i racconti di Milu
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Francesca mi chiese di andare una sera in città.

Nel pomeriggio, subito dopo pranzo, ci incontrammo nel solito posto al fianco della scuola.

Si era truccata gli occhi con colori vivaci, calze nere, una camicia bianca e gonna nera. Scarpe basse.

Entrando in auto mi chiese: dove andiamo?

Risposi: in città. Hai qualche preferenza?

- Vorrei vedere le vetrine di abiti da donna ma non quelle serie, solo quelle per ragazze.

Fuori del paese mi prese la mano destra e la strinse fra le sue.

Parlammo di tante cose divagando.

Dopo circa trenta minuti fummo in città. Andammo in centro e lei era attratta dalle vetrine luminose che proponevano capi di abbigliamento femminile di ogni genere.

Davanti ad un negozio di lingerie si incantò.

Mi venne quindi in mente il negozio di Bianca e senza dire niente ci dirigemmo la.

Entrati nel negozio dissi:

- Ti presento Francesca. Lei è Bianca.

- Che bella ragazza! Piacere, io sono Bianca.

- Dovresti mostrale ciò che le serve e che la possa rendere bella come tu sai.

Dopo i convenevoli Bianca la osservò facendomi dei gesti per capire se doveva renderla troietta e se poteva farla godere li in negozio.

Le mie risposte gestuali non potevano non essere positive.

Mi stavo già eccitando al solo pensiero che tra non molto l’avrei scopata davanti a Bianca e che sarebbe stata sedotta da una bisex che le avrebbe fatto conoscere l’amore lesbico per la prima volta.

-Cara Francesca, ho pensato che vista la profonda amicizia che c’è tra me ed Angelo potresti rimaner qui a provare quel che vuoi. Lui intanto può andare.

-Mi piacerebbe, mi sembra di chiederti troppo. Disse Francesca.

-Angelo, ti chiamerò al telefono quando avremo finito. Disse Bianca decidendo per tutti.

Essendo primo pomeriggio le lasciai sole ed andai da Forica che mi aspettava.

Uscii dal negozio e pensai alle parola “quando abbiamo finito”. Che cosa doveva finire? Le prove degli indumenti o alla fine della seduzione?

Arrivato da Forica mi disse

-Sei passato da Bianca per portarle una cliente senza farmi sapere niente!

-La cliente è una mia alunna che aveva necessità di abiti ed è stato naturale che andassi da chi conosco. Ora Francesca – questo è il nome dell’alunna – è da Bianca che la sta istruendo con la biancheria. Poi la manderà da Mirta.

-Allora la vuoi far diventare lesbica?

-Dipende da lei. Se le piacerà sarà lesbica oppure una bisex.

-Perché dici così?

-Perché ha già avuto un ragazzo che l’ha sverginata.

-Me la potevi far conoscere prima. Avrei voluto vederla.

-Te la farò conoscere più tardi prima di accompagnarla a casa e quando avrà finito con Bianca.

- …… a proposito … quando è che mi svergini? Disse salendomi sulle gambe e mettendo le mani sotto la camicia a contatto con la pelle.

- se continui così sarà presto. Risposi mentre le sue mani erano arrivate ai miei capezzoli.

- Cicciolino come sta?

- Penso stia bene visto che è già sveglio.

- Vediamo! Oh! Si! E’ sempre bello, pulito e depilato. Lo voglio mettere alla prova stando a letto.

Ci trasferimmo sul lettone e scopammo come ricci.

 

Dopo un’ora telefonò Bianca.

- Francesca ha bisogno di te. Ha scelto qualcosa; puoi venire?

- Arrivo tra qualche minuto. Sono impegnato con Forica ma abbiamo già finito.

 

- Invitiamo Francesca a cena prima di riaccompagnarla a casa? proposi

 

Andai al negozio e li Bianca mi disse di andare nello spogliatoio grande. Aprii la tenda e vidi Francesca totalmente trasformata. Indossava un leggero reggiseno fucsia a rete senza spalline. Le maglie erano leggerissime e si sarebbero strappate alla prima forzatura. Al posto del tanga che aveva all’arrivo c’era in perizoma con un triangolino microscopico. Le calze erano del tipo a rete ma arrivavano poco sopra il ginocchio. Le scarpe erano nere con due stringhe fini incrociate le avvolgevano in un solo giro la caviglia ed altre due stringhe passavano vicino alle dita sul davanti.

Il monte di Venere era stato depilato totalmente, sulle labbra un rossetto più deciso e gli occhi marcati in scuro facevano risaltare le pupille grigie.

Rimasi senza parole. Non mi capacitavo della trasformazione.

Bianca si avvicinò.

- hai visto che bella? Te l’ho fatta splendente. Volati un po’ Francesca!

I suoi glutei erano stati valorizzati ed erano eccitantissimi.

Non riuscivo a staccare gli occhi da quella ragazza tanto era bella.

