i racconti di Milu
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Salve a tutti!!
Sono di nuovo Nina. Vi ricordate di me?
Comunque… un piccolo riepilogo: la mia famiglia, oltre a mamma Lisetta e papà Pietro, è composta da due sorelle grandi già sposate (però non ci vediamo quasi mai, abitano lontano), mio fratello Luca, 20 anni (gran figo), poi ci sono io, e dopo il cocco di mamma (e se ne approfitta!) Francesco, 18 anni (gran bel ragazzino).
L'inverso scorso mamma si è fatta male seriamente. Tra intervento e riabilitazione, è rimasta in ospedale per tre mesi. Per cui tutto è ricaduto sulle mie spalle. Mentre mamma era ricoverata mi ha fatto promettere che avrei badato alla famiglia come avrebbe fatto lei, prendendo il suo posto.
E da brava figlia l'ho fatto. Ho preso il suo posto nel letto accanto a mio padre… e anche ai miei fratelli. Non calcolando una cosa ovvia…
Ora sono incinta. E non potrei essere più felice di così! Papà è al settimo cielo all'idea di avere una nipotina. Anche mamma lo è. Non si è minimamente arrabbiata quando lo ha saputo (era appena tornata dall'ospedale, quando se ne accorta). Anche lei vuole dei nipotini, e che la bambina sia frutto di un incesto non gliene importa proprio. Dopotutto anche lei va a letto coi miei fratelli.
Ti confesso che la bambina può essere figlia o di mio padre o di mio fratello Luca. Non di Francesco, però, perché non l'ho ancora fatto venire dentro di me.
Vabbè, ora è estate e sono di otto mesi (mi mancano tre settimane al termine). È il periodo più impegnativo per la fattoria. Dall'alba al tramonto, mio padre ed i miei fratelli sgobbano per i campi. Fortuna che la scuola è finita e Fra da una mano anche lui. Aiuto anche io, per quanto posso. Mi occupo degli animali, che sono meno impegnativi. La mungitura è automatica e, per quanto riguarda i cavalli, devo solo strigliarli e dar loro da mangiare.
Quando gli uomini tornano dai campi, la sera, sono sfiniti e io e mamma ci occupiamo di loro. A tutti e tre facciamo dei massaggi per rilassare i muscoli doloranti. Sì abbiamo i trattori, ma alcuni lavori vanno fatti ancora a mano e vanga (bisogna tenere puliti i canali di irrigazione).
Una sera, dopo cena, sono sdraiata a letto (ho un letto matrimoniale) e sto ascoltando della musica, quando papà si affaccia alla mia camera. Mi tolgo le cuffiette.
— Ciao papà. Ti serve qualche cosa?
— Che ne dici di una bella scopata?
Già, così diretto. Mio padre è fatto così.
— E la mamma?
— È impegnata con Francesco — sorridendo sardonico — e Luca è fuori con la morosina.
— Beh… chiudi la porta allora e vieni.
— No. La porta la lascio aperta.
Man mano che si avvicina al letto, si toglie i vestiti. Un capo dopo l'altro è sul pavimento, come un sentiero ad indicare la strada. Quando arriva da me è nudo ed il suo cazzo svetta imponente. Non è particolarmente esagerato come dimensioni, ma è comunque un cazzo di tutto rispetto.
Resta in piedi accanto al letto ed io mi sposto sul bordo e comincio a fargli un pompino. Papà inizia subito ad ansimare. Mi afferra per la testa ed inizia a scoparmi la bocca. Senza violenza, però. È esuberante, ma non lo ha mai fatto con violenza.
Si stacca poco dopo, prima di venire.
Mi sfila la canotta e i pantaloncini che indosso. Si inginocchia sul pavimento, di fronte a me. Senza togliermi il reggiseno, mi toglie le poppe dalle coppe, strizzandole un po'. Sono parecchio eccitata, e quando papà si imbocca un capezzolo e inizia a succhiare forte, vengo.
Rapidamente mi toglie gli slip e mi lecca, non perdendo neanche una goccia dei miei succhi. Per mantenere l'eccitazione, mentre lecca, mi infila un dito dentro la fica, a farmi un ditalino.
La sua mano sale sulla mia pancia e le sue labbra si posano sulla rotondità del mio ventre e ne solcano ogni centimetro lasciando una leggerissima scia di saliva.
Il suo sguardo incontra il mio e ci vede la dolcezza dovuta alla maternità e alle attenzioni che mi presta. Mi toglie il reggiseno e mi fa sdraiare.
La sua mano ritorna lungo le cosce, apro le gambe e si tuffa di nuovo sul mio inguine, la sua lingua entra dentro la mia fica, alla ricerca del clitoride. Ogni piegolina vaginale viene solcata e leccata. È una sensazione bellissima…
Mi tira su le gambe e, guardandomi dritta negli occhi mi infila il cazzo dentro la pancia. Le pareti vaginali si dischiudono al suo passaggio. La sublime sensazione che provo in quel momento è indescrivibile. Sono incinta e mi sto facendo scopare da mio padre.
