i racconti di Milu
racconti erotici per adulti

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Indice
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Note:
Non è un vero e proprio racconto, è la cronaca di un paio di giorni nella vita di un marito cornuto, ispirato a una storia di cuckyboy3.
Note dell'autore:
Il fantasma di Ermanno aleggia sulle nostre teste
- Stefano, vieni qui.
Il sorriso furbesco di mia moglie non lasciava presagire nulla di buono, mentre dava leggeri colpetti con la mano sul sedile del divano, invitandomi a sedere accanto a lei.
- Che c’è? - Chiesi preoccupato.
- Ti devo parlare. Questa decisione che ho preso è davvero molto difficile per me e ho bisogno del tuo appoggio incondizionato e della tua entusiastica collaborazione. Me lo prometti?
- Quale decisione? Come posso prometterti una cosa simile se neanche so di che cosa si tratta?
- Lascia che ti spieghi. Ermanno ed io ne abbiamo parlato a lungo e siamo arrivati alla conclusione che sarà la cosa migliore per tutti. Tu devi solo sforzarti di sostenere la nostra decisione. Ecco tutto.
- Non stai chiedendomi il permesso?
- Ma no, sciocco! Non sto neanche chiedendo la tua opinione! Lo so che sembra duro e crudele, ma la sola cosa che desidero da te è che tu sia dalla mia parte, volontariamente e senza esitazioni.
- Beh, allora non c’è molto da dire, no? Se non mi vuoi spiegare di cosa si tratta… - e feci per alzarmi.
- Rimetti il tuo culo su questo divano! - sibilò Adele, mia moglie. - Non ho ancora finito con te. Stai tranquillo, alla fine ti dirò tutto, ma prima voglio la tua assicurazione che affronterai questa mia iniziativa con la necessaria apertura mentale. Fallo per me, almeno. Chiaro?

Rimasi a guardarla senza parlare. Volevo sinceramente cooperare, ma non sapevo cosa pensare.
Adele stava frequentando questo Ermanno da almeno quattro mesi, ormai. Dapprima c’erano stati aperitivi dopo il lavoro, poi pranzi, quindi cene e infine nottate passate a casa sua, mentre io stavo a casa a guardare il Milan in Tv.
Cosa mi aspettava ora non riuscivo proprio a immaginarlo.

Anche lei scrutò il mio volto con fare interrogativo per un mezzo minuto buono, prima di alzarsi con aria offesa.
- Niente, lascia stare. Ne parliamo un’altra volta, quando ti saranno passati tutti questi scrupoli. - E fece per alzarsi e andarsene.

Io non potevo lasciar cadere la cosa in questo modo e quindi mi affrettai a cercare di rimediare.
- No, scusa, io sono ansioso di cooperare, ma se non mi dici…
- Ermanno aveva ragione. Tu stai cercando di mettere i bastoni tra le ruote. Meglio che ne parliamo quando avrai un atteggiamento meno conflittivo.
- Ma no, Adele! Non puoi lasciarmi nell'incertezza così, senza una spiegazione! Dimmi cos'hai in mente, una buona volta!
- Ricordi cosa ci siamo detti quando abbiamo cominciato insieme questo percorso nello stile di vita cuckold?
- Sì, certo…
- Che saresti stato completamente sottomesso e avresti lasciato a me tutte le decisioni? - Così dicendo cominciò a strofinarmi l’uccello da sopra i jeans con la mano.
- Ricordo, sì.
- Quindi che bisogno avrei di dirti cos'ho in mente? Tu devi accettarlo e basta. Giusto? Tanto, dovrai sottometterti, con le buone o con le cattive. - Il suo tono arrogante mi offese.
- Ma allora perché chiedermelo, Adele? - Reagii con rabbia.
- Perché voglio che tu possa manifestare la tua accettazione spontaneamente, in modo da diventare un partner attivo e collaborativo in questa nostra fantasia. - La sua mano continuava a massaggiarmi il pene.

