i racconti di Milu
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Oggi mia sorella Susy compie gli anni. I fatidici 18.
Insieme a mio fratello Tommy avevamo organizzato una giornata di festa, ma solo noi tre.
I genitori sarebbero stati al lavoro tutto il giorno, per cui non c'era nessuno a rompere le palle. Non erano al corrente del mio piano.
Io sono Marco, 20 anni, 1.80 per 70 kg.,Tommy, 19 anni, 1.95 per 85 kg, e Susy, come ho detto neo maggiorenne, 1.65 per 54 kg. In mezzo a noi due sembra una nanerottola.
Siamo rimasti tutti a casa, io dal lavoro, loro da scuola.
Dopo che i genitori si levano di torno, inizia la festa. Per l'occasione avevo comprato dei cappellini di carta. Avrei voluto anche dei gonnellini, tipo hawaiani, ma non li ho trovati. Io e Tommy ce li mettiamo e andiamo a svegliare Susy. La casa è piccola e noi tre dormiamo nella stessa stanza.
— Sveglia sorellina, inizia la festa!
Susy si stropiccia gli occhi.
— Cosa vuoi! Lasciami dormire. La mamma ha detto che potevo stare a casa!
— No, no. Adesso facciamo festa! Musica, maestro!
Tommy accende lo stereo, a basso volume. Avevamo già preparato la compilation.
— No, dai! Lasciatemi dormire! — ci implora.
Mi avvicino al suo letto e tolgo le coperte.
Susy ha l'abitudine di dormire con solo l'intimo addosso. Oggi porta un coordinato di pizzo violetto. Mi fa arrapare il solo vederla così.
Si avvicina anche Tommy. Sotto i pantaloni del pigiama già gli monta l'erezione.
— Ci avevi promesso una giornata tutta per noi, e l'avremo. Sta solo a te decidere se la vuoi bella o brutta. Se la vuoi bella ci divertiremo un casino.
— Certo che la voglio bella, che ti credi! Il mio 18° compleanno lo voglio ricordare per molto tempo.
— E allora che si inizi! — dico io.
Io di spalle, Tommy per i piedi, solleviamo Susy e la portiamo nella camera dei nostri genitori.
— Ehi, che fate! — lamentandosi.
— Ci divertiamo, ovvio! — risponde Tommy.
— Beh, io non intendevo questo!
— Noi sì!
— Ma dai ragazzi… sono vostra sorella, non possiamo farlo per davvero…
— Perché, scusa? Quante volte ci hai già fatto dei pompini? Trenta? Quaranta? E solo nel mese scorso! Da oggi sei maggiorenne e puoi fare tutto quello che vuoi!
La adagiamo sul letto. Tommy comincia ad accarezzarle i piedi. Io le slaccio il reggiseno. Tommy, accarezzandola, sale lungo le cosce, fino ad arrivare a toglierle le culottes. Susy è totalmente depilata. Le si vede bene tutto. Mentre Tommy si da' da fare sotto, io mi occupo di sopra.
Prima però mi tolgo il pigiama. Il mio cazzo è già all'erta.
Sotto le sapienti carezze di Tommy, Susy inizia ad ansimare. È già con un dito dentro di lei.
— Ehi Marco, lo sapevi che è ancora vergine?
— No, non lo sapevo! — mi avvicino alla faccia di Susy — Questo si che è uno splendido regalo.
La bacio. Le nostre lingue si inseguono nella sua bocca. Poi sento Susy che cerca il mio cazzo. Lo trova e lo sega, lentamente, per non farmi venire.
Lascio la sua bocca per dedicarmi alle tette.
— Marco, dobbiamo decidere chi entra per primo. Chi si prende la sua verginità? Susy, tu chi vuoi dentro per primo?
— Non lo so. È una difficile scelta che mi chiedete. Io vi amo tutti e due!
— Allora facciamo pari o dispari. Io scelgo pari — dice Tommy.
Bim-bum-bam: 3+4=7
— Ho vinto io!
Tommy riprende a leccarle la fica, mettendosi inginocchiato a fianco di lei.
Susy fa una sega anche a lui.
Io invece mi occupo ancora delle sue tette. Sono un po' piccoline, una 3^ scarsa, ma ha dei capezzoli molto larghi. Con l'aureola, occupano quasi la metà dell'ampiezza del suo seno. Chissà come diverranno quando sarà madre!
— Ehi Marco, qui sotto è pronta!
Ci scambiamo di posto.
— Allora Susy… sei pronta a divertirti?
— Oh sì! Lo sono già da diversi anni! Aspettavo solo questo momento. Ora me ne rendo conto del perché non volevo darla a nessuno! Lo sapete, vero, che non ho mai avuto un ragazzo?
— Ti abbiamo tenuta d'occhio. Sappiamo tutto di te. È merito nostro se Roberto se l'è data a gambe levate. È bastato dirgli che eri nostra sorella che se l'è fatta sotto! — dice Tommy mettendosi a ridere.
