i racconti di Milu
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Mi sto svegliando dopo aver passato un giorno ed una notte di fuoco tra le braccia e le gambe di una splendida e giovane donna.
Alta, flessuosa, fisico asciutto, seno sodo e ben sostenuto, culetto favoloso da chi pratica sport assiduamente. Occhi nocciola da cerbiatta, naso piccolino e dei lunghissimi capelli biondi, che ora sono sparsi sul materasso.
È stata una piacevole sorpresa la sua scoperta.
Sono stato all'estero per lavoro per quasi un anno. L'azienda per cui lavoro aveva bisogno di qualcuno per supervisionare la costruzione di un impianto di riciclaggio in Polonia ed io mi sono offerto volontario. Sono un ingegnere civile, laureato già da qualche anno e la mia esperienza era più che sufficiente al lavoro da svolgere. In pratica dovevo solo controllare che tutto veniva costruito secondo il progetto realizzato da un rinomato studio di progettazione. Era piacevole stare là e non mancavano mai delle ragazze con cui passare le "fredde" notti.
Ho 31 anni, non sono sposato e vivo da solo già da dieci anni. Non ho una vita sociale particolarmente intensa, ma diverse ragazze sono già finite nel mio letto.
Quando ho visto lei per l'ultima volta, prima di partire, sembrava ancora una bambina anche se aveva già 17 anni e ora me la ritrovo ora favolosamente donna.
Non potevo crederci quando me la sono vista piombare addosso. La sentivo quasi tutte le settimane quando telefonavo, ma non ha mai voluto fare videochiamate con me. Si vergognava, diceva.
Ero appena entrato in casa e lei era già lì ad aspettarmi. Sapeva quando sarei rientrato perché avevo avvisato tutti del mio ritorno.

Ieri mattina…
Quando ho chiuso dietro di me la porta di ingresso al mio appartamento, lei mi si è lanciata addosso a bomba. Mi è saltata in braccio, circondandomi la vita con le sue lunghe gambe. Addosso vestiva solo una camiciola, di colore azzurro e i suoi lunghissimi capelli erano legati con un nastro alla base della nuca.
— Bentornato fratellone!!!!
— Arianna! Cosa ci fai qua mezza nuda?
— Ti stavo aspettando, naturalmente. Ma cosa hai messo nel marsupio? È duro come una roccia. Hai portato a casa dei sassi dalla Polonia?
— Ma che dici! Non lo porto il marsupio, ho solo una valigia e la borsa col computer.
Poi arrossisco perché mi rendo conto che sto avendo un'erezione.
Avevo lasciato mia sorella Arianna che sembrava ancora una bambina ed ora invece mi ritrovo tra le braccia una splendida donna.
— Scendi Arianna, fammi almeno togliere la giacca e le scarpe.
… Sì dai, così almeno mi passa l'erezione… ma avere tra le mani il suo culetto non aiuta di certo.
— Non se ne parla nemmeno, sto comoda — dandomi un sonoro bacio sulla guancia.
— Dai… Arianna, scendi…
— Uffa… stavo così bene…
Scende e si allontana un poco.
— Finalmente sei tornato. Mi mancavi così tanto… — mi dice strusciandosi sul mio fianco.
— Anche tu mi sei mancata, Arianna. Ma davvero, cosa fai qua? Perché non sei a scuola?
— Sapevo che tornavi oggi ed ho voluto darti un fantastico bentornato — cerca di scusarsi. — E per quanto riguarda la scuola oggi c'è sciopero. Una meravigliosa coincidenza, non trovi? Venerdì, sabato e domenica di tutto riposo.
— E perché sei così? Solo con la camicia?
— Beh, fratellone… avevo caldo… e così… beh… sono più libera… non so… Perché? Non ti piaccio?
— Ti trovo splendida, lo sai. Sei una bellissima ragazza ma… non è che fa poi così caldo… È inverno.
Non mi da neanche il tempo di riprendermi. Non fa che starmi appiccicato, per non parlare delle carezze che mi fa sulla nuca guardandomi negli occhi.
All'improvviso si allontana un pochino. Mi toglie il giaccone, lasciandolo scivolare a terra. Poi mi prende per mano e mi tira in soggiorno, davanti al divano.
