i racconti di Milu
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Note dell'autore:
La voglia di trasgredire è in ognuno di noi, in qualche modo tutti sentiamo l’impulso di uscire dalla quotidianità ed in questo caso alla protagonista non ha portato esattamente benefici..o forse si..
Tra l’eccitazione e un po’ di paura Elena stava pensando a come si fosse potuta cacciare in un guaio del genere, il pavimento era freddo si trovava in ginocchio con una benda sugli occhi ed i polsi legati dietro la schiena, aveva la gonna completamente sollevata e il perizoma le era stato bruscamente strappato di dosso, la camicetta invece era completamente aperta ma non le era stata tolta.
Tutto era cominciato un lunedì, aveva fatto qualcosa che si era ripromessa molte volte di fare, ma che ancora non aveva messo in pratica, era uscita senza reggiseno, una piccola trasgressione pensò, in fondo sopra portava una giacca ed il solo pensiero che tra lo sguardo di quegli uomini a cui impartiva lezioni sulla sicurezza nei cantieri e i suoi capezzoli vi fosse solo un sottile strato di tessuto la eccitava molto..
Il suo lavoro consisteva nell’impartire lezioni ai dipendenti delle varie ditte edili e officine, che si rivolgevano all’ufficio per cui Elena lavorava con il fine di ricevere le certificazioni necessarie utili, allo svolgimento della propria attività. Erano per lo più quindi maschi di medio bassa istruzione, fisicamente poco curati eccezzion fatta per alcuni ragazzi novizi del mestiere, che ancora non si erano lasciati indurire nello sguardo e soprattutto nei modi dal tipo di lavoro che svolgevano..
Elena era davvero una donna notevole di 34 anni, mora occhi scuri con bellissime gambe e un culo che senza dubbio in lei, era la parte fisica che apprezzavo di più..una seconda di seno e alta 172 circa ..era stata sposata fino a un paio d’anni prima, ma dopo 7 anni aveva deciso di separarsi dal marito in modo consensuale.
Ogni volta faceva lezione a circa un ventina di elementi ed anche quella mattina, una volta arrivata in ufficio passando per la reception dove vi era già un nutrito gruppo di uomini che probabilmente stavano aspettando proprio lei ( anche se il suo non era certo l’unico corso che si teneva in quella ditta considerando che era una delle più importanti della città nel suo settore), aveva notato gli sguardi che la seguivano ad ogni passo e non poteva far a meno di pensare a cosa potesse passare per guardarla così, ma forse in fondo lo sapeva benissimo..senza regalare ulteriore spettacolo di se, disse a Veronica della reception che avrebbe potuto far accomodare i signori entro 5 minuti, giusto il tempo di riordinare le carte della lezione del mattino e di prendere posto alla cattedra.
Una volta entrata nell’aula, si guardò intorno e per un attimo nel fissare i banchi vuoti, d’un tratto si sentì inadeguata nel suo abbigliamento, quegli sguardi sulle sue gambe l’avevano eccitata e turbata al tempo stesso, anche Veronica l’aveva guardata in modo inconsueto, sicuramente per la gonna sopra il ginocchio che non metteva mai sul lavoro, non perché non avesse consapevolezza di se stessa e del suo aspetto fisico, ma per il semplice fatto che voleva farsi apprezzare per la sua preparazione e competenza che fino a quel momento aveva dimostrato..e poi non mettere il reggiseno, stupida stupida si diceva! Ma quegli uomini come l’avevano guardata..doveva cercare di svuotare la mente, l’attendevano due ore di lezione e non doveva farsi distrarre da certi pensieri.