Susy gli tira un pugno scherzoso, poi Tommy si avventa sulla sua bocca.
Io, invece, mi metto tra le sue gambe, le sollevo il sedere, appoggiandola sulle mie cosce, punto la cappella alla fica ed entro un pochino. Infilo le braccia sotto le sue ginocchia, appoggio i palmi delle mani sul materasso, mi piego in avanti ed entro in lei.
La fica di Susy fa un po' di resistenza, ma con una spinta più forte entro tutto in lei.
Susy si lamenta un poco, ma non lascia la bocca di Tommy. Poi lui sostituisce la bocca col suo cazzo.
Io comincio a martellarle la fica e la posizione mi permette di arrivare in fondo ad ogni spinta.
Comincio a chiavarla lentamente, Susy ansima, sta già godendo e non risparmio colpi alla fica. È un lago di umori, dentro. Tiro fuori completamente il cazzo per poi ricacciarlo dentro all'improvviso. La sua fica è talmente bagnata che quando il mio cazzo esce dalla sua fica è lucido come la testa del Genio Mastro Lindo ed è ricoperto da una schiumetta bianca venata di rosso.
Vado avanti a martellarle la fica per quasi venti minuti, poi sento che mi sta montando l'orgasmo.
— Tra un po' sborro. Ti avviso subito che ti vengo dentro — dico ansimando.
— Va bene — mi risponde eccitata, anche lei sulla soglia dell'orgasmo.
Pochi minuti dopo sento la fica che mi stringe in una morsa e che. Sento le pareti della fichetta avvolgere la mia verga, il calore dei suoi umori.
Prendo a chiavarla con foga. Riesco a resistere ancora un poco. Lei invece la sento mugolare mentre Tommy le scopa la bocca.
Susy ansima sempre più rapidamente. Allora accelero le spinte perché anche io sono sul punto di venire.
— Oh… ah… ah… - si lascia sfuggire Susy — mamma mia, mi fate morire sì… mi fate morire…
Poi avverto le contrazioni che partono dai testicoli nello stesso momento in cui anche la fica Susy mi stringe ancora di più il cazzo. Veniamo insieme.
— Ecco… ecco… vengo… sì… vengo… godo
Con una copiosa sborrata, svuoto completamente i testicoli nella fica di mia sorella, poi mi lascio cadere su di lei quasi soffocandola. È bello restare in quel calduccio e voglio gustarmelo tutto quel piacere. Rivoli di sperma arrossato traboccano dalla fica sporcando il lenzuolo.
Susy ha ancora in bocca il cazzo di mio fratello, ma lui non è ancora venuto.
— Sei stata una fantastica chiavata, sorellina. Ora tocca a te Tommy.
Ci scambiamo di posto. Lascia qualche minuto ancora a Susy, poi inizia il martellamento. Tommy preferisce prenderla a pecora. Susy si mette tra le mie gambe e mi prende in bocca l'uccello. Il ritmo è coordinato. Mi fratello spinge e Susy si abbassa, lui tira fuori e lei si solleva. Vengo ancora e Susy si beve tutto.
Guardo distrattamente la sveglia sul comodino. Sono le 12.10; è ora di mangiare.
Tommy le sbatte la fica ad un ritmo frenetico. Continua imperterrito sino a che anche lui le sborra dentro.
Ci alziamo e andiamo a tavola, nudi. Ci toccano gli avanzi di ieri. Riscaldo velocemente nel microonde l'arrosto avanzato mentre Tommy prepara un po' di pomodori e poi mangiamo tutti insieme.
Ad un certo punto Susy si alza a prendere una bottiglia d'acqua dal frigo. Quando torna l'afferro e la faccio sedere in braccio a me.
— Allora… ti è piaciuto il nostro regalo?
— Altroché! Mi sto divertendo un sacco! Ditemi che continuiamo dopo! Dai!
— Naturale! Non abbiamo ancora finito. Questo pomeriggio ti tocca la porta sul retro e una doppia.
— Questa volta la prendo io per prima. Tu ti sei preso la fica e io mi prendo il suo culo!
— È tutta tua, Tommy!
— Fantastico! Davvero mi fate una doppia?
— Ci puoi scommettere, tesoro! — dice Tommy.
— Non vedo l'ora di avervi di nuovo dentro di me… Prima mi avete fatto godere un casino! Vi amo. Tutti e due!
Finiamo di mangiare mentre mi tengo ancora in braccio mia sorella. Avrei voglia di scoparmela ancora, lì, sul tavolo. Alla sola idea il cazzo mi torna dritto di nuovo.
— Ah, ma sei insaziabile, Marco — mi dice Susy quando sente il mio cazzo gonfiarsi contro le sue cosce.
— Tutta colpa tua! Sei così arrapante… — le dico baciandola in bocca e impastandole le tette.
Il cazzo esige la sua parte. Non so come, riesco ad entrarle dentro. Tommy si alza dalla sedia e si inginocchia davanti a me.
— Marco, girala da questa parte, verso di me — mi dice Tommy.
