i racconti di Milu
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Era il 2006 e una prestigiosa azienda mi aveva offerto di lavorare per lei in Germania, ovviamente per farlo dovevo trasferirmi li.
Mi ero preso qualche giorno per pensarci e decisi di chiedere consiglio ad un vecchio amico che frequentavo ai tempi dell'adolescenza, anch'egli trasferitosi in Germania e, guarda caso, proprio nella città dove avrei dovuto trasferirmi io. Ci eravamo quasi persi di vista se non fosse stato per Messenger, attraverso il quale ogni tanto ci scambiavamo qualche saluto.
Lui reagì con molto entusiasmo alla possibilità del mio trasferimento nella sua città e mi esortò ad accettare, mi disse anche che non avrei dovuto preoccuparmi di niente perché mi avrebbe ospitato lui finché non mi sarei ambientato e non avrei preso una decisione definitiva sul fatto di rimanere la o tornare in Italia.
Così feci le valige ed arrivai a casa sua un sabato sera, per fare in modo di riposarmi la domenica ed essere ben riposato il lunedì al primo giorno del nuovo lavoro.
Viveva solo in un appartamento discretamente grande, con due stanze da letto, un bel soggiorno, un grande bagno con una vasca enorme e circondato della migliore tecnologia. Quando entrai per la prima volta in casa sua rimasi a bocca aperta, mi ricordo che da ragazzi, casa sua, era molto modesta come del resto lo era anche la mia. Lui si accorse del mio stupore e mi disse subito: "eh si, come vedi me la passo bene, e stai pur sicuro che se ti trasferirai qua anche tu arriverai a passartela come me la passo io".
Passarono i giorni, il lavoro andava bene ed io continuavo a dire che dovevo trovarmi un appartamento mio e togliere il disturbo, ma ogni volta che lui rispondeva: "ma dai, aspetta un altro po', io da solo mi annoio, qua c'è tutto lo spazio che vogliamo, dividiamo le spese del cibo e dell'affitto, chi te lo fa fare?" così ogni volta rimandavo la ricerca.
Nel frattempo ho avuto modo di accorgermi che lui non era cambiato per niente, soprattutto non aveva perso quel vizio di scherzare su un' improbabile (o quanto meno allora tale lo ritenevo) incontro sessuale fra me e lui dove lui mi sodomizzava e io ci stavo pure volentieri. A volte ci ridevo sopra mentre altre gli rispondevo infastidito e lui parava subito il colpo dicendo: "ma dai, lo sai che scherzo".
Non nascondo che tutte quelle avances, però, avevano stuzzicato le mie fantasie sin dai tempi in cui lo faceva quando eravamo ragazzi; ricordo che una volta, al mare mentre facevamo il bagno lui mi arrivò da dietro, mi afferrò con un braccio per la vita e mi infilò l'altra mano sotto il costume, in una frazione di secondo si fece strada con il dito fra le mie natiche e mi penetrò per un attimo l'ano con la falange. Io mi voltai e lo guardai arrabbiatissimo, lui rise e io non potei dirgli nulla perché altrimenti lo avrebbero saputo anche gli altri; la cosa finì li e non ne parlammo mai più ma confesso che mi sarò masturbato mille volte pensando a quel dito e immaginando anche qualcosa di più.
Le sue continue allusioni anche durante la convivenza continuavano a stuzzicare la mia fantasia e ogni volta che lui faceva una battuta sul mio culo mentre rispondevo "ma smettila scemo" pensavo: "quanto vorrei che dicessi sul serio per provare almeno una volta". Iniziai però a pensare che non scherzasse del tutto ma che le battute le facesse per "buttare l'amo" e vedere se prima o poi avrei abboccato, così decisi di provocarlo un po' anch'io e iniziai a lasciare la porta del bagno aperta quando mi facevo la doccia oppure ad attraversare nudo il soggiorno quando, dopo essermi lavato, dovevo andare dal bagno a quella che ormai era diventata la mia camera da letto. Ogni volta che mi vedeva nudo piovevano le battute e i complimenti sul mio culo e spesso le riproponeva anche dopo che mi ero vestito; io non rispondevo più stizzito anzi, stavo al gioco finché una domenica mattina, mentre come solito passavo in soggiorno nudo, mi disse: "te l'ho già detto che hai un culo che me lo fa drizzare?"
io: "gli hai fatto molti complimenti ma non sapevo che ti facesse addirittura questo effetto"
Lui: "non sono gay ma un culo è un culo e il tuo è un gran bel culo, a volte vorrei che tu invece lo fossi per approfittarne, confesso, se solo tu ci stessi un giretto dentro ce lo farei"
Io: "mi devo preoccupare allora?"
Lui: "no, non ti salterei mai addosso ma se una notte tu arrivassi in camera mia e ti mettessi sopra di me a smorzacandela di certo non ti manderei via e mi godrei il momento".
Io mi sentivo imbarazzato e stavo ben attento a continuare a mostrargli le spalle (e il culo) non per civetteria, ma perché non volevo che vedesse la parte davanti e capisse che mi stavo eccitando moltissimo.
