i racconti di Milu
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Indice
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- Aldo, NO! così non voglio.
- Fermo, piccolo, oramai ci siamo, dobbiamo farlo.
Mi aveva afferrato i fianchi, le sue mani forti mi tenevano fermo sentivo il suo glande tra le natiche.
- No, nel culo no, non voglio.
Ma lui aveva puntato il suo grosso cazzo sul mio ano, sentivo la sua pressione.
- Lo vuoi anche tu, lo so. Elio, tienilo fermo.
L'altro uomo, Elio mi teneva le spalle obbligandomi a piegarmi sul letto. Aveva anche lui il cazzo duro e mi sfiorava il viso.
- No, noooo. Aldoooooo . noooo.....fa male...haaaaaaaaaaaaaaa.....togliloooo...mi fai maleeeeeeee....ahiaaaaaaaaaaaaaaaaaa.
- Fermo, resisti. Te lo devo fare entrare tutto lo devi prendere tutto.
Sentii la terribile pressione del glande sull'ano lui diede un colpo secco e sentii che mi aveva lacerato. Bruciava, era un ferita, sentivo l'ano infuocato.
- Noooooo....mi bruciaaaa....mi bruciaaaaa......
Aldo , con ostinazione dava colpi forti per allargare e lacerare, scaricando sulla punta del suo cazzo tutto il peso del suo grosso corpo e tutta la forza delle sue reni;un bruciore terribile e non potevo muovermi, lui ed Elio mi tenevano forte. Aldo mi sveginò, di forza. I miei lamenti sembravano eccitarlo di più, e mi chiavava con violenza spietata.
- Ti prego....bastaaaaaaaaa.
Non aveva pietà.
- Devo romperti il culetto per bene così poi vorrai farlo ancora. Dai, resisti, fatti chiavare.
Spingeva con un ritmo lento e mettendoci molta forza. Sentivo il briciore del suo cazzo che strusciava sulla ferita, sentivo l'ano infuocato, dilatato fino allo spasimo, e fu terribile quando venne, sbattendomi contro il culo coi i peli ispidi del suo pube, spingendolo tutto dentro, tutto, fino a farmi sentire dolore anche nella pancia.
Quando uscì ebbi un altro lampo di dolore il bruciore all'ano e sentii il suo sperma caldo colarmi tra le natiche. Ero stordito dal dolore, ansimavo per il bruciore all'ano, ma non era finita.
Elio, assatanato dalla libidine,mi asciugò lo sperma che colava e mi spinse dentro anche il suo cazzo.
- Elio, no, mi fa maleeeee.
- Lo so, ma non m'importa.Voglio il tuo culetto stretto. Devo chivarti forte, a troia, così ti abitui a fartelo mettere. Fermo, spingi il culo in alto. Sei una bellissima troietta, adesso.
- Elio, bastaaaaa, mi bruciaaaa.
- No, devo venirti anch'io nel culo.
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Avevo conosciuto Aldo al mare, per caso. L'estate era quasi finita,sarei rientrato in città con la mia famiglia due giorni dopo. Al bar del lido, al bancone. Scambiammo qualche parola.
- ...e la sera che fai? ragazze?
- Beh, quando capita. Ma non dànno molto.
- Eh, si. Un ragazzo come te avrebbe bisogno di altro, di lasciar sfogare completamente la sua vitalità. Ma non ci .sono solo le ragazze per questo, sai?
- Cioé? non capisco.
- Beh, si possono fare altre esperienze, se non si è bigotti o inibiti. Dovresti provare per capire.
- ..cioé?
- Beh, senti. Non hai mai giocato insieme a qualche tuo compagno,così, per provare?
- Si quand'ero piccolo giocavamo a toccarci.
- E poi non lo hai più fatto?
- Beh, no.Sa com'è?
- Si, lo so. Proibiscono queste cose forse perchè sono le più belle. Sai, i giochi tra uomini sono affascinanti, ti fanno sentire libero, è solo un pò di trasgressione, ma è molto bella e ti dà molto piacere.

