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V-City, 15 giugno 2014, 11.30 pm

Con un suono secco le luci del salone principale del Devil's Kiss si spensero. Era il momento che tutti gli uomini presenti aspettavano, il momento che rendeva speciali le serate del martedì e del sabato.
-Non ti preoccupare, fa parte dello spettacolo.- Disse Stan Vincenti al suo ospite.
L'uomo che gli sedeva di fianco era rimasto freddo come il ghiaccio, ma aveva sentito la guardia del corpo togliere la sicura alla pistola. Era il difetto degli uomini dell'est: troppa fretta nel far parlare le armi. Non gli piaceva particolarmente il suo interlocutore, ma Valeri Karmakov era il produttore della afrodite, la nuova droga che aveva conquistato il mercato europeo.
Le luci tornarono ad accendersi rivelando una figura immobile al centro del palco proprio di fianco al palo della lap dance. Il volto era rivolto verso il basso, nascosto da un borsalino nero e dal colletto della giacca da uomo che indossava. Poco lontano una strana cassa di legno lunga un paio di metri e alta uno.
Dai tavoli vicino al palco partì un applauso entusiasta. Nonostante il volto nascosto non c'erano dubbi su chi fosse la ballerina che si stava per esibire.
-E' lei la tua stella?- Chiese Valeri sporgendosi in avanti. Stan sorrise per il tono scettico dell'uomo. Sapeva che si sarebbe presto ricreduto: Hot Maddy era la performer più straordinaria che si fosse mai esibita nel suo locale. Non era solo bellissima. Il suo corpo, il modo in cui ballava o si esibiva sul palco con uomini o donne erano profondamente sensuali. Nonostante avesse solo ventuno anni era disponibile a qualunque tipo di esibizione, davanti all'intera platea o privatamente per i clienti più ricchi e importanti.
-Fidati.- Rispose sedendosi comodo -Ti ricrederai.-
In quel momento partì la musica, Total Eclipse of the heart di Bonnie Tyler. La giovane ballerina inizio a muoversi sensualmente attorno al palo al ritmo della ballata nel silenzio totale del pubblico. Il borsalino fu il primo indumento a volare tra il pubblico rivelando un viso giovane e conturbante e liberando la lunga chioma bionda fino a quel momento trattenuta dal cappello. La giovane danzava con movenze sinuose, a metà tra il felino e il serpente. Le acrobazie sul palo e la sua flessibilità lasciarono a bocca aperta Karmakov tanto quanto il corpo glabro che a tre quarti della canzone era completamente esposto agli sguardi degli spettatori. Il bel viso acqua e sapone avrebbe potuto farla scambiare per una timida liceale, ma il suo corpo diceva il contrario. Non era alta, superava a malapena il metro e sessanta, ed i seni grandi e sodi grazie anche ad un piccolo aiuto chirurgico contrastavano con il fisico minuto e la vita sottile. Le gambe dritte e affusolate partivano da un culo a mandolino poco più largo di una spanna.
-Dove l'hai trovata?- L’ucraino non riusciva a staccare gli occhi dal palco -E' straordinaria.-
-Piccolo segreto.- Rispose Stan ridendo. -Adesso goditi lo spettacolo, dopo te la farò conoscere. Un piccolo regalo per cementare la nostra amicizia.-
Lo sguardo che gli rivolse l'uomo esprimeva stupore e gratitudine. Stan Vincenti amava studiare gli uomini, e sapeva che ben pochi erano in grado di resistere al fascino di una donna giovane e bella. Fortunatamente Valeri non era tra questi.
La canzone terminò mentre Maddy era stesa sul palco con tre dita infilate profondamente nella vagina perfettamente depilata. Karmakov applaudì con convinzione, sicuramente pregustando il momento in cui l'avrebbe incontrata, ma l'esibizione non era conclusa.
Una seconda ballerina raggiunse Maddy sul palco. Era una bella mulatta di origini caraibiche che indossava solo un minuscolo perizoma. La nuova arrivata fece alzare Maddy in piedi, quindi la condusse al palo della lap dance. La fece posizionare in piedi chinata in avanti con le gambe aperte, quindi la ammanettò al palo e le bloccò le caviglie in due anelli fissati a terra.
