i racconti di Milu
racconti erotici per adulti

| Sexy webcam Chat  | ChoCam Mature webcam  |  Live18 |

[ - ] Stampante Capitolo or Storia
Indice
- Text Size +
Elena si era svegliata presto quel mattino, aveva lezione all’università. Si alzò per andare in bagno per prepararsi ad affrontare l’ennesima giornata tra i libri ma non ne aveva proprio voglia. – Ma chi se ne frega oggi taglio!!! – penso mentre tirava lo sciacquone dopo aver fatto pipì. Si rinfilò nel letto e dopo poco riprese sonno. Quando riaprì gli occhi la sua stanza era illuminata a giorno. Si stiracchiò. E si rimise giù. Era ancora coccolata dal tepore delle coperte quando senti dei rumori venire dalla stanza di Isabella, la sua coinquilina da ormai sei mesi. Tese l’orecchio per cercare di capire se Isabella fosse in compagnia di qualcuno e se si di chi. Più prestava attenzione a quei suoi e più le sembravano dei mugolii. – Impossibile! – pensò, la sua coinquilina così pudica che si rivestiva in bagno dopo la doccia, in sei mesi di convivenza mai un accenno ad un ragazzo e men che meno ad una vita sessuale. Fece più attenzione e fu quasi certa di aver sentito distintamente un “mmmm si” – O mio dio si sta masturbando!!! – pensò non potendo fare altro che sorridere – Allora è una ragazza normale! – si disse Elena mentre inforcava le pantofole. Vero è che Isabella la credeva all’università ma certo non poteva starsene lì ad ascoltare la sua amica toccarsi ed aspettare che finisse “l’opera”, decise quindi di alzarsi, mettere su il caffè ed aspettarla in cucina per far colazione decisa di far finta di nulla sui “rumorini” che l’avevano svegliata. Lungo il corridoio che la separava dalla cucina cercò di muoversi in punta di piedi, in realtà non voleva interrompere Isa, lei al suo posto l’avrebbe odiata per un interruzione di questo tipo. I rumori si fecero più intensi e si era ormai evidente che si stesse proprio regalando piacere solitario. Le si gelò il sangue nelle vene quando alle sue orecchie giunsero parole che mai e poi mai avrebbe pensato di sentire da parte di Isabella ma forse aveva sentito male. Ed ecco di nuovo – mmm Elena si! – Elena questa volta aveva sentito distintamente Isabella pronunciare il suo nome tra un sospiro ed un mugolio. – Hai capito la santarellina! In realtà è una lesbica – pensò Elena a questo punto abbastanza in imbarazzo, non era mai capitato di scoprire qualcuno che si masturbasse pensando a lei figuriamoci una donna. Passò davanti alla porta semichiusa della stanza di Isabella per raggiungere la cucina per quel benedetto caffé e non poté resistere alla tentazione di buttare un occhio dentro. La sua mente andò avanti immaginando Isabella alle prese con il più classico e canonici dei grilletti con la ragazza a gambe aperte che si trastullava con la mano nel pigiama. Quello che vide le fece perdere un battito, quasi stava per svenire. La sua coinquilina era completamente nuda ed esposta sul letto con gli occhi chiusi mentre con una mano tra le gambe che si muoveva forsennatamente. La cosa assurda era quello che la ragazza stava facendo con l’altra mano. Aveva in mano quello che Elena riconobbe immediatamente come un suo calzino o meglio il calzino che indossava il giorno precedente e che aveva gettato nella cesta dei panni da lavare. Elena rimase di sasso, continuava ad osservare quella scena con un espressione mista tra lo schifato e lo sbigottito. Non solo la sua coinquilina si stava toccando pensando a lei, quindi tendenzialmente Isabella era lesbica ma sembrava in estasi mentre annusava i suoi calzini, i suoi piedi quindi era anche feticista!!! Tutte quelle emozioni avevano frastornato Elena che tutto si aspettava da una mattinata di riposo dalle lezioni universitarie tranne una scena degna di centinaia di visualizzazioni in youporn. Mentre cercava di far ordine in tutti i pensieri che le affollavano la mente inavvertitamente si appoggiò alla porta che cigolando interruppe Isabella che aprendo gl’occhi la notò sull’uscio.
