i racconti di Milu
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Note dell'autore:
Capitolo Unico
Dovete sapere che poco lontano da casa mia c'è un piccolo "villaggio benessere" a conduzione familiare. Non è grande e diciamo che... non ha pretese. È composto da un bel ristorantino, una piscina all'aperto per l'estate, una al coperto e uno stabile leggermente distaccato con sauna e sala massaggi. Credo, ma non ci sono mai entrato, ci sia anche una piccola, ma ben attrezzata, sala pesi. Ne ho solo sentito parlare, quindi lascerò a voi il piacere di scoprirlo. Il tutto, immerso in un fantastico boschetto, poco fuori dalla città, tenuto in ordine con cura. Il boschetto è attraversato dal viale d'accesso al villaggio benessere e da un sentiero che gira attorno al complesso.
Ma la cosa più interessante di tutte è la figlia secondogenita di Marcello, il gentile signore proprietario dei muri. Un bel viso da ragazza innocente, due tette non eccessive (per i miei gusti, con la terza siamo al limite) e due gambe come hanno tante ragazze. Ne troppo secche, ne troppo grasse. Io la definisco una ragazza con "le curve giuste al punto giusto". Si chiama Cristina.
Qualche anno fa feci l'abbonamento per la piscina per i mesi estivi. Era una pacchia andare in piscina alle otto, quando ancora non c'era nessuno e restare fino alle due del pomeriggio, orario in cui arrivavano i marmocchietti a passarsi il pomeriggio.
Cristina lavorava nel bar della piscina e fu così che ci conoscemmo. Prima un saluto distaccato, poi un saluto più informale, un "come va?", una chiacchiera tira l'altra... e ci ritrovammo a cena fuori insieme, a guardarci negli occhi e a tenerci per mano. Potrei quasi definirla una relazione estiva stabile.
Ora che vi ho annoiato a sufficienza, andiamo a quello che vi voglio raccontare......

