i racconti di Milu
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Uscivo con Romina da quasi un anno. Lei è una ragazza stupenda. Diciannove anni, alta un metro e settanta circa, capelli biondi lunghi, gambe perfette e un paio di cosce ben tornite che mette sempre in mostra indossando vertiginose minigonne e tacchi a spillo che la fanno ancheggiare in modo molto sensuale.
Insomma, oltre ad essere una bella fica, le piace mostrarsi.
Una vera esibizionista.
Anche a letto era davvero calda. Mi concesse il culo senza problemi ed era sempre pronta a spompinarmi e a farsi fottere ogni volta che se ne presentava l'occasione.
Insomma era la ragazza perfetta così decidemmo che era giusto sposarci e vivere insieme.

Così andammo a trovare il Sindaco del suo paese per fissare la data del matrimonio civile al più presto.

Per andare a parlare con lui, Romina indossò la solita minigonna vertiginosa con sandali aperti con tacchi alti 12, mentre le unghie di mani e piedi erano ben laccate di rosso vivo.

Il sindaco era un uomo di mezza età ancora giovanile anche se pelato e con un linguaggio molto sciolto e suadente, e subito mi sembrò un uomo di mondo e molto navigato. Mentre si parlava dei documenti che dovevamo procurare, lui rivolgeva continui sguardi verso Romina, specie sulle sue lunghe cosce nude che lei esibiva accavallate. A poco a poco i suoi sguardi si facevano sempre più insistenti, sino a diventare molto pesanti.
Io, nel notare quelle attenzioni sulla mia fidanzata, incominciai ad eccitarmi soprattutto quando vidi che Romina, non solo mostrava di gradire quegli sguardi, ma addirittura li provocava con continui maliziosi accavallamenti.
Ad un certo momento il sindaco era così vistosamente eccitato che gli occhi gli brillavano e il colore del suo viso si era fatto abbastanza roseo.
Dopo aver fissato il giorno per portargli i documenti, il sindaco ci congedò con un abbraccio, che fu molto caloroso anche troppo.
La forte eccitazione che mi dominava mi accompagnò lungo tutto il viaggio di ritorno, durante il quale, per calmarmi, chiesi un pompino alla mia fidanzata.
Anche lei doveva essere arrapata perchè subito si tuffò a succhiarlo avida e alla fine mi obbligò ad accostare la macchina in un boschetto e senza pensarci due volte si mise a pecorina distesa sul cofano e mi chiese di fotterla all'impiedi.
“Pensi al sindaco?” le chiesi mentre la scopavo a tutta forza.
“Si -annuì lei- hai visto che trave aveva sotto ai pantaloni?”.
“Ho visto si” annuìì sentendomelo venire ancor più duro.
Tutto questo parlare dell'uccello del nostro sindaco mi favorì inspiegabilmente la sborrata. Ero così eccitato che Romina continuò a colare sperma lungo le gambe per tutto il viaggio. “Ma quanta me ne ha spruzzata dentro” chiese.
“Tutta quella che avevo tesoro mio” risi io.