Bianca continuò così

- Come ti senti Francesca?

- Mi piaccio. Sono a mio agio. Mi sto guardando perché per me è tutto un sogno.

Bianca si avvicino al suo collo e la baciò. La carezzava da ogni parte per eccitarla.

Capii che l’aveva sedotta in parte ma dall’atteggiamento assunto la ragazza non era ancora pronta per un rapporto lesbico con lei.

La fece rivestire lasciandola vestita come l’avevo vista.

Pagai il dovuto ed uscimmo.

Quando entrai a casa con lei per mano, Forica capì che la ragazza era una novizia e che forse non era ancora completamente addentro ai meccanismi del sesso.

Iniziò così una serie di domande alla ragazza che servivano a capire quali erano i suoi usi e costumi e quali le sue aspettative.

Francesca mi teneva la mano per far capire a Forica che ero il suo maschio.

Forica fece finta di niente.

-Bianca ti ha consigliato bene nel scegliere la lingerie?

-Si, è una professionista. Di queste cose  se ne intende e mette a proprio agio le persone. E’ così alla mano! Mi ha fatto provare tante cosette molto sexy ed anche di quelle di lusso, ma erano troppo belle per me.

-Perché troppo belle?

-Perché mi facevano sentire più nuda che vestita e poi mi facevano un effetto!

-Che tipo di effetto. Chiese Forica.

-delle sensazioni strane.

-Cioè?

-Beh! Bianca lo sa che succedono certe cose alle ragazze quando indossano i perizomi e le mutandine in pizzo……… che belle!

Forica chiese: …e tu cosa hai scelto?

-io ho scelto quel che mi ha detto Bianca.

- Cioè?

- Le scarpe che vedi. Mi fanno alta e mi sento in paradiso. Poi le calze che indosso che non sono a collant e poi ….. altre cosette che indosso e che non posso farti vedere ora.

-Perché non ora? Sei così bella. Ti ha truccato Bianca?

-Si mi ha truccato lei e mi ha anche depilato. Disse Francesca arrossendo.

-Forica si avvicinò e con la classe che la distingueva la carezzò per rassicurarla e la bacio sulla guancia vicino alle labbra tenendole le braccia e facendole sentire l’impronta del suo corpo.

Francesca arrossì ulteriormente e dava l’dea che fosse imbarazzata da una confidenza così immediata.

- Mi faresti vedere che cosa indossi? Vorrei vedere che cosa ti ha consigliato Bianca.

- Ma! ….. qui davanti a te? ….. ora?

- Si, ti vergogni?

- Un pochino. Rispose Francesca

- Allora andiamo di là che c’è uno specchio grande.

Si presero per mano ed andarono in camera da letto.

Forica la aiutò a spogliarsi, Io mi sono avvicinato lentamente alla porta della camera per non disturbare l’atmosfera che si stava creando.

-Sei bellissima e ti stanno veramente bene questi capi. Ti ha fatto bella la mia amica!

- Chi ti ha depilato? Chiese Forica guardandole il perizoma microscopico.

- Bianca, e mi ha anche truccato.

Forica la toccava con delicatamente come un prezioso gioiello.

Le passò i polpastrelli delle dita sui capezzoli che spuntavano tra le maglie del reggiseno e si irrigidirono ulteriormente; così fece anche con la fighetta proseguendo sui glutei e la schiena.

Iniziò a baciarle i capezzoli ed a succhiarli.

Francesca ansimava.

Le mani scesero verso il basso e si infilarono tra il monte di venere ed il francobollo di stoffa del perizoma cercando il clitoride.

Francesca aprì le labbra cariche di rossetto rosa, che le aveva applicato Bianca, per ansimare. Pose le sue mani sulle spalle di Forica e si scambiarono un profondo bacio con la lingua. Poi Forica allontanandosi leggermente dalle sue labbra le disse

-succhia amore mio. Sei bellissima e la tua bocca è così profumata e dolce che non so resistere. Goditi la mia lingua.

Il dito di Forica era arrivato al grilletto e lo stava stimolando.

Il rumore che si udiva era quello di una figa molto bagnata.

Il bacino ed fianchi di Francesca oscillavano il che significava che i tocchi di Forica erano piacevoli e che la stavano portando al godimento. Le dita erano dentro la fighetta e contemporaneamente il pollice si muoveva sul grilletto

I movimenti della ragazza aumentarono ed infine con un urlo ed uno spasimo venne. I fremiti durarono un po’ di secondi durante i quali Forica sostenne in piedi Francesca perché non cadesse.

Poi la ragazza si abbandonò sul Forica che stava in piedi e vestita, la carezzo e la baciò profondamente mettendole la lingua in bocca più di una volta.

 

Io nel vedere la scena mi sono eccitato e poiché il cazzo era prossimo ad esplodere mi son fatto una sega con uno spruzzo di sperma che finì lontano.