Lo incontrai quella sera stessa.
- Faccio una passeggiata sulla spiaggia. Dai, vieni con me e parliamo.
La spiaggia era buia. Mi prese sulla spalla e questo fatto mi fece provare una piccola emozione.
- Hai sempre voglia di venire? Che ne dici se ti aiuto, dai proviamo.
Non risposi, ero intimidito, e lui mi portò dietro le cabine. Camminammo un pò e lui mi mise la mano sul fianco poi la portò più in alto e la passava sulla stoffa della camicia sul capezzolo. Quella cosa mi eccitava. Mi fermò in un angolo buio, mi aprì la camicia e mi baciava e succhiava i capezzoli mentre passava la mano sulla patta sentendo come il mio cazzo si stava facendo duro.
- Aldo, ma....
- Ssss.....lasciami fare, ti piacerà.
Allora mi abbassò i pantaloncini, si piegò e me lo prese in bocca. Cominciò a farmi un pompino fortissimo, ma mentre lo faceva, teneva i miei capezzoli tra le dita, li carezzava, li strizzava leggermente. Mi fece venire con un piacere incredibile, venni nella sua bocca che continuò a succhiare fino a quando non ebbi il cazzo moscio.
Quando ci separammo mi chiese:
- Ti è piaciuto?
- Beh, é bello.
- Ascolta, io parto domattina, ma se vuoi possiamo rivederci in città. Ecco, ti dò il mio numero di telefonino. Chiamami quando vuoi.
Quella notte ci ripensai e mi eccitai di nuovo. Sentivo attrazione per quell'uomo mi era piaciuto il contatto con il suo corpo e mi era piaciuto quello che mi aveva fatto. Mi toccai i capezzoli come aveva fatto lui, strizzandoli e torcendoli un poco, mi eccitai e mi masturbai pensando a lui.
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Rientrai in città. Mi masturbavo ed avevo imparato la stimolazione dei capezzoli, mi eccitava molto toccarmeli, strizzarmeli. Lo facevo ogni volta più forte, superavo appena la soglia del dolore e sentivo il cazzo indurirsi. Dopo qualche giorno trovai il biglietto col numero di telefono di Aldo. Titubai prima di chiamarlo.
- Ah, come stai? Hai fatto bene a chiamarmi. Che fai stasera?
Era sabato e di sabato di solito rientravo tardi.
- Niente, veramente. Dovrei uscire con gli amici, ma mi annoio.
- Dai, vediamoci.

Lo aspettai ad una fermata del pulmann lontano da casa mia. Giunse in auto e mi fece salire.
- Sono contento di vederti. Facciamo un giro? Andiamo un pò fuori mano.
Prese una strada che portava fuori città, poi una strada di campagna e si fermò in un posto buio. Mosse la leva del mio sedile e mi trovai disteso; allora lui mi aprì la camicia e cominciò a succhiarmi i capezzoli. Ma stavolta lo faceva forte, li stringeva fra le labbra e li succhiava forte. Poi cominciò a mordicchiarli. mentre mi teneva una mano sulla patta per controllare che avessi erezione. Continuò a lungo col gioco dei capezzoli, oramai li stringeva tra i denti, provavo un piccolo dolore ma molto eccitante.
- Aldo, me lo fai?
- Aspetta.Stai godendo sui capezzoli, vero? aspetta ancora-
Aveva sbottonato i miei jeans e mi teneva i testicoli nella sua mano, mi piaceva quel gioco. Poi si abbassò, lo prese in bocca; ma perse anche la mia mano e la tirò verso il suo cazzo.
- Dai, non essere egoista. Tocca anche tu, non c'è niente di male. Me lo fece fare, prima trattenendomi, poi .quando si accorse che mi ero arreso lasciò libera la mia mano e mentre lui mi stava spompinando con vera passione, mi venne d'istinto muovere la mano su e giù. Provavo una strana emozione a tenere il suo cazzo in mano, non avevo mai toccato prima il cazzo di una altro, e uno strano desiderio di andare fino in fondo, di farlo venire. Ma venni prima io, nella sua bocca che continuava a succhiarea durante il mio orgasmo.
- Bravo - disse lui - se lo facciamo insieme è più bello.

Ci incontrammo di nuovo tre giorni dopo, di pomeriggio.
- Andiamo a casa mia - disse mentre guidava - lì staremo tranquilli.
Mi fece togliere la camicia e stendere sul divano. Lui stava giocando coi miei capezzoli: li succhiava, li mordicchiava stringeva fino alla soglia del dolore, poi un pò di più. Avevo il cazzo durissimo, lui me lo stava carezzando in lungo col dito indice. Poi tirò fuoori il suo cazzo. Non lo avevo visto nel buio la volta precedente.
- Dai, toccalo - mi disse - come hai fatto l'altra sera.
L'eccitazione me lo fece fare, capii che mi piaceva farglielo e lui rallentò in modo da ritardare il mio orgasmo. Continuai a masturbarlo con la mano e lui ebbe le contrazioni dell'orgasmo, mi prese per il polso per non farmi lasciare il suo cazzo, vidi uscire il suo sperma, mi bagnava la mano. Poi lui diede qualche colpo al mio cazzo e mi fece venire.

