i racconti di Milu
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Fin da adolescente avevo l'abitudine di fare degli scherzi a Giovanna, la donna delle pulizie.
Mentre lei girava per casa intenta a pulire, io mi divertivo alle sue spalle con azioni oscene di vario tipo.

Esempio. Quando mi chiedeva di aiutarla nella pulizia della serranda, io rimanevo, con il mio pene eretto allo scoperto, al di quà della serranda, senza che lei ovviamente potesse accorgersene. Lo tenevo fuori e lo agitavo furiosamente fino a che la serranda non veniva alzata appena al di sotto dei testicoli.

Altro esempio. Quando stava china a passare la scopa, io me ne stavo a mangiare biscotti con il cazzo di fuori ad appena pochi centimetri dal suo culo.
Robetta del genere insomma... goliardie da ragazzo annoiato.

Quando son diventato grande la cosa fu abbandonata fino a quando non conobbi Ilaria. Ilaria è una mia amica con cui ho avuto una relazione molto leggera, basata essenzialmente sul sesso senza impegno.

Quando Ilaria "veniva a studiare" a casa, nei giorni d'estate, in realtà rimaneva a cazzeggiare davanti al PC e ogni tanto capitava la giornata in cui mi succhiava l'uccello per qualche minuto. Se ci mettevamo d'impegno si faceva sesso altrimenti ci accontentavamo di carezze pompini e sgrillettate.

Ilaria, quando le raccontai le storie con la donna delle pulizie, divenne cosi interessata che volle conoscerla.
Un giorno, mentre Giovanna era a casa mia per pulire come sempre, chiamai Ilaria al telefono.

"Ehi... che fai?" Chiesi io.
"Sono a studiare da Alberta... dimmi!" Rispose.
"Ascolta... quando finisci ti va di passare da casa mia?" Domandai con semplicità e onestà.
"... Devo andare con mia madre per negozi più tardi. Che ti serviva?" Rispose lei.

Peccato. Sembrava in giornata no.

"Niente di particolare... c'era Giovanna a casa..." Dissi io.
"E chi è?" Fece lei come se non ricordasse.
"Come chi è! La signora che viene a pulire da me!" Cercai di precisare la parola "pulire".
"Ah. E che minchia me ne frega, scusa?" Rispose in tono lapidario.

Niente da fare, era insopportabile ogni tanto.
"In effetti nulla. Ci sentiamo un'altra volta" chiusi la chiamata in malo modo.

Pochi minuti dopo mi arrivò un messaggio sul cellulare.
"Io finisco prima qui, ti va se passo?" Era ovviamente Ilaria.

"Se ti va puoi passare..." Risposi io soddisfatto.
La conoscevo. Faceva sempre cosi. Io ormai non mi curavo più del suo modo di fare lunatico.
Non dava mai soddisfazioni. Aveva un caratteraccio. Aveva anche un bellissimo culo scolpito dal nuoto che ogni tanto meritava le dovute attenzioni, tuttavia.

Ilaria suonò al citofono. Giovanna rispose.
"C'è una tua amica al citofono, che faccio?" Disse Giovanna.
"Falla salire!" Risposi io.

Ilaria si presentò con garbo a Giovanna, poi mi raggiunse in stanza.
"Non è che sia tutto sto granchè... per come me la descrivevi sembrava dovesse essere una MILFona bestiale!"
Ilaria non conosceva mezzi termini, a volte.

"Beh non ho mai detto fosse un mio sogno erotico! Ho detto solo che ogni tanto mi passavo il tempo a passare con l'uccello di fuori alle sue spalle. Tutto qui. In realtà non mi sognerei mai di toccarla! Viene qui da 10 anni quasi!"
Era tutto vero quel che dicevo. Lo pensavo sul serio.

"Sei un porco...!" Commentò lei con il sorrisetto tipico.
"Che facciamo quindi...?" Dissi io.
"Io tra poco devo andare... ero curiosa di vederla, ma mi hai deluso stavolta!" disse lei.
"Esagerata. Vuoi vedere come ero bravo?" Cercai di recuperare la situazione.

"Ahaha... vuoi provarci? Secondo me se ne accorge e ti molla un colpo di scopa!" Ci sperava sul serio, la tipa!

"Fidati... non mi ha scoperto mai!" Ero fiducioso.
"Vai... fammi vedere..." disse Ilaria.

Aspettai che prendesse la scopa in cucina. Mi proiettai alle sue spalle, facendo finta di prendere una banana dal frigo.
"Ascolta, puoi dire a mamma che è finito il detersivo per i pavimenti?" fece Giovanna mentre stavo per agguantare il pene da sotto la tuta.

Immediatamente tolsi la mano da dentro le mutande e cercai di giustificare quel gesto inconsulto facendo finta di essermi punto da qualche parte.
"Ahia...! Eh...si, come scusa? Il detersivo?" Farfugliai qualcosa.

Ilaria rideva di gusto seduta sul divano. Era una scena ridicola!

"Si, il detersivo che compra lei di solito..." Disse Giovanna totalmente indifferente.
"Certo la chiamo e glielo dico!" Dissi in tono pacato.