- Hemm oddio Elena – farfugliò Isabella in preda al panico mentre cercava di nascondere quello che fino a quel momento era l’oggetto di ogni sua fantasia. – scusa pensavo di…di essere sola insomma sai…capisci – continuò mentre cercava di coprirsi alla vista dell’amica.
- Io preparo il caffè, vieni di la? – disse Elena cercando di organizzare un pensiero logico dopo questa scena.
– Si si arrivo subito, mi…mi metto qualcosa ed arrivo – disse Isabella ormai bordeaux afferrando il pantalone del pigiama.
La moca ribolliva mentre Elena seduta sul divano cercava di fare il punto della situazione, ma come poteva gestire quella situazione, quello che aveva scoperto sulla sua coinquilina, quelle immagini. Isabella entrando in cucina dopo una sosta tattica al bagno si fiondò ai fornelli per servire il caffè, porse ad Elena una tazzina fumante e sempre più imbarazzata con lo sguardo basso disse
- scusami ancora Ele pensavo fossi fuori…cioè siamo grandi certe cose capitano no? -
A quel punto Elena quasi furente guardandola negl’occhi la zittì – ohh certo a chi non è capitato almeno una volta di masturbarsi pensando alla coinquilina mentre annusa i suoi calzini puzzolenti!!! –
Isabella si senti morire e sgranando gl’occhi si lasciò cadere sulla poltrona di fronte al divano. Non poté far altro che abbassare lo sguardo e con un filo di voce – quindi tu hai visto…eri lì da un po’…insomma… -
Elena interruppe quel farfugliamento – Si ero lì da un po’, ho sentito che pronunciavi il mio nome ed ho anche visto cosa “annusavi” – disse simulando le virgolette con le dita.
- Beh sono mortificata…non avrei mai voluto che tu…- stava quasi per avere una crisi di pianto tanto che Elena la interruppe di nuovo – Guarda che è tutto ok, non sono risentita è solo che…come dire – fece una piccola pausa – mi devo riprendere dalla rivelazione, tutto qui…cioè…insomma io non sono una tipa bigotta ma ammetterai che scene di quel tipo non si vedono spesso no? -
Isabella ormai sempre più rossa in viso voleva sprofondare ed invece ora si trovava a doverne discutere per di più proprio con Elena che invece di incavolarsi per l’attenzione perversa verso di lei cercava di rassicurarla - si si certo…ci mancherebbe…è che io…oddio…insomma non saprei…che dirti…cioè sai non volevo che…– tira un bel respiro e tutto di botto – lo scoprissi così, anzi non volevo che lo scoprissi proprio…scusami. – concluse abbandonandosi completamente sulla poltrona come sfinita dalla vergogna che provava in quel momento.
Elena si schiarì la voce e continuò - Senti Isa, veramente, stai tranquilla che per me non è cambiato nulla, certo almeno potevi dirmi di essere lesbiiiica no? Che problema c’è? – Io non sono lesbica – le rispose Isabella – anche se non sono credibile, ma sono etero…cioè a me piacciono i ragazzi ti giuro e solo che…che…–
Elena scuotendo le spalle e fissando la sua amica – beh quantomeno sei bisex…no? – Isabella quasi stizzita la stoppo quasi bruscamente – ti ho detto di noooo! Non sono ne lesbica ne bisesuale cavolo! –
Davanti a questo plateale tentativo di mascherare la realtà Elena infastidita decise di metterla alle strette – ah no? Bene allora cosa facevi prima in camera? – Isabella abbassò di nuovo lo sguardo ed Elena la incalzò – allora? Dai dimmi cosa stavi facendo? – la sua coinquilina a capo chino e con un filo di voce – lo sai cosa facevo – Ok lo dico io allora? Ti stavi MA-STU-RBA-NDO ok…e a chi pensavi mentre lo facevi? A chi??? Eh? Sentiamo? – Pensavo a te ok…si a te! A TEEEE! Che ci posso fare??? – scoppiò Isabella mentre continuava nervosamente a mordicchiarsi le unghie.