La giovane era rivolta verso la platea, esposta in maniera sensuale. Stan sentì il cazzo rizzarsi al pensiero di quello che prevedeva l'esibizione, ed era sicuro che il suo nuovo socio provasse la stessa sensazione. Sorridendo al pubblico la mulatta, che doveva avere una trentina d'anni, raggiunse la cassa togliendo il gancio che la teneva chiusa. Le pareti caddero rumorosamente a terra mostrando in contenuto.
Un mormorio di sorpresa ed eccitazione si sollevò dal pubblico. La scatola nascondeva quella che in gergo era chiamata fuck machine, un marchingegno dotato di un albero a camme con uno o più bracci su cui venivano montati dei dildo. In particolare la macchina che si trovava sul palco aveva due bracci: su quello più in alto era montato un dildo lungo e sottile, mentre su quello più in basso un fallo in gomma quasi largo come un avambraccio.
Valeri si voltò verso Stan con un sorriso stupito e soddisfatto. Anche l'enorme guardia del corpo, un ragazzone biondo che sembrava uscito da un manifesto dell'armata rossa, era concentrato su ciò che stava succedendo sul palco. La mulatta avvicinò la fuck machine al palo della lap dance, quindi si accovacciò tra le cosce di Maddy.
Dopo avere lubrificato abbondantemente la collega con la sua saliva si avvicinò accostando i due falli alle cosce di Maddy. Il dildo più grosso affondò facilmente nella vagina della giovane ballerina, che lo accolse con un'espressione di piacere sul volto.
La mulatta avvicinò il secondo fallo alla bionda, appoggiandolo allo sfintere e spingendolo lentamente dentro, un centimetro dopo l'altro. Quando fu soddisfatta si spostò vicino alla macchina e girò due interruttori. I bracci iniziarono a muoversi lentamente in sincrono: quando uno dei due si ritraeva l'altro si spingeva a fondo, in un massaggio costante. Man mano che Maddy si abituava alla doppia penetrazione e cominciava a gemere per il piacere l'assistente ruotava le manopole aumentando la frequenza dei colpi. Karmakov si voltò verso il socio, stupefatto.
-Può raggiungere i centoventi colpi al minuto, due al secondo.- Spiegò Stan con un sorriso colmo di soddisfazione per avere stupito il socio.
-Come fa a resistere? Sembra quasi che le piaccia.-
-Non sembra. Le piace veramente. Non è l'unica delle mie ragazze ad usare queste macchine, ma è l'unica a godere così con questa.-
-Straordinaria.- Commentò l'uomo.
La musica si era abbassata completamente. Il silenzio nella grande sala era riempito solo dal rumore del motore elettrico e dalle urla di piacere di Maddy. Dopo pochi minuti le gambe della giovane cominciarono a tremare in maniera convulsa, mentre si appendeva al palo gemendo con gli occhi chiusi. La mulatta lasciò che il pubblico si gustasse ogni singolo secondo dell'orgasmo, quindi spense la macchina e si avvicinò all'amica per liberarla.
-Vieni.- Disse Stan al suo nuovo socio -Andiamo nel mio ufficio a parlare di affari. Maddi ci raggiungerà dopo una doccia.-
-Non vedo l'ora.- Commentò l'uomo visibilmente eccitato.

Madison uscì dalla doccia frizionandosi la pelle e i capelli con l'accappatoio.
Sorrise vedendo la sua amica Alyssa che la aspettava con le braccia incrociate. Erano arrivate al Devil's kiss assieme, due anni prima. Erano tanto simili e tanto diverse allo stesso tempo. Quando era vestita pochi si sarebbero accorti che quella bella ragazza con i capelli corvini alta quasi un metro e ottanta in realtà era un transessuale, ma quando si toglieva i pantaloni i dubbi scomparivano.
-Sei stata straordinaria.- Disse l'amica mimando un battimani -Hai goduto anche questa volta?-
Madison inclinò il capo sorridendo.
-Lo sai che non fingo mai. Quella macchina è fantastica, sembra che un treno mi sia passato dentro.-
Alyssa rise scuotendo il capo.
-Adesso però rimettiti in ordine, il capo di aspetta nel suo ufficio. E ha un ospite.-
-L'ho intravisto. Sai chi è?-
-No.- Rispose l'amica avvicinandosi e facendole l'occhiolino -Ma credo che sia un pezzo grosso. Di sicuro la sua guardia del corpo ha un pezzo grosso tra le gambe.-
Madison rise alla battuta dell'amica. Alyssa era completamente bisessuale. Le piacevano sia gli uomini che le donne, e con gli uomini le piaceva indifferentemente essere attiva e passiva. Naturalmente avevano scopato diverse volte, soprattutto ai primi tempi quando condividevano una stanza. Da quando Madison era andata ad abitare da sola per essere più libera di ricevere i suoi amanti i loro incontri si erano diradati, ma ogni tanto passavano una notte assieme.
