i racconti di Milu
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Note:
Una fantasia...ma neppure tanto
Il tuo telefono squilla, finalmente rispondi.
“Ho voglia di scoparti!” – non di fare l’amore, di scoparti, ho detto.
Qualche secondo di silenzio. Con gli occhi della mente vedo quell’espressione indefinibile di stupore e malizia che si disegna sul tuo volto.
“Vediamoci fra mezz’ora da me, ti aspetto”.

Salgo le scale trattenendo l’impulso di correre e cercando di immaginarmi come mi accoglierai.
Di una cosa però sono certo: mi stupirai come sempre.

Busso, la porta si socchiude ed entro nella penombra profumata del tuo appartamento.
Mi sorprendi alle spalle e mi costringi con dolcezza a girarmi verso di te.

Sei bellissima nel tuo negligé che lascia intravvedere i tuoi piccoli seni perfetti.
I tuoi capelli sono sciolti sulle spalle, i tuoi occhi brillano di desiderio e di divertito stupore nel vedere la mia ormai evidente eccitazione.

Mi spingi contro il muro e ci abbracciamo mentre le nostre labbra si incontrano e le lingue danzano la danza degli amanti e del desiderio.

Le mie mani accarezzano le rotondità del tuo culetto; mi accorgo che non hai le mutandine, mi inginocchio davanti a te mentre la mia lingua fruga nella tua intimità che piano piano si scioglie.
Ti spogli offrendomi il tuo corpo e la tua mente.

Mi spogli quasi con violenza, ti spingo sul letto mentre fingi di resistermi.

Ho il viso tra le tue gambe mentre le mani accarezzano ogni centimetro della tua pelle e pizzicano dolcemente i tuoi capezzoli resi turgidi dal desiderio.

Mi afferri la testa e la spingi verso il tuo sesso mentre succhio il tuo clitoride. Sento il tuo respiro farsi sempre più affannoso e i tuoi muscoli tendersi e rilasciarsi negli spasimi del piacere.

Interrompo per poi riprendere più volte, finché supplichi di proseguire e porre fine a quella dolcissima tortura.

Finalmente decido di lasciarti esplodere, tutto il tuo corpo trema e si contorce e dalla tua bocca escono parole sconnesse.

Non voglio darti tregua. Sono sopra di te e apri le cosce donandomi il tuo corpo.

Mi piace schiacciarti sotto il mio corpo mentre sussurro dolcissimi ed eccitanti insulti.

Sei una femmina, una troia, una dolcissima puttana. In questo momento sono il tuo maschio, il tuo dominatore, il padrone del tuo corpo e del tuo piacere.

Ti sento di nuovo esplodere e sento il mio orgasmo crescere e travolgermi mentre esplodo nel tuo ventre e crollo su di te sfinito. Il modo ruota intorno a noi come un vortice impazzito.
Note finali:
Scritto estemporaneamente e di getto.
Sono graditi commenti e consigli: adler.enrico32@gmail.com