- Lo facciamo bene insieme - disse - ma potremmo fare molto di più. Che ne dici? proviamo?

Ci vedemmo il sabato sera. Salii in macchina e lui mi disse:
- Devo passare a prendere un amico, viene con noi.
Rimasi scosso da quella notizia.
- Aldo, no. Lo facciamo io e te. Non lo faccio con un altro.
- Ma no. E' solo un gioco. Perchè ti agiti? Lui è un amico, è molto discreto e vuole conoscerti.
L'amico era un uomo grosso di statura, quanto lui. Robusto ma non grasso, biodiccio, il viso simpatico.
Aldo ci portò a casa sua.
- Dai - mi disse - faglielo vedere.
Loro stavano seduti sul divano ed io in piedi. Mi avvicinai ed Elio mi carezzava sulle cosce sopra la stoffa dei jeans. Poi mi sbottonò i jeans ed aprì la cerniera della patta. I jeans caddero ai miei piedi. Lui ora mi carezzava le cosce nude. Mi eccitava il fatto che mi toccasse e lui se ne accorse e lentamente, poco per volta abbassava i miei slip nei quali il mio cazzo era duro. Li lasciò cadere ai miei piedi. Prese il mio cazzo sul palmo della mano, lo scappellò, poi lo baciò sul glande.
- Si - disse - sei un bel ragazzo. Bello davvero.
Mi stava carezzando le natiche mentre boccheggiava col mio glande. Sentii Aldo dietro di me. Si era tolta la camicia e mi faceva sentire il suo petto contro le mie spalle.
- Devi farlo anche tu - mi sussurrò - Dopo te lo faccio fare, è bellissimo in bocca.
Sentivo il cazzo di Aldo che mi sfiorava le natiche, misi una mano dietro e glielo presi in mano per masturbarlo. Allora lui mi fece girare con la testa, mi baciò sulle labbra; poi mi strinse sulle guance per farmi aprire la bocca e mi baciò con la lingua. Rimasi interdetto, non risposi, ma lui insisteva, ancora, ancora, finchècapii che non era sgradevole e risposi al suo bacio.
Ed allora Elio si alzò. Mi prese anche lui e mi baciò. Resistetti un poco, aveva in bocca il sapore del mio cazzo, ma poi mi lasciai andare e risposi anche al suo bacio, mentre lui continuava ad accarezzarmi il cazzo.
- Facciamolo insieme, tutti e tre.....però tu devi essere disinvolto, senza inibizioni- disse Elio.
Allora lui ed Aldo, insieme, mi presero i capezzoli, succhiando, mordendo, orcendooli e tirandoli con le dita, forte, sempre più forte.
Aldo mi disse di abbassarmi. Avevo i loro cazzi vicino al viso, li tenevo in mano, masturbandoli.
- Bravo, piccolo. Ora però devi provare una cosa nuova. Chiudi gli occhi.
Sentii la sue dita che premevano sulle mie guance, pensavo per baciare, ma sentii il suo glande sulle labbra. Elio mi tenne ferma la testa mentre Aldo mi spingeva il suo cazzo nella bocca, e continuò a tenermela ed a muoiverla avanti ed indietro. Io non volevo farlo ma cominciai a sentire il fascino di quella cosa, a desiderare di farlo venire e cominciai a succhiarglielo ed a boccheggiare. Si accorsero che l'avevo accettato ed allora Elio mise il suo cazzo vicino.
- Avanti - disse- fallo a tutti e due insieme.
Masturbavo uno mentre boccheggiavo l'altro. Elio venne, mi versò il suo sperma sul petto; allora insistei con Aldo e venne anche lui, ma non mi venne in bocca: mi schizzò sul viso il suo sperma. Mi diedi gli ultimi colpi per venire ed Aldo mi mise in bocca il suo cazzo ancora semiduro e bagnato di sperma.

Quando ci lasciammo, in auto, volero ancora baciarmi in bocca.
- Domani pomeriggio - disse Aldo - ti vengo a prendere.
...sapevo cosa volevano farmi ed ero in dubbio se andarci.
Ma quello che avevo fatto con loro mi eccitava solo a pensarci. Sapevo che alla fine ci sarei andato.