- Bene – disse Elena mentre si accendeva una sigaretta – quindi se ti toccavi pensando a me e siamo due ragazze significa che ti piacciono anche le ragazze no? Quindi sei quantomeno bisessuale…che c’è di male nell’ammetterlo scusa? -
Isabella la guardava seguendo il discorso e poi intervenne schiarendosi la voce come a rimarcare l’importanza di quello che stava per dichiarare – in realtà Elena, a me non piacciono le donne, cioè – si sistemò meglio sulla poltrona che a lei, vista la scabrosità del discorso, sembrava meno comoda di un letto da fachiro - a me piac…cioè sono attratta da…dagli odori forti ecco! Tutto qua –
A Elena sembrava tutto ancora più assurdo, cioè Isabella non era una lesbica con tendenze feticiste era una feticista all’ennesima potenza! – ah cioè se ho capito bene non ti piaccio io in quanto “femmina” ma ti toccavi pensando alla puzza dei miei piedi, giusto? –
Isabella voleva sottrarsi a quella disquisizione sulla sua sfera sessuale ma essendo stata presa in castagna con le mani nei calzini di Elena non poteva far altro che stare a quell’interrogatorio sperando che finisse il prima possibile e con lo sguardo basso – Si, è così…cioè io quando sento l’odore dei tuoi ehm…quando sento un odore forte perdo il controllo, lo so è sbagliato, è perverso ma non riesco a farci niente…non so come spiegartelo. –
Elena continuava ad approfondire l’argomento interessata ed anche divertita, forse un po’ sadicamente, della palese difficoltà di quella ragazza che fino ad allora aveva soprannominato con le sue amiche “miss Perfettina” e dovette ammettere che quella situazione per quanto assurda e scomoda dovesse essere era anche molto divertente.
Decise quindi di infierire ancora un po’ con “miss annusa calzini” e sorridendo a quel pensiero le disse – Scusa Isa mi prenderesti una canna li sul tavolino, così magari ci rilassiamo un attimo alleggerendo la tensione, che dici? – La ragazza si alzò di scatto, non sembrandole vero che la sua coinquilina le stesse dando tregua. Mentre Isabella le porse lo spinello già preparato Elena le propose – accendilo tu, che hai bisogno di rilassarti anche tu – e si mise a ridere. Isabella imbarazzata, fece come le era stato chiesto e solo allora si accorse che nel frattempo Elena approfittando del suo allontanamento si era tolta le pantofole ed ora era a piedi nudi. Quasi le andò di traverso il fumo aspirato. Fece una lunga boccata ed espirando la passò all’amica.
- Grazie – le disse sorridente Elena che aveva letto l’espressione della coinquilina e – scusa la domanda ma ormai il peggio è passato no? è da tanto che ti tocchi annusando i miei calzini? -
Isabella ormai iniziò a rassegnarsi all’idea che quel supplizio non sarebbe finito tanto presto e sospirando ammise – saranno un paio di mesi – ed abbassò di nuovo lo sguardo che magneticamente finì sul piede che Elena accavallando le gambe aveva portato più vicino a lei.
Elena continuando a fumare voleva spingersi più in profondità nel “vizietto” di Isabella e quindi – Isa scusa ma come l’hai scoperto? Cioè come hai capito che ti eccitava la puzza di piedi? –
Isabella sospirando le spiegò che quel giorno di 2 mesi fa’ stava per fare il bucato e vedendo i calzini di Elena, così quasi per gioco, ne portò uno al naso ed annusò, stranamente l’odore le piacque molto, troppo, tanto che continuava ad annusarlo e l’odore che le riempiva le narici la eccitò come un afrodisiaco.