Senza uscire, riesco a girare Susy.
Io tengo le gambe larghe e Susy a cavalcioni con le cosce spalancate. La sua fica è bella esposta alla lingua di Tommy, che prende a leccarle il clitoride, mentre io riesco in qualche modo a chiavarla. Mi aiuto nel movimento sostenendola per le chiappe. È maledettamente scomodo farlo così, ma le urla di Susy ripagano quest'impresa.
— Sto… venendo… Tommy — riuscendo ad avvisarlo un attimo prima di sborrare.
Tommy si scosta e fa venire Susy usando le dita.
— Wow… incredibile… mi… avete… sorpreso… — ansima Susy.
Sono sfinito anche io ed appoggio la testa sulle spalle della mia sorellina. Non ho la forza di muovermi.
Ho il fiatone.
— Tommy, per favore,… prendi un po' di carta… perché qui faccio un disastro quando esco.
Mi asciugo il cazzo sommariamente, poi tampono la fica di mia sorella.
Quando anche Susy si è ripresa, si alza dalle mie gambe.
— Tommy, è tutta tua. Per il momento non riesco a fare altro. Ho le gambe che mi tremano.
— No problem. Ti senti pronta Susy?
— Tra un po'. Fammi riprendere fiato.
— Come vuoi. Ti aspetto in camera.
Poi Susy si rivolge a me.
— Non è che la doppia la potremmo fare un'altra volta? Io non ce la faccio più!
— Non so, dobbiamo sentire anche Tommy cosa ne pensa.
— Beh, comunque sia, io vado…
— Vi raggiungo tra poco, vai.
Sento distintamente entrambi che ansimano rumorosamente. Lascio quasi dieci minuti a loro, poi mi alzo e vado in camera. Le gambe non mi tremano più, però sono stanco.
Mi affaccio alla porta e vedo Tommy che ancora la prende a pecora, solo che ora è nel buco del culo di Susy, che si lamenta.
— Ahi… ahi… ahi… Che male, Tommy, rallenta, mi fai male così.
A quanto pare il cazzo di Tommy è troppo grosso per lei. Ma lui non demorde. Forse sta arrivando all'orgasmo ed ha fretta di finire.
— Ahi… lo fai apposta vero? Se non rallenti, scappo, hai capito?
— No sorellina, adesso lo prendi tutto. Ho quasi fatto. Sì… arrivo… sborro… ah… — e si lascia andare ad un sospiro liberatorio.
— Cazzo, Tommy! Ti avevo detto di rallentare, così mi hai solo fatto male e non ho goduto! Tu non mi inculi più! Così impari! Mamma che dolore!
Li lascio un attimo e ritorno in cucina. Prendo un po' di ghiaccio dal freezer, lo metto in uno straccio, di quelli che mamma usa per spolverare, e ritorno in camera.
— Tieni Susy. È ghiaccio, ti calmerà un po' il dolore. Fammi vedere…
Susy si mette ancora a pecora e mi mostra la voragine che Tommy le ha lasciato.
— Non vedo danni. È solo un po' arrossato per lo sfregamento e basta. Tra qualche giorno ti passerà tutto.
— Beh, ora la doppia ve la scordate! Non l'avrete mai da me.
— Ma dai! — dice Tommy — è solo una scopata nel culo! Non fare la sceneggiata! Me ne sono accorto che te lo hanno già sfondato!
— Sì, è vero. Ma nessuno era come te! Te l'avevo detto di fare piano! Lo sai che lo hai grosso! Cazzo! Prima, mi stavo divertendo. Ora non più! Vado a farmi la doccia, adesso!
E se ne va.
— Che è successo, Tommy?
— Ho perso il controllo. Non riuscivo a fermarmi. Non volevo farle male.
— Avresti dovuto chiederle scusa, non accusarla di non avere il culo vergine! Che t'è saltato in mente?
Tommy resta zitto.
— Vedi di farlo al più presto. Ora dammi una mano a cambiare le lenzuola.
In due ci mettiamo un niente a rifare il letto di mamma.
Intanto Susy esce dal bagno e va in camera a vestirsi. La seguo.
— Un po' meglio?
— Un pochino. Ma brucia da maledetti.
Vado al mio comodino e prendo un tubetto di crema.
— Tieni, metti questa. È una crema lenitiva che si usa per le emorroidi. Ti allevierà il dolore.
Susy se la spalma abbondantemente.
— Ah… sì… molto meglio ora. Guardami, riesco anche a sedermi!
— Mi dispiace che Tommy ti abbia fatto male. Doveva essere una festa, e invece…
— Ma va… è stata lo stesso una festa… con finale a sorpresa. Non fartene un problema… Tra qualche giorno passerà tutto. Ho comunque gradito tutto il resto.
Mi si avvicina e mi bacia. Un bacio intenso.
Alle sette arrivano mamma e papà.
— Allora passato bene la giornata? — chiede papà.
— Non male, papi, mi sono divertita un sacco con loro due. Ora tocca a te!