Intrufola la mano sotto il maglioncino e comincia ad accarezzarmi lentamente il torace. Poi lentamente la mano scende e mi slaccia la cintura, sfilandola dai passanti.
— Arianna… smettila… cosa stai facendo? Smettila ho detto.
Ma lei non mi da retta. Per tutta risposta appoggia le sue labbra sulle mie e sento la sua lingua che mi lecca e cerca di introdursi nella mia bocca.
La afferro per le spalle e la allontano da me.
— Ma cosa ti salta in mente! Sono tuo fratello!
— E allora? Che m'importa… sei sempre stato l'unico che mi piacesse!
Mi sbottona i jeans e mi accarezza il cazzo. Lo sento ancora più duro e l'eccitazione non fa che aumentarne le dimensioni.
— L'ho sognato tutte le notti e ora intendo prendermelo.
— Perché fai così… Arianna? Non puoi fare l'amore con me! Sono tuo fratello. Non è bene…
— Non mi interessa — sussurra tra le mie e le sue labbra.
Ora la sua mano è dentro i boxer. Me lo sta scappellando. Comincio a respirare più velocemente. Sono al limite ormai. Tra poco perderò il controllo.
— Togliti le scarpe — mi sussurra ancora.
Ormai ho perso la volontà di resisterle e mi tolgo le scarpe.
Le mie mani ora volano sul suo corpo. Le infilo sotto la camicia e scopro che è senza canottiera e reggiseno.
Rispondo ai suoi baci con dolcezza e delicatezza. Ormai non riesco più a fermarmi.
Le sue mani ora stanno tirando giù i pantaloni e con essi anche i boxer. Poi si inginocchia di fronte a me ad osservare da vicino.
— Sì, è proprio come lo sognavo… bello, duro, lungo ma soprattutto grosso…
Poi alza lo sguardo su di me e sorride. Si avvicina ancora e lo prende in bocca. Comincia piano, leccando la cappella. Mi fa quasi il solletico da tanto è delicata. Sento l'umido della sua lingua roteare in tondo.
Lentamente mi spinge indietro, facendomi sedere sul divano. Riesco a sfilare un piede dai pantaloni e allargo le gambe, lasciandole lo spazio necessario per arrivare meglio al mio cazzo.
Ora mi sta leccando l'asta, bagnandola di saliva. La luce si riflette sul bagnato, facendolo quasi scintillare ai raggi del sole che entrano dalla finestra.
Mi abbandono sullo schienale del divano, godendomi il più possibile il pompino di mia sorella. Ormai la lascio fare, non ha senso fermarla. Non lo farebbe mai. Gioco coi suoi capelli.
All'improvviso Arianna si stacca. Si alza in piedi e si toglie la camicia.
— Luca… ti piaccio?
La osservo bene. Osservo a lungo le delizie che mi si pongono davanti. Una bella terza abbondante, a occhio e croce, e due larghi capezzoli che si ergono imperiosi.
— Oh sì. Sei molto bella. Però devo vedere anche qua se vuoi un giudizio sincero — posando le mani sui suoi fianchi.
Le sfilo le mutandine. Le tocco le pieghe della fichetta, saggiandone la consistenza. È già bagnata fradicia. Ha una leggera peluria bionda che circonda il clitoride, nascondendolo alla vista.
— Avvicinati di più… voglio sentire meglio… — le dico tirandola a me.
La sua fichetta è giusto all'altezza della mia bocca. Le prendo una gamba e l'appoggio sulla seduta del divano. Mi sposto un poco in avanti. Allargo bene le pieghe della fichetta, mettendo a nudo il clitoride.
— Sì… devo dire che l'aspetto è stupendo. Ma il gusto?
Mi fiondo su di esso e inizio a leccarlo con sapienti manovre di bocca e lingua, imparate negli anni.
Per non perdere l'equilibrio, Arianna mi mette le mani sulla testa.
— Oh sì, continua… fantastico… è ancora meglio… meglio di Giorgio (l'altro mio fratello, più piccolo di lei di un anno!!!).
Mi fermo un attimo sorpreso.
— Sei una puttanella, allora!? L'hai fatto anche con lui?