Elena era estasiata dalle rivelazioni quasi estorte alla sua amica e volle rincarare la dose. – quindi mi stai dicendo che la mia puzza o come dici tu il mio “odore” è l’unico che ti fa quest’effetto? – e passo lo spinello fumante ad Isabella – beh non so se è l’unico che mi fa quest’effetto ma è l’unico che ho mai annusato da vicino, diciamo che i miei calzini non mi fanno nulla. Poi non è che mi capita di annusare i piedi a tutti. – finita la frase si rese conto della gaffe appena fatta che non sfuggi neanche ad Elena.
Quest’ultima continuò come se stessero parlando delle previsioni meteo – Scusa ma, tanto per capire, ti piacciono i piedi o solo i calzini e robe simili? – disse sempre più curiosa agitandole il piede a poca distanza da lei.

Isabella ebbe un tuffo al cuore, fino ad allora aveva sempre dato sfogo alle sue strane voglie annusando i calzini dell’amica ma nella sua fantasia era il piede nudo ed odoroso di Elena che bramava di annusare e molto spesso immaginava di baciarlo e puntualmente l’idea di leccarlo la portava ad avere orgasmi travolgenti. La ragazza cercò di dissimulare abbozzando un – Mah non ci ho mai pensato…è tutto nuovo anche per me – ma il rossore sul suo volto dette la percezione ad Elena di aver fatto centro. Forte di questa intuizione alzò ancora di più la gamba portando il piede all’altezza del viso di Isabella – Beh ormai siamo qui, scopriamolo no? Tanto abbiamo rotto il ghiaccio – disse facendole l’occhiolino. Isabella nel panico più totale, combattuta tra l’avere l’oggetto delle sue bramosie sotto al naso e tentare di conservare l’ultimo briciolo di dignità che ancora poteva avere. Continuava a fissare il piede di Elena avendo solo la forza di deglutire più volte. Elena la fissava con attenzione alla ricerca di qualche indizio per continuare il “giochino” e notò che Isabella mentre con lo sguardo incollato alla sua estremità aveva già stretto e rilasciato più volte i muscoli delle gambe – Isa Allora? – le fece con sguardo indagatore.
- ehm…quindi cosa?- le rispose cercando di dissimulare, il quasi troppo evidente interesse. – Ti piacciono o no? Sai ieri sera non li ho neanche lavati…ero troppo stanca!- continuò mentre forzando un po’ la mano le avvicino il piede fino a sfiorarle il naso. L’amica non poté che annusare respirando. Puntualmente come ogni volta capitava con i calzini quell’odore pungente le andò subito al cervello, complice anche lo spinello e l’interruzione subita prima e non riuscì a trattenere un gemito dopo il primo “assaggio”. – Lo prendo come un si! – la incalzò Elena ridendo – Ehm s…si…scusa - le disse mentre cercava di allontanare il viso per recuperare lucidità.
- Scusa di che?! Figurati!...in fondo io ti ho chiesto e tu…tu hai risposto – le fece l’occhiolino accendendosi una sigaretta. – Quindi ti piacciono i miei piedi e l’odore che hanno, cosa ci faresti? –
Isabella a quella domanda con l’odore ancora in testa e visibilmente eccitata non ce la fece più esplodendo – Cosa ci farei??? Mi piacciono, mi eccitano…non capisco più niente capisci, li annuserei per ore, li bacerei, mi toccherei ecco l’ho detto!...contenta? – disse abbassando lo sguardo – Si! – le rispose Elena sorridente tra una boccata e l’altra – Se vuoi per me va bene – continuò.
-Non ho capito – disse tremante l’amica – Ti ho detto che se vuoi puoi fare quello che vuoi…quello che ti senti, come dire…a me non darebbe fastidio – le disse Elena.