Il suo ragionamento, in effetti, filava. Non potevo dimenticare che in fondo ero stato proprio io il primo a voler sperimentare il brivido della sottomissione e dell’umiliazione e la gelosia di sapere che mia moglie intrattenesse rapporti con altri uomini.

Adele si era convinta poco a poco ed ora però aveva preso in mano la situazione con grande autorità.

- Ok. Ti prometto il mio appoggio incondizionato. - dissi rassegnato.
- Sicuro?
- Sicuro. Di qualsiasi cosa si tratti io ti supporterò totalmente e senza condizioni.
- Bene. - mi rivolse un debole sorriso. - Ermanno viene a vivere con noi. - Disse con voce ferma e decisa.

La rabbia fu tale che sentii il cervello andare in fumo.
- Cosa? Quando? E dove lo mettiamo? Questa cosa non può funzionare, Adele!
- Calma, Stefano. Non c’è da allarmarsi. Non credere che non ci abbia pensato a lungo, cercando di immaginarmi cosa avrebbe potuto succedere. Ermanno mi diceva che ci vorrà tempo e che ci dovranno essere molti accomodamenti nel corso dei prossimi mesi. In particolare per te, Ermanno prevedeva che ti saresti sentito all'inizio indispettito, oltre che rifiutato. Ma che poco a poco avresti cominciato a capire e ad accettare la nuova situazione, al punto che alla fine ti saresti convinto che questa è la cosa migliore per tutti, anche per te, e l’avresti affrontata con gioia. Io sto preoccupandomi per il benessere di entrambi a lungo termine, non nell'immediato. Cerca di capire, tesoro, e cerca di fidarti di me!

Girai la testa, incapace di reggere il suo sguardo. Capivo che aveva ragionato a lungo su questa cosa e che aveva una risposta per tutte le mie possibili obiezioni.
- Adele, cosa ne può sapere Ermanno! Non è uno psicologo né un esperto di infedeltà matrimoniali. E non è certo la sua esistenza che sta subendo un trauma devastante come questo!
- Ermanno sa quello che dice, non è certo uno sprovveduto! Intanto togliti i pantaloni e le mutande.
Ubbidii. Il mio uccello saettò nell'aria, parzialmente eretto.
- Ah, guarda guarda! Il tuo pisellino è tutto emozionato! Non vede l’ora di sottomettersi a me e di godere delle gioie delle corna! La tua testa è ancora in dubbio, ma lui ha già deciso con entusiasmo, non è vero? È duro come il ferro, non vedi? Prendi esempio da lui e accetta il tuo destino con allegria! - Prese in mano il mio membro e lo saggiò, come si fa con le zucchine al supermercato.
- E poi, sarebbe solo dal giovedì alla domenica. Solo tre notti alla settimana. Una specie di week end lungo.
- Ma l’avete pensato bene? Si tratterà di uno sconvolgimento delle nostre abitudini…
- È proprio quello che spero! - E così dicendo le scappò una risatina beffarda.
- Molto divertente! Ma che ne sarà delle nostre gite nelle città d’arte, del nostro gironzolare per cantine, dei nostri percorsi enogastronomici, delle mostre e dei musei…
- Saranno sostituiti da sesso sfrenato. Certo, non per te… - E quel suo sorriso beffardo riapparve.
- Scusa, Adele, ma questa cosa sta davvero accelerando troppo per i miei gusti. Ammetto che le corna mi provocano eccitazione, ma il fatto di dover ospitare il tuo amante, che manco conosco, in casa mia è l’ultima cosa che mi sarei immaginato quando abbiamo comprato questo appartamento con una camera in più per gli ospiti. Posso almeno avere qualche giorno per pensarci?
- Stefano, capisco che tu possa essere confuso. Ma non c’è niente da pensare, il tuo pisellino ha manifestato molto chiaramente il suo entusiasmo. Quindi è deciso: questo giovedì Ermanno traslocherà da noi. D’altra parte dovrai abituarti a essere tagliato fuori da molte decisioni. E non solo da quelle…
- In che senso, scusa?
- Beh, ti chiuderemo fuori dalla porta quando avremo bisogno della nostra privacy.
- Fuori dalla camera degli ospiti?
- Ma no, sciocco! Sarai tu a doverti trasferire nella cameretta! Ermanno prenderà il tuo posto nella matrimoniale accanto a me. Anzi, devi sbrigarti a trasferire le tue cose prima di giovedì.
A quelle parole cominciai veramente a sentirmi male. L’idea che un altro prendesse il MIO posto, nel MIO letto, accanto a MIA moglie mi risultava insopportabile. Lei si alzò in piedi e si chinò su di me, i suoi capelli caddero dolcemente a incorniciarle il viso. Era bellissima.
- Adele, non posso credere che mi stiate facendo questo. Che vi stiate spingendo così avanti, che abbiate pianificato tutto senza neanche consultarmi. Basta, non voglio sentire più niente!
- Già, e c’è dell’altro, che per il momento non starò a dirti. Ciò che ora voglio da te è il totale supporto alle mie decisioni. Un appoggio entusiastico però, non voglio sentirti mugugnare.