— Non ci pensare… è capitato solo una volta… — ansima — non fermarti… continua… non era importante… volevamo solo sapere cosa si prova…
Riprendo a leccarle la fica. I suoi umori grondano letteralmente dalla fica, scivolando sulla mia lingua.
Le mie mani accarezzano quel culetto sodo… Divino…
Il mio cazzo continua a sussultare. Vuole una fica da scopare a tutti i costi.
Mi fermo. Col piede libero mi sfilo completamente i pantaloni mentre mi rialzo in piedi. Mi tolgo il maglioncino, rimanendo nudo di fronte a lei. Ci guardiamo negli occhi. La prendo per mano e ci avviamo in camera.
Il letto è già pronto, con le coperte rivoltate indietro.
— Avevi già preparato tutto, eh? — commento malizioso.
— Ovvio. Avevo deciso che dovevi essere mio a tutti i costi.
Arianna si sdraia al centro del letto, con le gambe spalancate e le ginocchia rialzate. Allunga le braccia verso di me. Un invito più che esplicito ad accomodarmi dentro di lei.
— Sei sicura che vuoi andare fino in fondo? — le chiedo prendendo un preservativo dal comodino.
— Quello non ti servirà… non ti preoccupare — mi risponde quando vede quello che ho in mano.
— Prendi la pillola?
— No, ma non ti preoccupare…
— Spero che tu sappia ciò che fai e che hai fatto bene i conti, perché non ho intenzione di sporcare il letto.
— Non preoccuparti… — mi dice di nuovo, decisa.
Salgo sul letto anche io. Mi sdraio al suo fianco, baciandola. La accarezzo dappertutto mentre la bacio, soffermandomi particolarmente sul seno ed i capezzoli. Li sento duri sotto il palmo. Mi stacco dalla sua bocca e ne imbocco uno. È durissimo. Mai sentito uno così prima d'ora. Lo mordicchio, mentre Arianna lancia urletti di godimento.
La mano lascia il seno per raggiungere la fica. La bocca resta sul seno che sto succhiando. Infilo un dito dentro, mentre col palmo schiaccio il clitoride.
Arianna si contorce, cercando di godere meglio.
Mi fermo prima che raggiunga l'orgasmo. Mi sposto tra le sue gambe, schiacciandomi sopra di lei. Il mio cazzo è tra i nostri corpi. Lo sfrego per un po' tra di noi, poi mi alzo leggermente, lasciando che cerchi per conto suo l'entrata della fica.
Mi abbasso di nuovo, spingendo il bacino in avanti. Il cazzo entra da sé, senza ulteriori aiuti da parte mia. Spingo un po' rudemente perché è un po' stretta per le mie dimensioni. In qualche modo avverto che c'è una barriera, ma ormai non posso più fermarmi. Spingo ancora più forte e vado oltre, arrivando fino in fondo.
Ora che sono tutto dentro la fica di Arianna, comincio a martellare con ritmo cadenzato. Alterno movimenti rapidi e lenti, cambiando più volte posizione. A volte mi fermo restando dentro di lei e premendo con forza il bacino contro il suo.
Ricomincio ancora a muovermi rapidamente dentro di lei, perché sento che sto per venire.
Arianna è già venuta tre volte.
— Oh, sì… adesso godo… adesso sborro… sì… sborro… ah… ah… sì… — riesco a dire mentre vengo.
Ho sborrato dentro la fica di mia sorella. Non posso credere che sia capitato per davvero. Ho fatto l'amore con mia sorella ed ho goduto più di qualsiasi altra scopata fatta in vita mia.
Resto dentro di lei fino a quando il cazzo si sgonfia e scivola fuori da solo. E solo allora noto che è sporco di sangue.
— Arianna! Cazzo! Potevi dirmelo che avevi le mestruazioni! Adesso abbiamo sporcato tutto!
Arianna volta lo sguardo dalla parte opposta.
— Non ho le mestruazioni, Luca — sussurra così debolmente che quasi non la sento.
— Che hai detto scusa? Non ho capito.
— Ho detto che non ho le mestruazioni — mi ripete a voce più alta.
— E allora da dove arriva questo sangue?
Avevo appena terminato di dire quella frase quando il cervello mi si è collegato alla bocca.