Isabella la guardava dubbiosa non certa di aver capito bene cosa le stesse dicendo la coinquilina – Ma…non capisco, cioè tu…a te piacerebbe…cioè scusa ma credo di non aver capito Ele! –
- Oh Isa, senti io ho solo detto che se vuoi sentiti libera di fare quello che ti senti – Elena si sistemò una ciocca di capelli dietro l’orecchio fece una boccata di sigaretta e riprese – insomma prima ti ho “interrotta” perché mi è sembrato strano, senza offesa eh! Ma alla fine non credo ci sia niente di male…quindi sentiti libera ecco! – Elena non sapeva come rassicurare l’amica, certo non voleva passare per una più strana di “miss annusa calzini” ma in fondo era un po’ che condividevano l’appartamento e in fondo le voleva bene. Quasi le spiaceva.
La situazione era sempre più assurda e paradossale. Isabella cercava di scrutare Elena per cercare di interpretare ogni minimo gesto poi intravide una scappatoia – Senti ma se ci facessimo un'altra cannetta? – e si alzò per prendere lo spinello dal solito posto. - Ma si dai – disse la coinquilina.
Le due si sedettero entrambe al tavolo, rimpinguarono le tazzine da caffè lo bevvero in silenzio e si scambiarono vicendevolmente lo spinello dando due boccate a testa.
- Senti Elena – esordì Isabella dopo essersi schiarita la voce – lo so che non è facile, ma a me piacerebbe che i rapporti tra noi non cambiassero, cioè…voglio essere chiara se ti crea il minimo disagio…cioè dimmelo, il tempo di organizzarmi e cambio casa…ti capirei giuro! – disse tutto d’un fiato Isabella. Elena la fissò e senza spostare lo sguardo dai suoi occhi le rispose – Isa non c’è niente che non va giuro, come posso fare per farti capire che è tutto apposto? Per me sei ok, anzi questa cosa ti rende forse meno “perfettina”?!?...quindi mi piace! Serena e tranquilla, fidati! Ma ora passami la canna che altrimenti la finisci – e scoppiò a ridere. – Scusa, era per chiarire meglio – le disse allungandole lo spinello. – No senti tu, Isa se vuoi telo dico proprio papale papale se vuoi toccarti con i miei calzini fai pure, non mi da fastidio per niente…CHIARO?
– Ma veramente?! Gr..grazie cioè…ok! – le rispose quasi con le lacrime agl’occhi – magari allora più tardi, se esci sai…prima ero lì lì sul punto – non le sembrava vero di aver trovato tanta comprensione e complicità in Elena.
Elena ormai era stordita dai fumi, dai discorsi fatti e dalla tenerezza che le faceva Isabella e rilanciò all’amica dicendo – capisco che ora ti suonerà strano ma se vuoi andare ad allentare la tensione anche ora vai – e le strizzò l’occhio.
- No dai così non riuscirei…credo…sapendoti di qua, tranquilla ma grazie della comprensione – e le scesa una lacrima dalla commozione.
- Senti prima ho notato che…insomma che anche i miei piedini ti fanno un certo effetto, giusto? –
Isabella ormai rinfrancata dalla comprensione ammise candidamente – ma veramente mi fanno un effetto maggiore…cioè..i calzini solo un surrogato –
- Ah si? – disse Elena, trovando conferma nei suoi sospetti. – beh allora se vuoi possiamo provare…cioè se vuoi usaa..arli…ma non ti assicuro nulla…cioè come dirti, io per te mi…se mi dici cosa posso -
Isabella non poteva crederci. Il suo sogno poteva realizzarsi. Elena le aveva appena detto che poteva usare i suoi piedi e non i calzini. – Non prendermi in giro però –Chiosò Isabella.