Si appoggia a me, quasi schiacciandomi.
— Uhm, sì, ah… sì, uhm…
Il gemito mi esce naturale. Quello che è entrato nella mia fica è un cazzo duro e grosso, lo sento perfettamente muoversi e palpitare dentro di me.
Papà mi bacia. Infila la sua lingua nella mia bocca e cerca la mia lingua. I nostri baci diventano lunghi e profondi.
Apro gli occhi e quello che vedo mi lascia di sasso, perché mi trovo davanti la faccia di papà sconvolta dal godimento, mentre sopra di me è impegnato in una estenuante chiavata.
— Uhm, oh sì, tesoro… ah… Nina sì, godo… sto godendo amore mio.
Papà lo sento ansimare mentre si muove sopra e dentro di me.
Dopo qualche minuto cambiamo posizione. Mi metto alla pecorina. Dalla forza che imprime quando spinge il suo cazzo dentro di me capisco che quella posa gli piace molto.
Le sue mani come artigli, mi tengono ferma mentre lui si muove avanti e indietro, ficcandomi il suo cazzo tutto dentro la fica. Dio che goduria avvertire quel palo di carne nella mia fica e lo esprimo a chiaramente.
— Uhm, sì papà, sì ah… papà mi piace! mi stai facendo impazzire… sì, continua… continua…
Dopo diverse posizioni mi ritrovo sopra di lui, a smorza candela. Lo guardo in viso, mentre lui mi regge ai fianchi, aiutandomi, mentre io vado su e giù sul suo meraviglio cazzo duro, interamente nella mia fica.
Dopo diverse intense chiavate fatte in tutte le maniere che papà gradiva, alla fine ci ritroviamo a scopare in una stupefacente missionaria. Papà mi sovrasta completamente. Lui si è incuneato tra le mie cosce aperte, con il suo ventre appoggiato al mio pancione.
Ma la cosa straordinaria è il movimento del suo bacino tra le mie gambe spalancate mentre spinge il suo meraviglioso cazzo dentro la mia fica ingorda e affamata di sesso.
— Sborra papà… sborra… sborra anche tu… sto venendo ancora… ah… godi con me papà… sborra… sborra… sì, dai, adesso… ah… ah…
Quando raggiunge il limite, si abbandona sopra di me urlando tutto il suo appagamento, ruggendo come un animale mentre il suo sperma si libera nella mia fica.
Quando ci riprendiamo, mi accorgo che la mamma è rimasta ad osservarci. È ancora nuda, dopo aver fatto sesso con mio fratello.
— Sai amore… guardarti fare l'amore con nostra figlia è estremamente eccitante… Mi fa quasi venire voglia di farlo ancora… insieme a voi.
— Mamma… cosa dici!?
— Perché? Ti sembra strano che voglia farlo?
— No… ma papà ha un solo cazzo e noi abbiamo due fiche…
— Basta fare una cosa a quattro. Ci scommetto che Francesco non si tirerebbe indietro. Vado a chiamarlo, aspettatemi.
Io e papà ci guardiamo e ci mettiamo a ridere.
— Perché no? Tanto oramai… — dice papà.
Mamma torna immediatamente con Francesco, già nudo (o ancora nudo).
Appena mi vede, Fra si lancia in mezzo alle mie gambe, leccandomi il seme di papà che mi cola dalla fica.
— Wow sorellona, certo vederti nuda, hai una pancia immensa. Questa mia nipotina si è allargata parecchio.
— No, scemo! Ha solo cambiato posizione… Si è messa comoda a godersi la cavalcata di papà.
Tutti scoppiano in una fragorosa risata. Poi Fra si rimette a leccarmi la fica, pulendo il resto dello sperma di papà che cola.
— Ora ci penso io a te. Vedrai… ti manderò in orbita…
Mi metto comoda sul letto. Non è semplice fare una cosa a quattro.
Allora… Io mi metto alla pecorina, papà si sdraia sotto di me e con una mano e la bocca si attacca alle mie tette e l'altra mi stuzzica il clitoride, mamma si impala sul cazzo di papà, offrendo la bocca e le tette a mio fratello, che mi prende da dietro.
In qualche modo riusciamo a godere tutti quanti.
Mio fratello è stato di parola. Mi ha fatto raggiungere vette inesplorate di soddisfazione, anche se il suo cazzo è più piccolo di quello di papà.
— Domani lo facciamo ancora, solo io e te, però. Mi sono stufato dei tuoi pompini. D'ora in poi voglio la tua fica — mi dice Francesco. — E un'altra cosa… La tua prossima gravidanza deve essere perché sarai incinta di mio figlio!
— D'accordo. Nulla da obbiettare — convengo io.
Poi Francesco, papà e mamma se ne vanno ed io rimango sola con la mia bambina.
Le parlo mentre mi accarezzo la pancia.
— Hai sentito tesoro? Avrai presto un fratellino…
Dopo una decina di minuti sento la porta di casa che si apre. È tornato Luca e si ferma qualche secondo da me. Sono ancora nuda.