-Eviterò di farlo aspettare.- Disse spostando il getto d'aria calda lungo i capelli.
Dieci minuti dopo camminava lungo i corridoi che portavano agli uffici del grande dock in cui era stato costruito il Devil's Kiss. Stan Vincenti le piaceva. Era un uomo intelligente e l'aveva sempre trattata bene. La maggior parte delle volte le concedeva la scelta sui clienti con cui andare, e quando le chiedeva di fare eccezioni la pagava molto bene. Dopotutto era la migliore in ciò che faceva.
Il suo lavoro non si limitava a fare sesso con gli uomini o le donne che le indicava Stan, era anche e soprattutto raccogliere informazioni. E in questo era veramente la migliore. Molti si sarebbero stupiti della quantità di cose che si riesce a far dire a un uomo mentre gli si regala la migliore scopata della sua vita.
-Ciao Joe.- Disse al grande bodyguard di colore in piedi davanti alla porta. Joe aveva giocato a football americano al college. Sembrava potesse diventare un professionista, ma aveva deciso di entrare nell'esercito. Era stato nei SEAL prima che un brutto infortunio durante una missione di addestramento gli rovinasse una caviglia obbligandolo a ripiegare sul settore della sicurezza privata. In realtà era in grado di fare tutto perfettamente, ma dopo mezz'ora di corsa non riusciva più a muoversi. Non c'era nulla di male: Stan Vincenti sicuramente non lo pagava per fare jogging.
La guardia del corpo di Vincenti la salutò con un sorriso, quindi parlò al microfono che aveva agganciato al colletto dell'elegante giacca che indossava e dopo pochi secondi le aprì la porta.
Ogni volta che entrava nell'ufficio di Stan si diceva che chiamarlo ufficio era una profonda ingiustizia. Era un vero e proprio loft di cinquanta metri quadrati con tanto di mini palestra per i momenti di relax che il suo capo si dedicava in ufficio.
Stan era seduto su una poltrona con un bicchiere in mano, sicuramente Rum cubano se non aveva cambiato gusti negli ultimi due giorni. Il suo ospite era seduto di fronte, con la guardia del corpo appoggiata al muro a un paio di metri di distanza. Dovevano provenire dall'est Europa a giudicare dal loro aspetto. Alyssa non aveva giudicato male la guardia del corpo: era un vero e proprio gigante con un fisico atletico e forgiato da ore di palestra. I capelli biondi erano tagliati a spazzola e gli occhi azzurri avevano un'espressione glaciale, ma Madison lo vide toccarsi la cravatta con aria imbarazzata quando la vide entrare. Probabilmente aveva apprezzato anche lui il suo spettacolino... chissà se avrebbe avuto l'occasione di verificare l'ipotesi dell'amica.
-Entra, Madison.- Le disse l'uomo facendole cenno di avvicinarsi. Madison obbedì salutando con un sorriso l'ospite. Aveva indossato un vestito leggero con una scollatura che metteva in mostra le sue grazie, abbastanza corto da coprire a malapena il perizoma.
-Ti presento il mio nuovo socio, Valeri Karmakov.- Disse alzandosi e indicandole l'uomo.
Come aveva immaginato proveniva dall'Europa dell'est. L'uomo si alzò prendendole la mano e portandosela alle labbra. Il volto rubicondo e sorridente non la ingannò sul carattere dell'uomo: nonostante l'aspetto simpatico e inoffensivo era un uomo abituato a comandare. Sfiorava il metro e ottanta e aveva il fisico degli sportivi che dopo avere abbandonato l'attività si lasciano andare ai piaceri della tavola. Il suo abito elegante era cucito su misura, forse da una sartoria inglese, segno che il denaro non gli mancava.
-Piacere di conoscerla signor Kormakov.- Disse sorridendo mentre lo sguardo dell'uomo percorreva tutto il suo corpo.