Forica mi vide e mi invitò ad avvicinarmi a loro.

-Amore mio, abbiamo una nuova compagna. Hai visto quanto è bella. Ora che è venuta lo è anche di più.

Trattenni Francesca abbracciandola e baciandola.

-Mi sei piaciuta. Ti ho goduto da lontano.

-Ti ho visto. Ti voglio bene. Huuuu! Che bello!

Forica si inchinò e sfilò dalle gambe il perizoma.

Le carezzò i piedi e carezzandole le gambe risalì infilando le dita nella figa di Francesca raccogliendo i suoi abbondanti succhi e se li leccò sotto gli occhi meravigliati della ragazza che non aveva mai pensato di assaggiare i suoi umori vaginali.

-Angelo conservalo, forse per stasera questo perizoma non serve più.

-Vieni amore, gira pure nuda per la casa. Qui non ti vede nessuno così possiamo godere il tuo corpo meraviglioso.

-Per cena, stasera, gamberoni arrosto. Li gradisci?

-Mi piacciono molto ma in paese non li mangio perché è considerato un lusso.

-allora li gusterai con del vino bianco.

-Io sono astemia.

-oh! Non dire così. Questo è il nettare delle donne. Molte di noi lo bevono perché ha un sapore speciale.

-beh! allora! …. Lo berrò, ma poi come faccio a rientrare a casa? Da noi il vino lo bevono solo i maschi.

-Ti accompagna Angelo. Rispose Forica.

Ci sedemmo a tavola, noi vestiti e lei nuda con indosso solo il reggiseno color fucsia da cui fuoriuscivano i capezzoli e che le marcava il seno dandole un aspetto meraviglioso di femmina giovane.

La visone era arrapantissima. Io e Forica apparentemente non davamo importanza alla sua nudità. In effetti eravamo arrapati come poche altre volte.

Mangiò i gamberoni accompagnandoli con il vino che rese la sua lingua più sciolta.

Parlò molto dei suoi desideri e su sollecitazione di Forica raccontò come Giovanni, il suo ragazzo estivo, la sverginò.

Finita la cena si rimise la mini gonna e la maglietta con cui era arrivata in città tenendo sotto solo il reggiseno.

Forica l’invitò a tornare a trovarla e lei accettò molto volentieri.

La riaccompagnai a casa. Durante il viaggio si rilassò.

-avevo sentito parlare di sfuggita di rapporti lesbici e non credevo fossero così belli. Ti sono piaciuta? Ti ho eccitato? Io ho goduto molto con Bianca che mi ha toccato ma non sono venuta; mi ha lasciato sempre in sospeso. La lingerie che mi ha fatto provare mi ha eccitato moltissimo. Ero pronta a farmi fare un ditalino da lei ma …. chissà perché non lo ha fatto?

 

Dicendo questo si era aperta il cappotto ed aveva messo in mostra la sua fighetta depilata.

-Senti come è liscia. Che bella sensazione! Sembra di velluto. Toccamela.

 

Allungai il braccio e le toccai il clitoride che era già fuori del suo nido.

Qualche sfregamento con il dito medio e poi un sussulto rapido

…. Sto …….veeenendooooooooooo. Aaahhhhh! Uuuuuuuuuuhhhhhhhhhh!

-Son venuta di nuovo, non ce la facevo più!

Arrivammo in paese. Era tardi e non c’era anima viva. La lasciai vicino casa sua. Un bacio veloce e “ Ci vediamo domani a scuola. Mi raccomando!”

 

Tornai da Forica.

-Amore, dove hai recuperato quella bella fighetta? Mi ha eccitato tanto. Mi ha fatto arrapare subito. Si vedeva che aveva voglia di essere toccata e leccata.

-E’ una mia alunna e si è innamorata di me.

-Questa è una bella ragazza. Dovremo invitarla altre volte.

-Non è facile perché l’ambiente di paese, lo sai, è difficile e tutti sono diffidenti. Poi le donne sono viste come merce di scambio e vengono fatte sposare con accordi tra famiglie. Apparentemente questo fatto non si vede ma è implicito. Comunque vedrò di fare qualcosa per i prossimi giorni.

e continuai

… pensavo che potremo iscriverla ad un corso di pittura. Tu che ne pensi?

-si, buona idea. Un corso di pittura bisettimanale qui da me o da Bianca oppure ancora da Mirta.

-Ti è piaciuta la sua fighetta?

Forica rispose

-era così tenera, dolce, liscia. Era da quando ero ragazzina che non provavo tali sensazioni e poi mi è venuto un attacco di libidine irresistibile.

-lo hai detto a Bianca?

-si, l’ho chiamata e si ha fatto un ditalino con me al telefono. Siamo venute insieme. Ora ho voglia di sentirmi piena di te. lo so che ce l’hai grosso e che non vedi l’ora di venirmi dentro. Dai! Scopami.

 

La notte la passammo così.