Qualche giorno dopo portammo i documenti al sindaco e lui ci accolse con maggiore entusiasmo di prima, ci fece accomodare sul divano in una saletta privata e disinvolto e spudorato, sedette di fronte alla Romina proprio da dove poteva sbirciarle meglio le gambe.
Lei indossava una minigonna più aderente e vertiginosa, calze velate autoreggenti, e accavallando le gambe rimanevano vistosamente scoperte le parti delle cosce al di sopra del lembo delle calze, in più, io sapevo, quel giorno non aveva messo né slip ne perizoma.
Poco dopo il sindaco se ne dovette accorgere perchè smise di parlare e la fissò più in profondità.
Ora lei aveva aperto di molto le gambe e lasciava che lui guardasse tutto.
Anche a me stava venendo duro chiedendomi fin dove l'uomo avrebbe osato provarci.
A un certo punto iniziò a sfregarsi la mano all'altezza del cazzo che ora era gonfio e gli faceva un enorme bozzo sui pantaloni.
Di fronte a quella visione, pure io visibilmente eccitato mi toccavo continuamente il cazzo da sopra la patta come per sistemarlo meglio.
Quando l’aria era ormai troppo elettrizzata, il sindaco ci disse che era necessario un altro incontro prima della celebrazione del matrimonio per definire il resto e. dicendoci che si sarebbe fatto sentire lui quanto prima, ci salutò con abbracci che, questa volta, furono molto vigorosi. Tanto che riuscì ad infilare una mano sotto alla gonna di Romina palpandole la coscia.
Appena usciti dalla stanzetta fui troppo curioso e tornato indietro sbirciai dalla serratura e lo vidi intento a farsi una sega. Peccato che mi desse le spalle. Potevo vedere si il gesto ma purtroppo non quel cazzo enorme che tanto mi incuriosiva.
Quando lo raccontai a Romina la eccitò così tanto che si fece un grilletto mentre guidavo e arrivati a casa insistette perchè la prendessi a pecorina infilandoglielo nel culo mentre lei si masturbava la fica con una grossa zucchina.
L' indomani mattina il sindaco mi telefonò e con una scusa mi disse di andarlo a trovare di pomeriggio sul tardi per chiarire alcune cose molto importanti.
Quando arrivai era solo.
Appena mi vide lessi in faccia tutta la sua delusione per l'assenza di Romina.
Il sindaco mi fece accomodare nella solita saletta fingendo di dover parlare degli addobbi floreali per il matrimonio ma era chiaro che si trattava solo di una scusa.. Poi aggiunse anche che forse per quelle cose sarebbe stata meglio la presenza di Romina
Gli risposi che non l’avevo portata con me perché era impegnata a fare un lavoro a casa, ma che capivo benissimo il suo dispiacere giacché avevo notato con quale insistenza lui aveva guardato nei precedenti incontri la mia fidanzata.
Lui arrossì ma poi mi confessò “Sì, l’ho guardata con insistenza perché è una gran bella ragazza e mi piacerebbe parlare con te di lei in modo molto franco, se sei d’accordo”.
“Non c’è nessun problema! Io sono di mentalità molto aperta e molto moderna, e mi piace colloquiare con le persone colte in modo franco e libero”.
“Bene, proprio questo speravo da te! Allora, ho notato che la tua fidanzata è una gran bella cavalla esibizionista e che a te fa molto piacere che gli altri la guardino?”
“Sì, è vero, e in tali occasioni mi eccito molto, come lei ha potuto constatare, ma anche lei era molto eccitato, si toccava continuamente come mi toccavo io”.
“Sì, non l’ho potuta nascondere l’eccitazione che mi pervadeva, e dire che sono abituato a guardare le belle fiche, ma una fica straordinaria come la tua fidanzata non l’avevo ancora vista. dimmi: già te la scopi, vero?”
“Ma certo! Come fa un uomo a resistere accanto ad una cavalla simile!”.
“Hai ragione, non è umanamente possibile! Ma la cavalla ha avuto altri fidanzati prima di te? Tu l’hai trovata vergine? Parlami con franchezza di linguaggio come hai promesso di parlare”.
“Sì, ha avuto diversi fidanzati prima di me e mi ha confessato che ha fatto l’amore con tutti loro. Infatti l’ho trovata abbastanza aperta sia davanti che dietro”.
“Vuoi dire che l’hai trovata già sfondata sia in fica che in culo?”
“Sì, proprio così. Romina ha preso cazzi grossi e lunghi che l’hanno trapanata con vigore, scassandole la fica e allargandole il buco del culo senza ritegno”.
“Certo, è proprio così, non può essere diversamente! e.. la bocca e.. la lingua le sa usare bene? Dimmi nei minimi particolari come le usa, la cavalla”.
A questo punto notai che il sindaco parlava con voce roca per la grande eccitazione che lo pervadeva e che si stava masturbando con la mano in tasca. Io ne fui molto contento in quanto mi sentivo spinto a usare un linguaggio più libero e forte per farlo eccitare ancora di più così mi tirai fuori il cazzo durissimo e incominciai a masturbarmi lentamente.
Lui sgranò gli occhi quando vide come lo avevo enorme “Certo che anche se era sfondata con quella mazza non ti avrà dato a patirne”.
“Le piace?”.
“O siii è davvero grosso ma dimmi di lei ti prego”.
“Se vedesse Romina è una grande spompinatrice. Sa fare pompini con l’ingoio di tutto lo sperma che le si riversa in bocca, sa leccare divinamente il cazzo e le palle, e quando ingoia lo sperma, il cazzo se lo fa arrivare sino in gola”.
Mentre dicevo queste cose,il sindaco calò a sua volta i pantaloni mostrando in tutta la sua possenza il cazzo piuttosto grosso e biascicando sottovoce parole come “troia, puttana, vacca” era infoiato e voglioso.
Allora, mi disse: “Vieni da me”.
Subito impugnò il mio cazzo e mi mise il suo nella mano avviandola per continuargli la sega. Il suo cazzo era veramente bello grosso “Pensa che bello infilarle insieme queste due verghe”.
Mentre mi diceva queste parole, la mia libidine si fece incontenibile e facevo fatica a trattenermi dallo sborrare.