Andai in camera per vestirmi, chiusi la porta e mi soffermai un attimo a guardare la mia immagine di spalle attraverso i due specchi che erano nelle porte dell'armadio, mi chiedevo se davvero fosse così invitante, poi iniziai a indossare i vestiti e lui mi chiamò da dietro la porta, "che c'è?" risposi, e lui: "almeno una volta me lo fai vedere il buchetto? così quando mi faccio le seghe so a cosa pensare".
Io risposi con il solito: "ma dai scemo" e il discorso finì li per tutto il giorno.
La sera cenammo con qualcosa scaldato nel microonde e dopo cena gli dissi: "che si fa? si guarda un porno?"
Li guardavamo spesso assieme, lui ne aveva una collezione enorme, erano sempre di genere etero, commentavamo le attrici, ridevamo su certe scene, il tutto accompagnato da qualche buona birra.
Lui mi rispose: "ok ma lo scelgo io, questa volta, il film"
Prese un dvd dal cassetto e lo mise nel lettore, io ero già seduto sul divano con la birra, il film iniziò e anche lui si sedette a fianco a me. Passarono cinque minuti e mi accorsi che la bella attrice rimorchiata in un bar nel film in realtà era un trans, iniziò una scena di inculata pazzesca, col trans che urlava di piacere e che finì con un orgasmo di lui dentro il suo culo dal quale poi, una volta che lui ebbe sfilato il membro, lei lasciò uscire il succo davanti alla telecamera.
Buttai l'occhio sulla sua patta e vidi che il suo cazzo, sotto la tuta da ginnastica, era gonfio, enorme! La trans del film era ancora li che puliva con la bocca il cazzo dell'attore e lui mi disse: "quanto vorrei che quel culo fosse il tuo e quel cazzo il mio".
Saranno state le birre, non lo so, ma a quel punto mi alzai, anch'io indossavo la tuta da ginnastica, e gli dissi: "voglio farti un regalo" e mi tolsi in un attimo pantaloni e mutande. Mi misi in piedi davanti a lui che era seduto sul divano in modo che il mio culo stesse all'altezza della sua faccia, mi piegai un po' in avanti e gli dissi: "volevi vedere il buco? dai allargami le natiche con le mani e guarda dentro".
Lui rimase impietrito per un attimo, poi chiese: "ma dici davvero? posso?" e io: "non sarai mica uno dei soliti spacconi che promettono scopate da urlo e poi quando la donna decide di dargliela si tirano indietro?!".
Lui mi mise le mani sul culo e mi allargò le chiappe per guardarmi il buco, io mi piegai un po' di più, passai le mani fra le mie cosce e gli toccai il cazzo duro dentro i pantaloni.
Poi gli dissi: "facciamo una scommessa, se hai il coraggio di leccarmelo stasera sarò la tua troia, potrai farmi tutto quello che vorrai".
Pensavo si sarebbe tirato indietro e invece si avvicinò con la faccia e puntò la lingua sul mio ano, stette li un paio di secondi poi iniziò a leccare alla grande. Capii che mi piaceva e, anzi, mi faceva proprio impazzire di piacere. Mi tirai via facendo finta di voler scappare e corsi verso sua camera da letto, lui si alzò e mi rincorse raggiungendomi poco prima che arrivassi sulla porta, mi afferrò da dietro e mi spinse sul letto facendomici cadere sopra a pancia in giù. Lui era sopra di me e il suo cazzo duro premeva contro le mie natiche, portai le mani lungo i fianchi e me le allargai perché si facesse strada fra di esse, adesso avevo la sua cappella gonfia appoggiata al buco e lui esercitava una leggera pressione in avanti come a dire: "non forzo ma se mi lasci entrare...".
Stava sopra di me, eravamo li fermi in preda all'euforia e lui mi diceva: "questa volta ti sei cacciato in un bel guaio, adesso ti inculerò a sangue per tutta la notte, non potrai più tirarti indietro, ho vinto la scommessa, posso farti tutto quello che voglio!"
Io con tono scherzoso gli ho risposto: "allora si mette male, e va beh, mi tocca..."
Poi lui di colpo si è alzato e io gli ho detto: "beh? hai cambiato idea?" e lui: "no, vado a prendere qualcosa per lubrificarti altrimenti ci facciamo male, aspettami qua e non ti muovere".
E' andato in cucina, ha preso una noce di burro e quando è tornato ha iniziato a spalmarmela attorno all'ano, era fredda ma era piacevole sentire che si scioglieva col calore del mio corpo, poi quando ebbe in mano l'ultimo pezzetto ancora solido me lo spinse dentro, io ebbi un sussulto e lui mi disse: "adesso questo ti si scioglie dentro così sarai lubrificato anche internamente, altrimenti la mia cappella ti scivolerà dentro come niente ma quando entrerà il resto ti farà un male pazzesco e non ho intenzione che tu, di punto in bianco, decida di non volere più".
Si sdraiò di nuovo sopra di me e con la mano guidò il suo cazzo enorme fino ad appoggiarsi al mio buco, mi piaceva averlo sopra, poi mi chiese se era la prima volta, io risposi di si e lui mi disse: "allora questa non è la posizione ideale, per iniziare è meglio che tu ti metta sopra e ti ci sieda sopra pian piano, in modo che se ti fa male ti possa fermare".