-Il piacere è tutto mio, ma chiamami Valeri.- Rispose l'uomo abbandonando la mano -Il tuo spettacolo di questa sera è stato straordinario, sembra strano che una ragazza così giovane possa essere così sensuale e così consapevole del proprio corpo e della propria sensualità.-
-Ti ringrazio Valeri.- Madison sorrise timidamente. Immaginava che Kormakov non si accontentasse dello spettacolo che aveva visto in precedenza. La sua ipotesi fu subito confermata da Stan.
-Valeri è rimasto profondamente colpito da te.- Disse l'uomo avvicinandosi e passandole un braccio attorno al fianco. -Sono sicuro che gradirebbe uno spettacolo privato.-
Madison sorrise rivolgendosi prima al suo capo e poi all'ospite. -I tuoi amici sono anche miei amici. Cosa posso fare per te? Vuoi vedermi ballare o preferisci qualcosa di più interattivo?-
Kormakov si rivolse verso Stan con aria piacevolmente stupita. -Una ragazza che ama andare dritto al sodo.-
-Madison è pragmatica.- Confermò Stan, quindi si rivolse verso di lei. -Valeri ha gusti particolari. Gli piace guardare le donne soddisfare Oleg.-
Madison si voltò verso la guardia del corpo dell'ucraino. Stan le aveva chiesto di andare a letto con uomini molto meno giovani e attraenti di quel giovane bronzo di Riace. Era sempre riuscita a trovare il modo di raggiungere la sua forma di soddisfazione, ma questa volta non sarebbe stata un'impresa difficile.
-Non ho più il vigore di quando ero giovane.- Confermò l'uomo. -E ho scoperto che ci sono molti modi per raggiungere la soddisfazione dei propri desideri.-
-Sarà ancora più un piacere.- Rispose Madison sentendo un familiare calore tra le gambe. -Mi piacciono gli uomini che apprezzano il piacere della condivisione.-
-Ne sono lieto.- Valeri fece un cenno alla sua guardia del corpo, che fino a quel momento era rimasta immobile contro il muro come se non capisse ciò che stavano dicendo. Al cenno del suo capo l'uomo si avvicinò lentamente.
Madison guardò Stan inarcando un sopracciglio. Si aspettava che Valeri volesse spostarsi in un'altra stanza, ma evidentemente non lo disturbava la presenza di Stan. Dal sorriso del padrone del Devil's Kiss Madison comprese che era stato proprio l'ucraino a chiedergli di rimanere. Poco male, non era la prima volta che scopava davanti a Stan. Anche se l'uomo non lo aveva mai ammesso si eccitava profondamente a vederla scopare con qualcun altro.
Come Oleg la raggiunse allacciò le braccia attorno al suo collo attirandolo a sé. Nonostante stesse indossando i tacchi a spillo l'uomo fu costretto a piegare le ginocchia per baciarla. Madison premette il pube per saggiare la consistenza della sua virilità. Quello che sentì confermò che Alyssa non si era ingannata.
Oleg non aveva intenzione di perdere tempo. Le mani grosse e forti salirono subito sui seni saggiandone la consistenza e strappandole un sospiro. La ragazza si liberò dalla sua stretta ruotando su sé stessa voltando le spalle all'uomo. Premendo le natiche contro il suo sesso si portò le mani sui seni abbassando il vestito e offrendo le grosse mammelle allo sguardo di Valeri, che si era seduto su un divano per guardare lo spettacolo.
L'ucraino sorrise mimando un applauso per invitarla a continuare. Madison continuò a strusciare le natiche contro il pube di Oleg fino a portarlo alla completa erezione. Il giovane bodyguard dal canto suo non rimaneva con le mani in mano. Le dita e le mani accarezzavano i suoi seni giocando con i capezzoli che ormai erano duri come chiodi. Nel frattempo il vestito era ormai sceso fino alle caviglie. Madison era già completamente nuda, fatta eccezione per il piccolo perizoma e le scarpe.

Stan cominciava a eccitarsi. Madison era una ragazza che avrebbe fatto venire fantasie erotiche anche a un santo, e lui non apparteneva certamente a quella categoria di uomini. Oleg stava dimostrando un notevole autocontrollo. Stan pensava che l'avrebbe buttata sul divano e scopata con forza, invece aveva giocato a lungo con i seni di Madison prima di scendere con le mani tra le cosce. Due dita avevano spostato il perizoma entrando nella figa già umida e pronta ad essere penetrata. Si stava chiedendo se Madison si sarebbe lasciata portare all'orgasmo così, quando la ballerina si era voltata con il viso paonazzo sfilando la giacca del bodyguard e iniziando a slacciargli la camicia.

