i racconti di Milu
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Indice
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J.era tutto eccitato perché si avvicinava il gran giorno. Passammo interi pomeriggi a lucidare e pulire casa, preparare letti e bagni, con K.che ci ringhiava dietro e noi due, legati da corde al collo e lunghi fili, armati di stracci e spray pulimmo tutto.
A notte, stanchi, J.mi parlava sognante delle mitiche feste a casa di MissPowell:”Arrivano bodybuilder professioniste da tutto il Paese, sono tante e bellissime, sono padrone e possono farci quello che vogliono, siamo a loro disposizione...”
“Oh...” feci sdraiato nel letto, con il gel dilatante nel culo, per allargarlo, perché J.ripeteva che in quei giorni di baldoria le donne ci avrebbero scopato a sangue e volevamo farci trovare pronti. j. Portava un fallo nel culo anche lui disteso sul letto. “.....e vedrai che chiavate. L'anno scorso mi montarono in tre di sotto, di fronte a tutti...certe ammucchiate poi....e scopate in giro...oppure una può decidere di prenderti con sé e usarti solo lei....a me è capitato...Linda una bionda alta due metri, tosta, forte, mi segregò in camera sua per tre giorni e ogni tanto veniva a scoparmi....fantastico...”
“...cazzo....”
“Vedrai...sarà forte....”
Poi arrivarono i fattorini con casse di cibo, acqua, frutta fresca, alcolici, vevande energetiche, dolci, gelati ed altro. Arrivarono anche dei carpentieri a montare una grossa scala che dai piani superiori andava di sotto. Due giorni prima dell'inizio della festa MissPowell sparì e per fortuna si portò via K., mia moglie andò ad allenarsi fuori città col padre e io e J.restammo abbandonati a noi stessi, con la comanda di tenere tutto sott'occhio, ma c'era una squadra di allestitori di feste capitanati da una quarantenne bassina con le trecce e lo sguardo da kapo.
Alla fine arrivò la festa.
Fu incredibile. Come diceva J.arrivarono bodybilder da ogni parte. Alte, basse, bianche, nere, mulatte, asiatiche, ecc.ovunque muscoli e tette, carne guizzante e gambe fasciate di muscoli. Occuparono le stanze si misero comode, avevano con loro schiavi o servi donne e uomini, oppure da soli, noi aiutammo a sistemare eccitati come matti da tutte quelle donne possenti, da quei muscoli giganteschi, da quei volti duri, tirati, labbra strette, seno gonfio o piccolissimo, volti gentili o maschili, un turbinio di bicipiti, dorsali, tricipiti, addominali scolpiti, braccia gigantesche. Noi eravamo legati assieme scmpanellavamo di qua e di là, le donne ci fischiavano ci ordinavano, ci sculacciavano e cacciavano via da loro, ordinavano, ridevano, deridevano, erano Dee piene di muscoli, di gambe possenti, eravamo eccitati come cagne. Infoiati da tutta quella spelndida e curatissima carne di donna.
*
La sera iniziò la festa. Fui convocato da mia moglie per la vestizione. Scelse un vestito rosa e azzurro, carino, che le fasciava i muscoli tesi, era stanca per le sedute di allenamenteo col padre che l'aveva distrutta, ma lei era felice ugualmente. Dalle stanze vicine sentivo gli ordini perentori di MissPowell che con la sua voce padronale intimava e ordinava perentoria, senza che nessuno alzasse lo sguardo verso di lei. Tuonava. Padrona. Nera. Enorme. Bellissima. Chissà cosa stava preparando?