— Eri ancora vergine…! E allora con Giulio era solo… per… per…
— Esatto. Ci siamo solo masturbati a vicenda. Non abbiamo fatto nient'altro. Te l'ho detto che mi piacevi solo tu…
— Oh piccola mia…! Vieni qua… tra le mi braccia… — prendendola per le spalle e attirandola a me. — Grazie! Mi hai fatto un grande dono! Mi hai donato la tua verginità. Grazie! E se lo vuoi sapere, è stata la migliore scopata della mia vita!
— Davvero? — sussurra con il viso appoggiato al mio petto. — Hai goduto davvero così tanto?
— Ci puoi scommettere — le dico mentre le accarezzo la schiena.
Arianna si rilassa ancora di più, appoggiando una gamba sopra le mie. Con una mano mi accarezza il petto. Con movimenti circolari stuzzica uno dei miei capezzoli, arrivando anche a leccarmelo. La sua mano ora scende di nuovo verso il cazzo, che riprende vita. Diventa sempre più duro, fino a che si erge diritto come un palo.
Senza dire una parola, Arianna si solleva e si impala da sola sul mio cazzo. Inizia a muoversi su e giù lentamente, godendo di ogni singolo movimento, coi capelli che ondeggiano a ritmo. Per non parlare poi del suo seno! Ballare così davanti ai miei occhi! Stupendo… superlativo…
Il suo respiro accelera sempre di più. Ora ansima più sonoramente.
— Dai scopami! Sborra ancora… dai… sborra ancora dentro la mia fica… dentro il mio utero… sì… sborra… ah… ah… ah…
Quando sento che sto per sborrare ancora, faccio rovesciare Arianna sotto di me. Stantuffo ancora per un pochino, poi libero il mio carico di sborra dentro di lei.
Mi giro sulla schiena, tirandomela addosso, perché sono ancora dentro.
— Mi farai impazzire, Arianna. Perché proprio ora… perché?
— Non voglio dirtelo. Altrimenti mi mandi via.
— Eh no. Ora mi hai proprio incuriosito! Non farmi incazzare, Arianna. Dimmi subito perché hai voluto fare l'amore con me.
— Perché… — inizia indecisa — perché…
— Allora? — la incalzo severo.
— Perché voglio che mi metti incinta. Voglio andarmene da quella casa. Non voglio più stare sotto lo stesso tetto assieme a papà! Non mi fa fare niente! Mi impedisce di uscire la sera con gli amici! Non mi fa andare in discoteca! Quando finisco la scuola devo tornare a casa immediatamente. E la scuola poi? Una scuola femminile! Di suore! Ci sono solo donne! Anche gli insegnanti sono solo donne! Non ne posso più! Voglio vivere! LO SAI PERCHE' ERO ANCORA VERGINE? — quasi urla. — SONO CIRCONDATA DA DONNE!
Sta piangendo.
— Calmati Arianna… Non c'è bisogno di urlare a questo modo. Ti sento… sono qua. E comunque questo è il motivo più assurdo che abbia mai sentito per avere un figlio! Non puoi semplicemente andartene di casa?
Le sue lacrime mi stanno bagnando.
— E secondo te dove e come vivo? Vado ancora a scuola!!!! Pensi che papà o la mamma mi darebbero dei soldi? No, non mi darebbero nemmeno un centesimo!
Ha perfettamente ragione.
— Calmati ora — le dico trattenendola tra le mie braccia. — Se proprio vuoi andartene di casa, ti ospito io. Va bene? Però la scuola la devi finire. Ti manca solo un anno al diploma.
All'improvviso suona il mio cellulare. L'ho lasciato in soggiorno, assieme alle valigie. Mi alzo e vado a rispondere col cazzo che gocciola per casa, lasciando Arianna a riprendersi.
— Pronto? Luca?
— Ciao mamma. Come va?
— È mezzogiorno passato! Non vieni a mangiare? Arianna è ancora lì con te?
— Sì. Tranquilla mamma, è qui. Scusa mi sono addormentato. Tra mezz'ora arriviamo. Va bene?
— Non tardate! Altrimenti mangerete tutto freddo. Ciao.