Lei si girò e continuò a passare la scopa.
"Vuoi una banana...?" Dissi ad Ilaria.
"Si lanciamela...!" Disse lei col sorriso tra i baffi.

Con la coda dell'occhio vidi che il momento sembrava perfetto: Giovanna era messa di spalle, vicino a me. Ilaria riusciva a vedere tutta la situazione. Con la scusa del lancio della banana, con una mano abbassai la tuta e svelai il cazzo ancora piuttosto ammosciato e con l'altra lanciai il frutto. Ilaria scoppiò a ridere e mancò la presa. Io ridevo a crepapelle mentre il mio cazzo dondolava alle spalle di Giovanna.
Rialzai la tuta e Giovanna esclamò "Ma che avete, 5 anni l'uno? Che gioco è tirare la frutta?!" Era indispettita per via delle risate.

Ci scusammo e tornammo nella mia stanza.
"Sei un coglione! ahaha... Non era granché come cosa... facevi sempre cosi?" Commentò lei.
"Si, più o meno. Io mi divertivo!" Risposi io.

"Ora ci provo io..." Disse Ilaria.
"Ah si? Grande! Vediamo che sai fare..." Ero felicissimo di averla convinta.
"Cosa faccio..?" Cercava suggerimenti.
"Boh... vai con le tette..." Dissi io.

Ilaria aveva delle tette parecchio modeste ma a me non dispiacevano. Ho sempre preferito il suo succoso fondoschiena.
La tetta piccola inoltre si approcciava bene al giochetto.

"Ok... ora vediamo...!" Disse Ilaria.

Ci appostammo in salone. Lei passò dal corridoio e cominciò a passare l'aspirapolvere.
Ciò che vedevo io era Giovanna intenta a lavorare in corridoio e seduta in salone con me c'era Ilaria con la maglietta alzata, sorridente e imbarazzata, che le dava le spalle.

E' stata più o meno 30 secondi con le tette al vento senza che Giovanna si accorgesse di nulla, china com'era nel guardare per terra.

"Ha visto niente?" Disse Ilaria.
"Perchè che doveva vedere?" Dissi in modo sarcastico!
"Ma piantala! Il tuo cazzo era orrendo poco fa...!" Sempre gentile, la ragazza.

"Ahahah. Ascolta. Ultimo giro. Stavolta insieme..." Suggerii io.
"Io devo andare, vedi!" Cercò di liberarsi in fretta dalla situazione.
"Dai, 5 minuti!" Insistetti.
"Ma cosa vuoi fare con quella povera signora? Lasciala lavorare in pace!" Aggiunse lei semiseria.
"Ma lei infatti non si accorge di nulla... non succede proprio niente di male..." La corressi io.

"Ma cosa vuoi, scopare davanti a lei? Come si fa?" Chiese lei.
"No, scopare non mi va al momento... però pensavo ad una cosa: Tra poco si mette a stirare, rimarrà ferma davanti la TV mentre stira, noi potremmo rimanere seduti sul divano a guardare la TV con lei..."

Il divano ovviamente si trovava alle spalle dell'asse da stiro, in posizione strategica.
Ci sedemmo sul divano, fingendo di guardare ognuno i telefoni.
Quando lei si mise a stirare i primi panni, io rivolsi uno sguardo intenso ad Ilaria.
Ilaria lentamente avvicinò la mano al rigonfiamento della tuta, ormai ignobilmente vistoso.
Accarezzò per un pò. La situazione sembrava reggere.
Dopodichè si avvicinò e fece entrare la mano sotto le mutande.
Avvertivo la mano di Ilaria e sentivo un fremito raggiungermi la punta dei piedi. Il mio cazzo era diventato di marmo.
Cercai di alzare la tuta per rivelare il pene all'esterno ma Ila me lo vietò stringendomelo forte con la mano fino a provocarmi dolore.
Susssultai.
Continuò a carezzarlo silenziosamente. Eravamo tutti concentrati affinchè ogni minimo movimento di Giovanna fosse tenuto sotto controllo.

Con l'altra mano lei sollevò tuta e mutande e lentamente tirò fuori il membro turgido. Ero eccitato come non mai!
La presa sull'elastico della tuta venne meno e quindi ritornò violentemente indietro sbattendo sulla mia asta con rumore fragoroso!
Spaventati, ci ricomponemmo in un lampo! Giovanna era fin troppo presa dal programma alla TV per accorgersi di qualcosa.

Lentamente ritornammo sui nostri passi e Ilaria cominciò a farmi una sega energica alle spalle della donna delle pulizie.

Ce l'avevamo fatta! La goliardia fu raggiunta. Rimaneva solo l'orgasmo da raggiungere. Non ci sarebbe voluto molto, data la situazione...
Poi Ilaria volle osare troppo... si chinò col busto e aprì la bocca per ricevere la mia cappella turgida.
Non feci in tempo ad allontanare la bocca di Ilaria dal mio cazzo che Giovanna si girò per chiedermi
"Ah ma a proposito, se senti mamma gli dici che.....oh."
Note finali:
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