i racconti di Milu
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Indice
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Note:
racconto solo per chi non è schizzinoso!
Note dell'autore:
strong
mi chiamo Marco, vivo in una famiglia proletaria, dove i miei non hanno una grande istruzione, mio padre Anselmo sa a malapena scrivere e firmare e mia madre Gisella ha conseguito la licenza elementare, io invece mi sono diplomato e faccio il metalmeccanico presso un azienda che costruisce trattori. Quindi cresciuto in un ambiente senza una grande cultura e per quel poco che ho studiato sono l’intellettuale della famiglia. Mio padre adesso ha 60 anni e sul suo volto porta i segni della vecchiaia precoce, per il duro lavoro a cui è stato assoggettato per 45 anni, avendo iniziato a lavorare che era ancora ragazzino, mentre mamma che ha sempre fatto la casalinga, i suoi 55 anni li porta abbastanza bene, non è tanto alta, 1,63 e pesa 64 kg. di cui almeno 10 sono dovute al seno, in quanto ha un seno imponente, ed anche il culo è bello pieno e nonostante tutto, il resto del peso è ben distribuito, e negli anni la sua fisionomia si è alterata di poco, forse perché ha fatto molti “esercizi” mentre babbo lavorava per portare a casa uno stipendio a fine mese. Certamente il pover uomo quando rientrava a casa stracco morto, dopo aver cenato non aveva tanto voglia di fare altri sforzi straordinari e spesso andava a dormire, lasciando me e mamma in cucina. Quindi mia mamma con mio padre faceva poco sesso e la povera donna era costretta a farlo con altri. Quando ero piccolo che iniziavo a capire, spesso arrivavano a casa nostra degli uomini, che mamma diceva che erano degli zii, alla fine mi resi conto che avevo tanti zii, pur non avendo altrettanti cugini e mia madre in queste visite mi diceva di andare a giocare fuori, intanto che parlava con lo zio, io ubbidiente andavo fuori a giocare e solo quando lei mi richiamava rientravo in casa. Poi man mano che crescevo incominciai a dubitare di tutti questi “zii” e volli vedere se effettivamente lei parlava con tutti questi “zii” e come al solito in una di queste visite, andai fuori a giocare, ma dopo un poco di soppiatto entrai in casa e sentivo dei mugolii provenire dalla cucina, non pensavo che erano mugolii dovuti a mia mamma che lavava i piatti. Non potevo accedere dalla porta altrimenti mi avrebbero visto, quindi pensai che l’unico modo per vedere, era andare in bagno dove io avevo fatto un buco nel muro, che solo io conoscevo, per guardare mia madre dalla cucina, mentre lei andava in bagno a fare i suoi bisogni corporali, in tempi non sospetti, e viceversa dal bagno potevo vedere la cucina. La scena che vidi era questa: mia madre gattoni sul pavimento e lo “zio” che la trombava da dietro. Dopo di allora altri “zii” passarono e nel frattempo io crescevo e iniziavo a sentire i primi pruriti adolescenziali, iniziando a masturbarmi ogni volta che vedevo la mia genitrice montata da uno di questi, avendo la mia prima eiaculazione. Quando raggiunsi i 14 anni iniziai le scuole superiori e quindi non potevo più assistere ai tradimenti di mia madre, in quanto spesso succedevano di mattina mentre io ero a scuola. Ma quando rientravo ogni volta che la vedevo dirigersi in bagno, andavo subito a spiarla dal buco e mi segavo sognando che un giorno avrei voluto entrare in quel buco da cui ero uscito, mi eccitava molto adesso vederla pisciare oppure quando andava di corpo in cui potevo sentire anche l’odore delle sue feci, in poche parole ero diventato un vizioso. Una volta la vidi anche masturbarsi, evidentemente quel giorno non aveva avuto la sua razione di cazzo, e per me fu un momento sublime, vedere lei alzata, con le mutande calate, con una mano si teneva la gonna e con l’altra si masturbava il grilletto e la passera, vedevo le sue dita muoversi freneticamente fino a raggiungere l’orgasmo, ed io con lei, sborrai buttando tutto sul pavimento e trattenendo il respiro. Non feci in tempo a pulire che lei era già la, avevo fatto in tempo a chiudere i pantaloni e sedermi e far finta di studiare, ma lei si accorse di quel liquido sparso per terra, si chinò per vedere cosa era quel liquido vischioso e appiccicoso, per sua esperienza sapeva cosa poteva essere, e l’unico che poteva aver fatto questo ero io, ma non disse nulla, anzi vidi che mi guardava con benevolenza. Aveva capito che l’avevo spiata e che mi ero masturbato guardandola, notò anche il buco, ma face finta di niente e continuò le faccende domestiche. Ma da quel giorno spesso andava in bagno a masturbarsi, sapendo che io la spiavo e si metteva girata verso il buco per farmi vedere meglio e spesso la sentivo sussurrare:

