i racconti di Milu
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Improvvisamente ci si sente svuotati.

Eri convinto un minuto prima di essere pieno.
Poi…invece…
“Te lo ricordi ancora?”
“Lo sento… lo sento ancora in bocca”
“Cosa, esattamente?”
“Il sapore del collare…”
“Continua..”
Quel giorno ero inerme.
Sapevo cosa mi aspettava e ci stavo lottando passo dopo passo.
Piede destro avanti: il disgusto… il vomito… il desiderio di scappare…
Piede sinistro avanti: l’eccitazione… la voglia… la carne… la sua voce che mi sussurra all’orecchio…
Era tempo che non ci vedevamo. Troppo.
Nel mese passato, lui si era chiuso in sè stesso, nei suoi dubbi, nelle sue paure mai ammesse ed il risultato era un cane rabbioso che digrignava i denti contro di me.
Dal canto mio, desideravo solo star bene, ma lui manteneva la tensione alta ed io che cercavo di farlo ragionare.
Avevo adoperato le mie energie per fargli tornare il sorriso e …come al solito…nel momento in cui avevo mollato il colpo, il suo umore era tornato buono.
Io?
Io ero sfinita. Ma lo amavo.
Camminavo per quelle strade enormi di metropoli e pensavo al suo odore.
Eccolo.
Mi viene incontro facendo finta di niente. Guarda altrove. Non me.
Ma so bene che non vede l’ora di vedermi.
Si blocca davanti a me e mi offre un aiuto con la valigia, che rifiuto.
Mi guida verso la sua nuova dimora e nel frattempo parliamo del più e del meno, restando sempre su discorsi vaghi.
La mia tensione sale. Sia in negativo che in positivo.
Non potrei chiedere di peggio… nè tanto meno di meglio.
Apre la porta di casa e mi fà accomodare in una stanza semibuia.
Il caldo estivo non è piacevole in una grande metropoli, ma in quella stanza il buio rendeva tutto molto più vivibile.
La porta si chiude ed il suo abbraccio si chiude su di me.
Resto immobile.
Non so ancora se lui vorrà amarmi o punirmi per questo mese di litigi.
Sento che mi bacia sul collo…le sue labbra lasciano posto lentamente ai denti che mordicchiano la pelle.
E questo significa che neppure lui sa cosa vuole da me…vuole l’amore o vuole la libido?
Di colpo si stacca, e trasalisco…
Mi volto per seguire i suoi movimenti ma lui mi benda.
“Fidati di me… ho una sorpresa”
Mi lascia sola per un pò…
Sento che non è lontano… sento che si muove, poi più niente.
Forse è lì fermo, col suo sorrisino compiaciuto che mi guarda….che guarda il suo spettacolo preferito?
Tra i miei pensieri si fanno largo le sue mani che prendono le mie.
“Ecco…tieni…indovina che cos’è?”
Muovo le mani e mi accorgo subito di avere un collare tra le dita.
“Come avevi promesso: un collare”
Mi toglie la benda.
Sorride e mi bacia teneramente.
Io stringo il collarino e mi metto “a cuccia” tenendo gli occhi fissi su di lui.
“Che fai?” mi chiede sorpreso
“Se ti siedi lì, facciamo le cose fatte per bene…”
Mi guarda senza capire…
“La tua cagnolina vuole uscire…e quindi ti deve portare il collare…”
Senza dir molto, si adagia sul divanetto presente nella stanza. Appoggia le mani sulle cosce e aspetta.
“Vieni da me, cagnetta”
Porto il collare alla bocca semiaperta e lo prendo tra i denti senza stringere.
Appoggio i palmi ed inizio la lenta avanzata a quattro zampe verso il mio padroncino.
“… Attraversai umiliazione ed eccitazione in mezzo metro, tra un tavolino, un letto ed un divano.
Ma quando arrivai tra le sue gambe e quando sentii la sua mano accarezzare il mio viso, mi sentii felice…”
“E quel continuo altalenarsi di gioia e tristezza, si è più riproposto?”
“Con Ronin?…Con Ronin era, è… sarà sempre così. Non c’è certezza se non nella contraddizione, nel mutare dei contrari, nel caos…. ma lo amo per questo….” ]

By Sam
Note finali:
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