È lunedì, giorno di riposo di Cristina. Come al solito, dopo un week end da leoni, io e lei restiamo a dormire fino a tardi nel suo meraviglioso letto matrimoniale. È caldo. Io dormo solo con i boxer, lei ha la sua camicetta di seta bianca molto casta e pudica. Lentamente prendo conoscenza, torno al mondo. Guardo l'orologio. 10.15. Troppo presto. Cristina è al mio fianco che dorme ancora, girata su un lato e mi da la schiena. Resto in silenzio, annuso l'aria. Sento il suo profumo entrarmi nelle narici. Guardo la sua spalla, quasi scoperta, il colore abbronzato della sua pelle, le curve del suo bacino sotto il tessuto. Quanto mi piace......
Non riesco a resistere, così, pigramente, mi avvicino a lei, da dietro, e l'abbraccio. Con un gesto lento e delicato, le sposto i capelli. Accosto il naso all'incavo del collo e insipiro, cerco di saziarmi del suo profumo. Lei mugola qualcosa. Io le appoggio le labbra sulla pelle abbronzata e la bacio. Lei non si muove. La bacio ancora. Inizio a darle tanti piccoli baci. Tenendola abbracciata.
"Amore mio....."
Sussurra lei, la voce impastata dal sonno.
"Buon giorno tesoro, pensavo ti sarebbe piaciuta essere svegliata dai miei baci..."
E gliene do un altro sul lobo dell'orecchio.
"I tuoi baci sono sempre graditi..."
Allunga una mano indietro, mi accarezza la testa. La stringo a me.
"Bello sentirtelo dire, sai?"
Non la posso vedere, ma so che sta sorridendo.
"Dillo ancora"
Le dico.
"Amore.... Mi piace sempre quando mi baci...."
Io le bacio ancora la pelle profumata, muovendomi tra la spalla e l'inizio del collo. Poi, inevitabilmente, si sveglia anche qualcun altro. Ma questa mattina è per lei e lentamente la faccio girare. La guardo, le osservo il volto, gli occhi ancora chiusi mentre le nostre bocche si cercano. Le labbra si toccano, si sfiorano. Un bacio morbido, delicato, quasi poetico. Io mi fermo a guardarla. La trovo così bella... che a volte non la credo vera. Le sfioro il viso con la punta delle dita, ne seguo le linee del volto. L'orecchio. Il mento. Il naso. Gli occhi. La guancia. La bocca. La bacio ancora. Le bacio la punta del naso. Poi il mento. Io mi muovo, mi sposto. Con una mano, delicatamente, le faccio aprire le gambe.
"Amore... cosa fai...."
Le appoggio un bacio sulle sue labbra morbide.
"Shhh.... Amore mio, rilassati. Devi solo rilassarti. Al resto penso io."
Lei non dice nulla, fa un sospiro e si rilassa. Io scendo. Accarezzo con la punta delle dita ogni centimetro della sua pelle. Ne percorro le linee, i contorni, le curve, un unico movimento armonico, fluido, delicato, sfiorando appena il tessuto della camicetta da notte prima, la sua pelle poi.
Arrivo alle cosce, scendo fino al ginocchio, ci giro attorno. Inizio a risalire. Questa volta le mie mani si infilano sotto il tessuto, lo alzano, scoprono le intimità di Cristina. Mi fermo a guardala. Quel ciuffetto di pelo. E poi il suo sesso che si disegna sotto le mie mani che lo accarezzano. I miei polpastrelli che si inumidiscono a quelle carezze. Cristina che allarga le gambe, lasciandosi coccolare.
"Tutti i miei baci..."
Le sussurro. Poi le mie labbra si appoggiano al suo piccolo clitoride. Lo bacio. Lo bacio ancora. Inizio a leccarlo lentamente, dolcemente, come se fosse una lenta e dolce coccola. Il suo sesso inizia ad essere lucido. Con due dita, lentamente, le scosto le labbra e passo la lingua proprio nel mezzo. Cristina muove una mano, l'allunga verso di me. L'appoggia sulla mia testa, a farmi una piccola carezza. Io lecco, lentamente. Voglio che sia consapevole di ogni singolo millimetro di piacere. Cerco di ascoltare il suo corpo, di seguire la curva del suo piacere. Le tengo le labbra aperte, la mano libera sulla coscia. Ascolto le vibrazioni del suo corpo. Chiudo gli occhi per carpirle meglio. Lo faccio per lei. Per darle il buongiorno. Per ringraziarla per essere con me questa mattina. La mia lingua scivola sul suo sesso, ne lambisce le carni e ne gusta il sapore. Posso percepire il piacere di lei aumentare e non posso fare altro che cercarne di seguirne il percorso, cercando di percepire quali movimenti le piacciano di più.
Poi Cristina mi accarezza una mano e capisco. So cosa vuole quando fa così. È pronta. Lentamente infilo un dito dentro il suo sesso. Scivolo dentro di lei con facilità impressionante. L'odore che si spande nell'aria è qualcosa di inebriante. Nel momento stesso in cui il mio dito interrompe la sua corsa, la ragazza si lascia andare ad un lungo sospiro di piacere. Sorrido. Alzo la testa per guardarla. Osservo il petto alzarsi e abbassarsi ad un buon ritmo. Il suo viso... il suo viso è rapito dal piacere. Sorrido, felice. Muovo il dito lentamente dentro di lei, accarezzandole la parete del sesso. So che le piace. E ne ho la conferma quando la sua manina mi cerca e mi accarezza il viso. Sta provando piacere. Ed io con lei. Mantengo il ritmo costante. Lento, ma costante. Lineare. Le bacio il basso ventre. La mia lingua scivola nel suo inguine, sulla coscia, almeno fin dove riesco ad arrivare. Poi risalgo. Non ho smesso di muovere il dito. Ma lei ha iniziato a muovere il bacino. Lo fa piano, godendosi ogni istante, ogni singola stilla di piacere.
È il momento. La mano libera scivola sulla sua pelle, si sposta sul suo sesso. Scopre il clitoride. Lo lecco. Una sola lunga passata. A Cristina manca il fiato. I suoi umori colano copiosi. Prendo il clitoride tra le labbra e lo accarezzo con la punta della lingua. Sento la tensione crescere in lei. I muscoli si irrigidiscono. Non mi fermo. Estraggo il dito, leccando il clitoride. Poi scivolo nuovamente dentro. Inizio un lento movimento costante. So che il ritmo regolare la fa impazzire. Ogni volta che il mio dito esce, la mia lingua scivola sul suo clitoride. Alterno le stimolazioni.
Sento il suo piacere salire. Sento la sua mano farsi rigida, segno del piacere in aumento.
Spingo il dito dentro, ma questa volta non affondo. Mi accontento di metà. Inizio un lento massaggio, piegando il dito, sfregandolo sulla parete interna del suo sesso.
E so che il suo piacere sale di un altro gradino. Ci siamo quasi. Alzo la testa. La osservo ancora. Devo ammettere che si, mi piace.
Scopro il clitoride un'altra volta. Gli concedo due leccatine veloci. Mi piace anche questo di lei. E mentre lo faccio scivolare tra le mie labbra, iniziando a succhiarlo dolcemente, il ritmo del mio dito aumenta. Accelero. Mi muovo sempre più veloce. La tensione, il piacere, sale. Il suo respiro si fa più corto. La sento tendere i muscoli. La sento prepararsi all'orgasmo. Io continuo senza esitazione.
Poi, di colpo, stringe le gambe, tira tutti i muscoli del suo corpo. Trattiene il fiato. Sono pochi istanti, ma che sembrano eterni. Espira e si abbandona. Si rilassa. Io mi fermo. Sono immobile. La lascio riprendere. Lentamente sfilo il dito.
La osservo. È ancora più bella. Le bacio il sesso dolcemente, un piccolo bacio a stampo sulle labbra umide dei suoi stessi umori.
Ora risalgo. Lei mi cerca. Ci baciamo e ci abbracciamo. Le nostre lingue si intrecciano, i nostri corpi si stringono. Sento il calore del suo corpo, il profumo della sua pelle.

Questo è il mio piccolo, fottuto, angolo d'inferno.

"E tu tesoro?"
Mi sussurra lei. Io le sorrido. Le accarezzo il viso. Le appoggio un piccolo bacio sulla guancia.
"Questo era per te, amore mio, il mio buongiorno a te."

Lei mi sorride, apre gli occhi e mi guarda. Per un lungo istante ci perdiamo l'uno negli occhi dell'altra. Per un lungo istante, il mondo si ferma e siamo solo io e lei.
Note finali:
Per questo e altri racconti:

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