Io invece mi sentivo devastato.

- Stefano, ascoltami. Lo sai anche tu che è questo quello che vuoi, nel profondo della tua anima.
La sua mano continuava a tenermi l’uccello. Cominciò a masturbarmi. La mia erezione era quasi dolorosa, ora.
- Stefano, abbiamo affrontato questo argomento altre volte. Sai bene che ho bisogno di un vero maschio in questa casa che mi faccia provare la gioia di essere donna. Tu sei pieno di buona volontà, ma proprio non ce la fai, non sei quel tipo d’uomo. - Il mio cazzo ebbe un sussulto. - E tu devi trovare il modo di incanalare la tua gelosia in qualcosa di produttivo, mentre Ermanno mi sbatte nel nostro letto.

Cercai di contrarre i muscoli pelvici nel tentativo di evitare l’orgasmo.
- Pensa a tutto il sesso che si farà in questa casa d’ora in avanti! Naturalmente il tuo contributo sarà minimo… - E sorrise, la vipera.
- Adele, non sono d’accordo, mi oppongo!
- Non nascondere i tuoi veri desideri, non raccontarmi bugie. Se continuerai a negare il piacere che ti provoca tutto questo, dovrò essere severa con te e usare ancora le punizioni corporali. È questo che vuoi? - Il suo tono era serio e il suo sguardo fermo e vagamente minaccioso.
Scossi la testa a significare che no, non era questo che volevo.
- Perché se continui con questo atteggiamento non avrò esitazioni. Ti legherò al letto, nudo, e non ci penserò due volte a propinarti una sonora sculacciata e a farti le chiappe viola, per il tuo stesso bene, e non smetterò finché non ammetterai la verità.

In quel momento venni. Adele l’aveva previsto e mi aveva piegato il cazzo contro il ventre, in modo che mi sporcassi la camicia.
- Visto? Il tuo pisellino ha già capito.