"No, ti prego", dissi, "voglio farlo così".
"Sei sicuro?" mi chiese, "guarda che se vuoi possiamo metterci in questa posizione dopo, intanto ti si allarga un po'", ma io: "no, non voglio, mi sentirei in imbarazzo a salirti sopra, voglio che sia tu a prendermi".
"Va bene" rispose lui, "ma guarda che ci potrebbe essere un momento in cui io sarò troppo eccitato, tu sentirai male e mi chiederai di fermarmi, io non capirò niente e insisterò, tu sarai sotto di me e non potrai scapparmi".
"Me ne assumo la responsabilità, risposi".
E fu così che iniziò a spingere per entrare ma io ero così teso che nel mio culo non sarebbe entrato nemmeno uno spillo, figuriamoci quel cazzo!
Mi disse che avevamo due possibilità: o aspettavamo che mi fossi rilassato e ci saremmo divertiti entrambi, oppure che lui forzasse, si sarebbe divertito moltissimo solo lui ma probabilmente poi non avrei mai più voluto rifarlo.
Gli chiesi di rimanere li fermo sopra di me per un po' e di avere pazienza, parlavamo del più e del meno e scherzavamo sulla situazione, quando di colpo durante una risata rilassai l'ano per un attimo e sentii un palo entrare dentro di me. Feci un urlo e lui mi mise una mano sulla bocca dicendomi: "buono, buono! fermo così, è entrata solo la punta, rilassati" e io: "solo la punta? ma sembra un chilometro!"
Lui insistette ancora perché cambiassimo posizione ribadendo che per iniziare quella non andava bene, oppure propose di allargarmi un po' con le dita prima ma io: "no! se lo togli adesso non lo rivedrai mai più, è così che voglio, porta pazienza e facciamo in modo di divertirci!".
Allora lui cambiò atteggiamento, da dolce e paziente che era stato fino ad ora mi disse: "ho capito cosa vuoi, allora adesso ci divertiamo per davvero"
Prese il cuscino e me lo mise sotto il bacino in modo che il mio culo sporgesse verso l'altro poi mi disse: "sei pronto?" e io: "no!" e lui: "appunto" poi con un colpo secco mi spinse dentro la sua verga, tutta, fino in fondo. Per non farmi urlare lui mi teneva la mano sulla bocca, io sentivo un male pazzesco ma allo stesso tempo provavo piacere, dopo qualche secondo il male sparì e lui cominciò a pompare su e giù.
Tolse la mano dalla mia bocca e mi chiese: "come va?" e io: "adesso bene".
Ero li, su un letto a pancia in giù con lui sopra che mi stava scopando il culo, a un certo punto infilò una mano sotto i miei fianchi, mi afferrò il cazzo e cominciò a massaggiarmelo mentre mi inculava, io venni nel giro di un paio di secondi poi, da quel momento, sembrò cambiare tutto e non lo volevo più dentro.
Gli chiesi di toglierlo e lui rispose "assolutamente no, è adesso che viene il bello, te l'avevo detto che ci avresti ripensato e che con me sopra non avresti avuto via di scampo"
Mi pompò il suo cazzo nel culo per un'altra decina di minuti, e dopo i primi momenti di repulsione nei quali non lo volevo più il fatto che mi scopasse iniziò a piacermi di nuovo ma decisi che era più bello recitare la parte di quello che non ci stava, così, continuai a implorarlo di smettere anche se in realtà avrei voluto che continuasse all'infinito.
Anche lui si eccitava con questo gioco, potevo sentirlo, spingeva più forte e più deciso di prima e mi diceva continuamente "taci puttana! lasciati scopare e taci".
Poi il ritmo dei colpi cambiò, sentii il suo cazzo pulsare e mi accorsi che stava esplodendo dentro di me, sentii chiaramente il suo seme che mi inondava, mi diede un altra decina di colpetti poi si fermò sopra di me, rimanendo dentro.
Ci fu un attimo di silenzio poi lui esclamo "wow!" e io risposi con tono allegro: "brutto porco, mi hai sborrato dentro? non era negli accordi" e lui: "vorrà dire che pagherò un po' di più per l'extra, signora puttana".
Ci facemmo una risata e lui restò sopra di me col cazzo dentro finché non gli si afflosciò, poi scese da sopra e mi si mise di fianco, io sentivo il bisogno di andare in bagno così mi alzai, andai a sedermi sul water e quando mi pulii mi accorsi che sulla carta c'era qualche goccia di sangue.
Sentivo il bisogno di farmi una doccia, mi sentivo sporco, passai un'ora sotto l'acqua ad insaponarmi e a risciacquarmi, poi uscii, tornai in camera sua e vidi che dormiva come un ghiro, tutto nudo con il cazzo lucido ancora bagnato dal burro che aveva raccolto dentro di me.
Andai in camera mia, mi misi a letto e mi addormentai confuso fra mille domande e sensi di colpa.
Note finali:
gabrihole@email.it