- Mmmm…che voglia di cazzo che ho…siiiii…voglioooo…il tuooo…cazzoo daiiii….vieniiii…a darmeloooo….daiiii….che sto….godendoooo….siiiii… godoooo…

Veniva godendo ed io con lei in una grossa “sborratona,” e lei per non mettermi in difficoltà mi dava anche il tempo di pulire e di rimettermi a posto, poi la vedevo arrivare e sempre con quel sorrisino ambiguo che non sapevo come prenderlo. Il giorno seguente la solita scena con una sola piccola variante. Io sempre a spiarla dal buco, lei in bagno col la sua figa molto vicina al buco e la sua mano che andava dentro la sua figa, la apriva per farmela vedere meglio, sentivo lo sciacquio delle sue dita dentro la fregna e quando venne questa volta la sentì sussurrare:

- Ho tanta voglia del tuo cazzo….daiiii…vieni….Marco….vogliooo…il tuooo….cazzoooo…vieniiii….a trombarmiiii…ho voglia che tu…mi scopiii…daiiii…cosaaa…aspettiii….vieniiii…daiiii…che…sto…godendooo …godooooo….vengoooo….

Come al solito feci una grossa sborrata, pulì il pavimento e mi rimisi a posto, quando mia madre arrivò, sempre con quel solito sorrisino compiacente, ma questa volta agì in maniera diversa. Si mise a sedere accanto a me mettendomi una mano sulla coscia molto vicina al mio uccello ed esclamò:

- Allora ti piace guardare la tua mamma che si masturba, eh…porcellino…o pensi che io sia scema…e non sappia che tu ti masturbi…guardandomi? Dai dillo a mamma tua…che non ti sgrido…
- Mamma, tu sai tutto…non c’è bisogno che io ti dia la conferma…si mi masturbo…guardando te…
- E allora perché non sei venuto quando ti ho chiamato?
Intanto la mano di mia madre era risalita a sfiorare il mio uccello, che a quel tocco s’impennò, rimanendo imprigionato dentro le mutande e i pantaloni e seppi solo balbettare qualche parola e anche scioccamente:

- Mah..mah…non sapevo…che chiamavi me…pensavo…a qualcun altro che si chiama come me…
- Ma dai sciocchino sei tu il mio Marchino e poi sapevo che eri li a spiarmi… che mi metto a chiamare un altro…hai fatto una bella “sborratona?” Devi avere il cazzo che sa ancora di sperma, fammelo controllare, dai tiralo fuori o vuoi che sia mamma a tirarlo fuori?
- Non so, fai come vuoi…io non ho il coraggio…
- Va bene vuol dire che lo tiro fuori io, voglio vedere se al mio bambino gli è cresciuto il pisello…

Mia madre tirò giù la cerniera dei pantaloni e la sua mano corse dentro le mie mutande, sentì che lo prese delicatamente e lo tirò fuori, mettendolo nella sua posizione naturale, adesso svettava davanti a lei.

- Ma guarda un po che bel uccellone che ha il mio bambino, è cresciuto tanto dall’ultima volta che te l’ho visto…fammi sentire l’odore dello sperma appena uscito…mmmm…che bell’odore di sperma giovane…sentiamolo meglio… voglio sentire anche il gusto…

Mia madre lo prese in bocca e iniziò a pomparlo, era il mio primo pompino e per giunta fatto da mia madre, ero incannato a bestia, ma non dicevo una parola, lasciavo fare a mia madre e subivo la sua bocca e la sua lingua calda, io con le gambe distese aspettavo che mi facesse godere nella sua cavità orale. La sua lingua scorreva lungo la mia asta togliendo il precedente rimasuglio di sperma rimasto dalla precedente eiaculazione, scendeva fino ai coglioni e li leccava con molta esperienza, evidentemente con tutti gli uomini da cui si era fatta trombare, aveva imparato a fare dei pompini superlativi. Tanto è che sotto l’assalto della sua bocca non seppi resistere a lungo e gli scaricai un fiume di sperma, che lei senza mai lasciare il mio pene, continuava a pompare e probabilmente allo stesso tempo beveva il mio sperma fino all’ultima goccia, infatti quando si staccò dal mio uccello non era rimasto niente, la mia fava era solamente un poco rilassata ma non sazia e mia madre lo sapeva questo.