— Che fai, bellezza?
— Nulla di particolare… mi sto riposando dopo aver fatto sesso con papà e Francesco.
Si avvicina al mio letto.
— E lei come si comporta? — mi chiede accarezzandola dolcemente. — Come sta la mia piccolina?
Lui è convinto che sia sua figlia, anche se sa benissimo che potrebbe essere di papà.
— Oh, lei è stata brava. Si è messa comoda a godersi la cavalcata — faccio io mentre aggiungo la mia mano a quella di Luca.
— È proprio una brava e dolce bambina… — mi sussurra baciandomi sulla bocca.
Appena sento le labbra di Luca sulle mie, infilo la mia lingua nella sua bocca. Inizia un inseguimento, a cercarci reciprocamente.
Intanto Luca si spoglia e si sdraia accanto a me. Sento le sue mani accarezzarmi il seno, insistendo sui capezzoli. Li stuzzica con dei movimenti circolari, fino a quando li sente inturgidirsi. Immediatamente lascia la mia bocca e si precipita ad imboccarsi il seno. Me lo strizza, fin quasi a farmi male, succhia forte, fino a far uscire quelle poche gocce di colostro che ho.
Poi la sua mano scende verso il basso, arrivando alla fica.
— Ti sei proprio divertita, eh? Senti un po' quanto sperma hai dentro… — mi dice infilandomi dentro tre dita.
— Già, ho proprio goduto. Prima con papà e poi con Francesco — riesco a dire ansimando.
— Era proprio ora che si decidesse. Mancava solo lui.
Le sue dita fanno dentro/fuori, alternando veloce e lento.
— Tra l'altro, si è già prenotato per la mia prossima gravidanza…
Si sposta verso la mia fica.
— Eh no. Questo non lo può fare… Dovrò fargli un discorsetto.
Poi inizia a leccarmi. Una sublime leccata di fica, che mi fa venire.
— Perché… no? — dico ansimando pesantemente.
— Non può avere l'esclusiva. Tu sei nostra… di tutti e tre. Se lui vuole essere sicuro che il bambino sia suo, io e papà non potremmo scopare con te. Non è giusto.
Mi fa mettere su un fianco.
— Ma voi mi avete già messo incinta. Perché non lo può fare anche lui?
Mi solleva una gamba, mettendosela oltre i suoi fianchi.
— Perché sei di tutti. Tutti devono avere le stesse probabilità.
Mi penetra.
— Ah… sì… che fica bollente che hai, amore… È il posto che preferisco in assoluto dove mettere il mio cazzo… Niente di paragonabile…
La mia fica è già abbondantemente lubrificata dagli sperma e Luca gode.
— Ah, Nina… se tu non fossi mia sorella, ti sposerei… Avrei sempre a mia disposizione la tua fica da riempire col mio seme… Ti voglio… sì… ti voglio sempre…
Mi sta penetrando per bene, quando all'improvviso arriva una contrazione.
Luca urla per il dolore che gli sto provocando.
Accorre mamma.
— Che succede? Chi ha urlato? — chiede.
Con un dito indico Luca, rovesciato sul letto accanto a me che si tiene il cazzo con le mani.
— Ho avuto una contrazione mentre era dentro e gli ho fatto male.
— Tranquilla mamma, adesso passa. E tu me la paghi…
E mamma se ne va, tranquillizzata.
— Che c'entro io? Mica le controllo le contrazioni!
Per fortuna il cazzo è ancora in tiro.
— Adesso ti scopo come si deve…
Mi fa mettere alla pecorina e infila il suo palo dentro di me. Mi scopa rapido. Mi scopa divinamente. Viene quasi subito, riempiendomi col suo sperma. Ma il cazzo è ancora duro.
Poi si sdraia sul letto e mi invita a sedermici sopra.
Ne viene uno splendido smorzacandela. Poi sento arrivare un'altra contrazione. Mi tolgo subito.
— Perché sei uscita?
— Ne sta arrivando un'altra. E questa è un po' più forte. Vai a chiamare la mamma.
Così com'è, col cazzo in tiro, corre a chiamarla. Se non fosse per la situazione sarebbe comico.
Arrivano di corsa mamma e papà. Stavano scopando anche loro perché sono entrambi nudi.
La mamma si avvicina al letto, posando una mano sulla pancia. È dura per la contrazione. Appena passa, si mette tra le mie gambe e guarda dentro la mia fica.
— Sei un po' dilatata. Credo che tu stia partorendo. È meglio se vai a farti un bagno. Io preparo la borsa e andiamo in ospedale. Luca ha bisogno di aiuto. Fallo tu.
Dopo quasi un'ora, con le contrazioni che vanno e vengono, arriviamo in ospedale. Mi ricoverano in sala travaglio ma ci vuole ancora del tempo prima che partorisca. A turno, papà, mamma e Luca, mi aiutano a passeggiare, sostenendomi quando arriva una contrazione. Dopo altre tre ore, finalmente partorisco.
Amelia è il ritratto sputato di papà…