i racconti di Milu
racconti erotici per adulti

| Sexy Video Chat | Gay Cam | Messenger - NEW |

[ - ] Stampante
Indice
- Text Size +
Note dell'autore:
Tratto da una storia vera
Sorpresa di Natale

Finalmente a casa!

Quella commessa di lavoro extra, così urgente e indispensabile, che il capo era stato così velatamente gentile e falsamente dispiaciuto a richiedergli proprio la vigilia di natale, era, per fortuna, finita prima di quanto avesse temuto ed era rientrato di corsa a casa, felice di poter abbracciare la sua donna in quel giorno di festa.

Parcheggiò al suo solito posto. Poco distante dalla sua, ai piedi del condominio dove vivevano, trovò un'auto che non aveva mai visto prima. I finestrini erano tutti appannati, chiaro ed inequivocabile segno che una coppietta, magari giovane, stesse festeggiando il Natale, lo fecero sorridere divertito. Quante volte aveva fatto l'amore con la sua donna, prima di prendere casa insieme? Da quanto tempo non si concedevano più una scappatella fuori dalle mura domestiche? Sentì un po' di nostalgia per quei tempi sbarazzini e leggeri. Era di buon umore. Era la vigilia e, nonostante quell'antipatica commessa extra di lavoro, era uscito da lavoro soddisfatto. Aveva voglia della sua donna e tra poco anche lui avrebbe festeggiato il Natale. Avrebbe preparato la cena al suo amore e poi si sarebbero spostati in camera da letto. O in qualsiasi altro angolo della casa. O forse... Perché no... Anche fuori casa.

Un ultimo sguardo all'auto (era solo una sua impressione o dondolava? Si stavano impegnando i ragazzi!) e scese. L'aria era fresca e pungente e si chiuse bene nel cappotto per arrivare al portone del condominio. Dalla ragazza nell'auto sfuggì un urletto. Forse si era sbagliato? Eppure... Scosse la testa ed entrò nel palazzo. L'ascensore, fermo al piano terreno, sembrava aspettare proprio lui. Quel momento di silenzio gli fece tornare alla mente quel gemito di piacere che aveva sentito poco prima. Gli era quasi parso di aver riconosciuto una voce familiare.
Si guardò allo specchio e si trovò bello, in forma. Aveva voglia di fare l'amore. Al punto che la sua testa iniziava a giocargli brutti scherzi. Sorrise divertito e già si immaginò la sua metà tra le proprie braccia e mille baci appassionati.

Pochi istanti dopo era in casa.

Vuota. Strano. Si guardò attorno ascoltando il silenzio. Solo quando fu certo che non ci fosse nessuno chiamò. Prima timidamente, magari si era addormentata. Nessuno rispose. Poi alzò la voce. Ancora nessuna risposta. La casa era davvero vuota. Lei doveva essere fuori. Guardò sul mobile accanto all'ingresso. Il mazzo di chiavi di lei, in effetti, non c'era. Ma le sue mutandine erano appese alla maniglia. Le fece scorrere tra le dite, erano umide. Magari era uscita per un caffè con le amiche e a scambiarsi i regali e, nella fretta, non lo aveva avvertito e questo era il suo modo per scusarsi e stuzzicarlo. Sorrise. Probabile. Fece spallucce, si spogliò una volta in bagno e si infilò sotto la doccia. La voglia che sentiva per lei era innegabile, specialmente ora che, nudo, sentiva l'acqua scivolare sul proprio corpo. Si immaginò entrambi sotto la doccia, come era accaduto qualche sera prima, quando lei, vogliosa, si era insinuata sotto l'acqua, inaspettatamente. E avevano fatto l'amore. Quei pensieri servirono a tutto tranne che a placare i suoi ormoni. Spostò il comando della temperatura dell'acqua verso il triangolo azzurro.
Uscì dalla doccia e si avvolse nell'accappatoio. Una goccia d'acqua si staccò dai capelli sulla tempia di destra e scivolò giù, fino alla mandibola. Instancabile, continuò la sua corsa lungo il collo e si fece guidare dalla clavicola fino ai pettorali, dove incontrò la spugna dell'accappatoio e finì la sua vita e la sua corsa.
Si spostò in cucina e si mise al lavoro sulla cena, senza che distogliere la mente dal pensiero della propria donna. Dalla finestra della cucina aveva una visuale chiara sull'auto dei due amanti. Chissà poi perché fermarsi nel parcheggio di un condominio, così allo scoperto e sotto gli occhi di tutti. Dovevano essere esibizionisti... o molto giovani e intraprendenti. Diede ancora un'occhiata veloce a quei vetri appannati e guardò l'ora. Erano quasi le otto. Si stavano divertendo i ragazzi là sotto! Sorrise ricordando i primi tempi in cui usciva con lei ed ogni angolo era un'occasione per fare l'amore. Decise di lasciarli in pace e dedicarsi alla cena, convinto che lei non avrebbe tardato ancora molto.
Il rumore della portiera che si chiudeva. Tacchi sul selciato. L'auto che si accendeva e partiva. il portone del condominio che si chiudeva. Ormai conosceva tutti quelli che abitavano nel condominio e si chiese chi potesse essere la ragazza che si esponesse al rischio di essere scoperta. La sua mente cercò una possibile colpevole tra le ragazze. E se non fosse stata la figlia di qualcuno, ma magari la moglie? Se fosse stata una scappatella clandestina?
Di colpo si fermò. Immobile.
Un sospetto si insinuò nella sua mente e nella sua anima calò il gelo. All'improvviso tutti i pezzi andarono al loro posto con precisione chirurgica. Si allontanò lentamente dai fornelli, ancora con il mestolo, sporco, in mano, il sugo che rosolava pigro sul fuoco.
Quando la porta si aprì, lentamente, lui era lì, con il cuore pesante più del piombo.
Lei apparve sulla soglia. Indossava il vestitino rosso, con la gonna che faticava a coprirle le cosce e lasciava vedere l'orlo delle autoreggenti. La camicetta bianca, sotto quella giacchettina rossa, lasciava facilmente intendere che non c'era il reggiseno. Era il completo delle loro seratine trasgressive. I capelli erano raccolti e nascosti sotto un berrettino da Babbo Natale con le stelle rosse che si illuminavano.

E allora capì. L'ascensore al piano terra. L'urletto che aveva colto, ma il suo cervello aveva rifiutato di associarlo alla persona giusta. Le mutande lasciate lì per fargli sapere che era uscita senza. E la posizione dell'auto... Non era casuale. Si erano voluti mettere intenzionalmente sotto la finestra della cucina.
Volevano che sapesse che lei stava scopando con un altro.

Il silenzio venne rotto dal mestolo che cadeva a terra.

Il sugo stava bruciando.
Note finali:
http://roninmoonlight.blogspot.it/2016/12/sorpresa-di-natale.html