Ci stavamo masturbando a vicenda quando con l’altra mano mi abbassò con forza la testa sul suo cazzo e me lo infilò forzatamente in bocca. Me lo stantuffò un paio di volte dentro e subito mi scaricò in bocca un fiume di sperma che, tenendomi ferma la testa, mi fece ingoiare per forza fino all’ultima goccia. Poi anche lui avvicinò la sua bocca al mio cazzo, mi leccò l’asta e le palle con molta bravura e dedizione e, quando gli sborrai dentro, lui ingoiò golosamente tutto lo sperma che gli scaricai.
Poi mi fissò basito. “Ma come è ancora duro....?”
“Si caro a me una non basta...” gli spiegai.
“A ma dai bella fortuna” disse soppesandosi il suo ormai molle.
“Vuoi un'altra sega?” chiese.
“No ma visto che sei già mezzo nudo.... Se ti chini...”.
“A porcone!” mormorò ma stava già obbedendo.
In pochi minuti era a novanta sulla scrivania e me lo stavo inculando a tutta forza. “Godi porco godi.....”.
“O si.... Ummmm che bello come mi piace nel culo” sussurrava mentre si segava a tutta forza.
Afferrato secco per i fianchi pompavo come un cavallo da monta. Gli stavo spanando il culo giù fino all'intestino”.
“Godooooooo” ululai mentre gli venivo in culo.
“Siiiii” gemette lui e si sborrò in mano.
Fu in quel momento che sentimmo una chiave girare nella serratura, la porta si aprì e apparve un ragazzino magro e biondo che ci fissò basito.
“O signor sindaco chiedo scusa”. Arrossì
“Ma tu oggi non eri in congedo” chiese il sindaco ancora col cazzo in mano.
“Mi scusi avevo lasciato dei documenti che mi servivano. Non volevo disturbarla”.
“Fa nulla. Comunque lui è George e quello è il suo pisello. Visto che roba?”.
“Ummmm” mugugnò Alberto il segretario.
“Come segretario non è il massimo ma fa dei pompini da dio. Vero Alberto?”.
“O si Sindaco come vuole lei...” rispose ossequioso il ragazzo.
E, prima che avesse ad aggiungere altro mi stavo già facendo lustrare la cappella dal biondino mentre il Sindaco si faceva una sega.
Conclusi venendogli in bocca e rimarcando che la prossima volta mi avrebbe dato il culo ci salutammo....
Restando d'accordo che il sabato successivo saremmo stati soli e gli avrei portato Romina per la tripletta....