Mi avevano sverginato. Per qualche giorno sentivo sempre un lampo di dolore quando contraevo l'ano. Ci ripensai e mi trovai eccitato. Pensavo al contatto col corpo di Aldo su di me mentre mi masturbavo, mi eccitava da morire, nonostante nell'orgasmo le contrazioni dell'ano mi facevano sentire ancora il bruciore della ferita, ma sempre più lieve.
Aldo mi chiamò sul telefonino mentre ero in strada.
- Come va? ancora dolore?
- No, sta passando.
- Pentito?
- Beh...che dirti? Pentito proprio no...ma mi hai fatto male.
- La prima volta é così, poi passa. Vorresti riprovare? Questa volta non avrai dolore.
- Aldo, io....non lo so.
- Ti passo a prendere in pomeriggio, alle 16. Dai, vieni, stavolta sarà bello.

Ci mise molto tempo a mordicchiarmi e succhiarmi i capezzoli. Io cominciavo a desiderare che lo facesse più forte.
- Aldo....più forte.
- Si, caro, si. Fermami tu se non resisti. Sai, è importante fartelo, stimola la tua parte femminile, vero?
Continuò forte, sentivo i sui denti nella carne intorno ai capezzoli: la stringeva coi denti e la sollevava, la succhiava con molta forza. Avevo il cazzo durissimo.
- Vuoi provare una cosa? lasciami fare.
Prese due piccole mollette da scrivania.
- Chiudi gli occhi e lascia scorrere il primo dolore, poi avrai molto piacere.
Sentii sui capezzoli il lampo di dolore dello scatto delle mollette. Aldo mi teneva per farmi resistere; poi lentamente il dolore divenne stabile, cominciò ad eccitarmi, poi riprese a farmi male.
- Resisti ancora un pò - disse Aldo - così quando te le tolgo avrai solo eccitazione.
Fu così. Sfiorandomi i capezzoli con la punta delle dita sentivo un brivido di piacere, me li spremetti, li tirai torcendoli.
- Devi fartelo sempre, più che puoi. Più l fai e più ti daranno piacere. Ma devi farlo forte, sempre più forte. Sei pronto adesso? dai, mettiti bocconi.
Sentii il presco del gel sull'ano, il dito di Aldo che penetrava, pressava, allargava. Poi due dita: quando le spinse dentro sentii ancora un pò di dolore sulla ferita all'ano. E poi lui mi fece mettere sul bordo del letto, a quattro mani, mi sollevò per i fianchi per farmi capire come mi dovevo mettere e lo spinse dentro, lentissimamente.
- Così lo senti tutto - disse.
Lo fece entrare lentamente fino in fondo, lo sentivo nella pancia, mi sentivo pieno del suo cazzo. E lui si fermò.
- Masturbati così, col cazzo duro dentro, adesso.
Mi masturbavo con frenesia, avevo troppo desiderio di venire e lui chiavava lentissimamente: lo spingeva tutto, fino in fondo e poi lo faceva uscire, mi allargava di nuovo l'ano per entrare, ma lo faceva lentamente, facendomi sentire tutta la grandezza del suo cazzo. Anche il piccolo dolore all'ano mi eccitava, volevo che lui spingesse, e lui si accorse che stavo venendo e si fermò. Venni e sentti il suo cazzo nelle contrazioni dell'orgasmo e soloallorà lui cominciò a chiavarmi forte. Io ero venuto ma il piacere di sentire il suo cazzo continuava, aspettavo che venisse, lo desideravo. Gli ultimi colpi furono fortissimi, mi sbatteva contro con forza, sentivo dentro la pancia i suoi colpi. Quandò uscì provai di nuovo il piccolo bruciore all'ano mentre il suo sprema colava fin sulle mie cosce.

- E' bello così, vero? - disse Aldo - Ti ho chiavato proprio come una ragazza. Ti piace da morire, l'ho sentito.
- Aldo, così mi farai diventare un gay?
- Ma no, che dici? Non ti attira più il corpo femminile?
- Beh, si, certo.
- Vedi, il gay è attirato solo dal corpo maschile. Tu hai tutte e due i desideri, e allora puoi farlo quanto vuoi senza diventare gay.
- Ma mi piace, perciò ho timore di diventarlo.
- Esci con una ragazza, chiava con lei. Io e te lo facciamo ogni volta che vogliamo. Ti piace farti chiavare ? Allora fallo senza inibizioni, sentiti libero di farlo. Ora non avrai più dolore, ti ho sverginato, il tuo culetto é rotto e puoi prendere il cazzo ogni volta che vuoi.

(continua)