Qualcuno bussò alla porta del’aula..”avanti” rispose lei, uno alla volta i vari “studenti” entrarono nella stanza e presero posto a sedere. Nel tentativo di scacciare i pensieri che fino a quel momento le avevano occupato la mente, non poté far a meno di notare un paio di ragazzi che avranno avuto all’incirca 27/28 anni, mori entrambi uno con occhi chiari e uno scuri, alti e fisicamente ben messi ed entrambi presero posto proprio in prima fila di fronte a lei
Quegli occhi, quegli uomini rudi che la osservavano erano come mani lungo tutto il suo corpo, mani forti, virili che la toccavano sul collo e tra i capelli, tra i seni e tra le cosce, si rese conto di essere indecentemente eccitata, ancora non si era alzata non aveva aperto bocca, era seduta alla cattedra cercando di serrare le gambe il più possibile, anche se non avrebbe voluto altro che allargarle per dare spettacolo di se, di mostrare quanto la sua fica avesse bisogno di attenzioni..si concentrò cercando di dare un senso a quella che era la sua posizione, la testa china sul fascicolo che evidenziava la lezione che avrebbe dovuto esporre, chiuse gli occhi e scostò dalle labbra la penna che la mano aveva meccanicamente portato in quella posizione..come se fosse un lecca lecca al gusto di fragola pensò, o come qualcosa di duro e pulsante tra le sue labbra..
Ancora un attimo di esitazione e infine si alzò in piedi, si presentò innanzitutto ed espose quello che era l’obbiettivo di quel corso e le argomentazioni che a grandi linee avrebbero affrontato che avrebbero portato infine all’esame finale.
La lezione era iniziata da circa tre quarti d’ora, l’affrontare gli argomenti aveva fatto si che quella voglia di maschio quasi incontrollabile si placasse, al tempo stesso però si rese conto che iniziava decisamente a fare caldo, eppure l’edificio era completamente climatizzato con un sistema centralizzato che arrivava in ogni singolo locale..i minuti passavano e nel muoversi di fronte alla lavagna durante le spiegazioni, sentì le gocce di sudore che le scendevano sulla fronte e sulle guance, per non parlare poi di come si sentiva sotto le braccia..decise allora di togliersi la giacca, dopotutto sotto aveva sempre una camicetta..
La lezione proseguì ma il caldo si stava facendo quasi insopportabile, inoltre aveva notato che praticamente tutti in quella stanza la stavano fissando in un modo così palesemente arrapato, che la faceva sentire in imbarazzo quasi violata, inspiegabilmente per giunta, non riuscendo a darsi una spiegazione su quel tipo di violenza..i loro occhi erano soprattutto incentrati all’altezza del suo seno, ed i due ragazzi in prima fila si accarezzavano indecentemente la patta evidenziando una notevole erezione..in un attimo capì, guardo in basso ed ebbe la conferma a quello che era stata la sua intuizione un millesimo di secondo prima, e cioè che il sudore era colato fino ai capezzoli, così inumiditi e aderenti alla camicetta avevano messo in evidenza l’aureola e soprattutto della punta che svettava sotto il tessuto..cercò di ragionare, si voltò subito e indirizzandosi verso la bocchetta dell’aria che stava sopra la porta e posandovi sopra la mano si rese conto che l’aria non funzionava..disse a tutti che sarebbe tornata subito non appena si fosse accertata di quello che era successo, e si avvio verso la reception.
Era incazzata all’inverosimile!..con se stessa ovvio, per la figura che aveva fatto di fronte a tutti, come avrebbe ora potuto portare a compimento il suo lavoro, l’avrebbero sempre vista come una a cui piace mostrare le tette, arrivò alla reception e Valeria la informò che purtroppo l’aria condizionata si era bloccata, e nel guardarla in faccia mentre le parlava, fu perfettamente in grado di leggere nei suoi occhi che anche la ragazza, si era resa conto del fatto che sotto non portasse il reggiseno!
Stizzita decise di cercare di darsi una rinfrescata, dirigendosi verso il bagno, accidenti pensava, qui rischiava molto di più che una semplice figuraccia, se qualcuno dei colleghi l’avesse vista in quello stato avrebbe anche potuto perdere il lavoro ed era una cosa che non poteva assolutamente permettersi con tutte le spese che doveva sostenere per la nuova casa dopo la separazione.
Note finali:
Spero che quello che ho riportato vi sia piaciuto e vi abbia portato con l'immaginazione a quello che Elena ha realmente vissuto.. se vi sarà gradito scrivermi per qualsiasi tipo di conversazione questa è la mia mail..fabioilluminato1@gmail.com..ed il mio facebook..Fabio Illuminato