Madison lanciò la camicia di Oleg sul divano. L'uomo ci sapeva fare, non vedeva l'ora di sentirlo dentro di sé. Fissandolo negli occhi si abbassò lentamente. Le sue mani scesero lungo il torace graffiandolo con le unghie da tigre, quindi le dita si concentrarono sulla cintura e sui pantaloni.
Finalmente abbassò le mutande dell'uomo liberando l'oggetto del suo desiderio. Il cazzo vibrò davanti al suo volto, chiaro e con la cappella gonfia. Lo prese in bocca senza aspettare di avere abbassato completamente i pantaloni. Quella sera aveva già goduto una volta, ma un cazzo vero dava sensazioni completamente diverse. Mentre lo succhiava sperava che Oleg fosse resistente. Stava mettendo nel pompino tutto il suo impegno. Non le sarebbe dispiaciuto bere il suo seme, ma probabilmente Valeri sarebbe stato deluso.
Le mani che si appoggiarono sui suoi fianchi la colsero di sorpresa. Evidentemente il capo di Oleg non amava solo guardare. Lasciò andare per un attimo il cazzo che stava succhiando voltandosi a guardare l'ucraino.
-Continua a succhiarglielo.- Le pupille di Valeri erano dilatate per l'eccitazione. Obbedì prontamente all'ordine. Portò le mani sulle natiche di Oleg attirando a sé il suo pube facendo scomparire completamente il cazzo nella sua bocca. Trattenne il cazzo in gola per non gemere mentre Valeri infilava due dita nella vagina e con altre due iniziava a forzarle lo sfintere.

La situazione si stava evolvendo in una maniera per Stan imprevista, ma estremamente eccitante. Madison stava cavalcando Oleg seduto comodamente sul divano. Valeri era in piedi di fianco con un ginocchio sul divano. Con una mano le strizzava un seno mentre due dita dell'altra erano affondate profondamente nel suo culo. Madison ogni tanto lo guardava accennando un sorriso. La ragazza sapeva benissimo che in quel momento il suo cazzo minacciava di strappare i pantaloni, ma non voleva darle la soddisfazione di unirsi al gruppo.

Il cazzo di Valeri era decisamente sotto la media. Non era brutto o storto, era semplicemente più piccolo della maggior parte dei genitali maschili con cui aveva avuto a che fare. Nonostante questo Madison lo prese in bocca senza mostrare alcuna reazione: sapeva che gli uomini erano molto sensibili su questo punto, e oltretutto Valeri le aveva appena procurato un magnifico orgasmo con le sue dita.
-Stan, amico mio. Unisciti a noi.- Se non avesse avuto la bocca impegnata Madison avrebbe sorriso. Nonostante stesse cercando di trattenersi, alla fine il suo capo tutto di un pezzo avrebbe raggiunto la festa. Sentendo la sua presenza alzò una mano trovando subito il suo magnifico cazzo.

Stan non sapeva se ritenersi più soddisfatto per l'accordo ormai raggiunto o per il modo in cui stava andando la serata. Dopotutto la prima cosa era conseguenza della seconda: se l'accordo tra lui e Valeri stava diventando un rapporto di amicizia forse era merito della giovane donna stesa tra loro intenta a succhiare il cazzo di Oleg. Un grugnito della giovane guardia del corpo annunciò l'imminente orgasmo dell'uomo. Lo spettacolo era eccitante: Madison tenne il cazzo dell'uomo tra le labbra muovendo freneticamente la mano sull'asta per spremere ogni singola goccia, che ingoiò immediatamente. Stan incrociò lo sguardo di Valeri, ormai in dirittura d'arrivo. Seguendo l'esempio del nuovo socio accelerò il movimento della mano sul proprio cazzo.
Madison aspettava accarezzandosi le tette con aria soddisfatta. Uno dopo l'altro i due uomini spruzzarono abbondanti getti di sperma sul volto e sui seni della giovane, che lo spalmò come se fosse una crema idratante.
Il giorno dopo Stan avrebbe effettuato un copioso bonifico sul conto di Madison. Se l'era meritato.
decisamente meritato.
Note finali:
"Per commenti sui racconti e sui personaggi, consigli e suggerimenti scrivete pure a realdarkknight83@gmail.com.
Ho modificato l'indirizzo mail in quanto quello precedente è stato violato."