- Allora tesoro mio, ti è piaciuto il pompino che ti ha fatto mamma?
- Molto…moltoooo…
- Adesso rifacciamo di nuovo il bel giochino di prima, io vado in bagno a masturbarmi e tu mi guardi dal buco e quando io ti chiamo vieni.
- Va bene mamma, ma vorrei anche che prima di masturbarti facessi i tuoi bisogni corporali.
- Ma guarda che porcellino, vuoi che pisci e che faccio anche la cacca?
- Si,…mi piacerebbe…questo mi eccita particolarmente…mi piace sentire anche il tuo odore…quando fai la cacca…
- Ma mi devo pulire dopo, o vuoi che lasci così com’è…dimmi mio porcellino
- Meglio se lasci così senza pulirti, ho sempre sognato questo, di baciarti e pulirti con la mia bocca…
- Ma guarda che porco di figlio ho…pervertito e vizioso…comunque se a te piace questo, farò come tu dici…dai io vado…tu mettiti in postazione.

Mia madre andò in bagno e questa volta si spogliò tutta, si mise a sedere sul water girata verso di me e iniziò a pisciare e allo stesso tempo sentì un peto uscire dal suo culo. vederla tutta nuda con quelle enormi tettone in cui adesso potevo vedere i suoi capezzoli grossi e scuri e sentire lo scroscio della piscia uscire dalla sua figa era musica per le mie orecchie e sentire anche se non vedevo la merda uscire dal suo culo, mi faceva tirare il cazzo a bestia che smanettavo furiosamente. Infine si mise davanti al buco, iniziando a toccarsi la figa, doveva essere molto eccitata, tanto che io vedevo i luccichii delle gocce lasciate dalla sua urina, mescolate alla ciprigna della sua sorca. Infatti non ci misi molto a sentire la sua voce:

- Che bellooo…sono tutto un fuocooo…ho voglia del tuo cazzooo….dai… vieniii…a sbattermiiii…vogliooo…il tuo…cazzoooo….Marcoooo….daiiii vieniii…dalla tua mammaaa…che ha vogliaaaa…di teee…

Mi precipitai subito in bagno, la porta era aperta e iniziai a baciarla in bocca, le nostre lingue danzavano dentro, era un bacio pieno di passione che entrambi avevamo e che volevamo fortissimamente, con le mani gli strizzavo i capezzoli di quelle tette che avevo sempre agognato di baciare e adesso erano li pronti per me, li presi in bocca e succhiavo quasi a voler fargli uscire il latte.

- Tesoro come sei focoso…hai voglia di chiavarmi vero bello di mamma? Vuoi la mia figa e il mio culo? vuoi tutto, vero amore?
- Si mamma, voglio tutto…voglio fotterti tutta…sarai mia…tanto il babbo ha tante corna, che uno in più o uno in meno non gli peseranno…so che sei una troia mamma…che ti sei fatta chiavare da cani e porci…
- Si, tesoro…sarò la tua cagna…che dovevo fare con il babbo che è sempre stanco e non mi tromba mai…ma adessoo…scopamiii…tu…fottimiii…sono la tua troiaaaa…daiii…ti pregooo…sbattimelooo…dentrooo…
- Aspetta cagna, prima voglio leccarti..la figa…e il buco del culo… e dopo…ti scopo tutta…dai…mettiti china che voglio leccarti…forza puttana…