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Più tardi Adele mi rivelò un’altra delle sue decisioni:
- Stasera andrò dal parrucchiere a farmi tagliare i capelli. Corti. E me li farò tingere di un colore più scuro, quasi nero.
- Te l’ha chiesto Ermanno?
- Sì. Lo so che a te piacciono lunghi e del mio colore rosso naturale. Non ti preoccupare, ricresceranno e la tinta se ne andrà. Ma per il momento voglio fargli piacere e farmi trovare come lui mi desidera. Sei pronto per uscire?
- Uscire? Dove andiamo?
- Qui al centro commerciale. Quando Ermanno sarà con noi, dovremo enfatizzare la tua femmilizzazione e avrai bisogno di gonne, babydoll, biancheria intima, reggiseni, autoreggenti, camicette scollate eccetera.
- Non sia mai che rimanga a corto di mutandine di pizzo! - dissi sarcastico.
- Già. Visto che stiamo percorrendo questa strada, tanto vale andare fino in fondo. - E poi, prima che potessi ribattere: - E niente più preservativi quando chiavo con Ermanno.
- Cosa? - Esclamai. - Perché?
- Tranquillo. Ormai stiamo insieme da qualche mese. Cominciamo a conoscerci. È tempo di cercare di costruire una relazione più stabile. Certe precauzioni non sono più necessarie.
- Ma perché, diamine?! Perché non potete continuare ad avere sesso protetto come avete sempre fatto!?
- Stefano, non sei più nella posizione di dirmi ciò che devo fare, ormai.
- Voglio solo sapere perché, cerco solo di capire. Chiedo troppo?
- Non sono sicura che tu sarai contento della risposta. Ma è semplice: è che voglio sentire il suo grosso cazzo che scava dentro di me, pelle contro pelle e che pompa duro e instancabile fino in fondo, toccando punti che con te non ho mai neanche saputo di avere. Voglio sentirlo schizzare il suo seme in fondo alla mia fica e poi sentirlo colare per ore, goccia a goccia nei miei slip. Voglio l’esperienza completa, totale. L’orgasmo supremo. Contento adesso?
- Santo cielo, Adele! Non sei mai stata così esplicita nell'esprimere i tuoi desideri con me! Dove trovi tutta questa energia?
- Grazie a Ermanno e a te, naturalmente. A Ermanno perché la sua mascolinità travolgente mi fa perdere la testa e mi eccita come mai prima d’ora. E a te perché ti occupi di tutto il resto, lasciandomi il tempo per dedicarmi completamente a lui. A proposito: ora che viene a vivere con noi dovrai farti carico, anche economicamente, di tutto in casa: la cucina, le pulizie, il bucato, la spesa… Non solo per noi, ma anche per lui. Attenzione a stirare: è molto esigente e le sue camicie dovranno essere impeccabili.
- Cavolo! Adesso però si esagera! Vuol dire che tu non hai intenzione di muovere un dito, d’ora in poi? - Stavolta stavo perdendo le staffe.
- Senti un po’, scimmiotto, abbassa la cresta quando parli con me e mostra rispetto: io ti sono superiore!
- T’ho fatto solo una semplice domanda! - gridai esasperato. Lei mi guardò severamente per un momento, senza parlare. I suoi occhi glaciali mi fecero capire che questa volta l’avevo fatta grossa.
- Congratulazioni. Ti sei appena guadagnato una doppia punizione. Le prime cinquanta scudisciate per la tua irrispettosa domanda e le seconde cinquanta per l’atteggiamento aggressivo che hai dimostrato in questa occasione.
- Beh, scusa. Mi dispiace…
- Ti dispiacerà ancora di più giovedì sera dopo la prima passata con lo scudiscio, per non parlare di quanto di dispiacerà venerdì dopo la seconda passata, questa volta con il paddle.

L’avevo davvero fatta grossa. Ma più che il dolore ero preoccupato per l’umiliazione.