Ritorno in camera. Arianna ha smesso di piangere e si è appisolata. Mi siedo sul bordo del letto e la osservo bene. È splendida, mia sorella. Quando lei è nata avevo già 14 anni ed ero sempre stato il suo preferito. Ce l'avevo sempre intorno. Aveva otto anni quando ho lasciato la casa dei miei per andare a vivere da solo. Ma la vedevo comunque quasi tutti i giorni, quando passavo dai miei genitori dopo il lavoro. Ne aveva sofferto parecchio e quando arrivavo a casa si sedeva sempre sulle mie gambe e mi abbracciava. Mi diceva sempre che le mancavo. Ora capisco il motivo… Si è innamorata di me.
— Arianna… svegliati — la chiamo scrollandola. — Era la mamma. Ci sta aspettando per il pranzo. Vado a farmi la doccia. Rivestiti anche tu. Dobbiamo andare tra poco.
— Va bene… Ora mi alzo.
Prendo qualcosa a caso dagli armadi e vado a lavarmi. Poco dopo entra anche lei per farsi un bidet.
Quando esco dalla doccia, lei è ancora lì seduta con l'acqua che scorre.
— Scusa Luca. Ho fatto una follia. E se resto incinta per davvero? — dice sommessamente.
— Non pensarci adesso. A che punto del ciclo sei esattamente?
Ci pensa su un po'.
— Ho finito tre giorni fa.
Ahia. È al limite.
— Non dovresti essere a rischio, non tanto… perlomeno. Dovrebbe essere sicuro.
— Lo dicevi per davvero, che mi fai stare qui con te?
Mi avvicino a lei, nudo, gocciolando sul tappeto. Lei mi abbraccia restando seduta sul bidet, con l'acqua che scorre ancora.
— Ma certo tesoro mio — accarezzandole i capelli.
La sua guancia sfiora il mio cazzo, che da segni di risveglio.
Arianna lo sente e cerca di prenderlo in bocca.
Io mi allontano. — No, non ora. Faremo tardi. E la mamma mi ha già sgridato.
Arianna sbuffa, tra il divertito e l'offeso.
Mi accovaccio di fronte a lei. Le sollevo il mento, guardandola negli occhi.
— Ti giuro che lo faremo ancora questo pomeriggio, quando torneremo qui a disfare i miei bagagli. Almeno questa sarà la scusa… Ma useremo i preservativi questa volta. È meglio non correre ulteriori rischi. E se non sarai incinta, allora prenderai la pillola, perché voglio goderti ancora come abbiamo fatto prima. Voglio poter venire dentro di te ancora e sempre.
E la bacio, stringendola forte a me.
Quando mi stacco dalla sua bocca, siamo entrambi senza fiato.
— Forza, ora vestiamoci. Mi inventerò qualcosa per convincere mamma e papà a lasciarti vivere qui con me.
Poco dopo siamo già in auto e andiamo a pranzo dei nostri genitori. Appena metto piede in casa, mia madre mi stritola in uno dei suoi abbracci.
— Oh, Luca, finalmente sei a casa!
— Mamma lasciami. Sono grande adesso…
Ma è come parlare al vento.
— Sciocchezze! Sarai sempre il mio bambino. Anche quando avrai settant'anni.
Ci sediamo tutti a tavola. Oltre che i miei genitori (entrambi 62 anni) e Arianna, ci sono anche Giorgio (16 anni) e Ottavia (25 anni) con suo marito Stefano.
Noto solo ora che mia sorella è incinta e mi congratulo con lei e Stefano. Ottavia è raggiante, Stefano molto, molto meno. Sembra quasi che sia stato incastrato da questa gravidanza…
— Sì, dovrebbe nascere tra tre mesi… — mi dice accarezzandosi la pancia. — È stata una sorpresa anche per noi. Vero amore?
— Sì, infatti… una vera sorpresa — risponde senza tono.
Arianna se ne sta zitta per tutto il tempo. A parlare ci pensano la mamma e Ottavia. Non fanno che discutere del corredino per la bambina che nascerà. Giorgio se ne va appena finito di mangiare con la scusa degli allenamenti di pallacanestro.
Arianna sale di sopra, in camera sua, e torna con una piccola borsa.
— Sono pronta, Luca. Possiamo andare.