Mia madre si mise nella posizione richiesta, io accovacciato tra le sue gambe, messo dietro di lei, leccavo partendo dalla figa per risalire dentro le sue chiappe e sentire quel sapore dolciastro delle sue feci, quel odore e quel sapore m’ inebriava e il mio uccello tesissimo pronto a profanare i buchi materni. Mamma apprezzava quello che gli stavo a fare dal modo con cui si muoveva per ricevere meglio la mia lingua, probabilmente era la prima volta che un uomo gli faceva quel servizio, i suoi guaiti di cagna in calore lo stavano a testimoniare e adesso aspettava solo di essere chiavata da quel uccello che aveva spompinato prima. Dopo che avevo ripulito il suo retto, mi alzai e la baciai, lei non si sottrasse, anzi partecipava in modo osceno, succhiando la mia lingua, scopriva anche lei il lato oscuro della sua sessualità, il sesso morboso e depravato portato all’eccesso. Gli strizzavo le tette fino a fargli male, ma lei sopportava eccitata com’era pronta a fare tutto quello che gli avrei ordinato di fare. La misi contro il muro, la sollevai tenendola per le gambe e lei mi aiutò ad infilare il mio cazzo nella sua sorca, finalmente ero dentro il suo buco, violato da decine e decine di cazzi, gli davo dei colpi tremendi che la sbattevano contro la parete, intanto che continuavamo a baciarci, gli sputavo in bocca la mia saliva che lei poi mi ripassava, ebbe il suo primo orgasmo in quella posizione e venne squirtando in maniera incredibile!

- Sborroooo….come…una…vaccaaa….Marcooo….amoreeee….miooo…mi stai facendoooo…impazzireeeee…troppoooo…belloooo…continuaaa…. a fottermiiii…porcoooo…voglioooo…godereeee…ancora…chiavamiiii…mio bel maialeeee….fottiiii…la tua…troiaaaa…mi fai morireee….cosìììì…siii… scopamiiii…sfondamiiii….sbattimiiii…i coglioniiii…dentrooo…come … godoooo…non smettereee…ti pregoooo….

Sul pavimento del bagno si era formato una piccola pozzanghera del suo liquido, la porca continuava a godere senza ritegno, con il mio cazzo che la trapanava senza sosta. Adesso volevo incularla, la feci mettere carponi per terra con la testa sopra la tazza del cesso, gli puntai la cappella sul suo orifizio anale entrando senza trovare una grande resistenza, evidentemente il suo culo era ben rodato da tutti i cazzi che aveva preso, andai fino in fondo, con le palle contro le sue chiappe, e subito iniziai a pompargli il culo in maniera selvaggia, mentre lei con la mano si masturbava il clitoride. Mentre la inculava gli presi la testa e gliela spinsi dentro la tazza del water, tirando lo sciacquone, il getto dell’acqua la investi in pieno viso, ma la puttana, continuava a godere come una porca, sproloquiando in maniera oscena la sua “troiaggine”, anche in tutti gli assalti a cui avevo assistito non l’avevo mai sentita così porca, manifestare il suo godimento così animalesco. Venne ancora una volta squirtando come una fontana e questa volta io con lei.

- Bastardoooo….mi fai godereee…ancoraaaa…staiiii…inculandooo…la tua… mammaaaa…come una cagnaaaa…vengooooo….vengooooooo….dammiii... la tua sborraaaa…nel culoooo…siiiiii…la sentoooo…caldaaaa…continuaaa inculamiiiii…sborrraaaa…dentrooo…il culoooo…della tua vacca….mmm... cosìììì…dammelaaaa…tuttaaa….aaaahhhh…uuuuhhhh…come sbrodooo… ancoraaa…lo voglioooo…uuuhhhh…
- Prendiiii…zoccolaaa…incestuosaaaa…ti svuotoooo…i coglioniiii…nel tuo.. culoooo….merdosoooo…puttanaaa…prostitutaaaa…e adessooo…ti piscioo in boccaaa…troiaaaa…di merdaaaa…e dovraiii…berla tuttaaa…
- Si tesoroooo…dammelaaa…sonooo…la tua vaccaaaa…pronta a esaudireee.. ogni tuo ordineeee…pisciamiiii…in boccaaa…la vogliooo…

Tirai fuori il mio cazzo dal suo culo e lasciai partire la mia urina nella cavità orale della troia, che aspettava con la bocca aperta e la lingua di fuori, gli scaricai fino all’ultima goccia, imbrattandole tutto il viso e i capelli, poi gli diedi il cazzo da succhiare e farlo ripulire dalla sua lingua. Infine andammo sotto la doccia sempre baciandoci e ripulirci del nostro incesto. La sera, dopo che mio padre era andato a letto, la troia aveva ancora voglia del mio cazzo e sapere che il marito era nell’altra stanza che dormiva, la eccitava in modo particolare. La dovetti scopare ancora nella figa e nel culo, badando comunque a non fare troppo rumore per non svegliare il cornuto che dormiva. Inutile dire che la nostra tresca continua e mia mamma non ha più bisogno di altri uomini, basto io per lei!
Note finali:
per commenti scrivere a: tatyanaporca@gmail.com