- Scusa, davvero, ho sbagliato, mi dispiace. Non lo farò più. Però ti prego: puniscimi domani e dopo, prima che Ermanno venga da noi. Non vorrei davvero che mi vedesse mentre mi frusti il culo.
- Niente affatto. Subirai le tue punizioni giovedì e venerdì. Voglio che tu abbia il tempo di meditare a lungo sulla necessità di queste sculacciate e voglio che si crei l’aspettativa necessaria per la loro efficacia. Per quanto riguarda Ermanno, non ti preoccupare: ho già avuto modo di raccontargli che qualche volta sono costretta a punirti e quindi non si stupirà di certo. Anzi, ora che mi ci fai pensare, cosa ne dici se gli chiedessi di farsi carico della sculacciata del venerdì?
- No, no, Adele, ti prego! Risparmiami questa umiliazione! Il mio culo sarà già in fiamme per le scudisciate del giorno prima! - Ero terrorizzato.
- Allora è deciso. Ermanno è un uomo e picchia ben più forte di me. So che non avrà pietà e non gli importerà che tu sia già dolorante. Una buona idea, che sancirà fin dal principio le gerarchie tra lui e te, più di tante parole. Non riuscirai a sederti per giorni, mio caro! - E rise, divertita.
- Adele, perché mi vuoi umiliare così, proprio di fronte a lui!? - Mi veniva quasi da implorare perdono e volevo piangere.
- Stefano tu sarai punito come ti meriti, su questo non si discute. Per quanto riguarda l’umiliazione dipende da te. Da come saprai accettare e subire la punizione. Se da uomo… - e mi guardò come a dubitarne. - o da femminuccia.
- Vedrai che saprò comportarmi da uomo.
- Sei sicuro? Non vorrei che lui cominciasse a prenderti in giro se ti mettessi a piagnucolare.
- Non mi metterò a piangere! - Quasi gridai.
- E anche se fosse, poverino? Se vorrai piangere e non riuscirai a resistere, non fa nulla, io ti asciugherò le lacrime, le tue lacrimucce da ragazzina spaventata, povera piccolina cucci cucci...! E ti farò un massaggino sul sederino, ché ti passa la bua! - Stava girando il coltello nella piaga della mia umiliazione ancora prima che mi toccasse.
- Basta! Ti garantisco che non piangerò!
- Va bene, Ti voglio credere. Cambiando argomento, ti ho detto che dovrai occuparti di tutti i lavori di casa, d’ora in poi?. È che devo trovare il tempo di stare con Ermanno. Soprattutto per il sesso. Staremo insieme diverse volte al giorno (e la notte, poi…) per diverse ore. Sarà un divertimento straordinario, per i nostri standard. E quando non saremo impegnati nel sesso dovrò riposarmi e riprendermi. Ecco perché le faccende di casa saranno tutte compito tuo.
- Capisco. D’accordo. Ma quando avrai tempo per noi e per la nostra vita sessuale?
- Ah, questa è una domanda interessante. La domenica sera è fuori discussione perché sarò distrutta dalle chiavate del fine settimana. Poi vorrò farmi trovare fresca e disponibile per le scopate del giovedì e quindi starò in astinenza le quarantotto ore precedenti, e cioè il martedì e il mercoledì. Questo ti lascia a disposizione il lunedì come unica finestra di opportunità, sempre che tu riesca a fartelo venire duro…
- Solo una volta alla settimana!?
- No, non ti illudere. Qualche volta avrò il mio ciclo, altre volte non ne avrò voglia, quindi può capitare molto meno spesso di una volta alla settimana. Ma non ti basta sapere di avere almeno una opportunità? Dimenticavo: credo che Ermanno non sempre di darà il suo permesso.
- Permesso? Quale permesso?
- Certo. È ovvio che essendo lui un maschio dominante e possessivo non veda di buon occhio che la sua donna scopi con un altro. Dovrai comportarti in modo eccezionalmente sottomesso e collaborativo durante il week end e la domenica dovrai chiedergli umilmente il permesso. Lui valuterà e entro lunedì sera ti farà sapere.
- E se il permesso non me lo dovesse concedere mai?
- Non credo. È un uomo buono tutto sommato. Comunque se dovesse rifiutarsi dovrai fartene una ragione, come tutti gli altri cornuti. Ma vedrai che se sarai stato perfetto durante il fine settimana alla fine cederà. E anch'io a quel punto mi farò venire la voglia. Sei mio marito in fondo. La gente si aspetta che ti voglia bene…