— Andare dove? — chiede papà.
— Le ho chiesto di aiutarmi in casa per qualche giorno. Il tempo di sistemare le valigie… fare un po' di pulizie…
— Ah… e quella borsa?
— Resta a dormire a casa mia. Così non devo venire a prenderla la mattina e riportarla la sera. Dormirà sul divano. È molto comodo. Solo per un paio di giorni. Tornerà domenica sera, papà. Lunedì deve andare a scuola, no?
— Va bene, allora. Peggio per te se si mette nei guai! La devi controllare sempre. È peggio di sua sorella, quella lì… — dice papà arrabbiato.
È Ottavia la sua figlia preferita. Obbediente, remissiva… una figlia perfetta, secondo lui.
Faccio finta di niente e annuisco. Ma so perfettamente che Arianna non è come Ottavia. Ottavia è una vera zoccola. Va con tutti. Almeno… era così prima di sposarsi. Vuoi vedere che non ha cambiato abitudini e che la bambina che aspetta non è di Stefano?
Lasciamo tutti e torniamo a casa mia. Appena entrati trascino di nuovo Arianna in camera da letto, ci spogliamo a vicenda e facciamo ancora l'amore per tutto il pomeriggio.
Come le avevo detto prima, questa volta usiamo i preservativi. Ma non è la stessa cosa… Vorrei tanto non usarli… ma il rischio è troppo grande e lei troppo giovane per avere un figlio ora.
Verso le sei ci alziamo e, dopo un'altra doccia, usciamo e andiamo a fare la spesa al supermercato. Compro anche quattro scatole di preservativi, un test di ovulazione e uno di gravidanza, tanto per stare sicuri.
Porto Arianna in un negozio che vende lingerie.
— Ne voglio uno. Solo per i miei occhi — le sussurro baciandole l'orecchio.
Ne guardiamo diversi e il più bello è uno di colore grigio perla. Il completo (perizoma, reggiseno a balconcino e babydoll) costa 130 euro. Pago e glielo faccio indossare subito. Il solo pensare che lo indossi ora mi fa arrapare da maledetti. Mi sento già il cazzo duro. Compro anche una sottoveste di pizzo nera.
Quando torniamo sistemo le borse della spesa e ignoro le valigie, ancora lì all'ingresso. Mi levo subito i pantaloni, perché il cazzo mi fa male. Prendo per mano Arianna e andiamo ancora in camera da letto. Questa volta la spoglio lentamente. Voglio vederla bene e ammirarla. Il completino che le ho comprato le sta una favola… e mi mostra il suo bellissimo corpo ancora meglio che se fosse nuda. Le scatto una foto col cellulare.
Ne faccio tantissime di foto, mentre la sto scopando ancora. Un bellissimo primo piano del mio cazzo dentro la sua fica. Poco prima di venire, do a lei il telefono e le chiedo di filmarmi. Voglio sborrarle dentro e mi levo il preservativo, perché voglio ricordarmelo per sempre questo momento. Voglio sentire sul mio cazzo la sensazione della sua fica fradicia e piena dei suoi umori.
Al diavolo se è quasi nel periodo fertile…
Restiamo a letto ancora per un po', a coccolarci e a riprenderci.
Sono quasi le nove ed ho una fame da lupi… In cucina metto insieme delle pietanze che abbiamo comprato prima, metto piatti e posate sulla tavola e in quel momento arriva Arianna.
Ha addosso la sottoveste di pizzo nera. Non le sta male… ma l'altro è meglio. E il cazzo mi si rizza lo stesso!
— Ti sei sprecato, eh? Non c'è qualcosa di meglio? — indicando i fornelli.
— Che vuoi!? Che ti prepari una cena da venti portate? Mangiati quello che c'è perché lui — indicandole il cazzo eretto — ti vuole ancora.
— Se la metti così… posso anche dargli un anticipo.
Mi spinge indietro e mi fa sedere sulla sedia. Si inginocchia di fronte a me e mi prende il cazzo in bocca. Continua a leccarlo e a succhiarlo fino a quando mi fa venire. Si ingoia tutto quanto, senza sbavare neanche un rivolo del mio seme.
— Ecco fatto. Adesso possiamo mangiare tranquilli — dice lei quando ha finito.