- Non lo sto facendo giuro, vorrei fare qualcosa per te. Ma capiscimi non so cosa quindi se vuoi io sto qui e i miei piedini li puoi annusare quanto vuoi – le disse sorridente e rassicurante mentre tirata su la gamba la posizionò sul tavolo. Il piede era finito praticamente ad un palmo dal naso dalla ragazza. Isabella continuava a fissare il piede e ogni tanto alzava lo sguardo verso Elena come per scrutarne le reazioni che trovava sempre sorridente. Elena si rese conto che della fase di stallo in cui la sua amica si trovava e volle forzarla un po’, la spiegazione che si ripeteva in testa era che volesse solo “aiutare” un amica ma in realtà questa strana situazione le gustava e voleva capire meglio le sensazioni che aveva avuto “interrogando” la sua coinquilina. Allora le avvicinò un po’ il piede e le disse – Dai prova a sentire se profumano -
Isabella avvicinino la testa e chiudendo gli occhi inalò velocemente e ricomponendosi rispose – Si si profumano tanto – e si tirò una ciocca di capelli dietro l’orecchio – Dai veramente mi farebbe piacere sai, prendila come un chiederti scusa per averti interrotto prima…ad occhio e croce ti ho disturbato sul più bello, non mancava molto vero? – Isabella non aveva assolutamente voglia di ricominciare con l’interrogatorio soprattutto perché avrebbe dovuto ammettere ad Elena che stava per godere masturbandosi annusando un suo calzino. Allora chiuse gl’occhi e si tuffo letteralmente verso quel piede odoroso e sudaticcio annusando a pieni polmoni. L’odore che le riempiva il naso arrivò subito al cervello inebriando i suoi sensi. Continuava ad annusare famelica l’estremità della sua amica che la guardava mentre continuava a fumare. Isabella ormai si era abbandonata alle sue voglie, non le sembrava vero di avere a disposizione quello che aveva sempre desiderato, alzò lo sguardo senza allontanarsi da quel tesoro e guardando Elena negl’occhi abbozzò con un filo di voce – P-Posso? – Elena che la guardava affascinata non capì – cosa? – le disse. Isabella non riuscì proprio a dirlo allora abbassando lo sguardo disse – questo…- a con molto dolcezza diede un piccolo bacio a stampo sull’alluce di Elena che ebbe un brivido nel vedere quella scena. – Ce-certo che puoi…fai pure mi piace vederti, sai? – A quelle parole Isabella iniziò a riempire di baci tutta la superficie del piede iniziando dal tallone, alternava i baci a delle vere e proprie sniffate.
Nel frattempo Elena si stava rendendo conto che quelle attenzioni “particolari” le avevano inumidito le parti basse, così mentre la sua coinquilina era concentrata nel suo lavoro lei molto distrattamente aveva inserito una mano nel pigiama e da sopra gli slip si massaggiava, con la sicurezza che il tavolo avrebbe coperto la visuale all’amica.
Isabella con il fiato sempre più corto, continuava il suo operato di adorazione accompagnato da qualche piccolo mugolio di eccitazione, si sentiva un lago nelle mutandine e cercava di darsi sollievo contraendo i muscoli della gambe, strofinandole tra loro per godere dello sfregamento degli slip con la sua vagina ormai in fiamme. Poi ci fu un rumore che la ridestò facendole alzare lo sguardo – mmmm – Isabella con la bocca incollata a quel piede guardò Elena in viso, aveva un espressione rilassata e sorridente, accaldata e con gli occhi chiusi ma il suo braccio si muoveva ritmicamente sotto il tavolo. Si stava toccando!!! Rinfrancata da questa scena si dedicò con maggior foga all’adorazione di quell’estremità odorosa. Fino a prendere l’alluce in bocca e succhiarlo simulando un bel pompino. Elena sorpresa sgranò gli occhi. L’amica succhiava con foga alternando movimenti sibillini della lingua. Proprio come la migliori delle pompinare Isabella continuava a guardarla. Con la bocca piena le uscivano dei suoni strozzati che le davano scariche di piacere lungo la schiena fino ad arrivare al bottoncino che Elena stringeva e strapazzava. Isabella ormai era infoiata ma non voleva toccarsi, almeno non ancora. Nello stato in cui era le sarebbero bastati pochi attimi e avrebbe goduto, invece quel dolce gioco doveva durare il più possibile. Continuava a baciare ed annusare il piede di Elena – mmm buonoo…che bello è….finalmenteee –
Elena la riportò alla realtà ritraendo la gamba, d’istinto Isabella la seguiva a bocca aperta come un cane segue l’osso. – Ora voglio fare una cosa! – sentenziò – Io mi siedo sul divano e tu ti metti di fronte a me, ok? – Isabella seguì l’amica guardandola dubbiosa.
