutte le indicazioni
rispose, con lo sguardo basso per l'imbarazzo.
-Sono Patrick, l'autista del club. Sono qui per portarla alla nostra sede... ma prima dovremmo fare un controllo. Devo assicurarmi che lei possegga tutti i requisiti richiesti.
Sonya era stupita, non le avevano detto che ci sarebbe stato un controllo.. ma non poteva tirarsi indietro.
-Na...naturalmente...
-Bene. Ritorni nella sua camera, prego... Io e i miei colleghi arriveremo in un attimo.
Colleghi??
Sonya iniziava ad essere agitata, ma comunque tornò in camera e si sedette sul letto, badando di lasciare la porta aperta.
Pochi minuti dopo entrà Patrick accompagnato da due uomini: erano entrambi alti quanto lui, ma l'uomo alla sua destra, un afroamericano, aveva le spalle larghe almeno il doppio.
L'uomo alla sua sinistra, invece, era piuttosto esile, più anziano dei primi due -doveva avere almeno quarantacinque anni-. Poco curato, con i capelli lunghi e una barba incolta.. a Sonya non piaceva per nulla. In più aveva in mano una piccola telecamera.
-Prego- disse Patrick, mentre l'afroamericano si sedeva sul letto
-Si sieda e apra le gambe.
Sonya si sedette, ma poi esitò. Era stato molto facile guardare video e fantasticare, ma ora che si trovava davanti quei tre uomini non riusciva ad eseguire gli ordini facilmente come immaginava.
Prima che potesse riprendersi da quei pensieri si sentì afferrare per le braccia e trascinare al centro del letto: il nero la tirò addosso a sé e le aprì le gambe con forza.
L'uomo più anziano accese la telecamera e iniziò a filmare, mentre Patrick si chinava e le scostava il tanga.
Passò un dito, facendolo scorrere dal clitoride fino all'ano, poi iniziò a far pressione fra le labbra finchè queste non si schiusero. L'indice e il medio penetrarono nella sua vagina già bagnata.
-E' eccitata?
Chiese, impassibile come sempre.
Sonya era sull'orlo delle lacrime, ma annuì.
-Molto bene. Si tolga la camicetta, si volti e faccia un pompino a Lucas mentre io controllo la dilatazione del suo sfintere.
Adesso tremava come una foglia, ma obbedì: si voltò, si mise in ginocchio sul letto e si trovò davanti il cazzo del nero, pieno di venature.. era davvero grosso, sembrava pulsare.
Aprì la bocca e iniziò a leccargli il cazzo, mentre il terzo uomo le riprendeva il viso.
-Alza gli occhi bambolina... fai la tua migliore faccia da cagna, dai... spompinalo per bene mentre guardi la telecamera.
Sonya guardò l'obiettivo, ma in quel momento una mano sulla sua testa la spinse giù facendo affondare tutto il cazzo fino in gola.
-Hahahaha! Hai visto che ragazzina? Oddio, ha anche le lacrime agli occhi.. più veloce, troietta!
Urlò Lucas mentre, tenendole i capelli muoveva la sua testa facendo affondare il suo grosso cazzo nella sua boccuccia.
D'un tratto Sonya semtì il tocco di Patrick che si faceva più forte, finchè il suo sfintere non si dilatò.. il culetto iniziò a bruciarle mentre l'uomo infilava lentamente il pollice nel suo culo.
-Hai mai fatto sesso anale?
La bocca di Sonya adesso era occupata anche dal cazzo del cameraman, adesso i due si alternavano mentre la prendevano a schiaffi
-La puttanella fa segno di no...
Sonya riuscì a liberare la sua bocca, aveva il viso coperto di saliva e sborra.
-No... lì sono vergine, però ogni tanto ci metto un dito dentro mentre mi masturbo, ma solo quello
ansimò.
-Bene... sarà un piacere sfondarlo!
Rise il nero. Sonya si trattenne a stento dal piangere
-No.. per favore, questo cazzo è troppo grosso!
-Tranquilla, cagnetta!
Esclamò Carl, il cameraman
-Il tuo buco stretto ce lo riserviamo per quando arriviamo al club!
-Adesso basta, ragazzi, abbiamo già controllato. Vai a lavarti, rivestiti e poi raggiungici in macchina.

Rapidamente se ne andarono, e Sonya rimase sola sul letto coperto da sperma. Raccolse i cuoi vestiti, fece una seconda doccia e si rivestì.
Una volta uscita fuori entrò nella grande auto rossa che la aspettava lì fuori.
I tre uomini, impassibili la aspettavano, e appena lei fu salita la macchina partì...
Note finali:
Sono gradite critiche, consigli & simili al mio indirizzo waterwatt17@hotmail.it
Le mail indecenti verranno ignorate: sono una scrittrice, non una squillo.