Chiacchieriamo del più e del meno…, di quello che ho visto e delle donne che ho conosciuto e portato a letto quando ero in Polonia. Non sembra esserne gelosa.
E poi arriviamo alla questione principale: cosa dire ai nostri genitori per permetterle di vivere in casa mia. Certo è maggiorenne, può fare quello che vuole, ma se vogliamo mantenere dei buoni rapporti con i nostri genitori dobbiamo inventarci qualcosa. Mica possiamo dire loro che lo facciamo perché vogliamo scoparci!
Trovato!!! Verrà qui con me perché ho bisogno di qualcuno che mi prepari da mangiare quando torno la sera e che mi tenga in ordine la casa. Per contro, la posso portare io a scuola la mattina, senza che debba prendere il pullman, ed è anche più vicina. Penso che come scusa potrebbe funzionare.
Posso buttare la maggior parte delle cose dalla stanza che uso come studio ed arredarla per lei. Almeno salviamo le apparenze quando verrà qualcuno a casa (i genitori o le sue amiche) e vedranno che ha una stanza tutta per lei.

Stamattina, sul presto…
Come ho detto all'inizio, mi sveglio dopo aver passato un giorno ed una notte di fuoco. Il desiderio di possederci non ci ha fatto dormire, perlomeno ci ha fatto dormire poco.
Per prima cosa le chiedo di fare il test di ovulazione ed il responso fortunatamente è negativo. Ma abbiamo rischiato molto. I picchi ormonali indicano che lo sarà a breve.
Poi, visto che abbiamo deciso, iniziamo a svuotare la camera. Metto tutto in alcuni sacchi della spazzatura che poi butterò. Poi ci facciamo una doccia (e potete immaginare da soli cosa è successo sotto l'acqua) e andiamo all'Ikea. Scegliamo l'arredamento e anche la relativa biancheria. È bello fare spese con lei. Sembra ancora una bambina da tanto è felice e mi sorride ogni volta che ci guardiamo. Io sono una frana nei lavori manuali, per cui scelgo l'opzione di consegna e montaggio dei mobili da parte loro.
Quando torniamo sistemo anche le valigie. E poi finiamo ancora a letto.

Scopiamo ininterrottamente tutto il sabato e la domenica. Concedendoci qualche ora di sonno tra una scopata e l'altra.
Non sono mai sazio di lei e della sua fica. Odio doverlo ammettere ma vorrei tanto fare l'amore con lei senza i preservativi. Mi sembra che sia meno vero, meno sincero, l'amore che provo per lei se non posso venirle dentro.
È la prima volta che lo penso. Fino a pochi giorni fa mi era impensabile fare del sesso senza usarli.
Ma ora… con lei… con mia sorella… mi sembra quasi che sia peccato, non l'incesto, ma il fatto di dover usare i preservativi.
In questi due giorni non ho più pensato ad Arianna come una sorella. Ho pensato a lei come alla mia donna, alla donna con cui voglio passare la mia vita futura.
Sì, ho deciso. Adesso glielo dico…
— Arianna? Vuoi diventare la mia donna? La madre dei miei figli?

Epilogo…
Dieci anni dopo.
I nostri genitori sono morti quasi nove anni fa in un incidente stradale, ed il risarcimento ricevuto dall'assicurazione del colpevole ci hanno reso tutti ricchi.
Ottavia e Stefano si sono lasciati. E Carlotta, la bambina di Ottavia, non assomiglia per niente a Stefano.
Giorgio è diventato un giocatore professionista ed è sempre in giro per l'Italia.
Ed io? Io continuo a lavorare per la stessa azienda (facendo carriera nel frattempo, sono un dirigente ora) ed ho costruito la mia famiglia con Arianna. Abbiamo avuto quattro figli.
Arianna ha finito il liceo e non ha mai lavorato. La prima volta che l'ho messa incinta era stato il giorno del suo diploma. E da allora, ogni due anni circa, è nato un bambino. Tre femmine ed un maschio, tutti sani.
Martina, 7 anni. Giulia, 5 anni. Stella, 2 anni. Michele, sei mesi fa. E stamattina Arianna mi ha detto che è ancora incinta…