Dopo aver vestito Miriam tornai di sotto e mi riallacciai con J.che era eccitato da tutte quelle femmine, non stava nella pelle. Mangiammo qualcosa, frutta fresca e poi andammo a prepararci. Ci facemmo un clistere per svuotarci. La manovra durò un'oretta, ma ci divertimmo a liberarci per bene con l'aiuto dell'acqua di rose. Ci infilammo gel nel culo e poi dei dilatatori anali. Passò un'altra ora. Quindi ci togliemmo i dilatatori e rimettemmo del gel. Ci vestimmo per la festa: due tuniche bianche e sandali. Le tuniche ci coprivano il corpo ma non le braccia, arrivavano fino a sotto il ginocchio. Scendemmo di sotto. Musica sparata, gente seduta, alcool, risate. Donne. Muscolose e belle. Nere o bianche, asiatiche o nordiche. Muscoli ovunque. Ma anche uomini, schiavi, donne normali. Musica e frutta, drink. Risate. Passeggiammo in giro. Qualche donna ci chiese da bere o ci chiedeva dove fosse il bagno. Noi rispondevamo, facevamo quanto ordinato. Alle undici le luci si spensero e la musica cessò. Dei fari verdi illuminarono la scala al centro della stanza. Rullo di tamburi. Fumo. Dal fumo emerse la figura possente e imperiosa di MissPowell, un lungo vestito rosso con strascico, il petto enorme sotto un minuscolo bikini rosso scintillante di brillanti. In testa una corona rossa con velo. Lei bellissima, labbra di un rosso perfetto. Sexy. Turgide. Grosse. Avanzava lentamente lungo la scala, una catena in mano sinsitra. Ai suoi piedi, dietro K.nudo con un cappello di feltro, con lungo pennacchio stile troiano antico, rosso piumato e poi nel culo un fallo con coda di cavallo anch'essa rossa. Scendevano regali e bellissimi. La padrona era fenomenale, tutti applaudivano e dicevano ohhhhhhhhhhhh.... alla fine delle scale tutti applaudivano e urlavano il suo nome. Si posizionò al centro della stanza. Silenzio. Figura regale con quel servo ai suoi piedi ridicolo nel suo costume da troiano porno con una coda di cavallo infilata su per il culo. Ridevo per quello stronzo di K.un vero figlio di cagna, malvagio. La Padrona pronunciò un breve discorso e poi annunciò la ripresa delle danze, la musica tornò e noi fummo chiamati a svestire MissPowell. Corremmo in camera sua. Si stava togliendo lo strascico. Accorremmo al suo capezzale. Le sue grosse poppe nere erano brillanti di piccoli diamanti e sudore. Volevo toccarle, ma sapevo che era impossibile senza un suo ordine. Ma mi godetti il contatto sulla sua pelle nera, dolce, profumata, potente, mentre toglievo il velo e la mia mano sfiorava la sua schiena piena di muscoli neri.
*
Dopo l'onore di aver aiutato la padrona a svestirsi tornammo di sotto. La festa prese forza. Donne, risate, musica, drink, tutto filava alla grande. Noi eccitati ci muovevamo fra tavoli e persone, in attesa di ordini. Donne muscolose parlavano fra loro oppure con altre donne o uomini, a terra slave e schiave bianche o mulatte. Camminava lagati io e J.con la tunica.
“Ehi, voi!!venite qua!”ci fece una voce da un tavolinetto. Ci fermammo e andammo poi nella direzione della voce. Una bodybuilder nera con lunghi riccioli ad estention con punte gialle ci indicava. Era grossa distesa su una poltrona, accanto a lei un'altra female muscolosa, più piccola e compatta, tratti somatici latini, messicani forse, la luce era bassa. Accanto aveva anche una donna. Una tipa con due labbroni siloconati enormi che le rendevano il volto una maschera gonfia, aveva gotone e zigomi pieni di botox lucidi come pompelmi al sole. Rideva ma sembrava una maschera umana.“Siete a disposizione? Vero?” chiese la female black, noi annuimmo. “In ginocchio davanti a Ryata...!” ordinò indicando la donna canotto che rideva ma senza muovere un muscolo della faccia, gli occhi truccatissimi erano fessure blue cobalto. Ci inginocchiammo ai suoi piedi. “Vai!! fallo!!” fece la female black a Ryata, quella sorrise, forse. Annuì. Quindi ci mollò due schiaffi in piena faccia, leggeri. “GRAZIE!” fece J.ed io lo imitai: GRAZIE.
Lei annuì e ci colpì ancora. Ringraziammo, la female black rideva onddeggiando le sue estention gialle, la messicana sussultava. “..colpiscili, avanti...su” faceva la messicana e la donna con quelle sue braccia esili(in confronto a quelle muscolose delle due bodybuilder)con le mani ingioiellate e dorate ci colpiva piano. Forse rideva, le sue grosse labbra erano bloccate, un fumetto rosso di carne e plastica. Rideva. Quella ci colpiva piano. Noi ringraziavamo. Poi la female black mi spinse verso la donna e mi ficcò la testa nel suo sesso. j.fu spinto assieme a me, eravamo legati,e insieme finimmo nel ventre della donna, che si tolse la gonna e ci mostrò un piccolo cazzo bianco.

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