- Togliti il pigiama di sotto – le disse Elena guardandola distrattamente mentre si accendeva una sigaretta. Isabella immobile e con il fiato corto dall’eccitazione eseguì insicura rivelando alla sua coinquilina un pube completamente liscio dal quale si vedevano sporgere due grandi, rosse e bagnate labbra. Boccata di fumo e poi con uno scatto spostò il peso di lato e tirò giù l’elastico del suo pigiama tirando fuori solo una gamba, liberandola dal pantalone e dalle mutandine. Si rimise seduta comoda sul divano e mentre fumava guardando Isabella si accarezzava, amava farlo, anche se in fondo non era mai riuscita a spiegarsi il perché di quella strana cosa. – Isa mettiti in ginocchio – continuò divaricando le gambe rivelando una fighetta gonfia e arrossata. Isabella non capiva le sue intenzioni ma frastornata eseguì.
Elena allungò il piede che fino a poco fa Isabella stava leccando fino ad andare a contatto con il suo pube – rilassati, apri un po’ le gambe e lasci fare a me ora! –
- Ahh – fu l’unico suono che provocò quel contatto ad Isabella. Aveva gl’occhi sgranati, non voleva perdersi quella scena assurda. Neanche nelle sue fantasiose sedute masturbatorie aveva mai immaginato niente di simile. Il piede della sua amica, l’oggetto di tutte le sue più irrazionali e sconvolgenti fantasie che premeva e si strusciava sulla sua figa.
– Oddioo elena…ma che aahh…mmm –
- sshhh…lascia fare a me – le disse languidamente Elena mentre strusciava il piede su quella figa bagnata e aperta. Nel frattempo aveva anche inserito un dito nella sua di vagina che ormai gridava per avere un po’ di sollievo. Isabella ormai stralunata da quelle sensazioni era tutta un fremito, guardava Elena infilarsi e muovere le dita sempre più velocemente mentre lei ormai aveva afferrato la gamba dell’amica e ci strofinava furiosamente la vagina sopra.
Ad Elena ormai mancava veramente poco per esplodere in un orgasmo ma voleva veder godere anche la sua coinquilina, quindi tirando su l’alluce del piede cercò l’entrata della vagina di Isabella. Ed ecco che l’ingresso fu acconto da un – aahhh…siii – Isabella afferrandole le caviglie iniziò sditalinarsi con quel piede, muoveva frenatamente il bacino mentre Elena ormai esasperata, pretendeva di godere ed iniziò a torturarsi anche la clitoride con la mano libera. – ahhh…isa godi…fammi sentire come godii oooh…ecco eccommiiiIIihh – le disse Elena abbandonandosi sul divano mentre ormai le dita le si muovevano a scatti ancora dentro di lei.
Isabella continuava a cavalcare quel piede spingendolo sempre con più decisione mentre cercava di sporgere il più possibile il bacino per far andare l’alluce sempre più in fondo – mmm…si elena…mmm…dai scopamiii…ooodddiiiioooooo!!! – disse cadendo a terra per i brividi dell’orgasmo. Le due ragazze erano ancora con il fiatone, entrambe con gli occhi chiusi, la prima sbragata sul divano e la seconda a terra con ancora il piede dell’amica stretto tra le gambe.
- Ely g-grazie! –
L’amica le rispose con un sorriso appagato.

Continua… ( se volete )